Velmetia

Velmetia è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

Velmetia 50 mg/1000 mg

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Associazioni di farmaci ipoglicemizzanti orali.

PRINCIPI ATTIVI:

Sitagliptin 50 mg (come fosfato monoidrato) e 1000 mg di metformina cloridrato.

ECCIPIENTI:

>>Nucleo: cellulosa microcristallina, povidone K29/32, sodio lauril solfato, sodio stearil fumarato. >>Rivestimento: polivinil alcol, macrogol 3350, talco, titanio diossido, ferro ossido rosso, ferro ossido nero.

INDICAZIONI:

Per i pazienti con diabete mellito di tipo 2: e' indicato in aggiuntaalla dieta e all'esercizio fisico per migliorare il controllo glicemico in pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con il loro dosaggio massimo tollerato di metformina da sola o in quei pazienti gia' in trattamento con l'associazione di sitagliptin e metformina. E' anche indicato in associazione con una sulfonilurea (es., triplice terapia di associazione) in aggiunta alla dieta e all'esercizio fisico in pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia conil loro dosaggio massimo tollerato di metformina ed una sulfonilurea.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Chetoacidosi diabetica, precoma diabetico. Alterazione moderata e severa della funzione renale (clearance della creatinina < 60 ml/min).Stati acuti che potenzialmente possono alterare la funzione renale quali: disidratazione, infezione severa, shock, somministrazione endovascolare di mezzi di contrasto iodati. Malattia acuta o cronica che puo'causare ipossia tessutale quale: insufficienza cardiaca o respiratoria, infarto del miocardio recente, shock. Alterazione della funzione epatica. Intossicazione acuta da alcool, alcolismo. Allattamento.

POSOLOGIA:

La dose della terapia anti-ipergligemica deve essere personalizzata sulla base del regime di trattamento corrente del paziente, dell'efficacia, e tollerabilita' non superando il dosaggio giornaliero massimo raccomandato di sitagliptin 100 mg. >>Pazienti che non hanno un adeguatocontrollo della glicemia con il dosaggio massimo tollerato di metformina in monoterapia: sitagliptin 50 mg due volte al giorno (dosaggio giornaliero totale di 100 mg) piu' metformina a dosaggio invariato. >>Pazienti che passano da un regime di associazione con sitagliptin e metformina: mantenere invariato il dosaggio di sitagliptin e metformina. >>Pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con una duplice terapia di associazione con il dosaggio massimo tollerato di metformina ed una sulfonilurea: sitagliptin 50 mg due volte al giorno (dosaggio giornaliero totale di 100 mg) ed una dose di metformina similea quella gia' assunta. Quando viene usato in associazione con una sulfonilurea, si puo' rendere necessario un dosaggio piu' basso della sulfonilurea per ridurre il rischio di ipoglicemia. Per dosaggi differentidi metformina, il farmaco e' disponibile in dosaggi di sitagliptin 50mg e metformina cloridrato 850 mg o metformina cloridrato 1000 mg. Tutti i pazienti devono continuare la loro dieta con una adeguata distribuzione dell'assunzione di carboidrati durante la giornata. I pazientiin eccesso ponderale devono continuare la loro dieta a ristretto apporto calorico. Assumere due volte al giorno con i pasti per ridurre glieffetti indesiderati gastrointestinali associati con l'uso di metformina. Il medicinale non deve essere assunto da pazienti con alterazionemoderata o severa della funzione renale (clearance della creatinina 75 anni e in questi casi si deve agire con cautela. L'uso del medicinale in bambini di eta' inferiore a 18 anni non e' raccomandato.

CONSERVAZIONE:

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE:

Non usare in pazienti con diabete di tipo 1 e per il trattamento dellachetoacidosi diabetica. L'acidosi lattica e' una complicazione metabolica molto rara, ma seria (alto tasso di mortalita in assenza di un tempestivo trattamento) che puo' verificarsi a causa dell'accumulo di metformina. I casi segnalati in pazienti in terapia con metformina si sono verificati pricipalmente in pazienti diabetici con insufficienza renale clinicamente rilevante. L'incidenza puo' e deve essere ridotta valutando anche gli altri fattori di rischio associati quali diabete scarsamente controllato, chetosi, digiuno prolungato, eccessiva assunzione di alcool, insufficienza epatica, e qualsiasi condizione associata con ipossia. L'acidosi lattica e' caratterizzata da dispnea acidosica,dolore addominale ed ipotermia seguiti da coma. I reperti diagnosticidi laboratorio sono riduzione del pH del sangue, livelli plasmatici dilattato al di sopra di 5 mmol/l, ed un aumento del gap anionico e delrapporto lattato/piruvato. Nel caso in cui si sospetti una acidosi metabolica, il trattamento deve essere interrotto. E' noto che metformina e sitagliptin sono escreti essenzialmente per via renale. L'acidosilattica correlata con l'uso di metformina aumenta con il grado di alterazione della funzione renale, pertanto, le concentrazioni sieriche dicreatinina devono essere determinate con regolarita': almeno una volta l'anno in pazienti con funzione renale normale e da due a quattro volte l'anno almeno in pazienti con livelli di creatinina sierica ai limiti superiori della norma o al di sopra di essi e nei pazienti anziani. Deve essere prestata particolare attenzione in situazioni nelle quali la funzione renale puo' andare incontro ad alterazione, per esempioquando si inizia una terapia anti-ipertensiva o una terapia diureticao quando si inizia un trattamento con un farmaco antinfiammatorio nonsteroideo (FANS). I pazienti in trattamento con questo medicinale in associazione con una sulfonilurea possono essere a rischio di ipoglicemia; puo' essere necessaria una riduzione del dosaggio della sulfonilurea. Non e' stato adeguatamente studiato l'uso in associazione con insulina. Nel corso dell'esperienza post-marketing sono state segnalate gravi reazioni di ipersensibilita' in pazienti trattati con sitagliptin.Queste reazioni comprendono: anafilassi, angioedema, patologie cutanee esfoliative inclusa la sindrome di Stevens-Johnson. La loro comparsasi verifica nei tre mesi successivi all'inizio della terapia con sitagliptin, in alcuni casi si e' verificata dopo la prima somministrazione. Nel caso in cui si sospetti una reazione di ipersensibilita', si deve interrompere la terapia. Poiche' il prodotto contiene metformina cloridrato, il trattamento deve essere interrotto 48 ore prima dell'intervento chirurgico con anestesia generale, spinale o epidurale. La terapia non deve essere ripresa prima delle 48 ore successive all'intervento chirurgico e puo' essere ripresa soltanto dopo che la funzione renale sia stata nuovamente controllata e trovata nella norma. La somministrazione endovascolare di mezzi di contrasto iodati puo' portare a insufficienza renale la quale e' stata associata con acidosi lattica in pazienti in terapia con metformina. Pertanto, la terapia deve essere interrotta prima, o al momento del test e non deve essere ripresa primadelle 48 ore successive al test, e puo' essere ripresa soltanto dopo che la funzione renale sia stata nuovamente controllata e trovata nellanorma. Un paziente con diabete di tipo 2 precedentemente controllatocon Velmetia che sviluppa alterazioni dei parametri di laboratorio o malattia clinica (specialmente malattia vaga e scarsamente definita) deve essere prontamente valutato per verificare la presenza di chetoacidosi o acidosi lattica. Si devono valutare elettroliti e chetoni sierici, glicemia e, se indicato, pH del sangue, livelli ematici di lattato,piruvato, e metformina. Qualora si verifichi qualsiasi forma di acidosi, la terapia deve essere immediatamente interrotta e si devono mettere in atto altre appropriate misure correttive.

INTERAZIONI:

In pazienti con diabete di tipo 2 la somministrazione concomitante didosi multiple di sitagliptin (50 mg due volte al giorno) e metformina(1000 mg due volte al giorno) non ha alterato in modo clinicamente rilevante le farmacocinetiche di sitagliptin o metformina. Sono stati condotti studi solo con i singoli principi attivi del farmaco, sitagliptin e metformina. C'e' un aumento del rischio di acidosi lattica nell'intossicazione acuta da alcol (specialmente in caso di digiuno, malnutrizione o insufficienza epatica) a causa della metformina. Evitare l'assunzione di alcol e di medicinali contenenti alcol. Agenti cationici che sono eliminati tramite secrezione tubulare renale (es., cimetidina)possono interagire con la metformina con meccanismo competitivo per isistemi di trasporto tubulare renale che hanno in comune. Uno studio eseguito su sette volontari sani ha mostrato che la cimetidina, somministrata al dosaggio di 400 mg due volte al giorno, ha aumentato l'esposizione sistemica della metformina (AUC) del 50% e la Cmax plasmatica dell'81%. Pertanto, quando vengono co-somministrati agenti cationici che sono eliminati tramite secrezione tubulare renale si deve prendere in considerazione uno stretto monitoraggio del controllo glicemico, aggiustamento della dose nell'ambito della posologia raccomandata e variazioni della terapia per il diabete. In studi effettuati in radiologiae' risultato che la somministrazione endovascolare di mezzi di contrasto iodati puo' portare a insufficienza renale, con conseguente accumulo di metformina e rischio di acidosi lattica. Pertanto, la terapia deve essere interrotta prima, o al momento del test e non deve essere ripresa prima delle 48 ore successive al test, e puo' essere ripresa soltanto dopo che la funzione renale sia stata nuovamente controllata e trovata nella norma. Glucocorticoidi (somministrati per via sistemica olocale), beta-2 agonisti, e diuretici hanno una intrinseca attivita' iperglicemica. Se necessario, la dose dei medicinali anti-iperglicemicideve essere aggiustata durante la terapia con altro farmaco e alla sua interruzione. Gli ACE-inibitori possono ridurre i livelli ematici diglucosio. Se necessario, la dose dei farmaci anti-iperglicemici deveessere aggiustata durante la terapia con altro farmaco e alla sua interruzione. I dati clinici descritti di seguito suggeriscono che il rischio di interazioni clinicamente rilevanti con altri medicinali in somministrazione concomitante e' basso. E' stato eseguito uno studio per valutare l'effetto di ciclosporina, un potente inibitore della p-glicoproteina, sulle farmacocinetiche di sitagliptin. La somministrazione concomitante di una singola dose orale di sitagliptin 100 mg e di una singola dose orale di ciclosporina 600 mg ha aumentato la AUC e la Cmaxdi sitagliptin di circa 29% e 68%, rispettivamente. Queste variazionidella farmacocinetica non sono state considerate clinicamente rilevanti. La clearance renale di sitagliptin non e' stata alterata in misurarilevante. Non sono attese pertanto interazioni rilevanti con altri inibitori della p-glicoproteina. Studi in vitro hanno indicato che l'enzima primario responsabile per il limitato metabolismo di sitagliptin e' il CYP3A4 con un contributo del CYP2C8. In pazienti con funzione renale normale il metabolismo, incluso quello del CYP3A4, ha un ruolo limitato nella clearance di sitagliptin. Il metabolismo potrebbe avere unruolo piu' significativo per l'eliminazione di sitagliptin nel contesto di insufficienza renale grave o di ESRD. Per questa ragione e' possibile che potenti inibitori del CYP3A4 possano alterare la farmacocinetica di sitagliptin in pazienti con insufficienza renale grave o ESRD.Gli effetti dei potenti inibitori del CYP3A4 in un quadro di insufficienza renale non sono stati accertati in alcun studio clinico. Studi di trasporto in vitro hanno mostrato che sitagliptin e' un substrato per p-glicoproteina e OAT3. Il trasporto di sitagliptin mediato da OAT3e' stato inibito in vitro dal probenecid sebbene il rischio di interazioni clinicamente rilevanti venga considerato limitato. La somministrazione concomitante di OAT3 inibitori non e' stata valutata in vivo. Dati in vitro suggeriscono che sitagliptin non inibisce e non induce gliisoenzimi del CYP450. Negli studi clinici sitagliptin non ha alteratosignificativamente le farmacocinetiche di metformina, gliburide, simvastatina, rosiglitazone, warfarin, o contraccettivi orali, fornendo evidenza in vivo di una bassa propensione a causare interazioni con i substrati di CYP3A4, CYP2C8, CYP2C9, e con il trasportatore di cationi organici (OCT). Sitagliptin ha avuto un effetto limitato sulle concentrazioni plasmatiche di digossina, e potrebbe essere un lieve inibitoredella p-glicoproteina in vivo. Sitagliptin ha avuto un effetto limitato sulle concentrazioni plasmatiche della digossina. Dopo la somministrazione di 0,25 mg digossina in concomitanza con 100 mg al giorno di sitagliptin per 10 giorni, l'AUC plasmatico della digossina e' aumentatoin media dell'11%, e la Cmax plasmatica e' aumentata in media del 18%. Non sono raccomandati aggiustamenti della dose di digossina. La tossicita' per digossina deve essere tuttavia monitorata nei pazienti a rischio di tossicita' per digossina quando sitagliptin e digossina vengono somministrati in concomitanza.

EFFETTI INDESIDERATI:

Non sono stati effettuati studi clinici terapeutici con le compresse sebbene sia stata dimostrata la bioequivalenza con sitagliptin e metformina somministrati in concomitanza. >>Sitagliptin e metformina. Moltocomuni (>=1/10), comuni (>=1/100 =1/1000 =1/10.000 >Sitagliptin. In studi in monoterapia fino a 24 settimane con sitagliptin 100 mg da solo una volta al giorno rispetto a placebo, le reazioni avverse considerate come correlate al farmaco verificatesi in eccesso nei pazienti trattati con sitagliptin (> 0,2% e differenza > 1 paziente) rispettoai pazienti trattati con placebo sono cefalea, ipoglicemia, costipazione, e capogiro. Oltre alle reazioni avverse correlate al farmaco descritte sopra, eventi avversi (riportati indipendentemente dalla relazione causale con il farmaco) che si sono verificati in almeno il 5% deicasi e piu' comunemente in pazienti trattati con sitagliptin hanno incluso infezione del tratto respiratorio superiore e nasofaringite. Ulteriori eventi avversi che si sono verificati piu' di frequente in pazienti trattati con sitagliptin (non hanno raggiunto il livello del 5%, ma si sono verificati con un'incidenza di > 0,5% piu' alta con sitagliptin che nel gruppo di controllo) hanno incluso osteoartrite e dolore alle estremita'. In tutti gli studi clinici e' stato osservato un lieveaumento delle conta dei leucociti (una differenza in leucociti vs placebo di circa 200 cellule/microlitro; conta media dei leucociti al basale pari a circa 6600 cellule/microlitro) a causa di un incremento deineutrofili. Questa osservazione e' stata fatta nella maggior parte degli studi, ma non in tutti. Questa alterazione dei parametri di laboratorio non viene considerata clinicamente rilevante. Non sono stati osservati cambiamenti significativi dei segni vitali o del tracciato ECG(incluso l'intervallo QTc). Esperienza post-marketing: reazioni di ipersensibilita', inclusa anafilassi, angioedema, eruzione cutanea, orticaria, e patologie cutanee esfoliative inclusa la sindrome di Stevens-Johnson. >>Metformina. Dati di studi clinici e dati post-marketing. Patologie del sistema nervoso. Comune: gusto metallico. Patologie gastrointestinali. Molto comuni: sintomi gastrointestinali; tali sintomi quali nausea, vomito, diarrea, dolore addominale e perdita dell'appetito si verificano con maggiore frequenza all'inizio della terapia e nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto rari: orticaria, eritema, prurito.Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto rari: acidosi lattica, carenza di vitamina B12. Palologie epatobiliari. Molto rari: disturbi della funzione epatica, epatite.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non vi sono dati adeguati sull'uso di sitagliptin in donne in gravidanza. Studi su animali hanno mostrato tossicita' riproduttiva ad alti dosaggi di sitagliptin. Un limitato quantitativo di dati suggerisce chel'uso di metformina in donne in gravidanza non si associa con un aumento del rischio di malformazioni congenite. Gli studi su animali con metformina non evidenziano effetti dannosi su gravidanza, sviluppo embrionale o fetale, sviluppo natale o postnatale. Non usare in gravidanza.Se una paziente desidera una gravidanza o se si verifica una gravidanza, la terapia deve essere interrotta e si deve passare appena possibile ad un trattamento con insulina. Non sono stati eseguiti studi su animali con i principi attivi associati. Studi eseguiti con i singoli principi attivi hanno mostrato l'escrezione di sitagliptin e metforminanel latte di ratti che allattano. La metformina e' escreta nel latte umano in piccoli quantitativi. Non e' noto se sitagliptin venga escretonel latte umano; non deve pertanto essere usato durante l'allattamento.