Vatran

Vatran è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Benzodiazepina ad azione ansiolitica, miorilassante, anticonvulsivante.

INDICAZIONI:

Ansiolitico in tutti gli stati di tensione psichica: nevrosi d'ansia,disreattivita' psicoemozionale, fobie, distimie, ecc. Coadiuvante nella terapia delle manifestazioni psicosomatiche con reversibilita' funzionale e nei trattamenti psicoterapici. Miorilassante di mantenimento negli stati convulsivanti e spastici, a genesi neurogena. L'impiego terapeutico delle benzodiazepine nel trattamento degli stati ansiosi, e'indicato soltanto quando il disturbo e' grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Miastenia gravis. Ipersensibilita' alle benzodiazepine. Grave insufficienza respiratoria. Grave insufficienza epatica. Sindrome da apnea notturna. Non somministrare nel primo trimestre di gravidanza. Se il prodotto viene prescritto ad una donna in eta' fertile, ella deve mettersiin contatto con il proprio Medico sia se intende iniziare una gravidanza, sia se sospetta di essere incinta, per quanto riguarda la sospensione del medicinale; se, per gravi motivi medici, il prodotto e' somministrato durante l'ultimo periodo di gravidanza o durante il travaglioalle dosi elevate, possono verificarsi effetti sul neonato quali ipotermia, ipotonia e moderata depressione respiratoria dovuti all'azionefarmacologica del farmaco. Inoltre, neonati nati da madri che hanno assunto benzodiazepine cronicamente durante le fasi avanzate della gravidanza possono sviluppare dipendenza fisica e possono presentare un certo rischio per sviluppare i sintomi da astinenza nel periodo postnatale. Poiche' le benzodiazepine sono escrete nel latte materno, esse nondovrebbero essere somministrate alle madri che allattano al seno.

POSOLOGIA:

ANSIA: Il trattamento dovrebbe essere il piu' breve possibile. Il paziente dovrebbe essere rivalutato regolarmente e la necessita' di un trattamento continuato dovrebbe essere valutata attentamente, particolarmente se il paziente e' senza sintomi. La durata complessiva del trattamento, generalmente, non dovrebbe superare le 8-12 settimane, compreso un periodo di sospensione graduale. In determinati casi, puo' essere necessaria l'estensione oltre il periodo massimo di trattamento: intal caso, cio' non dovrebbe avvenire senza rivalutazione della condizione del paziente. Il trattamento dovrebbe essere iniziato con la doseconsigliata piu' bassa.La dose massima non dovrebbe essere superata. ADULTI: Dose media ansiolitica: 2-5 mg, due-tre volte al giorno. Dose media sedativa e miorilassante: 5-10 mg, due-tre volte al giorno. BAMBINI: Da 1 a 6 anni: 1-6 mg al giorno; Da 6 a 14 anni: 6-10 mg al giorno. ANZIANI E DEBILITATI: La posologia va fissata entro limiti prudenziali attenendosi inizialmente alle dosi minime, per la reattivita' moltovariabile che tali pazienti possono manifestare agli psicofarmaci. Inparticolare si fa riferimento a soggetti con alterazioni cerebrali, specie arteriosclerotiche, o con insufficienza cardiorespiratoria. Essendo diazepam, una benzodiazepina a rapida distribuzione iniziale, si consiglia l'assunzione serale, appena prima di coricarsi. Si raccomandadi controllare il paziente regolarmente all'inizio del trattamento per diminuire se necessario, la dose o la frequenza dell'assunzione perprevenire l'iperdosaggio dovuto all'accumulo.

INTERAZIONI:

L'assunzione concomitante con alcool va evitata. L'effetto sedativo puo' essere aumentato quando il medicinale e' assunto congiuntamente adalcool. Cio' influenza negativamente la capacita' di guidare o di usare macchinari. Associazione con i deprimenti del SNC: l'effetto depressivo centrale puo' essere accresciuto nei casi di uso concomitante conantipsicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, antidepressivi, analgesici narcotici, antiepilettici, anestetici e antistaminici sedativi. Nel caso degli analgesici narcotici puo' avvenire aumentodell'euforia conducendo ad un aumento della dipendenza psichica. Composti che inibiscono determinati enzimi epatici (specialmente citocromoP450) possono aumentare l'attivita' delle benzodiazepine. In grado inferiore, questo si applica anche alle benzodiazepine che sono metabolizzate soltanto per coniugazione.

EFFETTI INDESIDERATI:

Sonnolenza, ottundimento delle emozioni, riduzione della vigilanza, confusione, affaticamento, cefalea, vertigini, debolezza muscolare, atassia, visione doppia. Questi fenomeni si presentano principalmente all'inizio della terapia e solitamente scompaiono con le successive somministrazioni, oppure dopo aggiustamento della posologia. Sono state segnalate occasionalmente altre reazioni avverse che comprendono: disturbigastrointestinali, cambiamenti nella libido e reazioni a carico dellacute, eccezionalmente ittero, ipotensione. AMNESIA: Amnesia anterograda puo' avvenire anche ai dosaggi terapeutici, il rischio aumenta ai dosaggi piu' alti. Gli effetti amnesici possono essere associati con alterazioni del comportamento. DEPRESSIONE: Durante l'uso di benzodiazepine puo' essere smascherato uno stato depressivo preesistente. Le benzodiazepine o i composti benzodiazepino-simili possono causare reazionicome irrequietezza, agitazione, irritabilita', aggressivita', delusione, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del comportamento.Tali reazioni possono essere abbastanza gravi. Sono piu' probabili nei bambini e negli anziani. DIPENDENZA: L'uso di benzodiazepine (anche alle dosi terapeutiche) puo' condurre allo sviluppo di dipendenzafisica: la sospensione della terapia puo' provocare fenomeni di rimbalzo o da astinenza. Puo' verificarsi dipendenza psichica. E' stato segnalato abuso di benzodiazepine. La sedazione, l'amnesia, l'alterazionedella concentrazione e della funzione muscolare possono influenzare negativamente la capacita' di guidare e utilizzare macchinari. Se la durata del sonno e' stata insufficiente, la probabilita' che la vigilanzasia alterata puo' essere aumentata.