Triasporin

Triasporin è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

TRIASPORIN 100 MG CAPSULE RIGIDE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antimicotici per uso sistemico; derivati triazolici.

PRINCIPI ATTIVI:

Ogni capsula contiene: itraconazolo 100 mg.

ECCIPIENTI:

Una capsula contiene: granuli zuccherini di supporto, ipromellosa, macrogol. Costituenti della capsula: gelatina, titanio diossido (E171), eritrosina (E127), indigotina (E132).

INDICAZIONI:

Il farmaco e' indicato per le seguenti infezioni micotiche: micosi superficiali: candidosi vulvovaginale, pityriasis versicolor, dermatofitosi, candidosi orale e cheratite fungina. Onicomicosisostenutedadermatofitie/ o lieviti. Micosi sistemiche: aspergillosi e candidosi, criptococcosi (compresa la meningite criptococcica), istoplasmosi, sporotricosi, paracoccidioidomicosi, blastomicosi e altre rare micosi sistemiche.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Il farmaco e' controindicato nei casi di ipersensibilita' al principioattivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. E' controindicata la somministrazione delle capsule in concomitanza ai seguenti farmaci: Substrati del CYP3A4, che possono prolungare l'intervallo QT, come astemizolo, bepridil cisapride, dofetilide, levacetilmetadolo (levometadile), mizolastina, pimozide, chinidina, sertindolo e terfenadina, non devonoessere somministrati concomitantemente alle capsule. Infatti la co-somministrazione puo' portare all'aumento delle concentrazioni plasmatiche di questi substrati, e quindi ad un allungamento del QT ed a qualchecaso raro di torsione di punta. Inibitori dell'HMG-CoA reduttasi metabolizzati dal CYP3A4, come lovastatina e simvastatina. Triazolam e midazolam orale. Gli alcaloidi dell'ergot come diidroergotamina, ergometrina (ergonovina), ergotamina e metilergometrina (metilergonovina). Nisoldipina. Non somministrare a pazienti con evidenza di disfunzione ventricolare, per esempio pazienti che hanno o hanno avuto insufficienzacardiaca congestizia, ad eccezione dei casi in cui vi e' la necessita'di trattare infezioni potenzialmente pericolose per la vita o altre gravi infezioni. Il farmaco e' controindicato in gravidanza accertata opresunta, ad eccezione di situazioni dove, per l'elevato pericolo divita della madre, si ritenga che il beneficio atteso superi il rischioper il feto. Tutte le donne in eta' fertile, pertanto, devono metterein atto adeguate misure contraccettive durante il trattamento con ilfarmaco e mantenerle fino al ciclo mestruale successivo alla fine della terapia. Il medicinale e' controindicato, inoltre, in caso di insufficienza epatica moderata o grave.

POSOLOGIA:

Al fine di assicurare un assorbimento ottimale, e' essenziale assumereil farmaco immediatamente dopo uno dei pasti principali. La capsula non deve essere aperta e deve essere deglutita intera. Terapia delle infezioni micotiche superficiali. Pityriasis versicolor: 200 mg 1 voltaal giorno durante 7 giorni. Dermatomicosi: 200 mg 1 volta al giorno durante 7 giorni. Il trattamento delle aree particolarmente cheratinizzate, come nelle forme plantari di tinea pedis e palmari di tinea manus,richiede una posologia di 200 mg 2 volte al giorno per 7 giorni. Onicomicosi. Dose: 1 ciclo = 200 mg 2 volte al giono per una settimana; durata: 2 cicli per le infezioni ungueali delle mani, 3 cicli per quelledei piedi. Ogni ciclo deve essere seguito da 3 settimane di non trattamento. Candidosi vulvovaginale: 200 mg 1 volta al giono durante 3 giorni; oppure 200 mg 2 volte al giorno durante 1 giorno. Candidosi orale: 100 mg 1 volta al giorno durante 15 giorni. Nei pazienti immunodepressi la biodisponibilita' orale del farmaco puo' risultare diminuita. In tali casi pertanto la dose puo' essere raddoppiata. Cheratite fungina: 200 mg 1 volta al giorno durante 21 giorni. Poiche' l'eliminazionedel farmaco dalla pelle e' piu' lenta di quella plasmatica, gli effetti clinici e micologici ottimali sono raggiunti 2-4 settimane dopo la fine del ciclo di trattamento. Nelle onicomicosi la risposta clinica sievidenzia con la ricrescita delle unghie, da 6 a 9 mesi dopo il termine del trattamento. Terapia delle infezioni micotiche sistemiche Gli schemi di trattamento raccomandati variano a seconda dell'infezione trattata. Aspergillosi: 200 mg 1 volta al giorno, durata media: 2-5 mesi,osservazioni: 200 mg b.i.d. nel caso di infezioni invasive o disseminate. Candidosi: 100-200 mg 1 volta al giorno, durata media: 3 settimane-7 mesi, osservazioni: 200 mg b.i.d. nel caso di infezioni invasive odisseminate. Criptococcosi non meningea: 200 mg 1 volta al giorno, durata media: 2 mesi-1 anno, osservazioni: terapia di mantenimento: 200mg/giorno. Meningite criptococcica: 400 mg 1 volta al giorno, durata media: 2 mesi-1 anno, osservazioni: terapia di mantenimento: 200 mg/giorno. Istoplasmosi: da 100 mg 1 volta al giorno a 200 mg 2 volte al giorno durante 8 mesi. Sporotricosi: 100 mg una volta al giorno durante 3mesi. Paracoccidioidomicosi: 100 mg 1 volta al giorno durante 6 mesi.Cromomicosi: 100-200 mg 1 volta al giorno durante 6 mesi. Blastomicosi: da 200 mg 1 volta al giorno a 200 mg 2 volte al giorno durante 6 mesi.

CONSERVAZIONE:

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.

AVVERTENZE:

Effetti cardiaci: e' stata osservata una transitoria riduzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra; l'evento si e' risolto prima dell'infusione successiva. Itraconazolo ha mostrato di avere un effetto inotropo negativo e il farmaco e' stato associato a episodi di insufficienza cardiaca congestizia. Casi di insufficienza cardiaca sono stati riportati piu' frequentemente fra i pazienti che avevano assuntouna dose giornaliera totale di 400 mg rispetto ai pazienti che avevanoassunto dosi giornaliere totali inferiori; cio' suggerisce che il rischio di insufficienza cardiaca puo' aumentare con l'aumentare della dose giornaliera totale di itraconazolo. Non utilizzare in pazienti coninsufficienza cardiaca congestizia o con storia di insufficienza cardiaca congestizia a meno che il beneficio atteso non sia chiaramente superiore al rischio. La valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio deve prendere in considerazione fattori come l'importanza clinica dell'indicazione, il regime posologico ed i fattori di rischio individuali per insufficienza cardiaca congestizia. Questi fattori di rischio comprendono patologie cardiache, come la patologia ischemica e valvolare; patologie polmonari significative come la malattia polmonare cronica ostruttiva; insufficienza renale ed altri disordini edematosi.Questi pazienti devono essere informati riguardo i segni e i sintomi dell'insufficienza cardiaca congestizia, trattati con attenzione e monitorati durante il trattamento per quanto riguarda i segni e i sintomidell'insufficienza cardiaca congestizia. Se questi segni o sintomi dovessero comparire durante il trattamento, il farmaco deve essere sospeso. I calcio antagonisti possono avere effetti inotropi negativi che possono aggiungersi a quelli dell'itraconazolo. Inoltre, itraconazolo puo' inibire il metabolismo dei calcio antagonisti. Pertanto, usare prudenza nella co-somministrazione di itraconazolo e calcio antagonisti per un aumentato rischio di insufficienza cardiaca congestizia. Possibili interazioni: potenzialmente il farmaco puo' dar luogo a interazioniclinicamente importanti con altri farmaci. Ridotta acidita' gastrica:L'assorbimento delle capsule e' ridotto se l'acidita' gastrica diminuisce. I farmaci antiacidi devono essere somministrati almeno due ore dopo l'assunzione delle capsule. Nei pazienti con acloridria, come alcuni pazienti con AIDS o pazienti in trattamento con farmaci antisecretori e' consigliabile somministrare le capsule con una bevanda contenentecola. Uso pediatrico: i dati sull'uso pediatrico del farmaco sono limitati; pertanto l'impiego in tal senso deve essere destinato solo a quei bambini in cui il beneficio atteso superi il rischio potenziale. Effetti epatici: con l'utilizzo del farmaco si sono verificati casi molto rari di grave epatotossicita' inclusi alcuni casi fatali di insufficienza epatica acuta. La maggior parte di questi casi hanno coinvolto pazienti che avevano una pre-esistente epatopatia, che erano stati trattati per indicazioni sistemiche, che avevano altre condizioni medichesignificative e/o stavano assumendo altri farmaci epatotossici. Alcunipazienti non avevano evidenti fattori di rischio per patologie epatiche. Alcuni di questi casi sono stati osservati nel primo mese di trattamento, inclusi alcuni durante la prima settimana. Nei pazienti in trattamento con il farmaco deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzionalita' epatica. I pazienti devono essere istruiti asegnalare prontamente al proprio medico segni e sintomi indicativi diepatite quali anoressia, nausea, vomito, affaticamento, dolore addominale o urine scure. In questi pazienti il trattamento deve essere immediatamente interrotto e deve essere fatto un controllo della funzionalita' epatica. In pazienti con un aumento dei livelli degli enzimi epatici o una malattia epatica in corso oppure che hanno gia' sperimentatotossicita' epatica con altri farmaci, il trattamento non deve essereiniziato a meno che il beneficio atteso sia superiore al rischio di undanno epatico. In questi casi e' necessario il monitoraggio degli enzimi epatici. In pazienti con insufficienza epatica moderata o grave e'controindicato l'uso del farmaco. Insufficienza epatica: il prodottoe' metabolizzato essenzialmente a livello epatico. Nei pazienti cirrotici, l'emivita terminale risulta alquanto prolungata. La biodisponibilita' orale nei pazienti cirrotici risulta alquanto diminuita. In questi pazienti e' consigliabile pertanto monitorare le concentrazioni plasmatiche di itraconazolo e, ove necessario, correggere il dosaggio. Insufficienza renale: la biodisponibilita' orale dell'itraconazolo puo' essere ridotta nei pazienti con insufficienza renale. In questi pazienti e' quindi opportuno monitorare i livelli plasmatici del farmaco e, ove necessario, correggere il dosaggio. Pazienti immunocompromessi: inalcuni pazienti immunocompromessi, la biodisponibilita' orale delle capsule puo' risultare diminuita. Pazienti con micosi sistemiche ad elevato pericolo di vita: a causa delle sue caratteristiche farmacocinetiche il farmaco non e' raccomandato come terapia antimicotica iniziale in pazienti ad immediato pericolo di vita. Pazienti con AIDS: per pazienti affetti da AIDS, gia' trattati per un'infezione sistemica come sporotricosi, blastomicosi, istoplasmosi o criptococcosi (meningea e non-meningea) e che sono considerati a rischio di ricaduta, il medico curante dovrebbe valutare l'opportunita' di una terapia di mantenimento. Neuropatia: l'eventuale insorgenza di una neuropatia, correlata all'assunzione del farmaco, deve indurre la sospensione del trattamento. Ipersensibilita' crociata: non esistono dati sulla ipersensibilita' crociata tra itraconazolo ed altri antimicotici azolici. E' necessario valutare l'opportunita' di trattare con le capsule pazienti che abbiano dimostrato ipersensibilita' nei confronti di altri azoli. Nel trattamentodelle infezioni della cute di lieve entita' e di ridotta estensione e' opportuno considerare l'impiego di un prodotto per uso topico primadi iniziare un trattamento orale. Perdita dell'udito: sono stati segnalati casi transitori o permanenti di perdita dell'udito in pazienti trattati con itraconazolo. Molte di queste segnalazioni hanno riportatola somministrazione contemporanea di chinidina che e' controindicata.Solitamente la perdita dell'udito si risolve con la sospensione del trattamento ma in alcuni pazienti tale perdita puo' essere permanente. Ipazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza disucrasi-isomaltasi non devono assumere questo medicinale.

INTERAZIONI:

Farmaci che interferiscono con l'assorbimento dell' itraconazolo. Farmaci che riducono l'acidita' gastrica diminuiscono l'assorbimento dellecapsule. Farmaci che agiscono sul metabolismo dell'itraconazolo L'itraconazolo e' metabolizzato principalmente dal citocromo CYP3A4. Sono stati effettuati studi di interazione con potenti induttori dell'enzimaCYP3A4: rifampicina, rifabutina e fenitoina. Poiche' la biodisponibilita' dell'itraconazolo e dell'idrossi-itraconazolo in questi studi risulta ridotta al punto che l'efficacia potrebbe risultare compromessa,l'associazione di itraconazolo con questi potenti induttori enzimaticie' sconsigliata. Non sono disponibili studi di interazione con altriinduttori enzimatici come carbamazepina, fenobarbitale e isoniazide, ma ci si possono aspettare effetti simili. Potenti inibitori dell'enzima CYP3A4 come ritonavir, indinavir, claritromicina ed eritromicina possono aumentare la biodisponibilita' dell'itraconazolo. Effetti dell'itraconazolo sul metabolismo di altri farmaci. Itraconazolo puo' inibireil metabolismo di farmaci metabolizzati dalla famiglia enzimatica 3Adel citocromo P450. In tale caso si puo' verificare un aumento e/o unprolungamento dei loro effetti, inclusi quelli indesiderati. Quando siutilizza in concomitanza un altro farmaco, e' necessario consultare la sua scheda tecnica per avere informazioni sul suo metabolismo. Dopointerruzione del trattamento, i livelli plasmatici di itraconazolo diminuiscono gradualmente, a seconda della dose e della durata del trattamento. Cio' deve essere preso in considerazione nel valutare l'effettodi itraconazolo su farmaci in co-somministrazione. Esempi sono: i seguenti farmaci sono controindicati durante il trattamento con itraconazolo: astemizolo, bepridil, cisapride, dofetilide, levacetilmetadolo (levametadile), mizolastina, pimozide, chinidina, sertindolo e terfenadina sono controindicati durante il trattamento con il farmaco in quantouna co-somministrazione puo' comportare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di questi farmaci con conseguente allungamento dell'intervallo QT e rari episodi di torsione di punta. Inibitori dell'HMG-CoAreduttasi metabolizzati dal CYP3A4, come lovastatina e simvastatina.Triazolam e midazolam orale. Alcaloidi dell'ergot come diidroergotamina, mizolastatina, ergometrina (ergonovina), ergotamina e metilergometrina (metilergonovina). Nisoldipina. Si raccomanda di prestare attenzione alla co-somministrazione dell'itraconazolo con i calcio antagonistiper un aumentato rischio di insufficienza cardiaca congestizia. Infatti, oltre alle possibili interazioni farmacocinetiche che coinvolgonoil CYP3A4 ed il metabolismo del farmaco, i calcio antagonisti possonoavere un effetto inotropo negativo che andrebbe ad aggiungersi a quello dell'itraconazolo. I seguenti farmaci devono essere utilizzati con cautela e si raccomanda di monitorare i loro livelli plasmatici, gli effetti e gli effetti indesiderati. Il loro dosaggio, dovrebbe essere ridotto, se necessario, quando somministrati in concomitanza a itraconazolo: anticoagulanti orali; inibitori della HIV-proteasi come ritonavir, indinavir, saquinavir; alcuni agenti antineoplastici come alcaloididella vinca, busulfan, docetaxel, trimetrexato; calcio antagonisti metabolizzati dal citocromo P 450 - CYP3A4 come diidropiridine e verapamil; alcuni inibitori dell'HMG-CoA reduttasi metabolizzati dal CYP3A4 come atorvastatina; alcuni glucorticoidi come budesonide, desametasone,fluticasone e metilprednisolone; digossina (attraverso l'inibizione della glicoproteina P); alcuni agenti immunosoppressori: ciclosporina, tacrolimus, rapamicina (nota anche come sirolimus); altri: carbamazepina, cilostazolo, disopiramide, eletriptan, fentanil, alofantrina, repaglinide, buspirone, alfentanile, alprazolam, brotizolam, midazolam pervia endovenosa, rifabutina, ebastina, reboxetina. Non e' stata osservata alcuna interazione tra itraconazolo e AZT (zidovudina) e fluvastatina. Itraconazolo non ha dimostrato effetti inducenti sul metabolismo di etinilestradiolo e noretisterone. Effetti sul legame con le proteine: gli studi in vitro hanno dimostrato che non vi sono interazioni peril legame con le proteine plasmatiche tra itraconazolo e imipramina, propranololo, diazepam, cimetidina, indometacina, tolbutamide e sulfametazina.

EFFETTI INDESIDERATI:

Effetti indesiderati riscontrati in alcuni studi clinici del farmaco,controllati verso placebo (data pooled), nel trattamento delle dermatomicosi e onicomicosi. Tutti gli effetti indesiderati sono stati riportati a prescindere dalla valutazione di causalita' degli sperimentatori. Gli effetti indesiderati piu' ricorrenti negli studi clinici sono stati di natura gastrointestinale. Effetti indesiderati riferiti dai pazienti trattati con un'incidenza >=1%. Corpo: lesioni. Disturbi del sistema nervoso centrale e periferico: cefalea. Disturbi gastrointestinali: nausea, diarrrea, dolore addominale, dispepsia, flatulenza. Disturbi epatici e biliari: alterata funzionalita' epatica. Disturbi respiratori: rinite , infezioni alle vie aeree superiori, sinusite. Disturbi della cute ed annessi: rash. Esperienza post-marketing: le reazioni avverse derivanti da segnalazioni spontanee durante l'esperienza post-marketing sono classificate in base alla frequenza utilizzando le seguenti convenzioni: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100 e < 1/10); noncomune (>= 1/1.000 e < 1/100); raro (>= 1/10.000 e < 1/1.000); moltoraro (< 1/10.000, includendo le segnalazioni isolate). Le frequenze riportate qui di seguito riflettono le segnalazioni spontanee di reazioni avverse e non rappresentano stime piu' precise dell'incidenza che invece potrebbero derivare da studi clinici o epidemiologici. Disturbi del sangue e del sistema linfatico. Molto rari: leucopenia, neutropenia, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Molto rari: malattia da siero, edema angioneurotico, reazioni anafilattiche, reazioni anafilattoidi e reazioni allergiche. Disturbi nutritivi e del metabolismo. Molto rari: ipertrigliceridemia, ipokalemia. Disturbi del sistemanervoso. Molto rari: neuropatia periferica, parestesia, ipoestesia, cefalea, vertigini. Disturbi dell'occhio. Molto rari: disturbi della visione inclusa visione sfocata e diplopia. Disturbi dell'orecchio e dellabirinto. Molto rari: tinnitus transitoria o permanente perdita dell'udito. Disturbi cardiaci. Molto rari: insufficienza cardiaca congestizia. Disturbi respiratori, toracici e del mediastino. Molto rari: edemapolmonare. Disturbi gastrointestinali. Molto rari: dolore addominale,vomito, dispepsia, nausea, diarrea, costipazione, disgeusia. Disturbiepato-biliari. Molto rari: epatotossicita' severa (comprendendo alcuni casi fatali di insufficienza epatica acuta), epatite, aumento reversibile degli enzimi epatici. Disturbi della pelle e dei tessuti sottocutanei. Molto rari: necrolisi tossica epidermica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, vasculite leucocitoclastica, orticaria, alopecia, fotosensibilita', rash, prurito. Disturbi dell'apparato muscolo-scheletrico e dei tessuti connettivi. Molto rari: mialgia, artralgia. Disturbi dell'apparato renale ed urinario. Molto rari: pollachiuria, incontinenza urinaria. Disturbi dell'apparatoriproduttivo e della mammella. Molto rari: disordini mestruali, disfunzione erettile. Disturbi generali e reazioni al sito di applicazione.Molto rari: edema.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non utilizzare in gravidanza tranne che in caso di micosi sistemiche ad elevato pericolo di vita dove il beneficio atteso per la madre sia superiore al rischio potenziale per il feto . In studi su animali l'itraconazolo ha mostrato tossicita' riproduttiva. Sono disponibili pocheinformazioni sull'uso durante la gravidanza. Nella fase di farmacovigilanza post-marketing, si sono riscontrati casi di anomalie congenite,come malformazioni alla muscolatura scheletrica, al tratto genito-urinario, all'apparato cardiovascolare, agli occhi ed anche malformazionicromosomiche e multiple. Non e' stata, pero', definita una relazione causale fra la comparsa di queste anomalie e l'utilizzo del farmaco. Studi epidemiologici sull'esposizione al farmaco durante il primo trimestre di gravidanza (la maggior parte delle pazienti si era sottoposta ad un breve trattamento per una candidosi vulvovaginale) non hanno evidenziato un aumento del rischio di malformazioni rispetto a soggetti che non si sono mai esposti a farmaci teratogeni noti. Pazienti in eta'fertile: si raccomanda alle donne in eta' fertile di utilizzare misurecontraccettive durante il trattamento con il farmaco e di continuaread usarle fino alla mestruazione successiva alla fine della terapia. Solo una piccolissima quantita' di itraconazolo viene escreto nel lattematerno. Nel somministrare il farmaco ad una donna in allattamento e'necessario valutare il rischio potenziale in funzione del beneficio atteso. In caso di dubbio la donna non deve allattare.