Velbe ev

Velbe ev è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Alcaloide derivato da piante ed altri prodotti naturali.

INDICAZIONI:

M. di Hodgkin generalizzato (Stadio III-IV della modificazione Ann Arbor del Rye staging system). Linfoma linfocitico (nodulare, diffuso, scarsamente differenziato, ben differenziato). Linfoma istiocitico. Mycosis fungoides (stadi avanzati). Carcinoma del testicolo (fase avanzata). Sarcoma di Kaposi. Morbo di Letterer-Siwe (Istiocitosi X). Coriocarcinoma resistente ad altri agenti chemioterapici. Carcinoma della mammella, resistente ad altre misure terapeutiche. Viene generalmente somministrato in combinazioni con altri agenti anti-neoplastici. In caso di morbo di Hodgkin recidivante dopo regime MOPP o precedentemente trattato, e' disponibile un protocollo che prevede la ciclofosfamide invece della mostarda azotata e il prodotto invece di Vincristina. Somministrato da 6 a 8 ore prima della bleomicina puo' significativamente potenziare l'azione di quest'ultima.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Stati leucopenici - Presenza di infezioni batteriche.

POSOLOGIA:

La risposta leucopenica puo' variare di intensita' in seguito a terapia con il prodotto. Per questa ragione si raccomanda che il farmaco siasomministrato con una frequenza non superiore a una volta ogni settegiorni. Si ritiene prudente iniziare la terapia negli adulti con la somministrazione di una singola dose endovenosa di 3,7 mg/m2 di superficie corporea; la dose iniziale per bambini deve corrispondere a 2,5 mg/m2 di superficie corporea. Dopo di che si deve eseguire una conta leucocitaria per determinare la sensibilita' del paziente al prodotto. Siconsiglia una riduzione del 50% della dose in pazienti che presentanoun valore di bilirubinemia diretta superiore a 3 mg/100 ml. Dato che il metabolismo e l'escrezione avvengono prevalentemente per via epatica, non si consigliano modificazioni della dose nei pazienti con funzione renale compromessa. Un modo semplice per incrementare la dose a intervalli settimanali puo' corrispondere al seguente schema: Adulti Bambini. Prima dose 3,7 mg/m2 superficie corporea 2,5 mg/m2 superficie corporea; seconda dose 5,5 mg/m2 superficie corporea 3,75 superficie corporea; terza dose 7,4 superficie corporea 5,0 superficie corporea; quarta dose 9,25 superficie corporea 6,25 superficie corporea; quinta dose11,1 superficie corporea 7,5 superficie corporea. Gli incrementi soprariportati si possono utilizzare fino a raggiungere la dose massima (non superiore a 18,5 mg/m2 di superficie corporea negli adulti e 12,5 mg/m2 di superficie corporea nei bambini). Il dosaggio non deve essereaumentato oltre quella dose che abbia ridotto la conta leucocitaria acirca 3000 cellule/mm3. In alcuni adulti 3,7 mg/m2 possono indurre tale livello di leucopenia, mentre altri adulti possono richiedere piu' di 11,1 mg/m2 e, in casi rarissimi, anche 18,5 mg/m2 di superficie corporea. Per la maggior parte dei pazienti adulti, il dosaggio settimanale e' compreso tra 5,5 e 7,4 mg/m2 di superficie corporea. Stabilita ladose capace di indurre il suddetto grado di leucopenia, si deve somministrare una dose di mantenimento di un incremento inferiore a questa.In tal modo il paziente ricevera' la dose massima che non induce leucopenia. Si deve sottolineare il fatto che, anche se sono trascorsi 7 giorni, la dose successiva non deve essere somministrata fino a quandola conta leucocitaria non sia ritornata ad almeno 4000 cellule/mm3. Inalcuni casi l'attivita' oncolitica puo' manifestarsi prima dell'effetto leucopenico. Quando cio' avviene non c'e' bisogno di aumentare il volume della dose successiva. La durata della terapia di mantenimento varia a seconda della malattia in trattamento e della combinazione conaltri agenti antineoplastici in uso.

AVVERTENZE:

Generalita'. La tossicita' puo' aumentare in presenza di insufficienzaepatica. Se si verifica leucopenia con meno di 2.000 globuli bianchiper mm3 in seguito ad una dose di V., il paziente deve essere sorvegliato con particolare attenzione per possibili manifestazioni infettive,fino a quando la conta leucocitaria non sia ritornata ad un livello di sicurezza. In presenza di cachessia o aree di ulcerazione della superficie cutanea, ci si puo' trovare di fronte a una piu' intensa risposta leucopenica al farmaco; pertanto, il suo uso deve essere evitato nelle persone anziane sofferenti di una delle due suddette manifestazioni. Nei pazienti con infiltrazione delle cellule maligne nel midollo osseo si e' talvolta osservata una precipitosa caduta della conta leucocitaria e della conta piastrinica dopo moderate dosi di V.. Si sconsiglia l'ulteriore uso del farmaco in questi pazienti. Dopo somministrazione di alcaloidi della vinca sono stati riportati casi di dispnea acutae grave broncospasmo. Tali reazioni sono state riscontrate piu' frequentemente quando l'alcaloide della vinca e' stato usato in combinazione con mitomicina-C. Queste reazioni possono verificarsi da pochi minuti ad alcune ore dopo la somministrazione di V. e fino a 2 settimane dopo quella della mitomicina-C. Puo' anche verificarsi dispnea progressiva richiedente terapia cronica. In tali casi V. non dovrebbe essere risomministrato. Non si consiglia l'uso di piccole quantita' giornalieredi V. per lunghi periodi, anche se il risultante dosaggio settimanaletotale puo' essere simile a quello raccomandato. Con questa posologiagli effetti terapeutici si sono dimostrati di poco o niente affatto accresciuti. E' molto importante la rigorosa osservanza delle raccomandazioni di dosaggio. Quando si sono somministrate quantita' corrispondenti a parecchie volte il dosaggio settimanale, in 7 quote giornaliereper lunghi periodi, si e' osservata la comparsa di convulsioni, lesioni gravi e permanenti a carico del sistema nervoso centrale e perfino morte. Si dovra' fare attenzione ad evitare contaminazione dell'occhiocon le concentrazioni di V. usate clinicamente. In caso di contaminazione accidentale, puo' risultarne irritazione grave (oppure, se il farmaco e' stato erogato sotto pressione, anche ulcerazione della cornea).L'occhio dovra' essere immediatamente e accuratamente lavato con acqua. Non e' necessario usare solventi contenenti conservanti se le porzioni inutilizzate delle restanti soluzioni vengono immediatamente scartate. Le soluzioni inutilizzate contenenti conservanti devono essere riposte in frigorifero per futura utilizzazione. Nell'uomo sono stati riferiti casi di aspermia. Gli studi sugli animali dimostrano l'arrestoin metafase e modificazioni degenerative nelle cellule germinali. La leucopenia (granulocitopenia) puo' raggiungere livelli pericolosamentebassi in seguito a somministrazione delle dosi piu' alte raccomandate.Percio' e' importante seguire la tecnica di dosaggio consigliata allavoce Posologia e modo di somministrazione. La stomatite e la tossicita' neurologica non sono frequenti ne' permanenti, ma possono essere inabilitanti. Informazioni per i pazienti. Il paziente deve essere avvertito di riferire immediatamente l'insorgenza di mal di gola, febbre, brividi, disturbi del cavo orale. Si deve avvertire di evitare la stitichezza e il paziente deve essere consapevole che potrebbe manifestarsialopecia e che dolori mascellari e dolore agli organi contenenti tessuto tumorale, potrebbero verificarsi. Questi ultimi si ritengono causati da rigonfiamenti del tessuto tumorale durante la risposta al trattamento. Si avra' la ricrescita dei capelli fino al ritorno a condizionianteriori al trattamento anche continuando la terapia con V.. Possonoapparire nausea e vomito, anche se non frequentemente. Qualsiasi altro evento clinicamente importante deve essere riferito al medico. Esamidi laboratorio. Dato che la tossicita' clinica dose-limitante e' il risultato della depressione della conta leucocitaria, e' indispensabileche questo parametro sia rilevato proprio prima della dose prevista di V.. In seguito alla somministrazione di V. puo' verificarsi una caduta del numero di globuli bianchi. Il nadir di questa caduta si osservada 5 a 10 giorni dopo la dose. Il ritorno ai livelli pre-trattamentosi osserva di solito da 7 a 14 giorni dopo la terapia. Questi effettisaranno accentuati se e' preesistente una lesione midollare, oppure usando le dosi piu' alte raccomandate (vedi Posologia e modo di somministrazione). Non risulta che la presenza di questo farmaco o dei suoi metaboliti nel sangue o nei tessuti dell'organismo interferisca con gliesami clinici di laboratorio. Uso pediatrico. La posologia da praticare nei bambini e' indicata sotto la voce Posologia e modo di somministrazione. Si raccomanda di seguire con cura le istruzioni per il dosaggio. Questo prodotto e' destinato al solo uso endovenoso e deve essere somministrato da persone esperte nella modalita' di somministrazione del V.. La somministrazione intratecale di solfato di vinblastina e' fatale. Il seguente trattamento ha efficacemente arrestato una paralisi progressiva in un paziente al quale era stata somministrata erroneamente per via intratecale la vincristina solfato. Tale trattamento e' raccomandato anche in caso di somministrazione erronea intratecale di V. edovrebbe essere iniziato subito dopo l'iniezione intratecale. 1. Rimozione della maggiore quantita' possibile di liquido spinale attraversol'accesso lombare. 2. Posizionamento di un catetere in un ventricolocerebrale laterale per lavare lo spazio subaracnoideo in senso cranio-spinale prima con soluzione Ringer Lattato alla velocita' di 150 ml/h,poi con plasma fresco congelato, quanto prima possibile. Infondere 25ml di plasma fresco congelato diluito in 1 litro di soluzione RingerLattato alla velocita' di 75 ml/h. La velocita' di infusione dovrebbeessere aggiustata in modo da mantenere una concentrazione proteica nelliquido spinale pari a 150 mg/dl. La rimozione delle soluzioni di lavaggio viene effettuata attraverso l'accesso lombare. 3. Somministrare10 g di acido glutammico endovena nell'arco delle 24 ore e, successivamente, 500 mg tre volte al giorno per via orale per 1 mese, o fino a stabilizzazione del quadro neurologico. Il ruolo dell'acido glutammicoin questo trattamento non e' certo e puo' non essere essenziale. L'usodi questo trattamento non e' stato riportato a seguito dell'iniezioneintratecale di vinblastina solfato.

INTERAZIONI:

Non deve essere diluito con solventi che aumentano o diminuiscono il pH della soluzione risultante dai valori compresi tra 3,5 e 5. Le soluzioni si devono preparare con soluzione fisiologica oppure con glucosioal 5% in acqua (in ambedue i casi con o senza conservante) e nello stesso recipiente non devono essere combinate con qualsiasi altra sostanza chimica. E' stato riportato che la contemporanea somministrazione orale o endovenosa di fenitoina e di polichemioterapia antineoplasticacomprendente vinblastina riducono i livelli plasmatici dell'anticonvulsivante e aumentano l'attivita' epilettica. L'aggiustamento del dosaggio di fenitoina dovrebbe essere basato sul monitoraggio dei livelli plasmatici. L'interazione puo' essere spiegata da un ridotto assorbimento e da un aumentato metabolismo ed eliminazione di fenitoina. Il prodotto, come del resto la maggior parte dei farmaci antitumorali ed immunosoppressori, ha dimostrato proprieta' cancerogene negli animali in particolari condizioni sperimentali.

EFFETTI INDESIDERATI:

Gli effetti collaterali neurologici non sono frequenti, ma quando appaiono, spesso durano per piu' di 24 ore. La leucopenia (pi comune), e'di solito il fattore dose-limitante. In ordine decrescente di frequenza: effetti ematologici: clinicamente la leucopenia rappresenta un effetto previsto e la conta leucocitaria e guida importante per la terapia. Maggiore e' la dose impiegata, piu' intensa e durevole sara' la leucopenia. Il meccanismo di produz. dei globuli bianchi non viene compromesso in modo permanente quando la conta ritorna a livelli normali dopola leucopenia indotta dal farmaco. Di solito la conta leucocitaria ritorna a valori normali anche dopo la virtuale scomparsa dei globuli bianchi dal sangue periferico. In seguito alla terapia, il nadir della conta leucocitaria puo essere previsto tra il V e il X giorno a partiredall'ultimo giorno di trattamento. Dopo, la normalizzaz. della contaleucoc. e piuttosto rapida e completa entro il VII ed il XIV giorno. Con dosi minori per la terapia di mantenimento, la leucopenia puo' nonrappresentare un problema. Anche se la conta piastrinica in genere none' significativamente ridotta dalla terapia i pazienti con recenti compromissioni midollari dovute a precedenti terapie con radiazioni o altri farmaci oncolitici, possono manifestare trombocitopenia (piastrine