Urbason

Urbason è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Corticosteroide sistemico, non associato.

INDICAZIONI:

Reumatismo articolare acuto (febbre reumatica) e poliartriti croniche,manifestazioni reumatiche e reumatoidi di organi interni, vasi, occhi, cute e sierose. Artrite urica. Artropatia psoriasica. Asma bronchiale, febbre da fieno, malattia da siero, ipersensibilita' ai medicamentied altre reazioni allergiche e tossico-allergiche. Orticaria, eczemigeneralizzati, dermatiti. Eritrodermia, Erythematodes disseminato, dermatomiosite, pemfigo, dermatite esfoliativa. Agranulocitosi, trombocitopenia, anemia emolitica acquisita, mieloblastosi, linfoadenosi, linfogranulomatosi. Epatite, colite ulcerosa, sindrome adrenogenitale. Sindrome nefrosica (anche in associazione al saluretico Lasix).

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Infezioni micotiche sistemiche.

POSOLOGIA:

Compresse (4 mg). Nell'asma bronchiale e nelle malattie allergiche siraccomandano dosi iniziali fra 16-40 mg al giorno, mentre la dose di mantenimento e' per lo piu' di 4-16 mg al giorno. Nei casi leggeri di poliartrite cronica possono essere sufficienti 8-16 mg per iniziare laterapia, mentre in quelli gravi sono necessari 16-40 mg. Per mantenereil successo terapeutico e' per lo piu' sufficiente la dose giornaliera di 4-16 mg. Nella febbre reumatica acuta occorrono, secondo le esperienze piu' recenti, elevate dosi di steroidi. Pertanto la dose giornaliera di 40-80-120 mg (nei bambini al di sotto dei 14 anni, 1,2-1,6 mg/kg) dovrebbe essere somministrata fino a quando la velocita' di eritrosedimentazione e' rimasta normale per almeno una settimana; quindi sidiminuisce gradualmente la posologia. Posologie notevolmente superiori, fino a dosi giornaliere di 100 mg e piu', occorrono talvolta nell'Erythematodes acuto, pemfigo volgare ed in varie emopatie. Nei pazientitrattati con prednisone o prednisolone, in caso di passaggio all'Urbason, la dose di mantenimento e' in genere l'80% della dose somministrata in precedenza, ovvero una compressa da 4 mg di Urbason corrisponde ad una compressa da 5 mg di prednisone o di prednisolone. E' senz'altropossibile iniziare subito la terapia corticosteroidea orale con le compresse a rilascio prolungato da 4 o da 8 mg; in genere si comincia con dose giornaliera fra 20 e 40 mg e si passa poi, possibilmente al piu' presto ed a giudizio del medico, a dose inferiore. Le compresse nonvanno ingerite a digiuno e intere, senza masticarle.

AVVERTENZE:

Poiche' lo stato di relativa insufficienza surrenalica, indotto dal corticosteroide, puo' persistere anche dopo la sospensione della terapia, in qualsiasi situazione di stress che si manifestasse in questo periodo la terapia ormonale dovrebbe essere ripresa. In tale situazione lasecrezione mineralcorticoide puo' essere compromessa e quindi puo' essere opportuno somministrare in concomitanza sali e/o mineralcorticoide. Nei pazienti ipotiroidei od affetti da cirrosi epatica la rispostaai corticosteroidi puo' essere aumentata. Si consiglia cautela nei pazienti con Herpes simplex oculare, perche' e' possibile perforazione corneale. I corticosteroidi devono essere somministrati con cautela neiseguenti casi: colite ulcerosa non specifica con pericolo di perforazione, ascessi ed infezioni piogeniche in genere, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, ulcera peptica attiva o latente, insufficienza renale, ipertensione, osteoporosi e miastenia grave. I pazienti sotto terapia corticosteroidea non devono essere vaccinati contro il vaiolo. Altri procedimenti immunizzanti non vanno intrapresi in pazienti che ricevono corticosteroidi, specialmente ad alte dosi, a causa di possibili rischi di complicazioni neurologiche e di insufficiente rispostaanticorpale. L'uso dei corticosteroidi nella tubercolosi attiva va limitato ai casi di malattia fulminante o disseminata ed associato ad appropriata terapia antitubercolare. Se i corticosteroidi vengono somministrati a pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina e' necessaria stretta sorveglianza in quanto si puo' verificare riattivazione della malattia. Nella corticoterapia prolungataquesti soggetti devono essere sottoposti a chemioprofilassi. I bambinisottoposti a prolungata corticoterapia devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo. Nella primissima infanzia il prodotto va somministrato in caso di effettiva necessita' e sotto il diretto controllo medico. Nei pazienti in terapia corticosteroidea, sottoposti a particolari stress, e' indispensabile l'adattamento della dose in rapporto all'entita' della condizione stressante. I corticosteroidi possono mascherare alcuni segni d'infezione edurante il loro impiego si possono verificare infezioni intercorrenti.In questi casi va sempre valutata l'opportunita' di istituire adeguata terapia antibiotica. In corso di terapia prolungata e con dosi elevate, se si dovesse verificare alterazione del bilancio elettrolitico, e' opportuno adeguare l'apporto di Na e K. I corticosteroidi aumentanol'escrezione di Ca.

INTERAZIONI:

Nei pazienti con ipoprotrombinemia si consiglia prudenza nell'associare l'acido acetilsalicilico ai corticosteroidi.

EFFETTI INDESIDERATI:

Alterazioni del bilancio idroelettrolitico che, raramente ed in pazienti particolarmente predisposti, possono arrivare all'ipertensione ed all'insufficienza cardiaca congestizia. Alterazioni muscoloscheletrichequali osteoporosi, miopatie e fragilita' ossea. Complicazioni a carico dell'apparato gastrointestinale, che possono arrivare fino alla comparsa od all'attivazione di ulcera peptica. Alterazioni cutanee quali ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilita'della cute. Alterazioni neurologiche quali vertigini, cefalea ed aumento della pressione endocranica. Disendocrinie quali irregolarita' mestruali, aspetto similcushingoide, disturbi della crescita nei bambini,interferenza con la funzionalita' dell'asse ipofisi-surrene, particolarmente in momenti di stress. Diminuita tollerabilita' ai glucidi e possibile manifestazione di diabete mellito latente, nonche' aumentata necessita' di farmaci ipoglicemizzanti nei diabetici. Complicazioni oftalmiche quali cataratta posteriore subcapsulare ed aumentata pressioneendooculare. Negativizzazione del bilancio dell'azoto. Durante la corticoterapia possono inoltre manifestarsi alterazioni psichiche di variogenere: euforia, insonnia, mutamenti dell'umore e della personalita',depressione grave o sintomi di vere e proprie psicosi. Preesistente instabilita' emotiva o tendenze psicotiche possono essere aggravate daicorticosteroidi.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

In gravidanza va somministrato in caso di effettiva necessita' e sottoil diretto controllo medico. Durante la terapia corticosteroidea si deve sospendere l'allattamento.