Vectibix infus

Vectibix infus è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

VECTIBIX

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Farmaci antineoplastici, anticorpi monoclonali.

PRINCIPI ATTIVI:

Panitumumab 20 mg/ml.

ECCIPIENTI:

Sodio cloruro, sodio acetato triidrato, acido acetico glaciale (aggiustato per pH), acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI:

Monoterapia per il trattamento di pazienti con carcinoma colorettale metastatico esprimenti il recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR) dopo fallimento di regimi chemioterapici contenenti fluoropirimidine, oxaliplatino e irinotecan, nel caso in cui i tumori presentino il gene KRAS (Kirsten sarcoma 2 viral oncogene homologue) non mutato (wild-type).

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti affetti da polmonite interstiziale o fibrosi polmonare.

POSOLOGIA:

Il trattamento deve essere effettuato sotto la supervisione di un medico specializzato nell'utilizzo di terapie antitumorali. La rilevazionedell'espressione del KRAS non mutato deve essere effettuata da un laboratorio con adeguata esperienza clinica che utilizzi metodi validati.La dose raccomandata e' di 6 mg/kg di peso corporeo e viene somministrata ogni due settimane. Prima dell'infusione, il farmaco deve esserediluito in una soluzione iniettabile di cloruro di sodio allo 0,9%, fino a raggiungere una concentrazione finale non superiore a 10 mg/ml. Deve essere somministrato per via endovenosa, mediante una pompa per infusione e con una linea periferica o un catetere a permanenza, dotatodi un filtro in linea di 0,2 o 0,22 micrometri a basso legame proteico. Il tempo di infusione raccomandato e' di circa 60 minuti. Dosi superiori a 1000 mg devono essere infuse nell'arco di circa 90 minuti. Prima e dopo la somministrazione si deve pulire la linea di infusione, facendovi fluire una soluzione di cloruro di sodio, per evitare la miscelazione con altri medicinali o soluzioni e.v. Non somministrare come bolo o e.v.. >>Popolazioni particolari. La sicurezza e l'efficacia non sono state studiate in pazienti affetti da compromissione della funzione renale o epatica. Negli anziani non e' richiesto alcun aggiustamentodella dose. Negli studi clinici, non sono state osservate differenzeriguardanti la sicurezza o l'efficacia tra i pazienti di eta' >= 65 equelli piu' giovani. Dal momento che non esistono dati sull'uso nei bambini, usare in pazienti di eta' inferiore a 18 anni.

CONSERVAZIONE:

Conservare in frigorifero (2-8 gradi C). Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

AVVERTENZE:

>>Reazioni dermatologiche. In quasi tutti i pazienti (circa il 90%) trattati si manifestano reazioni di tipo dermatologico, un effetto farmacologico osservato con gli inibitori del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR); la maggior parte di queste reazioni ha un'intensita' lieve o moderata. Se un paziente dovesse sviluppare reazioni dermatologiche di grado 3 (NCI-CTC/CTCAE) o di grado superiore, oppure reazioni che sono considerate intollerabili, si dovra' interrompere temporaneamente la somministrazione fino al miglioramento del quadro clinico (reazioni di intensita' >Complicanze polmonari. I pazienti con polmonite interstiziale o fibrosi polmonare pregressa o in atto sono stati esclusi dagli studi clinici. Dal momento che durante il trattamento con inibitori dell'EGFR e' stata osservata una malattia polmonare interstiziale, in caso di insorgenza acuta o peggioramento di sintomi polmonari preesistenti si deve interrompere il trattamento, disponendo un esame immediato di questi sintomi. In caso di diagnosi di polmonite o infiltrati polmonari, si deve interrompere il trattamento e trattare il paziente in modo appropriato. >>Disturbi elettrolitici. In alcuni pazienti e' stata osservata una diminuzione progressiva dei livelli sierici del magnesio con conseguente ipomagnesiemia grave (grado 4). I pazienti devono essere monitorati per ipomagnesiemia e conseguente ipocalcemia prima di iniziare il trattamento, e quindi periodicamente fino a 8 settimane dopo il completamento del trattamento. E' raccomandata una terapia integrativa con magnesio,secondo quanto appropriato. Sono state osservate anche alterazioni dialtri elettroliti, incluso ipocaliemia. Anche l'integrazione di questielettroliti e' raccomandata, secondo quanto appropriato. Altre precauzioni Questo prodotto medicinale contiene 0,150 mmol di sodio (corrispondenti a 3,45 mg di sodio) per ml di concentrato. Questa informazionedeve essere tenuta in considerazione in caso di pazienti sottoposti adieta iposodica. >>Combinazione con IFL. I pazienti trattati con il farmaco in combinazione con il regime IFL (bolo di 5- fluorouracile [500 mg/m^2], leucovorin [20 mg/m^2] e irinotecan [125 mg/m^2]) hanno manifestato una elevata incidenza di diarrea grave e per questo motivo sideve evitare la somministrazione in associazione con IFL. >>Combinazione con bevacizumab e con regimi chemioterapici. L'efficacia del bevacizumab e di regimi chemioterapici a base di oxaliplatino o irinotecan,con e senza Vectibix, nel trattamento di prima linea del cancro del colon-retto metastatico. In un'analisi interinale, basata su 947 pazienti randomizzati, e' stata osservata una riduzione del tempo di sopravvivenza libero da progressione e un aumento delle morti nei pazienti trattati con Vectibix in combinazione con bevacizumab e chemioterapia. Nei bracci di trattamento in cui era stato somministrato Vectibix, in combinazione con bevacizumab e chemioterapia, e' stata osservata ancheuna piu' elevata frequenza di embolia polmonare, infezioni (soprattutto di origine dermatologica), diarrea e disidratazione. Per questo motivo, si deve evitare la somministrazione in combinazione con regimi chemioterapici contenenti bevacizumab.

INTERAZIONI:

Non sono stati effettuati studi di interazione. Non e' consigliato l'uso concomitante a IFL e con combinazioni chemioterapiche contenenti bevacizumab. E' stato osservato un aumento della mortalita' quando panitumumab e' stato somministrato in combinazione con bavacizumab e combinazioni di chemioterapia.

EFFETTI INDESIDERATI:

In base all'analisi di tutti i pazienti trattati, le reazioni avversesegnalate piu' di frequente sono le reazioni cutanee (in circa il 90%dei pazienti). Queste reazioni sono correlate agli effetti farmacologicidel medicinale per la maggior parte sono di entita' lieve o moderata, e solo nel 10% dei casi di natura grave (grado 3 o superiore secondol'NCI-CTC). Con le eccezioni indicate, i dati descrivono le reazioniavverse riportate negli studi clinici in pazienti affetti da carcinomadel colon-retto metastatico che hanno ricevuto il panitumumab in monoterapia. All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita'. >>Patologiedella cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune (>= 1/10): rash,eritema, desquamazione cutanea, prurito, cute secca, fissure cutanee,paronichia; Comune (da >= 1/100 a < 1/10): stomatite, infiammazione mucosale, onicolisi, ipertricosi, alopecia, secchezza nasale, secchezzadelle fauci. >>Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea; Comune: nausea, vomito. >>Patologie sistemiche e condizioni relative allasede di somministrazione. Molto comune: affaticamento; Comune : reazioni all'infusione (piressia, brividi). >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: ipomagnesiemia, ipocalcemia, ipocaliemia, disidratazione. >>Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: dispnea, tosse. >>Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea. >>Patologie dell'occhio. Comune: congiuntivite, crescita eccessiva delle ciglia, iperlacrimazione, iperemia oculare, xeroftalmia, prurito oculare. >>Patologie vascolari. Comune: embolia polmonare. In generale, il profilo di sicurezza del panitumumab in pazienti i cui tumori esprimono KRAS wild-type (n = 123) e' stato simile a quello rilevato nella popolazione complessiva di pazienti affetti da mCRC e trattati con monoterapia. La sola differenza e' stata il fatto che la nausea, il vomito, la dispnea e la tosse sono stati segnalati come "molto comuni" (>= 1/10) nel braccio KRAS wild-type, mentre queste reazioni avverse sono state segnalate come "comuni" (da >= 1/100 a < 1/10) nella popolazionecomplessiva di pazienti affetti da mCRC trattati con monoterapia. >>Patologie gastrointestinali: la diarrea (se segnalata) ha presentato perlo piu' un'intensita' lieve o moderata. Il 2% dei pazienti con KRAS wild-type ha riportato una diarrea grave. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: considerando gli studiclinici, nel 2% dei pazienti trattati sono state riportate potenzialireazioni all'infusione, che si manifestano entro 24 ore dalla prima dose e che possono comprendere sintomi/segni quali brividi, febbre o dispnea; meno dell'1% di queste reazioni ha avuto un carattere grave (grado 3). Nessun paziente ha manifestato reazioni all'infusione potenzialmente mortali (grado 4) o mortali (grado 5). Per la maggior parte, i sintomi di potenziali reazioni all'infusione hanno avuto un'intensita'lieve, si sono risolti senza trattamento, hanno avuto un'incidenza sporadica e non hanno richiesto una modifica o un'interruzione della somministrazione. >>Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: i rash cutanei si sono manifestati piu' comunemente a livello di volto, torace superiore e schiena, ma hanno potuto estendersi anche alle estremita'. In seguito allo sviluppo di reazioni cutanee e sottocutanee gravi, sono state osservate complicazioni infettive quali la sepsi, che incasi rari ha portato a morte, e ascessi locali, che hanno richiesto incisioni e drenaggi. Il tempo mediano fino alla comparsa dei primi sintomi di reazione dermatologica e' stato di 10 giorni, e il tempo mediano fino alla risoluzione, dopo l'ultima dose di medicinale, e' stato di28 giorni. La paronichia e' stata associata a gonfiore delle pieghe ungueali laterali delle dita dei piedi e delle mani.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non vi sono dati adeguati riguardanti l'uso in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Tuttavia,e' stato osservato come l'EGFR sia implicato nel controllo dello sviluppo prenatale e possa essere essenziale nello sviluppo dell'embrione,affinche' organogenesi, proliferazione e differenziazione avvengano normalmente. Per questo motivo, il farmaco potrebbe causare danni fetali in caso di somministrazione a donne in gravidanza. E' noto che le IgG umane attraversino la barriera placentare e pertanto panitumumab potrebbe essere trasmesso dalla madre al feto in via di sviluppo. Nelle donne in eta' fertile, si devono adottare misure contraccettive appropriate nel corso del trattamento e nei 6 mesi successivi alla somministrazione dell'ultima dose. Qualora si usi il medicinale durante la gravidanza o nel caso in cui la paziente inizi una gravidanza, durante l'assunzione di questo farmaco, dovra' essere informata del potenziale rischio di interruzione di gravidanza o danni fetali. Non e' noto se panitumumab sia escreto nel latte materno. Dato che nel latte materno sonosecrete IgG umane, in esso potrebbe essere escreto anche panitumumab.Non e' noto se possa essere assorbito e possa causare danni al neonato dopo l'ingestione. Si raccomanda di non allattare al seno durante iltrattamento e nel corso dei 3 mesi successivi alla somministrazione dell'ultima dose. Fertilita': studi su animali hanno dimostrato un effetto di annullamento del ciclo mestruale e una ridotta fertilita' nellescimmie di sesso femminile. Panitumumab potrebbe influire sulla capacita' di una donna a rimanere in stato di gravidanza. Nota Informativa del 23/4/2010 su Vectibix (Panitumumab) Nellambito dellutilizzo post-marketing sono stati segnalati nuovi casi di reazioni gravi di ipersensibilit, inclusa anafilassi, riportata in pazienti che ricevevano panitumumab (Vectibix), alcuni dei quali con esito fatale. Come misura di minimizzazione del rischio sono stati aggiornati, il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto [RCP] e il Foglio Illustrativo [FI]. In sintesi in essi viene riportato che: - Vectibix controindicato in pazienti con storia di ipersensibilit grave o potenzialmente pericolosa per la vita in seguito alluso di Vectibix. - Le reazioni gravi, correlate allinfusione non sono prevedibili e possono manifestarsi improvvisamente. Vectibix deve essere interrotto in modo permanente in caso di insorgenza di una reazione grave o pericolosa per la vita. - In pazienti in cui si verificano reazioni allinfusione da lievi a moderate si deve ridurre la velocit di infusione per la durata di tale infusione. Si raccomanda di mantenere la velocit di infusione inferiore per tutte le infusioni successive. - Sono state riportate reazioni di ipersensibilit verificatesi dopo pi di 24 ore dallinfusione. - Si raccomanda di avvertire i pazienti della possibilit di una insorgenza tardiva della reazione, e di dire loro di contattare il medico in caso si verifichino sintomi di una reazione di ipersensibilit.