Targosid iv

Targosid iv è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

TARGOSID

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antibatterici glicopeptidici.

PRINCIPI ATTIVI:

Teicoplanina.

ECCIPIENTI:

>>Flaconcino di polvere: cloruro di sodio. >>Fiala solvente: acqua perpreparazioni iniettabili.

INDICAZIONI:

Infezioni gravi sostenute da batteri Gram-positivi, in particolare Staphylococcus aureus, meticillino e cefalosporino-resistenti. Profilassidell'endocardite da Gram-positivi in chirurgia dentaria dei cardiopatici a rischio, particolarmente nei casi di allergia ad antibiotici beta-lattamici. Somministrazione intraperitoneale nella peritonite in pazienti trattati con dialisi peritoneale cronica ambulatoriale.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA:

Iniettare lentamente l'acqua della fiala nel flaconcino contenente ilprincipio attivo; far ruotare delicatamente il flaconcino fra le mani,finche' la polvere non si sia completamente sciolta, cercando di evitare la formazione di schiuma. Si otterra' una soluzione isotonica di circa 66,7 mg/mL o 133,3 mg/mL di teicoplanina, con un pH di 7,2-7,8. La teicoplanina puo' essere somministrata sia per via endovenosa (boloo perfusione) che per via intramuscolare o intraperitoneale. La frequenza di somministrazione e' di una volta al giorno, dopo una o piu' dosi di attacco. Adulti con funzione renale normale. La posologia deve essere adattata a seconda della gravita' dell'infezione: in prima giornata si consiglia una posologia di 6 mg/kg (generalmente 400 mg) per viaendovenosa. Nei giorni successivi la dose potra' essere di 6 mg/kg/die (generalmente 400 mg) per via endovenosa o 3 mg/kg/die (generalmente200 mg) per via endovenosa od intramuscolare, in somministrazione unica nella giornata. La dose piu' alta e la via endovenosa sono raccomandate per le infezioni piu' gravi. in infezioni potenzialmente fatali iniziare con 6 mg/kg (di solito 400 mg) due volte al giorno per 1-4 giorni; continuare con 6 mg/kg/die per via endovenosa (mantenimento) neigiorni seguenti. Associare ad un altro appropriato antibiotico battericida nelle infezioni che richiedono la massima attivita' battericida (endocardite stafilococcica), o nelle situazioni in cui non si puo' escludere la presenza di una componente Gram negativa (terapia empirica di episodi febbrili in pazienti neutropenici). La maggior parte dei pazienti mostra un beneficio della terapia entro 48-72 ore dall'inizio del trattamento. La durata totale della terapia va comunque definita inrapporto al tipo e alla gravita' dell'infezione nonche' in funzione della risposta del paziente. Nel caso di endocarditi e osteomieliti, viene raccomandato un periodo di almeno tre settimane. Adulti e pazientianziani con insufficienza renale: nei pazienti con insufficienza renale, l'aggiustamento del dosaggio andra' effettuato a partire dal 4. giorno di terapia, come di seguito riportato: nella insufficienza moderata (clearance della creatinina tra 40 e 60 mL/min.) la dose pro-die deve essere ridotta della meta' oppure somministrata a giorni alterni; nella insufficienza grave (clearance della creatinina inferiore a 40 mL/min.) e nei pazienti sottoposti ad emodialisi la dose pro-die deve essere ridotta ad un terzo o somministrata ogni 3 giorni. Nei pazienti con clearance della creatinina uguale o inferiore a 20 mL/min., il trattamento potra' essere effettuato solo nei casi in cui possa essere garantito il monitoraggio delle concentrazioni sieriche del farmaco. Bambini con funzione renale normale: la dose e la durata del trattamento dovranno essere definite in funzione al tipo ed alla gravita' dell'infezione, nonche' alla risposta del paziente. Il trattamento deve essere iniziato alla dose di 10 mg/kg ogni 12 ore per un totale di 3 dosi ed essere poi proseguito alla dose di 6-10 mg/kg/die, riservando il dosaggio piu' alto alle infezioni piu' gravi o ai bambini neutropenici. Neineonati il trattamento deve essere iniziato alla dose di 16 mg/kg il primo giorno, seguita da dosi di mantenimento di 8 mg/kg/die, per infusione endovenosa lenta (circa 30 minuti). Bambini con insufficienza renale: si raccomanda l'aggiustamento delle dosi come per gli adulti. Ladeterminazione delle concentrazioni seriche di teicoplanina puo' servire a ottimizzare la terapia. In infezioni gravi le concentrazioni a valle non dovrebbero essere inferiori a 10 mg/L. Posologia per la profilassi dell'endocardite in chirurgia dentaria: una dose endovenosa di 400 mg al momento dell'induzione con anestetico generale. In pazienti con protesi valvolare e' opportuno associare un aminoglicoside. Somministrazione intraperitoneale: nei pazienti con insufficienza renale e conperitonite secondaria a dialisi peritoneale cronica ambulatoriale, loschema posologico raccomandato e' di 20 mg di teicoplanina per litrodi liquido di dialisi, preceduto da una dose di attacco di 400 mg endovena, se il paziente e' febbrile. Il trattamento puo' essere continuato per piu' di 7 giorni, ma la dose endoperitoneale viene dimezzata inseconda settimana (20 mg/L in sacche alterne) e ridotta a un quarto interza settimana (20 mg/L nella sacca notturna). La Teicoplanina e' stabile nelle soluzioni per dialisi peritoneali (1,36% o 3,86% di destrosio) fino a 24 ore se conservata a 2-8 gradi C. Somministrazione: la soluzione puo' essere iniettata direttamente per via endovenosa o diluita con: soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%; soluzione composta dilattato di sodio (soluzione di Ringer lattato, soluzione Hartmanns);soluzione di destrosio al 5%; soluzione contenente cloruro di sodio allo 0,18% e destrosio al 4%. Puo' essere utilizzato per via intramuscolare in associazione a lidocaina cloridrato allo 0,5 o 1%. Queste soluzioni devono essere utilizzate immediatamente.

CONSERVAZIONE:

I flaconcini devono essere conservati a temperatura inferiore a 25 gradi C.

AVVERTENZE:

Teicoplanina dovrebbe essere usata con cautela nei pazienti con ipersensibilita' alla vancomicina poiche' si potrebbe verificare ipersensibilita' crociata. Sono stati riportati casi di tossicita' uditiva, ematologica, epatica e renale. Si deve percio' effettuare un attento monitoraggio della funzionalita' uditiva, renale, epatica e dei parametri ematologici particolarmente nei pazienti affetti da insufficienza renale, pazienti con terapie prolungate o pazienti in trattamento concomitante con farmaci ototossici o nefrotossici. Superinfezione: come per altri antibiotici, l'uso di teicoplanina potrebbe causare la crescita diorganismi non sensibili, particolarmente in caso di trattamento prolungato. E' essenziale dunque un attento monitoraggio delle condizioni del paziente. Se si dovesse verificare una superinfezione, instaurare opportune misure.

INTERAZIONI:

Per via di un potenziale aumento degli effetti indesiderati, teicoplanina dovrebbe essere usata con cautela nei pazienti in terapia concomitante con farmaci nefro o ototossici quali aminoglicosidi, amfotericinaB, ciclosporina, acido etacrinico, cefaloridina, polimixina B, colistina e furosemide.

EFFETTI INDESIDERATI:

>>Reazioni locali: eritema, dolore locale, tromboflebite, ascesso nelsito d'iniezione se questa viene effettuata per via intramuscolare. >>Reazioni di ipersensibilita': rash, prurito, febbre, brividi, broncospasmo, reazioni anafilattiche, shock anafilattico, orticaria, angioedema e rari casi di dermatite esfoliativa, necrolisi epidermica tossica,eritema multiforme inclusa la sindrome di Stevens-Johnson. Inoltre, sono state riportate rare segnalazioni di effetti correlati all'infusione di teicoplanina come eritema o arrossamento della parte superiore del corpo verificatisi in pazienti in precedenza non esposti al farmacoe che non sono ricomparsi alla successiva esposizione al prodotto conridotta velocita' di infusione e/o con una minore concentrazione del prodotto. Questi eventi non erano specificatamente riferibili ad una determinata concentrazione o velocita' di infusione. >>Reazioni gastrointestinali: nausea, vomito, diarrea. >>Reazioni ematologiche: rari casidi agranulocitosi, leucopenia, neutropenia, trombocitopenia, eosinofilia reversibili e presenza di anticorpi anti fattore VIII con sanguinamento. >>Alterazioni della funzionalita' epatica: aumento delle transaminasi e/o della fosfatasi alcalina sieriche. >>Alterazioni della funzione renale: aumento della creatininemia, insufficienza renale. >>Reazioni a carico del SNC: astenia, capogiri, cefalea, convulsioni in seguito ad uso intraventricolare. >>Reazioni a carico dell'apparato otovestibolare: perdita dell'udito, tinnito, disturbi vestibolari. >>Altre:superinfezione (proliferazione di organismi non sensibili). Sporadicamente sono stati segnalati senso di malessere al torace, tachicardia, aumento dell'uricemia e dell'amilasemia.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Quantunque studi sulla riproduzione animale non abbiano evidenziato effetti dannosi sulla fertilita' o sul prodotto del concepimento, la teicoplanina non dovrebbe essere utilizzata in gravidanza accertata o presunta, a meno che, secondo il parere del medico, i potenziali beneficisiano superiori ad ogni possibile rischio. Non sono disponibili datisull'eventuale escrezione nel latte materno, pertanto a scopo precauzionale teicoplanina non va somministrata durante l'allattamento a menoche i possibili benefici siano superiori ad ogni possibile rischio.