Unipril

Unipril è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antiipertensivo - ACE-inibitore.

INDICAZIONI:

Ipertensione arteriosa; insufficienza cardiaca congestizia; postumi dell'infarto miocardico acuto in pazienti con segni e sintomi di insufficienza cardiaca congestizia; nefropatia conclamata in soggetti non diabetici. Il ramipril rallenta la velocita' di progressione dell'insufficienza renale e dello sviluppo di insufficienza renale terminale che necessita di dialisi e trapianto renale; complicazioni renali da diabete mellito: in pazienti affetti da diabete mellito con microalbuminuriaramipril riduce il tasso di escrezione urinaria di albumina; riduzione di mortalita' e morbilita' cardiovascolare in pazienti con documentato alto rischio cardiovascolare.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Nei pazienti con ipersensibilita' verso il ramipril o verso gli eccipienti; nei pazienti con precedenti di edema angioneurotico; nei pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi unilaterale inpazienti con rene unico, emodinamicamente rilevanti (col rischio di pericolo di vita per caduta pressoria e insufficienza renale); nei pazienti con impedimenti circolatori a carico del ventricolo sinistro (stenosi valvolare aortica o mitralica) emodinamicamente rilevanti (col rischio di pericolo di vita per caduta pressoria e insufficienza renale);nei pazienti ipotesi o emodinamicamente instabili (col rischio di pericolo di vita per caduta pressoria e insufficienza renale). Nei pazienti trattati con ACE-inibitori e contemporaneamente sottoposti a dialisi con alcune membrane a flusso elevato (ad esempio: membrane poliacrilonitriliche) sono state riportate reazioni di ipersensibilita' e di tipo allergico (anafilattoide) e che talvolta possono progredire sino allo shock circolatorio (si vedano anche le istruzioni del costruttore delle membrane). L'impiego concomitante di queste membrane e di Unipril, per esempio in caso di dialisi d'emergenza o di emofiltrazione, deveessere evitato o utilizzando altre membrane o passando ad una terapiasenza ACE-inibitori. Reazioni simili sono state osservate nell'aferesi delle lipoproteine a bassa densita' con destrano solfato; questo metodo non deve, percio', essere impiegato nei pazienti in terapia con ACE-inibitori. Unipril non deve essere usato in gravidanza e allattamento.

POSOLOGIA:

TRATTAMENTO DELL'IPERTENSIONE. Una volta al giorno iniziando con una dose di 2,5 mg. Se necessario, ed in base alla risposta del paziente, la dose puo' essere raddoppiata ad intervalli di 2-3 settimane. La doseusuale di mantenimento e' compresa fra 2,5 e 5 mg al giorno; la dosemassima e' di 10 mg al giorno. Nei pazienti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina compresa tra 50 e 20 ml/min/1,73 mq di superficie corporea) la dose iniziale va ridotta a 1,25 mg. In questi pazienti la dose giornaliera massima e' di 5 mg. Nei pazienti conalterazione del bilancio idro-elettrolitico o con ipertensione gravee concomitante insufficienza cardiaca, come pure nei pazienti nei quali una reazione ipotensiva possa costituire un rischio particolare (adesempio in quelli con stenosi coronarica o carotidea) e' consigliata la dose iniziale di 1,25 mg. Nei pazienti gia' in terapia diuretica, occasionalmente dopo la dose iniziale si puo' avere ipotensione sintomatica. Per ridurre tale eventualita' bisognerebbe, se possibile, sospendere il diuretico 2-3 giorni o piu', a seconda della sua durata d'azione, prima di iniziare la terapia con Unipril, o quanto meno diminuirnela posologia. In questi pazienti la dose iniziale giornaliera e' generalmente di 1,25 mg. Nei pazienti con ridotta funzionalita' epatica, larisposta al trattamento puo' essere sia ridotta che aumentata. Il trattamento con ramipril in questi pazienti deve quindi essere iniziato solo sotto stretto controllo medico. In questi pazienti la dose massimagiornaliera e' di 2,5 mg. TRATTAMENTO DELL'INSUFFICIENZA CARDIACA CONGESTIZIA. 1,25 mg una volta al giorno. In relazione alla risposta delpaziente la dose puo' essere aumentata. In questo caso si raccomanda di raddoppiare la dose in 1 o 2 settimane. Dosi di 2,5 mg o superiori possono essere assunte in una volta sola o suddivise in due volte al giorno. La dose massima permessa e' di 10 mg al giorno. Nei pazienti coninsufficienza renale moderata (clearance della creatinina compresa tra 50 e 20 ml/min/1,73 mq di superficie corporea) la dose iniziale va ridotta a 1,25 mg. In questi pazienti la dose giornaliera massima e' di5 mg. Nei pazienti gia' in terapia diuretica, occasionalmente dopo ladose iniziale si puo' avere ipotensione sintomatica. Per ridurre taleeventualita' bisognerebbe, se possibile, sospendere il diuretico 2-3giorni o piu', a seconda della sua durata d'azione, prima di iniziarela terapia o quanto meno ridurne la posologia. Nei pazienti con ridotta funzionalita' epatica, la risposta al trattamento puo' essere sia ridotta che aumentata. Il trattamento con ramipril in questi pazienti deve quindi essere iniziato solo sotto stretto controllo medico. In questi pazienti la dose massima giornaliera e' di 2,5 mg. TRATTAMENTO DOPOINFARTO DEL MIOCARDIO ACUTO. La dose iniziale raccomandata e' di 5 mgal giorno da suddividere in due somministrazioni di 2,5 mg ciascuna,una al mattino ed una alla sera. Se questa dose iniziale non e' tollerata si consiglia la somministrazione di 1,25 mg due volte al giorno per due giorni. In entrambe le precedenti circostanze, in base alla risposta del paziente, la dose iniziale puo' essere successivamente aumentata fino a 10 mg al giorno in due assunzioni. In tal caso si raccomanda che la dose venga raddoppiata ad intervalli di 1-3 giorni. Syccessivamente la dose giornaliera puo' essere assunta in una sola volta. La dose massima giornaliera e' di 10 mg. Non vi e' ancora sufficiente esperienza nel trattamento di pazienti con insufficienza cardiaca grave (grado IV NYHA) subito dopo infarto del miocardio. Nel caso tuttavia chesi debba prendere la decisione di trattare questi pazienti si raccomanda di iniziare la terapia con la dose piu' bassa possibile (1,25 mg una volta al giorno) e che l'aumento del dosaggio venga fatto solo conparticolare prudenza. Nei pazienti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina compresa tra 50 e 20 ml/min/1,73 mq di superficie corporea) la dose iniziale va ridotta a 1,25 mg. In questi pazienti la dose giornaliera massima e' di 5 mg. Nei pazienti con alterazione del bilancio idro-elettrolitico o con ipertensione grave e concomitante insufficienza cardiaca, nei pazienti nei quali una reazione ipotensiva possa costituire un rischio particolare (ad esempio in quelli con rilevante stenosi coronarica o carotidea) come pure nei pazienti pretrattati con diuretici, e' consigliata la dose iniziale di 1,25 mg. Nei pazienti con ridotta funzionalita' epatica, la risposta al trattamento puo' essere sia ridotta che aumentata. Il trattamento con ramiprilin questi pazienti deve quindi essere iniziato solo sotto stretto controllo medico. In questi pazienti la dose massima giornaliera e' di 2,5 mg. TRATTAMENTO DELLA NEFROPATIA CONCLAMATA DI ORIGINE NON DIABETICAE DIABETICA. La dose iniziale raccomandata e' di 1,25 mg di ramipril1 volta al giorno. In relazione alla tollerabilita' dei pazienti la dose puo' essere incrementata. Nel caso fosse necessario si raccomanda di raddoppiarla ad intervalli di 2-3 settimane. La massima dose giornaliera consigliata e' di 5 mg. PAZIENTI PRE-TRATTATI CON DIURETICI: deveessere presa in considerazione la possibilita' di interrompere il trattamento con diuretici almeno 2-3 giorni prima dell'inizio del trattamento con ramipril o almeno di ridurne la dose in relazione alla duratadell'attivita' del diuretico. PAZIENTI CON FUNZIONALITA' EPATICA RIDOTTA: la risposta al trattamento con ramipril potrebbe essere aumentatao ridotta. Il trattamento di questi pazienti deve pertanto essere iniziato solo sotto stretta sorveglianza medica. La massima dose giornaliera in questi casi e' di 2,5 mg di ramipril. RIDUZIONE DI MORTALITA' EMORBILITA' CARDIOVASCOLARE IN PAZIENTI CON DOCUMENTATO ALTO RISCHIO CARDIOVASCOLARE: la dose consigliata e' di 10 mg al giorno da assumersiin un'unica somministrazione; dose da raggiungere dopo un periodo iniziale di trattamento di 2,5 mg per una settimana e 5 mg per tre settimane. SOMMINISTRAZIONE. Le compresse vanno deglutite con adeguata quantita' di liquido, indifferentemente prima, durante o dopo il pasto.

INTERAZIONI:

CIBO: l'assorbimento di ramipril non e' significativamente influenzatodal cibo. ASSOCIAZIONI CONTROINDICATE: trattamenti extracorporei cheportano al contatto tra sangue e superfici con carica negativa quali dialisi od emofiltrazione con membrane ad alto flusso (ad esempio membrane poliacrilonitriliche) e aferesi delle lipoproteine a bassa densita' per mezzo di destrano solfato, per il rischio di gravi reazioni anafilattoidi. ASSOCIAZIONI SCONSIGLIATE: sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, per il possibile aumento della kaliemia. Il trattamento con diuretici risparmiatori di potassio (ad es. spironolattone) o con sali di potassio richiede un attento monitoraggio della kaliemia. ASSOCIAZIONI CHE RICHIEDONO PRECAUZIONI: farmaci antipertensivi (ad es. diuretici) ed altri farmaci a potenziale effetto antipertensivo(ad es. nitrati, antidepressivi triciclici, anestetici), per un possibile potenziamento dell'effetto antipertensivo. Si raccomanda il monitoraggio regolare dei livelli sierici di sodio nei pazienti in terapiadiuretica concomitante. Vasopressori simpaticomimetici: questi farmacipotrebbero ridurre l'effetto antipertensivo di Unipril. Si raccomandadunque un attento controllo della pressione arteriosa. Allopurinolo,immunosoppressori, corticosteroidi, procainamide, citostatici e altrifarmaci che possono alterare il quadro ematico, per un aumentato rischio di reazioni ematologiche. Sali di litio: l'escrezione di litio puo'essere ridotta dagli ACE-inibitori. Tale riduzione puo' portare ad unaumento della concentrazione sierica di litio ed aumentarne la tossicita'. I livelli sierici di litio percio' devono essere controllati. Antidiabetici (per es. insuline e sulfoniluree): gli ACE-inibitori possono ridurre la resistenza all'insulina. In casi isolati tale riduzionepuo' portare a reazioni ipoglicemiche nei pazienti in trattamento concomitante con antidiabetici. Pertanto si raccomanda uno stretto controllo della glicemia nelle fasi iniziali della somministrazione concomitante di tali farmaci. ASSOCIAZIONI DA CONSIDERARE CON ATTENZIONE: Farmaci antinfiammatori non steroidei (per es. indometacina) ed acido acetilsalicilico, per una possibile riduzione dell'effetto antipertensivo di Unipril. Inoltre, una terapia concomitante con ACE-inibitori e FANSpuo' portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzionalita' renale e ad un aumento della kaliemia. Eparina: per un possibile aumento della kaliemia. Alcool: per un aumento della vasodilatazione. Unipril puo' potenziare l'effetto dell'alcool. Sale: per una possibileriduzione dell'effetto antipertensivo dovuto ad aumentato apporto dietetico di sale. Terapie desensibilizzanti: la probabilita' e la gravita' di reazioni anafilattiche o anafilattoidi in seguito a contatto convenoma di insetti sono aumentate durante terapia con ACE-inibitori. Sipresuppone che tale effetto possa verificarsi anche con altri allergeni.

EFFETTI INDESIDERATI:

Poiche' Unipril e' un antipertensivo, molti degli effetti indesideratisono secondari alla sua azione di riduzione della pressione che risulta in controregolazione adrenergica o ipoperfusione degli organi. Molti altri effetti (per es. effetto sul bilancio elettrolitico, alcune reazioni anafilattoidi o reazioni infiammatorie delle mucose) sono dovuti all'ACE-inibizione o ad altri effetti farmacologici di questa classedi farmaci. SISTEMA CARDIOVASCOLARE E NERVOSO: si possono verificareraramente lievi sintomi e reazioni quali cefalea, senso di instabilita', tachicardia, debolezza, sonnolenza, stordimento o obnubilamento delle reazioni. I sintomi e reazioni lievi quali edema periferico, flushing, capogiri, tinnito, affaticamento, nervosismo, umore depresso, tremori, agitazione, disturbi visivi e del sonno, confusione, sensazione d'ansia, impotenza erettile transitoria, palpitazioni, sudorazione, disturbi uditivi, sonnolenza, alterazioni della regolazione ortostatica,cosi' come reazioni gravi quali angina pectoris, aritmie cardiache e sincope sono rari. Raramente si puo' verificare ipotensione grave, cosi' come in casi isolati ischemia miocardica o cerebrale, infarto miocardico, attacco ischemico transitorio, stroke ischemico, esacerbazione dei disturbi perfusionali dovuti a stenosi vascolare, scatenamento o potenziamento del fenomeno di Raynaud o parestesie. RENE E BILANCIO ELETTROLITICO: Raramente si possono verificare aumenti dei livelli siericidi urea e creatinina (piu' probabili con l'aggiunta di un diuretico)e compromissione della funzionalita' renale ed in casi isolati progressione ad insufficienza renale acuta. Raramente si puo' sviluppare un aumento dei livelli sierici di potassio. In casi isolati si puo' sviluppare una riduzione della natriemia, nonche' un peggioramento di una proteinuria pre-esistente (anche se gli ACE-inibitori solitamente riducono la proteinuria) o un aumento della produzione di urine (associato ad un miglioramento della funzionalita' cardiaca). La riduzione della formazione di angiotensina II e di secrezione di aldosterone puo' provocare diminuzione della sodiemia ed incremento della potassiemia. Quest'ultima puo' verificarsi soprattutto in pazienti con insufficienza renale (ad esempio nefropatia diabetica) o quando siano somministrati contemporaneamente diuretici risparmiatori di potassio. APPARATO RESPIRATORIO, REAZIONI CUTANEE E ANAFILATTICHE/ANAFILATTOIDI: e' stata osservata comunemente tosse secca. La tosse di solito peggiora di notte e durante i periodi di reclino (per es. mentre sdraiati) e si verifica piu'frequentemente nelle donne e nei non fumatori. Raramente si puo' sviluppare congestione nasale, sinusite, bronchite, broncospasmo e dispnea. Raramente si puo' verificare un lieve angioedema farmacologicamente-mediato (l'incidenza di angioedema in seguito ad ACE-inibitori pare essere piu' elevato nelle persone di colore). L'edema angioneurotico, adesempio, della lingua, faringe o laringe puo' mettere in pericolo lavita del paziente e necessita di immediate misure di emergenza. E' anche possibile lieve edema - non angioneurotico - ad es. delle caviglie.Reazioni gravi di questo e di altri tipi e reazioni anafilattiche e anafilattoidi a ramipril o qualsiasi altro componente sono rare. Reazioni cutanee o delle mucose quali rash, prurito o orticaria potrebbero verificarsi, ma non sono comuni. In casi isolati sono stati osservati rash maculopapulare, pemfigo, esacerbazione della psoriasi, esantema edenantema psoriasiforme, pemfigoide o lichenoide, eritema multiforme,sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, alopecia, onicolisi o fotosensibilizzazione. La probabilita' e la gravita' di reazioni anafilattiche ed anafilattoidi al venoma di insetti e' aumentatadurante la terapia con ACE-inibitori. Si presuppone che questo effetto possa verificarsi anche con altri allergeni. APPARATO GASTROINTESTINALE E FEGATO: si possono verificare nausea, aumento dei livelli sierici degli enzimi epatici e/o della bilirubina cosi' come ittero colestatico. Raramente secchezza delle fauci, glossiti, reazioni infiammatoriedel cavo orale e del tratto gastrointestinale, disturbi addominali, dolore gastrico (incluso dolore simile alla gastrite), disturbi digestivi, stipsi, diarrea, vomito e aumento dei livelli degli enzimi pancreatici. In casi isolati pancreatite o danno epatico (inclusa l'insufficienza epatica acuta). REAZIONI EMATOLOGICHE: Raramente una lieve, in casi isolati anche grave, riduzione degli eritrociti e dell'emoglobina,dei leucociti o delle piastrine. Si possono verificare, in casi isolati, agranulocitosi, pancitopenia e depressione del midollo osseo. Le reazioni ematologiche agli ACE-inibitori sono piu' probabili nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale o con concomitanti disturbi del collagene (per es. lupus eritematoso o sclerodermia) o nei pazienti in terapia con altri farmaci che possono causare alterazioni del quadro ematologico. In casi isolati si potrebbe verificare anemia emolitica. ALTRI EFFETTI INDESIDERATI: si puo' sviluppare congiuntivite; raramente crampi muscolari, riduzione della libido, inappetenza e disturbi olfattivi e del gusto (per es. sapore metallico) oppure parziale, e a volte completa, perdita del gusto. In casi isolati vasculite, mialgia, artralgia, febbre ed eosinofilia, nonche' aumento del titolo degli anticorpi antinucleo.