Retacrit

Retacrit è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

RETACRIT 10000 UI/1,0 ml

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antianemici, eritropoietina.

PRINCIPI ATTIVI:

Una siringa preriempita con 1,0 ml di soluzione iniettabile contiene 10000 unita' internazionali (UI) di epoetina zeta (eritropoietina umanaricombinante). La soluzione contiene 10000 UI di epoetina zeta per ml.

ECCIPIENTI:

Sodio fosfato dibasico diidrato, sodio fosfato monobasico diidrato, sodio cloruro, calcio cloruro diidrato, polisorbato 20, glicina, leucina, isoleucina, treonina, acido glutammico, fenilalanina, acqua per soluzioni iniettabili, Sodio idrossido (per regolare il pH), acido cloridrico (per regolare il pH).

INDICAZIONI:

Trattamento dell'anemia sintomatica associata a insufficienza renale cronica (IRC) in pazienti adulti e pediatrici, tra cui pazienti adultie pediatrici in emodialisi e pazienti adulti in dialisi peritoneale. Trattamento dell'anemia grave di origine renale con sintomatologia clinica in pazienti adulti con insufficienza renale non ancora sottopostia dialisi. Trattamento dell'anemia e riduzione del fabbisogno trasfusionale in pazienti adulti sottoposti a chemioterapia per tumori solidi,linfoma maligno o mieloma multiplo e a rischio di emotrasfusione comeindicato dallo stato generale del paziente (situazione cardiovascolare, anemia preesistente all'inizio della chemioterapia). Puo' essere usato per incrementare la quantita' di sangue autologo in pazienti facenti parte di un programma di predonazione. L'uso in questa indicazionedeve essere valutato alla luce dei rischi riferiti di eventi tromboembolici. Il trattamento deve essere riservato solo a pazienti con anemiadi grado moderato (in assenza di sideropenia) se le procedure di emoconservazione non sono disponibili o sono insufficienti quando l'intervento elettivo di chirurgia maggiore previsto richiede un notevole volume di sangue (4 o piu' unita' di sangue per le donne, 5 o piu' unita'per gli uomini).

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. I pazienti con aplasia specifica delle serie rossa (Pure Red CellAplasia, PRCA) in seguito a trattamento con eritropoietina non devonoessere sottoposti a terapia ne' con il farmaco ne' con altri tipi di eritropoietina. Ipertensione non controllata. In caso d'incremento della quantita' di sangue autologo: infarto miocardico o ictus nel mese precedente il trattamento, angina pectoris instabile, aumentato rischiodi trombosi venosa profonda come anamnesi di malattia venosa tromboembolica. Pazienti che per qualunque motivo non possano ricevere un'adeguata profilassi antitrombotica.

POSOLOGIA:

Per il trattamento dell'anemia sintomatica in pazienti adulti e pediatrici con insufficienza renale cronica, somministrare per via endovenosa. La concentrazione di emoglobina auspicata e' compresa tra 10 e 12 g/dl per gli adulti e tra 9,5 e 11 g/dl per i pediatrici. Non superareil limite massimo. Gestire la variabilita' dell'emoglobina aggiustandodella dose, in riferimento all'intervallo target. Si deve evitare unlivello prolungato di emoglobina superiore al target. Evitare un incremento dell'emoglobina maggiore di 2 g/dl nell'arco di quattro settimane. Se cio' si verifica, procedere ad una appropriata correzione del dosaggio. In pazienti con insufficienza renale cronica ed evidenza clinica di cardiopatia ischemica o insufficienza cardiaca congestizia, la concentrazione emoglobinica di mantenimento non deve superare il target. Per i pazienti adulti in emodialisi, il trattamento e' diviso in duefasi: Fase di correzione: 50 UI/kg, 3 volte alla settimana per via endovenosa. Se e' necessario un aggiustamento posologico, questo deve avvenire gradualmente, ad intervalli di almeno quattro settimane. A ogniaggiustamento, la dose deve essere aumentata o ridotta di 25 UI/kg 3volte alla settimana. Fase di mantenimento: aggiustamento posologico finalizzato al mantenimento del livello desiderato di emoglobina. La dose settimanale totale raccomandata va da 75 a 300 UI/kg per via endovenosa. Per i pazienti pediatrici in emodialisi, il trattamento e' diviso in due fasi. fase di correzione: 50 UI/kg, 3 volte alla settimana per via endovenosa. Se e' necessario un aggiustamento posologico, questodeve avvenire con incrementi di 25 UI/kg 3 volte alla settimana, a intervalli di almeno 4 settimane. Fase di mantenimento: aggiustamento posologico finalizzato al mantenimento del livello desiderato di emoglobina. I bambini e adolescenti di peso inferiore a 30 kg richiedono dosidi mantenimento superiore. I dati clinici disponibili indicano che ipazienti con un livello iniziale di emoglobina molto basso (< 6,8 g/dl), sia adulti sia pediatrici, possono richiedere dosi di mantenimentopiu' elevate. Per i pazienti adulti in dialisi peritoneale, il trattamento e' diviso in due fasi. Fase di correzione: la dose iniziale e' di50 UI/kg di peso, 2 volte alla settimana per via endovenosa. Fase dimantenimento: aggiustamento posologico finalizzato al mantenimento dellivello desiderato di emoglobina. La dose di mantenimento e' compresafra 25 e 50 UI/kg 2 volte alla settimana, ripartite in 2 somministrazioni uguali. Per i pazienti adulti con insufficienza renale non ancoradializzati, il trattamento e' diviso in due fasi. Fase di correzione:dose iniziale di 50 UI/kg 3 volte alla settimana per via endovenosa ,seguita se necessario da un aumento a incrementi di 25 UI/kg (3 voltealla settimana) fino a raggiungere l'obiettivo desiderato (l'aumentodeve avvenire gradualmente, a intervalli di almeno quattro settimane).Fase di mantenimento: aggiustamento posologico finalizzato al mantenimento del livello desiderato di emoglobina. La dose di mantenimento e'compresa fra 17 e 33 UI/kg 3 volte alla settimana per via endovenosa.La dose massima non deve superare 200 UI/kg di peso 3 volte alla settimana. Per il trattamento di pazienti con anemia indotta dalla chemioterapia, somministrare per via sottocutanea (ad es. con concentrazioneemoglobinica = 1 g/dl (0,62 mmol/l) o la conta dei reticolociti e' aumentata di >= 40000 cellule/mcl, la dose deve rimanere di 300UI/kg 3 volte alla settimana. Tuttavia, se l'aumento di emoglobina e'< 1 g/dl e la conta dei reticolociti e' aumentata di < 40000 cellule/mcl rispetto ai valori basali, e' improbabile che si verifichi una risposta e il trattamento deve essere sospeso. Se l'incremento di emoglobina e' maggiore di 2 g/dl al mese, ridurre la dose di circa il 25-50%.Se il valore di emoglobina supera 12 g/dl, sospendere la terapia finche' non ritorna a 12 g/dl o scende al di sotto di tale valore, quindiripristinare la terapia a una dose inferiore del 25% rispetto alla dose precedente. Per i pazienti adulti candidati a interventi chirurgicifacenti parte di programmi di predonazione autologa, somministrare pervia endovenosa. Al momento della donazione di sangue, somministrare dopo avere completato la procedura di donazione. I pazienti lievementeanemici (ematocrito 33-39%) che richiedono un predeposito di >= 4 unita' di sangue devono essere trattati con 600 UI/kg 2 volte alla settimana nelle 3 settimane che precedono l'intervento. Per l'intera durata della terapia, tutti i pazienti devono ricevere un'adeguata integrazione di ferro (ad esempio 200 mg/die di ferro elementare per via orale).La somministrazione di ferro va iniziata appena possibile. Per via endovenosa, la somministrazione deve avvenire in almeno 1-5 minuti, a seconda della dose totale. Nei pazienti emodializzati e' possibile somministrare la dose in bolo, durante la seduta di dialisi, da un idoneo accesso venoso del circuito di dialisi. In alternativa, iniettare al termine della seduta di dialisi attraverso la fistola e seguita da 10 mlof soluzione fisiologica NaCl 9 mg/ml (0,9%) per irrigare il circuitoe assicurare un'immissione soddisfacente del prodotto in circolo. Neipazienti che reagiscono al trattamento con sintomi simil-influenzali e' preferibile optare per una somministrazione piu' lenta. Non somministrare per infusione endovenosa. Non mischiare con altri farmaci. Per l'iniezione per via sottocutanea, non superare il volume massimo di 1 ml per singola sede d'iniezione. In caso di volumi superiori e' necessario scegliere piu' sedi di somministrazione. Le iniezioni vanno praticate negli arti o nella parete addominale anteriore. Nei pazienti con insufficienza renale cronica somministrare per via endovenosa.

CONSERVAZIONE:

Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C). Non congelare. Tenere la siringa preriempita nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Durante l'uso ambulatoriale, il paziente puo' togliere il prodotto dal frigorifero e conservarlo a temperatura ambiente (non superiore ai 25 gradi C) per un singolo periodo di 3 giorni almassimo.

AVVERTENZE:

Durante la terapia potrebbe verificarsi un aumento della pressione sanguigna. Potrebbe essere necessario instaurare o rafforzare un trattamento anti-ipertensivo. Nel caso in cui la pressione non possa essere controllata, sospendere il trattamento. Usare con cautela anche in presenza di epilessia e di insufficienza epatica cronica. Si potrebbe verificare un moderato aumento dose-dipendente della conta piastrinica all'interno dell'intervallo di normalita'. Questo fenomeno regredisce conil proseguimento della terapia. Controllare regolarmente la conta piastrinica durante le prime 8 settimane di terapia. Valutare e trattare tutte le altre cause di anemia prima e durante il trattamento. I valoridi ferritina sierica diminuiscono contemporaneamente all'aumento deivalori di ematocrito. Garantire adeguate riserve di ferro: nei pazienti con insufficienza renale cronica e livelli di ferritina sierica inferiori a 100 ng/ml (si consiglia integrazione di 200-300 mg/die per viaorale, 100-200 mg/die nei pazienti pediatrici); in tutti i pazienti oncologici con valori di saturazione della transferrina inferiori al 20% (si consiglia un'integrazione di ferro per via orale di 200-300 mg/die). Valutare tutti i fattori che contribuiscono alla comparsa dell'anemia prima di decidere di aumentare il dosaggio nei pazienti oncologici. Nel perioperatorio vanno sempre adottate buone pratiche di gestionedel sangue. Questo prodotto medicinale contiene fenilalanina, una sostanza che puo' essere pericolosa per i soggetti affetti da fenilchetonuria. Questo prodotto medicinale e' da considerarsi 'povero di sodio'.Non sono ancora disponibili dati sufficienti sull'immunogenicita' riguardo all'uso per via sottocutanea in pazienti a rischio di aplasia specifica della serie rossa (PRCA) indotta da anticorpi, ovvero pazientiaffetti da anemia renale. Nei pazienti affetti da anemia renale somministrare per via endovenosa. Nei pazienti con insufficienza renale cronica, la concentrazione emoglobinica di mantenimento non deve superareil limite superiore target. E' stato osservato un aumento del rischiodi decesso ed eventi cardiovascolari gravi in caso di somministrazione di agenti stimolanti l'eritropoiesi (ESA) per ottenere valori emoglobinici superiori a 12 g/dl. Il livello di emoglobina va rilevato a intervalli regolari. L'aumento di emoglobina deve essere all'incirca di 1g/dl al mese e non deve superare i 2 g/dl al mese, per ridurre al minimo il rischio di insorgenza di ipertensione o un suo aggravamento. Una mancanza di risposta alla terapia con eritropoietina deve far subitoricercare i fattori responsabili Sono stati segnalati, molto raramente, casi di PRCA mediata da anticorpi in pazienti a cui era stata somministrata eritropoietina per via sottocutanea. Nei pazienti che mostrano un'improvvisa perdita di efficacia, eseguire un conteggio dei reticolociti e valutare le cause tipiche che impediscono la risposta al trattamento. Se non viene individuata alcuna causa, prendere in considerazione l'eventualita' di eseguire un esame del midollo osseo per diagnosticare una PRCA. In caso di diagnosi di PRCA, sospendere la terapia evalutare l''eventualita' di eseguire un test per la presenza di anticorpi anti-eritropoietina. Non dirottare i pazienti verso il trattamentocon un altro prodotto medicinale, data la reattivita' crociata esistente fra anticorpi anti-eritropoietina ed altre eritropoietine. Escludere altre cause di PRCA istituire una terapia appropriata. Si consigliail monitoraggio periodico della conta reticolocitaria per rilevare l'eventuale perdita di efficacia terapeutica. In casi isolati e' stata osservata iperkaliemia. Nei pazienti con insufficienza renale cronica,la correzione dell'anemia puo' condurre a un aumento dell'appetito e dell'assorbimento di potassio e proteine. I parametri prescritti per ladialisi potrebbero necessitare di un adattamento periodico per mantenere urea, creatinina e potassio entro i valori desiderati. Nei pazienti con insufficienza renale cronica monitorare gli elettroliti sierici.Qualora si osservino valori elevati (o in aumento) di potassio sierico, allora va considerata la possibilita' di sospendere la somministrazione di eritropoietina finche' l'iperkaliemia non venga corretta. Un aumento della dose di eparina e' spesso richiesto a causa di un incremento del valore di ematocrito. E' possibile che si verifichi un'occlusione del sistema dialitico se l'eparinizzazione non e' ottimale. La correzione dell'anemia con eritropoietina in pazienti adulti con insufficienza renale non ancora sottoposti a dialisi non accelera la progressione dell'insufficienza renale. Nei pazienti oncologici in trattamentochemioterapico, l'intervallo di 2-3 settimane che intercorre fra la somministrazione e la comparsa di eritrociti indotti dall'eritropoietinaprendere in considerazione al momento di valutare l'appropriatezza della terapia (pazienti a rischio di trasfusione). Se l'emoglobina aumenta piu' di 2 g/dl al mese oppure se il suo livello supera 13 g/dl, eseguire la procedura di aggiustamento posologico. Dal momento che si e'osservato un aumento dell'incidenza di eventi tromboembolici nei pazienti oncologici sottoposti a trattamento con agenti eritropoietici, tale rischio deve essere valutato con attenzione alla luce del beneficioderivante dal trattamento, particolarmente in quei pazienti che presentano un aumento del rischio tromboembolico. Nei pazienti adulti candidati a interventi chirurgici facenti parte di un programma di predonazione autologa, osservare tutte le avvertenze e le precauzioni particolari associate ai programmi di predonazione autologa, in particolar modoripristinando come da routine il volume di sangue prelevato. Le epoetine sono fattori di crescita che stimolano la produzione di eritrociti. Esiste il dubbio che le epoetine possano stimolare la crescita di tutte le forme tumorali maligne. Non e' stato dimostrato che le epoetinemigliorino la sopravvivenza globale o il rischio di progressione neoplastica nei pazienti con anemia associata a cancro. Studi clinici controllati in cui sono state somministrate epoetine a pazienti affetti dauna serie di neoplasie comuni hanno evidenziato un aumento inspiegatodel tasso di mortalita'. L'uso di epoetina alfa e di altri agenti stimolanti l'eritropoiesi (ESA) ha mostrato: un ridotto controllo locoregionale in pazienti con cancro avanzato del distretto testa-collo trattati con radioterapia, una riduzione della sopravvivenza globale e un aumento dei decessi attribuiti alla progressione del tumore a 4 mesi inpazienti con carcinoma mammario metastatico trattate con chemioterapia, un aumento del rischio di decesso se somministrati per ottenere valori emoglobinici di 12 g/dl in pazienti con neoplasie maligne attive,non trattati con chemioterapia ne' con radioterapia. L'uso di ESA none' indicato in questa popolazione di pazienti.

INTERAZIONI:

Non e' dimostrato che il trattamento con eritropoietina alteri il metabolismo di altri prodotti medicinali. Tuttavia, dal momento che la ciclosporina si lega agli eritrociti, potrebbe esistere la possibilita' di un'interazione con altri farmaci. Qualora l'eritropoietina venga somministrata in concomitanza con la ciclosporina, i livelli ematici di ciclosporina devono essere monitorati e la dose di questo farmaco va corretta in base all'aumento del valore di ematocrito. Non esistono evidenze che indichino un'interazione tra epoetina alfa e G-CSF o GM-CSF relativamente alla differenziazione o proliferazione ematologica in campioni bioptici tumorali in vitro.

EFFETTI INDESIDERATI:

E' un medicinale biologico. I risultati di studi clinici sono in lineacon il profilo di sicurezza di altre eritropoietine autorizzate. Sulla base dei risultati degli studi clinici con altre eritropoietine autorizzate, si prevede che circa l'8% dei pazienti trattati con eritropoietina sperimenti reazioni avverse. Effetti indesiderati nel corso deltrattamento con eritropoietina si osservano soprattutto in pazienti con insufficienza renale cronica o neoplasie sottostanti e sono rappresentati principalmente da cefalea e da un aumento dose-dipendente dellapressione arteriosa. Possono verificarsi crisi ipertensive con sintomisimili a un'encefalopatia. Si deve prestare attenzione a cefalee acute improvvise di tipo simil-emicranico, che possono essere un segnale di allarme. In associazione con l'epoetina alfa sono stati descritti rash non specifici. Possono verificarsi sintomi simil-influenzali, comecefalea, dolori articolari, sensazione di debolezza, capogiri e stanchezza, in particolare all'inizio del trattamento. E' stata osservata trombocitosi, ma questo evento e' molto raro. In pazienti trattati con agenti eritropoietici, sono stati osservati eventi trombotici/vascolaricome ischemia miocardica, infarto miocardico, accidenti cerebrovascolari (emorragia cerebrale e infarto cerebrale), attacchi ischemici transitori, trombosi venosa profonda, trombosi arteriosa, embolia polmonare, aneurisma, trombosi retinica, coagulazione nel rene artificiale. Con l'epoetina alfa sono state raramente osservate reazioni di ipersensibilita', compresi casi isolati di angioedema e reazione anafilattica.E' stata osservata eritroblastopenia (PRCA) mediata da anticorpi dopomesi o anni di trattamento con epoetina alfa. Nella maggior parte di questi pazienti sono stati osservati anticorpi diretti contro le eritropoietine. Pazienti emodializzati adulti e pediatrici, pazienti adultisottoposti a dialisi peritoneali e pazienti adulti con insufficienza renale non ancora dializzati: la reazione avversa piu' frequente nell'ambito del trattamento con epoetina alfa e' l'aumento dosedipendente della pressione arteriosa o il peggioramento dell'ipertensione preesistente. Tale aumento della pressione arteriosa puo' essere trattato farmacologicamente. Inoltre, si raccomanda il monitoraggio della pressionearteriosa, in particolare all'inizio della terapia. Le reazioni seguenti si sono verificate anche in casi isolati di pazienti con pressionearteriosa normale o bassa: crisi ipertensive con sintomi simili a un'encefalopatia (cefalea e stato confusionale) e convulsioni tonicocloniche generalizzate, con necessita' di intervento medico immediato e trattamento intensivo. Si deve prestare particolare attenzione a cefalee acute improvvise di tipo simil-emicranico, che possono essere un segnale di allarme. Possono verificarsi trombosi dello shunt, particolarmente in pazienti con tendenza all'ipotensione o con complicazioni a livello delle fistole arterovenose (stenosi, aneurismi ecc.). In questi pazienti si raccomandano la revisione precoce dello shunt e una profilassi antitrombotica, ad esempio con acido acetilsalicilico. Pazienti oncologici adulti in chemioterapia con anemia sintomatica: nei pazienti trattati con epoetina alfa puo' verificarsi ipertensione. Di conseguenza, si deve effettuare uno stretto monitoraggio dell'emoglobina e dellapressione arteriosa. Nei pazienti trattati con agenti eritropoietici e' stato osservato un aumento dell'incidenza di eventi trombotici vascolari. Pazienti candidati a interventi chirurgici facenti parte di programmi di predonazione autologa con patologia cardiovascolare sottostante, indipendentemente dal trattamento con eritropoietina, possono verificarsi eventi tromboembolici a seguito di flebotomie ripetute. Pertanto, tali pazienti vanno sottoposti di routine alla sostituzione del volume di sangue prelevato.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non vi sono studi adeguati e ben controllati condotti su donne in gravidanza. Gli studi su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva. Di conseguenza, in linea generale l'eritropoietina deve essere usata durante la gravidanza e l'allattamento solo se i potenziali benefici superano i potenziali rischi per il feto.