Sandoglobulina ev

Sandoglobulina ev è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Siero immune e immunoglobuline: immunoglobuline umane normali, per somministrazione endovenosa.

INDICAZIONI:

Terapia sostitutiva in: sindromi da immunodeficienza primaria quali: agammaglobulinemia congenita e ipogammaglobulinemia; immunodeficienza variabile comune; immunodeficienza combinata grave; sindrome di Wiskott-Aldrich. Leucemia linfatica cronica. Bambini con AIDS congenito e infezioni ricorrenti. Immunomodulazione: porpora trombocitopenica idiopatica (PTI), in bambini o adulti ad alto rischio di emorragia o prima diinterventi chirurgici per il ripristino della conta piastrinica; sindrome di Guillain-Barre'. Trapianto allogenico di midollo osseo e altritrapianti. Sindrome di Kawasaki.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' a uno qualsiasi dei componenti. Ipersensibilita' alleimmunoglobuline omologhe, specialmente in casi molto rari di carenzadi IgA quando il paziente ha anticorpi anti IgA.

POSOLOGIA:

Nella terapia sostitutiva puo essere necessario individualizzare il dosaggio per ogni paziente in relazione alla risposta farmacocinetica eclinica. Gli schemi di trattamento riportati di seguito sono forniticome linee guida. Terapia sostitutiva in sindromi da immunodeficienzaprimaria: lo schema di trattamento dovrebbe indurre il raggiungimentodi un livello minimo di IgG (misurato prima della successiva infusione) di almeno 4-6 g/l. Dopo l'inizio della terapia sono necessari da trea sei mesi per il raggiungimento dell'equilibrio. La dose di partenzaraccomandata e' 0,4-0,8 g/kg seguita da almeno 0,2 g/kg ogni tre settimane; la dose richiesta per raggiungere un livello di 6 g/l e' dell'ordine di 0,2-0,8 g/kg/mese; una volta raggiunto lo stato stazionario l'intervallo di dosaggio varia tra 2 e 4 settimane; dovrebbero essere misurati i livelli plasmatici in modo da aggiustare la dose e l'intervallo di dosaggio. Terapia sostitutiva in caso di leucemia linfatica cronica con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti:terapia sostitutiva in bambini con AIDS e infezioni ricorrenti. La dose raccomandata e' 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane. Porpora trombocitopenica idiomatica: trattamento di un episodio acuto: 0,8-1 g/kg il primo giorno. Il trattamento puo' essere ripetuto per una volta entro tregiorni, oppure possono essere somministrati 0,4g/kg/die per 2-5 giorni. Il trattamento puo' essere ripetuto in caso di recidiva. Sindrome di Guillain-Barre': 0,4 g/kg/die per 3-7 giorni. Nei bambini l'esperienza e' limitata. Trapianto allogenico di midollo osseo. Il trattamentocon immunoglobuline umane normali puo' essere utilizzato come parte della terapia di condizionamento e dopo il trapianto. Per il trattamentodelle infezioni e nella profilassi della malattia da trapianto controospite, il dosaggio viene adattato individualmente. La dose inizialee' normalmente 0,5 g/kg/settimana, iniziando sette giorni prima del trapianto e fino a 3 mesi dopo il trapianto. In caso di persistente deficit di produzione di anticorpi, e' raccomandato il dosaggio di 0,5 g/kg/mese fino al ritorno alla norma del livello degli anticorpi. Terapiadelle infezioni batteriche gravi Almeno 0,2 g/kg di peso corporeo; tale dose puo' essere ripetuta fino a somministrare, nell'arco di una settimana, una dose totale di 1 g/kg peso corporeo. Se necessario il trattamento puo' essere ripetuto. Sindrome di Kawasaki Il dosaggio raccomandato e' da 1,6 a 2 g/kg suddiviso in varie dosi in 2-5 giorni, oppure 2 g/kg in dose singola. Il paziente deve essere sottoposto a concomitante terapia con acido acetilsalicico.Dosaggi raccomandati:Terapia sostitutiva nella immunodeficienza primaria:dose iniziale:0,4-0,8g/kg;mantenimento:0,2-0,8g/kg;ogni 2-4 settimane per ottenere un livello di IgG di almeno 4-6 g/l.Terapia sostitutiva nella immunodeficienza secondaria:0,2-0,4g/kg;ogni 3-4 settimane per ottenere un livello di IgG dialmeno 4-6g/l.Bambini con AIDS:0,2-0,4g/kg;ogni 3-4 settimane.Immunomodulazione:porpora trombocitopenica idiopatica:0,8-1g/kg o 0,4g/kg/die;al giorno 1, possibilmente ripetuto una sola volta entro 3 giorni per2-5 giorni.Sindrome di Guillain Barre':0,4 g/kg/die;per 3-7 giorni.Trapianto allogenico di midollo osseo:trattamento delle infezioni e profilassi della malattia da trapianto contro ospite:0,5g/kg;ogni settimanadal giorno 7 fino a 3 mesi dopo il trapianto.Persistente deficit di produzione di anticorpi:0,5 g/kg;ogni mese fino al ritorno alla norma del livello degli anticorpi.Sindrome di Kawasaki:1,6-2,0g/kg o 2g/kg;n2-5 giorni,in dose singola.la prima infusione dovrebbe essere per viaendovenosa alla concentrazione del 3% con una velocita' di 0,5-1 ml/min (corrispondenti a 10-20 gocce/min). Se ben tollerate ed entro 15 minuti non si verificano effetti indesiderati, la velocita' di somministrazione puo' essere gradualmente aumentata a 1-1,5 ml/min (circa 20-30gocce/min) per altri 15 minuti, e successivamente a 2-2,5 ml/min (circa 40-50 gocce/min).Nei pazienti sottoposti a regolare terapia di sostituzione che non hanno presentato effetti indesiderati, l'infusione puo' essere iniziata a 1 - 1,5 ml/min (circa 20-30 gocce/min).In pazientiin terapia regolare, che presentano buona tollerabilita', il farmacopuo' essere infuso a concentrazioni elevate (fino al 12%) ma l'infusione deve sempre essere iniziata a bassa velocita', e il paziente attentamente monitorato quando la velocita' di infusione viene gradualmenteincrementata.

AVVERTENZE:

Alcune gravi reazioni avverse possono essere correlate alla velocita'di infusione. La velocita' di infusione raccomandata deve essere rigorosamente rispettata. I pazienti devono essere attentamente monitoratie osservati per evidenziare la comparsa di qualsiasi sintomo durante il periodo di infusione. Alcune reazioni avverse possono presentarsi piu frequentemente: in caso di alta velocita di infusione; in pazienticon ipo- o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA; in pazientiche ricevono immunoglobuline umane normali per la prima volta o, in rari casi, quando la specialita' contenente immunoglobuline umane normali viene sostituita o quando il trattamento e' stato sospeso per piu'di otto settimane. Vere reazioni di ipersensibilita' sono rare. Questepossono manifestarsi nei rari casi di deficienza di IgA con anticorpianti-IgA. Raramente, le immunoglobuline umane normali possono causareuna caduta della pressione sanguigna con reazione anafilattica anchein pazienti che precedentemente avevano tollerato un trattamento con immunoglobuline umane normali. Le potenziali complicanze possono essereevitate assicurandosi: che i pazienti non siano sensibili alle immunoglobuline umane normali iniettando inizialmente il prodotto lentamente(0,5-1 ml/min pari a 10-20 gocce/min; con una concentrazione di 3%);che i pazienti siano attentamente monitorati per evidenziare la comparsa di eventuali sintomi durante il periodo di infusione. In particolare i pazienti che non hanno mai ricevuto in precedenza immunoglobulineumane normali, i pazienti ai quali una specialita' contenente immunoglobuline umane normali sia stata sostituita con un'altra o i pazienti in cui sia trascorso un lungo periodo di tempo dall'infusione precedente, dovrebbero essere monitorati durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, per poter evidenziare eventuali reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti dovrebbero essere osservati peralmeno 20 minuti dopo la somministrazione. In pazienti trattati con IVIg sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte dei casi, sono stati individuati fattori di rischio quali preesistente insufficienza renale, diabete mellito, eta' superiore ai 65anni, ipovolemia, sovrappeso o assunzione concomitante di medicinalinefrotossici. In tutti i pazienti, la somministrazione di IVIg richiede: adeguata idratazione prima di iniziare l'infusione di IVIg; monitoraggio per la produzione di urina; monitoraggio dei livelli di creatinina serica; di evitare l'uso concomitante di diuretici dell'ansa. In caso di disfunzione renale, dovrebbe essere considerata la sospensione di IVIg. Anche se casi di disfunzione renale e di insufficienza renaleacuta sono stati associati all'uso di molte specialita' registrate a base di IVIg, quelle contenente saccarosio come stabilizzante rappresentano una quota preponderante dell'intero numero. Nei pazienti a rischio, dovrebbe essere considerato l'uso di IVIg non contenente saccarosio. In caso di reazioni avverse, e' necessario o ridurre la velocita' diinfusione o interrompere l'infusione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla gravita' degli effetti indesiderati. In caso dishock, il trattamento dovrebbe seguire le linee guida per la terapiadello shock. Quando si somministrano specialita' medicinali ottenute da sangue o plasma umano, non e' possibile escludere completamente la comparsa di patologie infettive conseguenti alla trasmissione di agentiinfettivi. Cio' risulta applicabile anche a patogeni di natura sconosciuta. Il rischio di trasmissione di agenti infettivi e' comunque ridotto da: selezione dei donatori mediante visita medica e screening delle donazioni per i tre virus maggiormente patogeni, HIV, HCV, HBV; verifica dell'eventuale presenza di materiale genomico per HCV nei pool diplasma; procedure di rimozione/inattivazione incluse nel processo diproduzione che siano state validate utilizzando virus modello e sianoconsiderate efficaci per HIV, HCV, HAV e HBV. Il processo produttivo di Sandoglobulina prevede diverse fasi di rimozione ed inattivazione virale che, nel loro complesso, come documentato da studi eseguiti su una varieta' di modelli sperimentali, portano alla rimozione/inattivazione dei virus eventualmente presenti. Il procedimento di frazionamentomediante il quale Sandoglobulina viene preparata a partire dal plasmainclude varie fasi, che sono state validate, per l'eliminazione di virus incapsulati e non incapsulati. La sicurezza del prodotto e' ulteriormente assicurata, durante il procedimento di produzione, da una fasedi inattivazione virale che prevede il trattamento a pH4 in presenza di pepsina. Questo step possiede la proprieta' di inattivare i seguentivirus: HIV-1/2 (retrovirus incapsulato), pseudorabies virus (virus aDNA incapsulato), virus della diarrea bovina (virus a RNA incapsulato,modello per HCV) e semiliki forest virus (virus a RNA incapsulato, modello per HCV). Ad integrazione dei metodi di eliminazione/inattivazione virale gia' presenti nel processo produttivo, e' stato introdotto un procedimento di nanofiltrazione come ulteriore step di rimozione divirus. La capacita' di rimozione di virus incapsulati e non incapsulati di tale procedimento e' stata stabilita mediante studi convalidati sui seguenti modelli: HIV-1, virus della diarrea bovina, pseudorabies virus, sindbis virus ed entero-virus di origine bovina. Questo ulteriore step ha la potenzialita' di eliminare anche virus di piccole dimensioni, come dimostrato per gli entero-virus di origine bovina. Le procedure di rimozione/inattivazione dei virus potrebbero risultare di valore limitato contro virus privi di involucro quali il parvovirus B19. Nell'interesse del paziente, si raccomanda, se possibile, ogni volta cheSandoglobulina viene loro somministrata, di registrare il nome commerciale del prodotto ed il numero di lotto di produzione.

INTERAZIONI:

Vaccini a base di virus vivi attenuati: la somministrazione di immunoglobuline puo interferire per un periodo di 6 settimane e fino ad un massimo di 3 mesi con l'efficacia di vaccini a base di virus vivi attenuati quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo prodotto, bisognerebbe far trascorrere un intervellodi 3 mesi prima di procedere a vaccinazione con vaccini a base di virus vivi attenuati. In caso di morbillo, l'interferenza puo persisterefino ad un anno. Di conseguenza bisognerebbe controllare il titolo anticorpale dei pazienti trattati con il vaccino per il morbillo. Interferenze con analisi sierologiche. Dopo l'iniezione di immunoglobuline l'aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue dei pazienti puo' indurre risultati positivi fuorvianti nelle analisi sierologiche. La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari es.: A,B,D puo' interferire con alcune analisi serologiche (conta dei reticolociti, aptoglobina, test di Coombs).

EFFETTI INDESIDERATI:

Occasionalmente possono verificarsi reazioni avverse quali brividi, mal di testa, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e moderato dolore lombare. Raramente le immunoglobuline umane normali possono indurre una riduzione della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche in pazienti che non hanno mostrato ipersensibilita' a precedenti somministrazioni. Dopo somministrazione di immunoglobuline umane normali sono stati osservati casi di meningite asettica reversibile, isolati casi di anemia emolitica/emolisi reversibile e rari casi di reazioni cutanee transitorie. Sono statiosservati aumento della creatininemia e/o insufficienza renale acuta.Eventi trombotici sono stati riportati negli anziani, in pazienti consegni di ischemia cerebrale o cardiaca, e in pazienti sovrappeso e marcatamente ipovolemici.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

La sicurezza di questa specialita' medicinale per l'uso durante la gravidanza non e' stata stabilita in studi clinici controllati e, quindi,essa dovrebbe essere somministrata con cautela alle donne gravide e alle madri in allattamento. L'esperienza clinica con le immunoglobulinesuggerisce l'assenza di effetti dannosi sul corso della gravidanza osul feto e sul neonato. Le immunoglobuline sono escrete nel latte e possono contribuire al trasferimento di anticorpi protettivi al neonato.