Triasporin os fl

Triasporin os fl è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

TRIASPORIN 10 MG/ML SOLUZIONE ORALE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antimicotici per uso sistemico, derivati triazolici.

PRINCIPI ATTIVI:

1 ml contiene 10 mg di itraconazolo.

ECCIPIENTI:

Idrossipropil-b-ciclodestrina, sorbitolo E420, glicole propilenico, aroma di ciliegia 1 (contiene 1,2 glicole propilenico E1520 e acido acetico E260), aroma di ciliegia 2 (contiene 1,2 glicole propilenico E1520e acido lattico E270), caramello, saccarina sodica, acido cloridricoe sodio idrossido (per regolazione del pH), acqua depurata.

INDICAZIONI:

Il medicinale e' indicato per il trattamento della candidosi orale e/oesofagea dei pazienti HIV-positivi o di altri pazienti immunocompromessi; per la profilassi delle infezioni micotiche profonde sensibili all'itraconazolo, quando la terapia standard si ritenga inadeguata, in pazienti con tumori ematici o destinati a trapianto di midollo osseo nei quali e' prevedibile la comparsa di neutropenia (i.e. < 500 cell/mcl). Al momento non sono disponibili sufficienti dati di efficacia nellaprevenzione dell'aspergillosi. Considerare con attenzione eventuali linee-guida nazionali e/o locali per l'utilizzo appropriato dei farmaciantimicotici.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Il medicinale e' controindicato in pazienti con nota ipersensibilita'all'itraconazolo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. La somministrazione contemporanea dei seguenti farmaci con il prodotto e' controindicata: substrati metabolizzati dal CYP3A4 che possono prolungare l'intervallo QT, per esempio astemizolo, bepridil, cisapride, dofetilide, levacetimetadolo (levometadil), mizolastina, pimozide, chinidina, sertindolo e terfenadina sono controindicati in corso di trattamento con TRIASPORIN soluzione orale. La somministrazione concomitante puo' causare un incremento dei livelli plasmatici di questi substrati con conseguente prolungamento del QT e rari fenomeni di torsione di punta Inibitoridella HMG-CoA riduttasi metabolizzati dal CYP3A4 come atorvastatina, lovastatina e simvastatina Triazolam e midazolam per via orale Alcaloidi dell'ergot quali diidroergotamina, ergometrina (ergonovina), ergotamina e metilergometrina (metilergonovina) Eletriptan Nisoldipina Triasporin soluzione orale non deve essere somministrato in pazienti con evidenza di disfunzione ventricolare come ad esempio insufficienza cardiaca congestizia (ICC) o con storia di ICC, tranne che in caso di pericolo di vita o di altre gravi infezioni. Il farmaco non deve essere utilizzato durante la gravidanza per condizioni che non rappresentino pericolo di vita.

POSOLOGIA:

Per un assorbimento ottimale, la soluzione orale deve essere assunto lontano dai pasti (i pazienti devono essere avvisati di evitare di mangiare per almeno 1 ora dopo l'assunzione). Per il trattamento della candidosi orale e/o esofagea, la soluzione deve essere trattenuta all'interno della cavita' orale (circa 20 secondi) prima di essere deglutita.Evitare di risciacquarsi la bocca dopo aver deglutito la soluzione. Trattamento della candidosi orale e/o esofagea: 200 mg (2 misurini) algiorno in due somministrazioni oppure in dose unica, per 1 settimana.Se dopo una settimana non si osserva una risposta al trattamento, il trattamento deve essere proseguito per un'altra settimana. Trattamentodella candidosi orale e/o esofagea resistente al fluconazolo: da 100 a200 mg (1-2 misurini) due volte al giorno per due settimane. Se dopo2 settimane non si osserva una risposta al trattamento, il trattamentodeve essere proseguito per altre 2 settimane. La dose giornaliera di400 mg non deve essere utilizzata per piu' di 14 giorni qualora non visiano segnali di miglioramento. Profilassi delle infezioni micotiche:5 mg/kg suddivisi in due somministrazioni giornaliere. Negli studi clinici il trattamento profilattico e' stato iniziato immediatamente prima del trattamento citostatico e di solito una settimana prima del trapianto. Quasi tutte le infezioni micotiche profonde dimostrate sono comparse a carico di pazienti che presentavano una conta di neutrofili inferiore a 100 cell/mcl. Il trattamento e' stato protratto fino al ripristino della conta dei neutrofili (i.e. > 1000 cell/mcl). Gli studi clinici in pazienti neutropenici hanno evidenziato una considerevole variabilita' interindividuale dei parametri farmacocinetici. Si deve tenere in considerazione il monitoraggio dei livelli ematici, soprattuttoin presenza di danno gastrointestinale, diarrea e durante trattamentiprolungati con la soluzione orale. Impiego nei bambini: i dati clinici sull'impiego del farmaco nei pazienti pediatrici sono limitati, pertanto l'uso della soluzione orale nei bambini non e' raccomandato a meno che il potenziale beneficio non superi i potenziali rischi. Profilassi delle infezioni micotiche: non sono disponibili dati di efficacia in bambini neutropenici. Si dispone di una limitata esperienza clinicasulla sicurezza di impiego di 5 mg/kg al giorno in due somministrazioni giornaliere. L'incidenza di eventi avversi quali diarrea, dolore addominale, vomito, febbre, rash e mucositi e' stata piu' alta che negliadulti. Impiego negli anziani: i dati clinici sull'impiego della soluzione orale nei pazienti anziani sono limitati, pertanto l'impiego della soluzione orale deve essere destinato solo a quei casi in cui il beneficio potenziale superi i potenziali rischi. Impiego nei pazienti concompromissione epatica: sono disponibili dati limitati sull'uso di itraconazolo somministrato per via orale in pazienti con insufficienza epatica. Bisogna somministrare con cautela il farmaco in questa popolazione di pazienti. Impiego nei pazienti con compromissione renale: sonodisponibili dati limitati sull'uso di itraconazolo somministrato pervia orale in pazienti con insufficienza renale. Bisogna somministrarecon cautela il farmaco in questa popolazione di pazienti.

CONSERVAZIONE:

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.

AVVERTENZE:

Effetti sulla funzionalita' cardiaca: in uno studio su volontari sanicon itraconazolo i.v. e' stata osservata una transitoria riduzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra. Itraconazolo ha dimostrato di avere un effetto inotropo negativo e il medicinale e' stato associato a episodi di insufficienza cardiaca congestizia. L'insufficienza cardiaca e' stata riportata piu' frequentemente nelle segnalazioni spontanee con dosaggi giornalieri di 400 mg piuttosto che con dosaggi giornalieri inferiori, suggerendo che il rischio di insufficienza cardiaca potrebbe aumentare se aumenta la dose giornaliera di itraconazolo.Il farmaco non deve essere utilizzato in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o con storia di insufficienza cardiaca congestiziaa meno che il beneficio atteso non sia chiaramente superiore al rischio. La valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio deve prendere in considerazione fattori come la gravita' della condizione, ladose e la durata del trattamento ed i fattori di rischio individuali per insufficienza cardiaca congestizia. Questi pazienti devono essere informati riguardo ai segni e ai sintomi di insufficienza cardiaca congestizia, trattati con cautela e monitorati durante la terapia per quanto riguarda i segni ed i sintomi della insufficienza cardiaca congestizia. Se questi segni o sintomi dovessero manifestarsi durante il trattamento, il farmaco deve essere sospeso. E' necessario usare cautela nella co-somministrazione di itraconazolo e calcio antagonisti. Interazioni potenziali: la soluzione orale puo' dar luogo ad interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti con altri farmaci. Impiego nei bambini: poiche' i dati clinici relativi all'utilizzo della soluzione oralenei pazienti pediatrici sono limitati, il suo uso nei bambini non e' raccomandato a meno che il beneficio potenziale non superi i potenzialirischi. Impiego negli anziani: poiche' i dati clinici relativi all'utilizzo della soluzione orale nei pazienti anziani sono limitati, si consiglia di utilizzare il prodotto in questi pazienti solo se il beneficio potenziale supera i potenziali rischi. Effetti epatici: con l'utilizzo del medicinale si sono verificati casi molto rari di grave epatotossicita', inclusi alcuni casi fatali di insufficienza epatica acuta.Alcuni di questi casi hanno coinvolto pazienti che non avevano una pre-esistente epatopatia. Alcuni si sono verificati nel primo mese di trattamento, inclusi alcuni casi osservati durante la prima settimana. Nei pazienti in trattamento con il farmaco deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzionalita' epatica. I pazienti devonoessere istruiti a segnalare prontamente al proprio medico segni e sintomi indicativi di epatite come anoressia, nausea, vomito, astenia, dolore addominale o urine scure. In questi pazienti il trattamento deve essere immediatamente interrotto e devono essere condotti test sulla funzionalita' epatica. La maggior parte dei casi di epatotossicita' grave ha coinvolto pazienti che avevano una pre-esistente epatopatia, cheerano trattati per indicazioni sistemiche, che avevano altre condizioni mediche concomitanti significative e/o stavano assumendo altri farmaci epatotossici. In pazienti con aumentati livelli degli enzimi epatici o una malattia epatica in corso oppure che hanno gia' sperimentato tossicita' epatica con altri farmaci, il trattamento non deve essere iniziato a meno che il beneficio atteso non sia superiore al rischio diun danno epatico. Nei pazienti con compromissione epatica che assumonoitraconazolo gli enzimi epatici devono essere attentamente monitorati. Compromissione epatica Sono disponibili dati limitati sull'uso di itraconazolo somministrato per via orale in pazienti con insufficienza epatica. Bisogna somministrare con cautela il farmaco in questa popolazione di pazienti. Compromissione renale Sono disponibili dati limitatisull'uso di itraconazolo somministrato per via orale in pazienti coninsufficienza renale. Bisogna somministrare con cautela il farmaco inquesta popolazione di pazienti. Profilassi dei pazienti neutropenici:negli studi clinici l'evento avverso piu' frequentemente riportato e'stato la diarrea. Questo disturbo del tratto gastrointestinale puo' causare un alterato assorbimento, nonche' un'alterazione della flora batterica che potrebbe favorire le infezioni micotiche. In questi casi occorre valutare l'opportunita' di interrompere il trattamento con la soluzione orale. Trattamento dei pazienti neutropenici gravi: la soluzione orale non e' stato studiato per il trattamento di candidosi orali e/o esofagee in pazienti neutropenici gravi. Viste le sue proprieta' farmacocinetiche, la soluzione orale non e' raccomandato per l'inizio del trattamento in pazienti con rischio immediato di contrarre candidosisistemiche. Neuropatia: l'eventuale insorgenza di una neuropatia, correlabile con l'assunzione della soluzione orale, deve indurre la sospensione del trattamento. Ipersensibilita' crociata Non sono disponibiliinformazioni inerenti l'ipersensibilita' crociata tra itraconazolo edaltri agenti antimicotici con struttura azolica. Particolare cautelae' richiesta in caso di prescrizione della soluzione orale a pazienticon ipersensibilita' ad altri azoli. La soluzione orale contiene sorbitolo e non deve essere somministrato a pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio.

INTERAZIONI:

Farmaci che agiscono sul metabolismo dell'itraconazolo: l'itraconazoloviene metabolizzato prevalentemente attraverso il citocromo CYP3A4. Sono stati effettuati studi di interazione con rifampicina, rifabutinae fenitoina, che sono potenti induttori enzimatici del CYP3A4. Poiche'la biodisponibilita' dell'itraconazolo e dell'idrossi-itraconazolo inquesti studi risulta ridotta al punto che l'efficacia puo' risultarelargamente compromessa, l'associazione di itraconazolo con questi potenti induttori enzimatici non e' raccomandata. Non sono disponibili studi formali con altri induttori enzimatici come carbamazepina, fenobarbitale e isoniazide, ma ci si devono aspettare effetti simili. Potentiinibitori di questo enzima come ritonavir, indinavir, claritromicina eeritromicina possono far aumentare la biodisponibilita' di itraconazolo. Effetti dell'itraconazolo sul metabolismo di altri farmaci: l'itraconazolo puo' inibire il metabolismo di farmaci metabolizzati dalla famiglia enzimatica 3A del citocromo. In tale caso si puo' verificare unaumento e/o un prolungamento dei loro effetti, inclusi quelli indesiderati. Quando vengono usati farmaci concomitanti, occorre consultare il corrispondente foglio illustrativo per avere informazioni sul loro metabolismo. Dopo interruzione del trattamento, i livelli plasmatici diitraconazolo diminuiscono gradualmente, a seconda della dose e delladurata del trattamento. Questo deve essere considerato nel valutare l'effetto inibitore di itraconazolo su farmaci in co-somministrazione. Iseguenti farmaci sono controindicati con itraconazolo: astemizolo, bepridil, cisapride, dofetilide, levacetilmetadolo (levometadil), mizolastina, pimozide, chinidina, sertindolo e terfenadina sono controindicati durante il trattamento con Triasporin soluzione orale dato che la co-somministrazione puo' causare un incremento dei livelli plasmatici di questi substrati con conseguente prolungamento del QT e rari fenomeni di torsioni di punta. Inibitori della HMG-CoA reduttasi metabolizzati dal citocromo CYP3A4 come atorvastatina, lovastatina e simvastatina.Triazolam e midazolam per via orale. Alcaloidi dell'ergot quali diidroergotamina, ergometrina (ergonovina), ergotamina e metilergometrina (metilergonovina). Eletriptan. Nisoldipina. E' necessario usare cautelanella co-somministrazione di itraconazolo e calcio antagonisti in quanto aumenta il rischio di insufficienza cardiaca congestizia. Oltre apossibili interazioni farmacocinetiche legate all'enzima metabolizzante CYP3A4, i calcio antagonisti possono avere effetti inotropi negativiche possono aggiungersi a quelli dell'itraconazolo. I seguenti farmaci devono essere utilizzati con cautela e le loro concentrazioni plasmatiche, effetti ed effetti indesiderati devono essere monitorati. Se necessario, il loro dosaggio deve essere ridotto, quando somministrati contemporaneamente a itraconazolo: anticoagulanti orali; Inibitori della HIV-proteasi come ritonavir, indinavir, saquinavir; alcuni agenti antineoplastici come busulfan, docetaxel, trimetressato e alcaloidi della vinca; calcio antagonisti metabolizzati dal citocromo CYP3A4 come diidropiridine e verapamil; alcuni agenti immunosoppressori: ciclosporina, tacrolimus, rapamicina (conosciuta anche come sirolimus); alcuni glucocorticoidi come budesonide, desametasone, fluticasone e metilprednisolone; Digossina (via inibizione della P-glicoproteina); altri: cilostazolo, disopiramide, carbamazepina, buspirone, alfentanil, alprazolam, brotizolam, midazolam per via endovenosa, rifabutina, ebastina, repaglinide, fentanil, alofantrina, reboxetina, loperamide. L'importanza dell'aumento di concentrazione e la rilevanza clinica di queste variazioni durante la co-somministrazione con itraconazolo devono essere ancora stabilite. Non e' stata osservata alcuna interazione tra itraconazolo e zidovudina (AZT) e fluvastatina. L'itraconazolo non ha dimostratoeffetti inducenti sul metabolismo di etinilestradiolo e noretisterone. Effetti sul legame con le proteine Gli studi in vitro hanno dimostrato che non vi sono interazioni per il legame con le proteine plasmatiche tra itraconazolo e imipramina, propranololo, diazepam, cimetidina,indometacina, tolbutamide e sulfametazina.

EFFETTI INDESIDERATI:

Approssimativamente il 9% dei pazienti trattati puo' mostrare la comparsa di reazioni avverse durante l'assunzione di itraconazolo. L'incidenza di effetti indesiderati e' stata piu' alta (circa il 15%) nei pazienti in trattamento prolungato (circa 1 mese) e continuativo. Gli eventi avversi piu' frequentemente riportati sono stati di origine gastrointestinale, epatica e dermatologica. La seguente tabella riporta le reazioni avverse classificate per organo/sistema. Nell'ambito di ogni classificazione organo/sistema, le reazioni avverse sono state ordinatein base alla frequenza, usando la seguente convenzione: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, =1/1000, < 1/100); raro(>=1/10.000, < 1/1000); molto raro (

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

La soluzione orale non deve essere usato in gravidanza ad eccezione dei casi ove, essendoci pericolo di vita, si ritenga che il beneficio potenziale per la madre superi il rischio potenziale per il feto. In studi sugli animali, l'itraconazolo ha mostrato tossicita' riproduttiva.Dati epidemiologici sull'esposizione al farmaco durante il primo trimestre di gravidanza - prevalentemente in pazienti che avevano ricevutoun trattamento a breve termine per candidosi vulvovaginali - non hannomostrato un rischio superiore di malformazioni se confrontati a soggetti di controllo non esposti a nessuna sostanza teratogena conosciuta.Donne in eta' fertile Devono essere adottate adeguate misure contraccettive in donne in eta' fertile trattate con la soluzione orale. Un'efficace contraccezione deve essere mantenuta fino alla mestruazione successiva alla fine della terapia con il medicinale. Allattamento: una piccolissima quantita' di itraconazolo viene escreta nel latte materno.La soluzione orale non deve essere somministrato durante l'allattamento.