Tachidol bb scir

Tachidol bb scir è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

TACHIDOL

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Analgesici-antipiretici.

PRINCIPI ATTIVI:

Granulato Adulti: paracetamolo 500 mg; codeina fosfato 30 mg. Granulato Bambini: paracetamolo 125 mg; codeina fosfato 7,5 mg. Sciroppo: paracetamolo 2,5 g; codeina fosfato 0,150 g.

ECCIPIENTI:

>>Granulato Adulti e Bambini: maltitolo; mannitolo; sodio bicarbonato;acido citrico; aroma limone; aspartame; povidone; sodio docusato. >>Sciroppo: saccarosio; macrogol 6000; sodio citrato; acido citrico; metile-para-idrossibenzoato; potassio sorbato; aroma mandarino; aroma fragola; saccarina sodica; ammonio glicirrizinato; acqua depurata.

INDICAZIONI:

Trattamento sintomatico delle affezioni dolorose acute e croniche anche accompagnate da iperpiressia (ad es. dolore odontostomatologico, osteo-articolare, postoperatorio e ginecologico).

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti affetti da grave anemia emolitica. Grave insufficienza epatocellulare. Insufficienza respiratoria. In casi di fenilchetonuria.Gravidanza.

POSOLOGIA:

BUSTINE. Adulti: 1-2 bustine adulti secondo necessita' fino a 3 volteal giorno. Bambini da 6 a 12 anni: mezza-1 bustina adulti 1-4 volte algiorno. Bambini da 3 a 6 anni: 1-2 bustine bambini 1-4 volte al giorno. Bambini da 1 a 3 anni: mezza-1 bustina bambini 1-4 volte al giorno.Il granulato effervescente va sciolto in mezzo bicchiere d'acqua ed assunto ad intervalli di almeno 4 ore. SCIROPPO. Alla confezione e' annesso un bicchierino-dose con indicate tacche di livello corrispondentialle capacita' da 1 ml fino a 10 ml. Lo sciroppo e' utilizzabile neibambini da 1 a 12 anni di eta', impiegandone 1 ml ogni 4 kg di peso corporeo, 1-4 volte al giorno.

CONSERVAZIONE:

Bustine: conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C.

AVVERTENZE:

Dosi elevate o prolungate del prodotto possono provocare una epatopatia ad alto rischio e alterazioni a carico del rene e del sangue (paracetamolo) o dipendenza (codeina). Nelle persone anziane l'uso prolungatodegli alcaloidi dell'oppio puo' aggravare una preesistente patologia(cerebrale, vescicale, etc.). Somministrare con cautela nei soggetti con insufficienza renale o epatica. In tali casi e' consigliabile distanziare le dosi di almeno 8 ore. Durante il trattamento con paracetamolo prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga lo stesso principio attivo, poiche' se il paracetamolo e' assunto in dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse. Usare concautela nei soggetti con carenza di glucosio-6 fosfato deidrogenasi.Lo sciroppo contiene saccarosio: di cio' si tenga conto in pazienti diabetici e in pazienti che seguono regimi dietetici ipocalorici. In caso di dieta iposodica, si tenga presente che il farmaco contiene circa300 mg di sodio nella bustina adulti, 80 mg in quella pediatrica e circa 2mg/ml nella forma liquida. Nel 5.5% circa della popolazione dell'Europa occidentale anche a dosi terapeutiche puo' prodursi un quantitativo piu' alto di metaboliti attivi morfino-simili a causa della elevata attivita' dell'enzima CYP2D6 (metabolismo ultrarapido). E' stato riportato un caso di intossicazione da morfina a dosi terapeutiche di codeina in un metabolizzatore ultra-rapido. Il rischio di intossicazionee' piu' alto nei soggetti metabolizzatori ultra-rapidi con ridotta funzionalita' renale. E' stato riportato un caso fatale di intossicazioneda morfina in un neonato allattato al seno materno, la cui madre erauna metabolizzatrice ultra-rapida trattata con codeina a dosi terapeutiche.

INTERAZIONI:

Durante il trattamento non assumere alcoolici, psicofarmaci e antistaminici che possono potenziare l'azione della codeina. Nel corso di terapie con anticoagulanti orali e' opportuno ridurre le dosi. Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l'induzione delle monossigenasiepatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). La somministrazione di paracetamolo puo' interferire con la determinazione della uricemia (mediante il metodo dell'acido fosfotungstico) e con quella della glicemia (mediante il metodo della glucosio-ossidasi-perossidasi).

EFFETTI INDESIDERATI:

Sono state segnalate reazioni cutanee di vario tipo e gravita' inclusicasi di eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson e necrolisi epidermica. Sono state segnalate reazioni di ipersensibilita' quali adesempio angioedema, edema della laringe, shock anafilattico. Inoltre sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati: trombocitopenia,leucopenia, anemia, agranulocitosi, alterazioni della funzionalita' epatica ed epatiti, alterazioni a carico del rene (insufficienza renaleacuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria) reazioni gastrointestinali e vertigini. In rari casi possono manifestarsi sonnolenza e depressione respiratoria.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Benche' non sia stata confermata un'attivita' teratogena della codeinae' consigliabile non impiegarla nel primo trimestre di gravidanza. Ilprodotto attraversa la barriera placentare e puo' produrre effetti depressori sul SNC del feto. La codeina passa nel latte materno. Durantel'allattamento deve essere assunta con cautela, soltanto in mancanzadi alternative terapeutiche efficaci, previa attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, alle piu' basse dosi efficaci e per brevi periodi di tempo. In questi casi monitorare il lattante per sonnolenza,difficolta' nella suzione o nella respirazione, riduzione del tono muscolare e miosi. E' opportuno raccomandare alla madre di segnalare almedico l'eventuale comparsa nel bambino di tali sintomi. A dosi terapeutiche il rischio per il lattante e' basso, tuttavia la codeina puo' trasformarsi nel suo metabolita attivo morfina con notevoli differenzeindividuali. In alcune pazienti, infatti, la metabolizzazione della codeina puo' essere piu' rapida ed un maggior quantitativo di morfina puo' passare nel latte aumentando il rischio di reazioni avverse nel lattante. E' stato riportato un caso di intossicazione da morfina in un neonato allattato al seno materno la cui madre era una metabolizzatriceultra-rapida trattata con codeina a dosi terapeutiche.