Ranitidina tad

Ranitidina tad è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Sostanza anti-acido antagonista.

INDICAZIONI:

Ulcera duodenale, ulcera gastrica benigna, ulcera stomale, esofagite da reflusso e sindrome di Zollinger-Ellison. Trattamento sintomatico abreve termine di pirosi ed eruttazioni acide in malattia da reflusso gastroesofageo. Terapia di mantenimento per pazienti affetti da esofagite da reflusso. Trattamento profilattico dell'ulcera duodenale cronicarecidivante.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA:

ella funzionalita' renale: In presenza di alterata funzionalita' renale l'emivita plasmatica e' prolungata. Pertanto, nei casi di grave alterazione della funzionalita' renale, la dose deve essere dimezzata secondo quanto indicato nella tabella riportata qui di seguito. In questicasi, e' possibile somministrare una dose orale da 150 mg alla sera. Clearance della creatinina ml/min. Creatinina da siero micromol/l. Dosaggio giornaliero >50

AVVERTENZE:

Alterata funzionalita' renale. Malattia epatica grave. Porfiria acuta.Per evitare di instaurare una terapia inadeguata, la presenza di un'ulcera sospetta deve essere verificata in maniera obiettiva nella faseiniziale, mediante esami radiografici o endoscopici. Nella terapia dell'ulcera gastrica, e' necessario escludere la sua natura maligna.

INTERAZIONI:

di ranitidina aumenta la biodisponibilita' del triazolam del 30% circa, con conseguente eventuale potenziamento degli effetti. Dosi elevatedi ranitidina possono ridurre l'escrezione di procainamide e Na-cetilprocainamide mediante inibizione della secrezione tubulare. La concomitante assunzione di ranitidina e moderate quantita' di bevande alcoliche puo' aumentare le concentrazioni plasmatiche e gli effetti dell'alcol. La somministrazione di dosi elevate di sucralfato e' stata correlata ad una diminuzione nell'assorbimento di ranitidina. Cio' non si verifica nel caso in cui il sucralfato viene assunto entro 2 ore dalla somministrazione di ranitidina. La biodisponibilita' della ranitidina diminuisce nel caso di somministrazione concomitante di antiacidi.tenutodi teofillina nel plasma. Triazolam: la somministrazione concomitante

EFFETTI INDESIDERATI:

CLASSIFICAZIONE SISTEMICA ORGANICA: Comune: cefalea, capogiro, diarrea, reazioni cutanee, affaticamento. Non comune: leucopenia, trombocitopenia, variazioni transitorie e reversibili dei test di funzionalit epatica. Raro: agranulocitosi, pancitopenia, inclusa anche lipoplasia del midollo osseo, reazioni da ipersensibilit (orticaria, edema angioneurotico, broncospasmo), shock anafilattico, confusione reversibile, depressione e allucinazioni, specialmente in pazienti gravemente ammalati ed anziani, disturbi dellaccomodazione, pancreatite, epatite, cono senza ittero, eritema multiforme, artralgia, mialgia, dolorabilit del capezzolo e/o tumefazione mammaria nelluomo, febbre.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Gravidanza: l'esperienza clinica nelle donne gravide e' limitata. I risultati degli esperimenti condotti negli animali non mostrano un aumento nel rischio di danni fetali. Allattamento: la ranitidina, anche a dosi terapeutiche, passa nel latte materno in quantita' tali da poter provocare effetti indesiderati sul bambino.