Sereprile iniet

Sereprile iniet è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Neurolettico, benzamide.

INDICAZIONI:

Movimenti involontari, in particolare coreici. Quadri ipercinetici ditipo funzionale. Sindromi cefalalgiche ad eziologia diversa. Disturbidel comportamento con agitazione ed ansia nell'etilismo acuto e cronico e nell'anziano. Alterazioni della motilita' gastro-intestinale. Discinesie gastro-intestinali.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Concomitanti tumori prolattino-dipendenti e cancro del seno. Feocromocitoma: in pazienti con feocromocitoma sono stati segnalati gravi episodi di ipertensione durante il trattamento con antidopaminergici, includendo alcune benzamidi. Pertanto la prescrizione del farmaco e' controindicata in pazienti con feocromocitoma, accertato o presunto. Associazione con levodopa.

POSOLOGIA:

La posologia e la via di somministrazione vanno adattate in base al tipo ed alla gravita' del quadro clinico, sotto il diretto controllo delMedico. Nell'adulto, nelle forme di etilismo acuto sino a 4-8 fiale al giorno (una fiala ogni 4-6 ore ), nelle manifestazioni dell'etilismocronico 1-2 compresse al giorno. Nei disturbi del comportamento dell'anziano: negli stati di agitazione acuta 3-4 fiale al giorno, con riduzione progressiva della posologia a risultato terapeutico acquisito; nelle forme croniche 1-2 compresse al giorno. Nei movimenti involontari3 compresse o 3 fiale al giorno a seconda della gravita' della sintomatologia. Tale posologia puo' essere aumentata fino a 6 compresse o 6fiale al giorno. Cefalalgie: 1-3 compresse al giorno, aumentabili sinoa 4 compresse nei casi piu' gravi. Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal Medico che dovra' valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. Insufficienza renale. La dose deve venire ridotta in funzione della clearancedella creatinina: 75% della dose normale per una clearance della creatinina compresa tra 30-60 ml/min; 50% della dose normale per una clearance della creatinina compresa tra 10-30 ml/min; 25% della dose normaleper una clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min.

AVVERTENZE:

Usare con cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari o con unastoria famigliare di prolungamento del QT. Evitare una terapia concomitante con altri neurolettici. Come con altri neurolettici puo' insorgere la Sindrome Neurolettica Maligna (S.N.M.) caratterizzata da ipertermia, rigidita' muscolare, acinesia, disturbi vegetativi (irregolarita'del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, tachicardia, aritmia); alterazioni dello stato di coscienza che possono progredire finoallo stupore e al coma. In caso di S.N.M. o di ipertermia di originesconosciuta, il trattamento con tiapride deve venire sospeso si deve istituire una terapia sintomatica intensiva (particolare cura deve essere posta nel ridurre l'ipertermia e nel correggere la disidratazione).Qualora venisse ritenuta indispensabile la ripresa del trattamento, il paziente deve essere attentamente monitorato. Particolare precauzione dovrebbe essere osservata quando il farmaco e' somministrato ad altedosi, per esempio nel trattamento dell'alcoolismo. Prolungamento dell'intervallo QT: la Tiapride puo' indurre il prolungamento dell'intervallo QT. Com'e' noto questo effetto potenzia il rischio di aritmia ventricolare grave come la torsione di punta. Prima della somministrazionee, se possibile in accordo con il quadro clinico del paziente, e' raccomandato monitorare i fattori che possono favorire l'insorgenza di disordini del ritmo come ad esempio: bradicardia, meno di 55 battiti alminuto (bpm), squilibrio degli elettroliti in particolare ipokaliemia,prolungamento congenito dell'intervallo QT, trattamenti in corso confarmaci che producono bradicardia pronunciata (= 2% e almeno dell'1% superiore all'incidenza degli effetti da placebo: insonnia (4.4%), agitazione (3.7%), indifferenza (2.8%), capogiro/vertigini (2.6%), mal di testa (2%).Inoltre, sono stati riportati, provenienti da segnalazioni spontanee oda alcune sperimentazioni cliniche, anche altri effetti avversi: sintomi extrapiramidali e disordini correlati: parkinsonismo e sintomi correlati: tremore (2.3%), ipertonia, ipocinesia (1.2%), ipersalivazione(1.2%), discinesie acute e distonie (torcicollo spasmodico, crisi oculogire, trisma), acatisia (0.9%). Questi sintomi sono in genere reversibili dopo somministrazione di farmaci antiparkinson. Iperprolattinemiae disordini correlati < 0,2%: galattorrea, amenorrea, ginecomastia, aumento del seno e dolore al seno, frigidita' e impotenza. Casi sporadici dei seguenti eventi avversi provenienti unicamente da segnalazionispontanee: aumento del peso, discinesia tardiva (caratterizzata da movimenti ritmici involontari soprattutto della lingua e/o del viso) riportata, come per tutti i neurolettici, dopo somministrazione di tiapride per piu' di tre mesi. La somministrazione di un farmaco antiparkinson e' inefficace e puo' indurre un aggravamento dei sintomi. Sindrome Neurolettica Maligna comune a tutti i neurolettici. Alterazioni cardiache: frequenza non nota: prolungamento del QT, aritmia ventricolare come torsione di punta, tachicardia ventricolare, che possono portare a fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco e morte. Sono stati osservati con Sereprile o altri farmaci della stessa classe casi rari di prolungamento del QT, aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Durante la gravidanza il farmaco deve essere utilizzato soltanto in caso di effettiva necessita' e sotto il diretto controllo del Medico. Nei nati da madri trattate per lunghi periodi con alte dosi di neurolettici, sono stati descritti rari casi di sindromi extrapiramidali. Pertanto si deve usare cautela in caso di prescrizione durante la gravidanza. consigliabile monitorare la funzionalita' neurologica e gastrointestinale in caso di trattamento associato con farmaci antiparkinson. Tale monitoraggio dovra' essere esteso anche al neonato. Se possibile al termine della gravidanza e' preferibile ridurre il dosaggio giornaliero sia dei neurolettici che dei farmaci antiparkinson a causa degli effetti atropino-simili di questi ultimi. Non essendo disponibili datirelativi al passaggio del farmaco nel latte materno, l'allattamento materno e' sconsigliabile in corso di trattamento.