Sporanox os fl

Sporanox os fl è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

SPORANOX SOLUZIONE ORALE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antimicotici per uso sistemico, derivati triazolici.

PRINCIPI ATTIVI:

Itraconazolo.

ECCIPIENTI:

Idrossipropil-b-ciclodestrina, sorbitolo E420, glicole propilenico, aroma di ciliegia 1 (contiene 1,2 glicole propilenico E1520 e acido acetico E260), aroma di ciliegia 2 (contiene 1,2 glicole propilenico E1520e acido lattico E270), caramello, saccarina sodica, acido cloridricoe sodio idrossido (per regolazione del pH), acqua depurata.

INDICAZIONI:

Trattamento della candidosi orale e/o esofagea dei pazienti HIV-positivi o di altri pazienti immunocompromessi. Profilassi delle infezioni micotiche profonde sensibili all'itraconazolo, quando la terapia standard si ritenga inadeguata, in pazienti con tumori ematici o destinati atrapianto di midollo osseo nei quali e' prevedibile la comparsa di neutropenia (i.e. < 500 cell/ml). Al momento non sono disponibili sufficienti dati di efficacia nella prevenzione dell'aspergillosi. Considerare con attenzione eventuali linee-guida nazionali e/o locali per l'utilizzo appropriato dei farmaci antimicotici.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

In pazienti con nota ipersensibilita' all'itraconazolo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. La somministrazione contemporanea dei seguenti farmaci con il prodotto e' controindicata. Substrati metabolizzati dalCYP3A4 che possono prolungare l'intervallo QT, per esempio astemizolo,bepridil, cisapride, dofetilide, levacetimetadolo (levometadil), mizolastina, pimozide, chinidina, sertindolo e terfenadina sono controindicati in corso di trattamento con il prodotto. La somministrazione concomitante puo' causare un incremento dei livelli plasmatici di questi substrati con conseguente prolungamento del QT e rari fenomeni di torsione di punta. Inibitori della HMG-CoA riduttasi metabolizzati dal CYP3A4 come atorvastatina, lovastatina e simvastatina. Triazolam e midazolam per via orale. Alcaloidi dell'ergot quali diidroergotamina, ergometrina (ergonovina), ergotamina e metilergometrina (metilergonovina). Eletriptan. Nisoldipina. Non somministrare in pazienti con evidenza di disfunzione ventricolare come ad esempio insufficienza cardiaca congestizia (ICC) o con storia di ICC, tranne che in caso di pericolo di vitao di altre gravi infezioni. Non utilizzare durante la gravidanza percondizioni che non rappresentino pericolo di vita.

POSOLOGIA:

Per un assorbimento ottimale deve essere assunto lontano dai pasti (evitare di mangiare per almeno 1 ora dopo l'assunzione). >>Trattamento della candidosi orale e/o esofagea. La soluzione deve essere trattenutaall'interno della cavita' orale (circa 20 secondi) prima di essere deglutita. Evitare di risciacquarsi la bocca dopo aver deglutito la soluzione. 200 mg (2 misurini)/die preferibilmentein 2 somministrazioni oppure in dose unica, per 1 settimana. Se dopo una settimana non si osserva una risposta al trattamento, proseguire per un'altra settimana. >>Trattamento della candidosi orale e/o esofagea resistente al fluconazolo. Da 100 a 200 mg (1-2 misurini) due volte/die per 2 settimane. Se dopo 2 settimane non si osserva una risposta al trattamento proseguireper altre 2 settimane. Non utilizzare La dose giornaliera di 400 mg per piu' di 14 giorni qualora non vi siano segnali di miglioramento. >>Profilassi delle infezioni micotiche. 5 mg/kg suddivisi in 2 somministrazioni/die. Negli studi clinici il trattamento profilattico e' stato iniziato immediatamente prima del trattamento citostatico e di solito una settimana prima del trapianto. Quasi tutte le infezioni micotiche profonde dimostrate sono comparse a carico di pazienti che presentavanouna conta di neutrofili inferiore a 100 cell/ml. Il trattamento e' stato protratto fino al ripristino della conta dei neutrofili (i.e. > 1000 cell/ml). Gli studi clinici in pazienti neutropenici hanno evidenziato una considerevole variabilita' interindividuale dei parametri farmacocinetici. Ttenere in considerazione il monitoraggio dei livelli ematici, soprattutto in presenza di danno gastrointestinale, diarrea e durante trattamenti prolungati con il farmaco. >>Bambini: L'uso non e' raccomandato a meno che il potenziale beneficio non superi i potenzialirischi. Profilassi delle infezioni micotiche. Non sono disponibili dati di efficacia in bambini neutropenici. Si dispone di una limitata esperienza clinica sulla sicurezza di impiego di 5 mg/kg al giorno in 2somministrazioni giornaliere. L'incidenza di eventi avversi quali diarrea, dolore addominale, vomito, febbre, rash e mucositi e' stata piu'alta che negli adulti. Anziani: Destinare l'impiego solo a quei casi in cui il beneficio potenziale superi i potenziali rischi. >>Pazienti con compromissione epatica. Somministrare con cautela. >>Pazienti con compromissione renale. Somministrare con cautela.

CONSERVAZIONE:

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.

AVVERTENZE:

>>Effetti sulla funzionalita' cardiaca. Transitoria riduzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra. Itraconazolo ha un effetto inotropo negativo e il farmaco e' stato associato a episodi di insufficienza cardiaca congestizia (piu' frequente con dosaggi di 400 mg/die piuttosto che con dosaggi giornalieri inferiori). Non utilizzare in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o con storia di insufficienza cardiaca congestizia. Prendere communque in considerazione la gravita' della condizione, la dose e la durata del trattamento ed i fattori di rischio individuali. Trattare questi pazinete con cautela e monitorarli. Se si manifaestano questi segni o sintomi sospendere il trattamento. Usare cautela nella co-somministrazione di itraconazolo e calcio antagonisti. >>Interazioni potenziali. Puo' dar luogo ad interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti con altri farmaci. >>Impiego nei bambini. Non e' raccomandato. >>Impiego negli anziani. Utilizzare il prodotto solo se il beneficio potenziale supera i potenziali rischi.>>Effetti epatici. Rari: grave epatotossicita', casi fatali di insufficienza epatica acuta. Alcuni di questi casi hanno coinvolto pazienti che non avevano una pre-esistente epatopatia. Alcuni si sono verificatinel primo mese di trattamento. Prendere in considerazione il monitoraggio della funzionalita' epatica. Sintomi indicativi di epatite: anoressia, nausea, vomito, astenia, dolore addominale o urine scure. Interrompere immediatamente e condurre test sulla funzionalita' epatica. Lamaggior parte dei casi di epatotossicita' grave ha coinvolto pazientiche avevano una pre-esistente epatopatia, che erano trattati per indicazioni sistemiche, che avevano altre condizioni mediche concomitanti significative e/o stavano assumendo altri farmaci epatotossici. In pazienti con aumentati livelli degli enzimi epatici o una malattia epaticain corso oppure che hanno gia' sperimentato tossicita' epatica con altri farmaci, il trattamento non deve essere iniziato a meno che il beneficio atteso non sia superiore al rischio di un danno epatico. Gli enzimi epatici devono essere attentamente monitorati. >>Compromissione epatica. Somministrare con cautela. >>Compromissione renale. Somministrare con cautela. >>Profilassi dei pazienti neutropenici. L'evento avverso piu' frequentemente riportato e' la la diarrea, che puo' causare un alterato assorbimento, nonche' un'alterazione della flora battericache potrebbe favorire le infezioni micotiche. Valutare l'opportunita'di interrompere il trattamento. Non studiato nei pazienti neutropenicigravi per il trattamento di candidosi orali e/o esofagee. Non e' raccomandato in pazienti con rischio di contrarre candidosi sistemiche. >>Neuropatia. L'eventuale insorgenza di una neuropatia deve indurre la sospensione del trattamento. >>Ipersensibilita' crociata. Non sono disponibili informazioni tra itraconazolo ed altri agenti antimicotici construttura azolica. Usare cautela in caso di prescrizione di SPORANOXsoluzione orale a pazienti con ipersensibilita' ad altri azoli. Il prodotto contiene sorbitolo e non deve essere somministrato a pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio.

INTERAZIONI:

>>Farmaci che agiscono sul metabolismo dell'itraconazolo. L'itraconazolo viene metabolizzato prevalentemente attraverso il citocromo CYP3A4.Sono stati effettuati studi di interazione con rifampicina, rifabutina e fenitoina, che sono potenti induttori enzimatici del CYP3A4 percio' l'associazione non e' raccomandata. Effetti simili anche con altri induttori enzimatici come carbamazepina, fenobarbitale e isoniazide. Potenti inibitori di questo enzima (es. ritonavir, indinavir, claritromicina, eritromicina) possono far aumentare la biodisponibilita' di itraconazolo. >>Effetti dell'itraconazolo sul metabolismo di altri farmaci. L'itraconazolo puo' inibire il metabolismo di farmaci metabolizzatidalla famiglia enzimatica 3A del citocromo. In tale caso si puo' verificare un aumento e/o un prolungamento dei loro effetti, inclusi quelliindesiderati. Dopo interruzione del trattamento, i livelli plasmaticidi itraconazolo diminuiscono gradualmente, a seconda della dose e della durata del trattamento. Questo deve essere considerato nel valutarel'effetto inibitore di itraconazolo su farmaci in co-somministrazione. I seguenti farmaci sono controindicati con itraconazolo: astemizolo,bepridil, cisapride, dofetilide, levacetilmetadolo (levometadil), mizolastina, pimozide, chinidina, sertindolo e terfenadina dato che la co-somministrazione puo' causare un incremento dei livelli plasmatici diquesti substrati con conseguente prolungamento del QT e rari fenomenidi torsioni di punta; inibitori della HMG-CoA reduttasi metabolizzatidal citocromo CYP3A4 come atorvastatina, lovastatina e simvastatina;triazolam e midazolam per via orale; alcaloidi dell'ergot quali diidroergotamina, ergometrina (ergonovina), ergotamina e metilergometrina (metilergonovina); eletriptan; nisoldipina. Usare cautela nella co-somministrazione di itraconazolo e calcio antagonisti in quanto aumenta ilrischio di insufficienza cardiaca congestizia. Oltre a possibili interazioni farmacocinetiche legate all'enzima metabolizzante CYP3A4, i calcio antagonisti possono avere effetti inotropi negativi che possono aggiungersi a quelli dell'itraconazolo. Se necessario, il loro dosaggiodeve essere ridotto, quando somministrati contemporaneamente a itraconazolo: anticoagulanti oral; inibitori della HIV-proteasi come ritonavir, indinavir, saquinavir; alcuni agenti antineoplastici (es. busulfan,docetaxel, trimetressato, alcaloidi della vinca); calcio antagonistimetabolizzati dal citocromo CYP3A4 come diidropiridine e verapamil; alcuni agenti immunosoppressori (ciclosporina, tacrolimus, rapamicina osirolimus; alcuni glucocorticoidi (es. budesonide, desametasone, fluticasone e metilprednisolone); digossina (via inibizione della P-glicoproteina); altri (cilostazolo, disopiramide, carbamazepina, buspirone, alfentanil, alprazolam, brotizolam, midazolam per via endovenosa, rifabutina, ebastina, repaglinide, fentanil, alofantrina, reboxetina, loperamide). L'importanza dell'aumento di concentrazione e la rilevanza clinica di queste variazioni durante la co-somministrazione con itraconazolo devono essere ancora stabilite. Non e' stata osservata alcuna interazione tra itraconazolo e zidovudina (AZT) e fluvastatina. L'itraconazolo non ha dimostrato effetti inducenti sul metabolismo di etinilestradiolo e noretisterone. Effetti sul legame con le proteine Gli studi in vitro hanno dimostrato che non vi sono interazioni per il legame conle proteine plasmatiche tra itraconazolo e imipramina, propranololo,diazepam, cimetidina, indometacina, tolbutamide e sulfametazina.

EFFETTI INDESIDERATI:

L'incidenza di effetti indesiderati e' stata piu' alta (circa il 15%)nei pazienti in trattamento prolungato (circa 1 mese) e continuativo.Gli eventi avversi piu' frequentemente riportati sono stati di originegastrointestinale, epatica e dermatologica. Molto comune (>= 1/10). Comune (>= 1/100, < 1/10). Non comune (>= 1/1000, < 1/100). Raro (>= 1/10.000, < 1/1000). Molto raro (< 1/10.000). Non nota (la frequenza nonpuo essere definita sulla base dei dati disponibili). >>Reazioni avverse. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: leucopenia, neutropenia, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: malattia da siero, edema angioneurotico, reazioni anafilattiche, reazioni anafilattoidi, ipersensibilita'. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: ipokaliemia; non nota: ipertrigliceridemia.Patologie del sistema nervoso. Comune: mal di testaCefalea; non comune: neuropatia periferica, vertigini; non nota: parestesia, ipoestesia.Patologie dell'occhio. Non comune: disturbi visivi, incluso annebbiamento della vista e diplopia. Patologie dell'orecchio e del labirinto.Non nota: tinnito. Patologie cardiache. Non nota: insufficienza cardiaca congestizia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Nonnota: edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, vomito, nausea, diarrea, disgeusia; non comune: dispepsia, costipazione. Patologie epatobiliari. Comune: incremento degli enzimi epatici; non comune: epatite, iperbilirubinemia; non nota: epatotossicita', insufficienza epatica acuta. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: ash cutaneo; non comune: prurito; non nota: necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, vasculite leucocitoclastica, orticaria, alopecia, fotosensibilita'. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: mialgia, artralgia. Patologie renali eurinarie. Non nota: pollachiuria, incontinenza urinaria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non nota: disordini mestruali, disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: edema.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

>>Gravidanza: non deve essere usato ad eccezione dei casi ove, essendoci pericolo di vita, si ritenga che il beneficio potenziale per la madre superi il rischio potenziale per il feto. In studi sugli animali, l'itraconazolo ha mostrato tossicita' riproduttiva. Dati epidemiologicisull'esposizione al prodotto durante il primo trimestre di gravidanza, prevalentemente in pazienti che avevano ricevuto un trattamento a breve termine per candidosi vulvovaginali, non hanno mostrato un rischiosuperiore di malformazioni se confrontati a soggetti di controllo nonesposti a nessuna sostanza teratogena conosciuta. >>Donne in eta' fertile. Devono essere adottate adeguate misure contraccettive. Un'efficace contraccezione deve essere mantenuta fino alla mestruazione successiva alla fine della terapia con il prodotto. >>Allattamento. Una piccolissima quantita' di itraconazolo viene escreta nel latte materno percio' il prodotto non deve essere somministrato durante l'allattamento.