Ziagen os fl

Ziagen os fl è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

ZIAGEN, soluzione orale

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa.

PRINCIPI ATTIVI:

Abacavir (come solfato).

ECCIPIENTI:

Sorbitolo 70% E420, saccarina sodica, sodio citrato, acido citrico anidro, metil paraidrossibenzoato E218, propil paraidrossibenzoato E216,glicole propilenico E1520, maltodestrina, acido lattico, gliceril triacetato, aromi naturali e artificiali di fragola e banana, acqua depurata, idrossido di sodio e/o acido cloridrico per l'aggiustamento del pH.

INDICAZIONI:

Terapia di associazione antiretrovirale per il trattamento dell'infezione da Virus dell'Immunodeficienza Umana (HIV). La dimostrazione dell'utilita' e' soprattutto basata sui risultati di studi effettuati con un regime posologico due volte al giorno, in pazienti adulti mai sottoposti a trattamento (naive) in terapia di combinazione. Prima di iniziare il trattamento con abacavir, deve essere eseguito uno screening perla presenza dell'allele HLAB* 5701 in ogni paziente affetto da HIV, aprescindere dalla razza. Abacavir non deve essere somministrato a quei pazienti in cui sia nota la presenza dell'allele HLA-B*5701, a menoche nessuna altra opzione terapeutica sia disponibile per questi pazienti, sulla base della storia del trattamento e dei test di resistenza.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti con grave compromissione epatica.

POSOLOGIA:

Deve essere prescritto da medici esperti nel trattamento dell'infezione da HIV. >>Adulti ed adolescenti: 600 mg (30 ml) al giorno. Questa puo' essere somministrata sia come 300 mg (15 ml) due volte al giorno che come 600 mg (30 ml) una volta al giorno. I pazienti che intendono passare alla somministrazione una volta al giorno devono assumere 300 mg(15 ml) due volte al giorno e passare a 600 mg (30 ml) una volta al giorno la mattina seguente. Qualora si preferisca un'unica somministrazione alla sera, devono essere assunti 300 mg (15 ml) solo alla prima mattina seguiti da 600 mg (30 ml) alla sera. Se si intende ritornare alle due somministrazioni giornaliere, i pazienti devono completare il trattamento giornaliero e iniziare ad assumere 300 mg (15 ml) due volteal giorno la mattina seguente. >>Bambini dai tre mesi ai 12 anni di eta': 8 mg/kg due volte al giorno fino ad un massimo di 600 mg (30 ml)al giorno. >>Bambini di eta' inferiore ai tre mesi: i dati disponibilisull'uso del farmaco in questo gruppo di eta' sono molto limitati. Puo' essere assunto con o senza cibo. E' disponibile anche in compresse.>>Compromissione renale: non e' necessario alcun aggiustamento dellaposologia in pazienti con disfunzione renale. Tuttavia, deve essere evitato in pazienti con malattia renale all'ultimo stadio. >>Compromissione epatica: abacavir e' principalmente metabolizzato dal fegato. Nonpuo' essere fatta alcuna raccomandazione posologica nei pazienti con compromissione epatica lieve. Non ci sono dati disponibili nei pazienticon compromissione epatica moderata, pertanto l'uso di abacavir non e' raccomandato a meno che non sia ritenuto necessario. Nei pazienti con compromissione epatica lieve e moderata e' richiesto uno stretto controllo e, se fattibile, si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici di abacavir. E' controindicato nei pazienti con grave compromissione epatica. >>Anziani: attualmente non sono disponibili dati di farmacocinetica nei pazienti di eta' superiore ai 65 anni.

CONSERVAZIONE:

Conservare a temperatura non superiore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE:

IPERSENSIBILITA': le reazioni di ipersensibilita' sono caratterizzatedalla comparsa di sintomi che indicano un coinvolgimento di sistema multi-organo; quasi tutte avranno febbre e/o rash come parte della sindrome. I sintomi della reazione di ipersensibilita' generalmente avvengono entro le prime sei settimane dall'inizio del trattamento con abacavir, anche se tali reazioni possono avvenire in ogni momento durante ilcorso del trattamento. I pazienti devono essere strettamente controllati, specialmente durante i primi due mesi di trattamento mediante consultazione medica ogni due settimane. I pazienti ai quali sia stata diagnosticata una reazione di ipersensibilita' in corso di terapia, DEVONO sospendere immediatamente l'assunzione. Questo o qualsiasi altro medicinale contenente abacavir (ad es. Kivexa, Trizivir), NON DEVE MAI essere assunto di nuovo nei pazienti che hanno interrotto la terapia acausa di una reazione di ipersensibilita'. La riassunzione di abacavirdopo una reazione di ipersensibilita' provoca un'immediata ricomparsadei sintomi entro poche ore, generalmente piu' grave della forma verificatasi all'inizio e puo' includere ipotensione pericolosa per la vita e morte. Se la terapia e' stata sospesa per qualche ragione e se neconsidera il reinizio, si deve stabilire il motivo della sospensione per verificare se il paziente non abbia avuto alcuni sintomi di una reazione di ipersensibilita'. Si deve ricordare ai pazienti che sono ipersensibili, che essi non devono piu' prendere di nuovo il farmaco o qualsiasi altro medicinale contenente abacavir. >>Acidosi lattica: e' stata riportata di solito associata ad epatomegalia e steatosi epatica. Sintomi precoci che includono sintomi non gravi a carico dell'apparatodigerente, malessere non specifico, perdita di appetito, perdita di peso, sintomi respiratori o sintomi neurologici. L'acidosi lattica presenta un'alta mortalita' e puo' essere associata a pancreatite, insufficienza epatica o insufficienza renale. E' stata in genere osservata siadopo i primi mesi di trattamento sia dopo molti mesi. Interrompere iltrattamento in caso di comparsa di iperlattacidemia sintomatica e acidosi metabolica/lattica, epatomegalia progressiva o rapido incrementodei livelli di aminotransferasi. >>Disfunzione mitocondriale: e' statodimostrato che gli analoghi nucleosidici e nucleotidici sia in vivo che in vitro causano un grado variabile di danno mitocondriale. Al momento non e' noto se disturbi neurologici siano transitori o permanenti.>>Lipodistrofia: la terapia e' stata associata alla ridistribuzione del grasso corporeo (lipodistrofia) in pazienti con infezione da HIV. Le conseguenze a lungo termine di questi eventi sono attualmente sconosciute e la conoscenza del meccanismo e' incompleta. >>Pancreatite: e'stata riportata, ma una relazione causale con il trattamento non e' certa. >>Terapia con tre nucleosidi: nei pazienti con alta carica virale(>100.000 copie/ml), la scelta di una triplice combinazione con abacavir, lamivudina e zidovudina, necessita di adeguate considerazioni. Sono stati osservati casi di un'elevata frequenza di fallimento virologico e di comparsa di resistenza in fase precoce di trattamento quando abacavir veniva associato a tenofovir disoproxil fumarato e lamivudina,somministrati una volta al giorno. >>Dosaggio una volta al giorno (abacavir 600 mg): il beneficio di abacavir di questo regime posologico e' basato soprattutto su uno studio condotto in associazione con efavirenz e lamivudina nei pazienti adulti naive agli antiretrovirali. >>Malattia epatica: la tollerabilita' e l'efficacia del farmaco non sono state stabilite nei pazienti con significativi disturbi epatici pre-esistenti. E' controindicato nei pazienti con compromissione epatica grave. I pazienti con epatite cronica B o C e trattati con una terapia dicombinazione antiretrovirale sono considerati ad aumentato rischio dieventi avversi epatici gravi e potenzialmente fatali. In caso di terapia antivirale concomitante per l'epatite B o C si faccia riferimento alle relative informazioni di tali medicinali. >>Malattia renale: non somministrare in pazienti con malattia renale all'ultimo stadio. >>Sindrome da riattivazione immunitaria: in pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria grave al momento della istituzione della terapia antiretrovirale di combinazione (CART), puo' insorgere una reazione infiammatoria a patogeni opportunisti asintomatici o residuali e causare condizioni cliniche serie, o il peggioramento dei sintomi. Tipicamente,tali reazioni sono state osservate entro le primissime settimane o mesi dall'inizio della terapia antiretrovirale di combinazione (CART). >>Osteonecrosi: sono stati riportati casi soprattutto nei pazienti conmalattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla terapia antiretrovirale di combinazione (CART). >>Infezioni opportunistiche: i pazienti in terapia possono continuare a sviluppare tali infezioni ed altre complicanze dell'infezione da HIV. >>Trasmissione: l'attuale terapia antiretrovirale non si e' dimostrata in grado di impedirela trasmissione dell'HIV ad altri soggetti, tramite contatti sessualio per contaminazione ematica. Si devono, pertanto, continuare ad adottare le adeguate precauzioni.

INTERAZIONI:

Sulla base dei risultati in vitro e sui principali sistemi metaboliciconosciuti di abacavir, la possibilita' che il P450 medi interazioni di abacavir con altri medicinali, e' bassa. Il P450 non gioca un ruoloprincipale nel metabolismo di abacavir e abacavir non inibisce il metabolismo mediato da CYP3A4. Abacavir ha anche dimostrato in vitro di non inibire gli enzimi CYP3A4, CYP2C9 o CYP2D6, in concentrazioni clinicamente rilevanti. Negli studi clinici non e' stata osservata induzionedel metabolismo epatico. Pertanto vi sono scarse probabilita' di interazioni con i PI antiretrovirali ed altri medicinali metabolizzati daiprincipali enzimi P450. Gli studi clinici hanno dimostrato che non cisono interazioni clinicamente significative fra abacavir, zidovudinae lamivudina. Potenti induttori enzimatici come la rifampicina, il fenobarbital e la fenitoina, possono, attraverso la loro azione su l'UDP-glucuroniltransferasi, far diminuire leggermente la concentrazione plasmatica di abacavir. Il metabolismo di abacavir e' alterato dalla presenza contemporanea di etanolo, con conseguente aumento della AUC di abacavir di circa 41%. Questi risultati non sono considerati clinicamente significativi. Non ha effetto sul metabolismo dell'etanolo. In uno studio di farmacocinetica, la somministrazione concomitante di 600 mg di abacavir due volte al giorno con metadone ha mostrato una riduzionedel 35% della Cmax di abacavir e un ritardo di un'ora nella tmax, ma la AUC era immutata. I cambiamenti della farmacocinetica di abacavir non sono stati considerati clinicamente rilevanti. In questo studio abacavir ha aumentato la clearance sistemica media del metadone del 22%. Non e' pertanto possibile escludere l'induzione di enzimi metabolizzanti il farmaco. I pazienti che vengono trattati con metadone e abacavirdevono essere controllati per la comparsa di sintomi di astinenza indicativi di un sotto dosaggio, poiche' talvolta puo' essere richiesto unriaggiustamento del dosaggio del metadone. I composti retinoidi sonoeliminati attraverso l'alcool deidrogenasi. L'interazione con abacavire' possibile ma non e' stata studiata.

EFFETTI INDESIDERATI:

Reazioni di ipersensibilita': si sono rivelate, in alcuni casi, pericolose per la vita e hanno avuto esito fatale nonostante le precauzioniassunte; sono caratterizzate dalla comparsa di sintomi indicativi di coinvolgimento multi-organico/sistemico. Quasi tutti i pazienti che sviluppano reazioni di ipersensibilita' avranno febbre e/o rash (generalmente maculopapulare o urticarioide) come parte della sindrome, tuttavia alcune reazioni si sono manifestate senza rash o febbre. Gli eventiavversi si seguito contrassegnati (*) sono quelli riportati in almenoil 10% dei pazienti. Cute: rash* (generalmente maculopapulare o urticarioide). Tratto gastrointestinale: nausea*, vomito*, diarrea*, doloreaddominale*, ulcerazioni della bocca. Tratto respiratorio: dispnea*, tosse*, mal di gola, sindrome da distress respiratorio nell'adulto, insufficienza respiratoria. Varie: febbre*, stato di torpore*, malessere*, edema, linfoadenopatia, ipotensione congiuntivite, anafilassi. Neurologia/psichiatria: cefalea*, parestesie. Ematologia: linfopenia. Fegato/pancreas: alterazione dei test di funzionalita' epatica*, epatite*,insufficienza epatica. Apparato muscoloscheletrico: mialgia*, raramente miolisi, artralgia, creatina fosfochinasi elevata. Urologia: creatininemia elevata, insufficenza renale. Rash e manifestazioni gastrointestinali sono stati piu' frequentemente riportati nei bambini in confronto agli adulti. Assumere regolarmente il medicinale in quanto e' probabile che una terapia non continua possa incrementare il rischio di sviluppo di sensibilizzazione e quindi la comparsa di reazioni di ipersensibilita' clinicamente significative. La riassunzione del farmaco dopouna reazione di ipersensibilita', provoca un'immediata ricomparsa deisintomi entro poche ore, generalmente piu' grave della forma verificatasi all'inizio e puo' comprendere sia ipotensione pericolosa per la vita sia la morte. Molti degli eventi riportati di seguito si verificano comunemente (nausea, vomito, diarrea, febbre, stato di torpore, rash) nei pazienti con ipersensibilita' ad abacavir; controllare attentamente i pazienti con tali sintomi per una possibile presenza di tale reazione di ipersensibilita'. Molto raramente sono stati riportati casi di eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica tossica dove l'ipersensibilita' ad abacavir non poteva essere esclusa. In tali casi i medicinali contenenti abacavir devono essere definitivamente sospesi. Frequenza: molto comune (>1/10), comune (>1/100 1/1.000 1/10.000

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non e' raccomandato durante la gravidanza. La sicurezza d'impiego di abacavir durante la gravidanza umana non e' stata stabilita. E' stato dimostrato nell'animale che si verifica un passaggio transplacentare diabacavir e/o dei suoi metaboliti correlati. Nel ratto, ma non nel coniglio, si e' verificata tossicita' per l'embrione in sviluppo e per ilfeto. Non e' stato possibile stabilire il potenziale teratogeno di abacavir dagli studi animali. Abacavir ed i suoi metaboliti sono secretinel latte delle femmine di ratto che allattano. Ci si aspetta che questi siano secreti anche nel latte umano, benche' cio' non sia stato confermato. Non esistono dati disponibili sulla sicurezza dell'abacavirsomministrato a bambini di eta' inferiore a 3 mesi. Pertanto si raccomanda che le madri non allattino al seno i loro bambini mentre vengonotrattate con abacavir. Inoltre, si raccomanda che le donne con infezione da HIV non allattino al seno i loro bambini in nessun caso al finedi evitare la trasmissione dell'HIV.