Quibus

Quibus è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Inibitore della HMG-CoA reduttasi.

INDICAZIONI:

Trattamento della ipercolesterolemia primaria o della dislipidemia mista, come integratore della dieta, quando la risposta alla dieta e ad altri trattamenti non farmacologici (es. esercizio fisico, riduzione del peso corporeo) e' inadeguata. Trattamento della ipercolesterolemia familiare omozigote come integratore della dieta e di altri trattamentiipolipemizzanti (es. LDL aferesi) o se tali trattamenti non sono appropriati. Riduzione della mortalita' e della morbilita' cardiovascolarein pazienti con malattia aterosclerotica cardiovascolare manifesta odiabete mellito, con livelli di colesterolo normali o aumentati, comecoadiuvante per la correzione di altri fattori di rischio e di altre terapie cardioprotettive.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' alla simvastatina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Epatopatia in fase attiva o innalzamenti persistenti delle transaminasi sieriche senza causa evidente. Gravidanza e allattamento. Somministrazione concomitante di potenti inibitori del CYP3A4 (per es. itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi dell'HIV, eritromicina,claritromicina, telitromicina e nefazodone).

POSOLOGIA:

L'intervallo di dosaggio e' di 5-80 mg/die somministrati per via oralein dose singola alla sera. Aggiustamenti del dosaggio, se richiesti,debbono essere fatti ad intervalli di non meno di 4 settimane sino adun massimo di 80 mg/die somministrati in una singola dose alla sera. Il dosaggio di 80 mg e' raccomandato solo nei pazienti con ipercolesterolemia grave e ad alto rischio di complicazioni cardiovascolari. Ipercolesterolemia: il paziente deve essere posto in regime di dieta standard ipocolesterolemica e deve continuare questa dieta durante il trattamento. Il dosaggio iniziale e' abitualmente di 10-20 mg/die somministrato in dose singola alla sera. I pazienti per i quali e' necessaria una ampia riduzione del C-LDL (superiore al 45%) possono iniziare con 20-40 mg/die somministrati in dose singola alla sera. Ipercolesterolemiafamiliare omozigote: il dosaggio raccomandato e' di 40 mg/die alla sera o di 80 mg/die in tre dosi divise di 20 mg, e una dose alla sera di40 mg. In questi pazientideve essere utilizzato in aggiunta ad altritrattamenti ipolipemizzanti (per es. LDL aferesi) o se questi trattamenti non sono disponibili. Prevenzione cardiovascolare: da 20 a 40 mg/die somministrati in dose singola alla sera in pazienti ad alto rischiodi cardiopatia coronarica (CHD, con o senza iperlipidemia). La terapia farmacologia puo' essere iniziata simultaneamente alla dieta ed all'esercizio fisico. Terapia concomitante: il medicinale e' efficace da solo o in associazione ai sequestranti degli acidi biliari. La somministrazione deve avvenire o > 2 ore prima o > 4 ore dopo la somministrazione di un sequestrante degli acidi biliari. Per i pazienti che assumono ciclosporina, danazolo, gemfibrozil, altri fibrati (eccetto il fenofibrato) o niacina a dosaggi ipolipemizzanti (>= 1 g/die) in concomitanza al prodotto, il dosaggio non deve superare i 10 mg/die. In pazientiche assumono amiodarone o verapamil in concomitanza a questo, il dosaggio non deve superare i 20 mg/die. Non sono necessarie modificazionidel dosaggio in pazienti con insufficienza renale moderata. In pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min), dosaggi superiori a 10 mg/die devono essere attentamente valutati e, se ritenuti necessari, somministrati con cautela. Uso negli anziani: non sono necessari aggiustamenti del dosaggio. Uso nei bambini e negli adolescenti: l'efficacia e la sicurezza non sono state accertate;non e' pertanto raccomandato per l'uso pediatrico.

AVVERTENZE:

Questa specialita' medicinale puo' occasionalmente causare miopatia che si manifesta con dolore, dolorabilita' o debolezza muscolari associati ad innalzamenti dei livelli della creatinchinasi (CK) di oltre 10 volte il limite superiore della norma. Si manifesta a volte come rabdomiolisi con o senza insufficienza renale acuta secondaria a mioglobinuria e si sono molto raramente verificati effetti fatali. Il rischio viene aumentato da alti livelli di attivita' inibitoria della HMG-CoA reduttasi nel plasma ed e' correlato al dosaggio. I livelli di CK non devono essere misurati dopo esercizio intenso o in presenza di qualsiasicausa alternativa di aumento di CK in quanto cio' rende difficile l'interpretazione dei dati. Se i livelli di CK sono significativamente elevati al basale (maggiore di 5 volte il limite superiore della norma) questi vanno rimisurati dopo 5-7 giorni per conferma dei risultati. Prima del trattamento Tutti i pazienti che iniziano la terapia o che aumentano il dosaggio della stessa, devono essere informati del rischio dimiopatia ed istruiti a riportare immediatamente qualsiasi tipo di dolore, dolorabilita' o debolezza muscolari non spiegabili. Si deve misurare il livello di CK prima di iniziare il trattamento in: anziani (eta' > 70 anni), disfunzione renale, ipotiroidismo non controllato, storia personale o familiare di disordini muscolari ereditari, presenza diepisodi pregressi di tossicita' muscolare con una statina o un fibratoe abuso di alcool. Si deve considerare l'interruzione del trattamento, inoltre, se i sintomi muscolari sono gravi e causano fastidio quotidiano, anche se i valori di CK risultino inferiori a 5 volte il limitesuperiore della norma. Si deve interrompere il trattamento in caso disospetto di miopatia per qualsiasi altro motivo. Solo se la sintomatologia regredisce ed i livelli di CK tornano alla normalita', si puo' prendere in considerazione la reintroduzione della statina o l'introduzione di una statina alternativa al piu' basso dosaggio e sotto strettomonitoraggio. La terapia deve essere temporaneamente interrotta qualche giorno prima di interventi chirurgici di elezione importanti e in caso di comparsa di qualsiasi condizione medica o chirurgica importante.Il rischio di miopatia e rabdomiolisi e' aumentato significativamentedall'uso concomitante di simvastatina con i potenti inibitori del CYP3A4 (come itraconazolo, ketoconazolo, eritromicina, claritromicina, telitromicina, inibitori della proteasi dell'HIV, nefazodone), e con gemfibrozil, ciclosporina e danazolo. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi e' aumentato anche dall'uso concomitante di altri fibrati, niacinaa dosaggi ipolipemizzanti (>= 1 g/die) o dall'uso concomitante di amiodarone o verapamil con i dosaggi piu' elevati del prodotto. Vi e' anche un leggero aumento del rischio quando diltiazem viene utilizzato consimvastatina 80 mg. L'assunzione concomitante di succo di pompelmo esimvastatina deve essere evitata. Il dosaggio di simvastatina non devesuperare i 10 mg/die in pazienti in terapia concomitante con ciclosporina, danazolo, gemfibrozil, o dosaggi ipolipemizzanti di niacina (>=1g/die). L'uso in associazione con gemfibrozil deve essere evitato a meno che i benefici non siano verosimilmente superiori all'aumento deirischi che tale associazione comporta. I benefici dell'uso di simvastatina 10 mg/die in associazione con altri fibrati (eccetto il fenofibrato), niacina, ciclosporina o danazolo devono essere attentamente valutati rispetto ai rischi potenziali di queste associazioni. Si deve agire con cautela quando il feno-fibrato viene prescritto con questo prodotto, in quanto entrambi i farmaci possono causare miopatia se somministrati da soli. L'uso concomitante di simvastatina a dosaggi superioria 20 mg/die con amiodarone o verapamil deve essere evitato a meno chei benefici clinici non siano verosimilmente superiori all'aumento delrischio di miopatia. Attenzione particolare deve essere posta a queipazienti che sviluppano elevati livelli di transaminasi sieriche, ed in questi pazienti, le rilevazioni debbono essere ripetute prontamentee quindi eseguite piu' frequentemente. Se i livelli delle transaminasievidenziano un aumento, specialmente se questi aumentano fino a tre volte il limite superiore della norma e sono persistenti, la simvastatina deve essere sospesa. Il prodotto deve essere usato con cautela in pazienti che consumano quantita' sostenute di alcool. Sono stati segnalati aumenti moderati (inferiori a 3 volte il limite superiore della norma) delle transaminasi sieriche. Queste alterazioni sono apparse subito dopo l'inizio del trattamento e sono state spesso transitorie senzaessere accompagnate da alcun sintomo e senza richiederel'interruzionedella terapia. Il medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti darari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit diLAPP-LATTASI o da malassorbimentodi glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

INTERAZIONI:

Interazioni con farmaci ipolipemizzanti che possono causare miopatia quando somministrati da soli; il rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi, risulta aumentato nel corso della somministrazione concomitante con fibrati e niacina (acido nicotinico) (>= 1 g/die). Inoltre, vi e' una interazione farmacocinetica con gemfibrozil che porta ad un aumento dei livelli plasmatici di simvastatina. Quando simvastatina e fenofibrato vengono somministrati in concomitanza non vi e' evidenza che il rischio di miopatia sia superiore alla somma dei rischi individualiconnessi a ciascuno dei due farmaci. La simvastatina e' un substrato del citocromo P450 3A4; i potenti inibitori di tale citocromo (itraconazolo, ketoconazolo, eritromicina, claritromicina, telitromicina, inibitori della proteasi dell'HIV, e nefazodone) aumentano il rischio di miopatia e rabdomiolisi aumentando, a sua volta, la concentrazione dellaattivita' inibitoria della HMG-CoA reduttasi nel plasma nel corso della terapia con simvastatina. La somministrazione concomitante di itraconazolo ha dato luogo ad un incremento superiore a piu' di 10 volte dell'esposizione alla simvastatina acida (il metabolita attivo beta-idrossiacido). La telitromicina ha causato un incremento pari ad 11 voltedell'esposizione alla simvastatina acida. Se il trattamento con itraconazolo, ketoconazolo, eritromicina, claritromicina o telitromicina none' evitabile, la terapia con simvastatina deve essere sospesa. Il rischio di miopatia/rabdomiolisi e' aumentato da una somministrazione concomitante di ciclosporina in particolare con dosaggi piu' alti di simvastatina; il dosaggio di quest'ultima non deve pertanto superare i 10mg/die. Sebbene il meccanismo non sia stato completamente compreso, laciclosporina ha mostrato di aumentare l'AUC degli inibitori della HMG-CoA reduttasi e tale aumento per la simvastatina acida e' presumibilmente dovuto, in parte, all'inibizione del CYP3A4. Danazolo: il rischiodi miopatia e rabdomiolisi e' aumentato dalla somministrazione concomitante con dosaggi piu' alti di simvastatina. Gemfibrozil: aumenta l'AUC della simvastatina acida di 1,9 volte possibilmente a causa dell'inibizione della via della glucuronidazione. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi e' aumentato dalla somministrazione concomitante di amiodarone o verapamil con dosaggi piu' alti di simvastatina. Diltiazem Un'analisi: e' stato mostrato un'incidenza di miopatia dell'1 % nei pazienti trattati con simvastatina 80 mg e diltiazem; mentre lo stesso rischio nei pazienti che assumevano 40 mg non e' stato aumentato dal diltiazem assunto in concomitanza. Succo di pompelmo: inibisce il citocromo P450 3A4 e ha dato luogo ad un aumento di 7 volte della esposizione alla simvastatina acida. La simvastatina non ha un effetto inibitorio sulcitocromo P450 3A4; non e' pertanto attesa una azione sulle concentrazioni plasmatiche delle sostanze metabolizzate attraverso tale citocromo. Anticoagulanti orali: simvastatina 20-40 mg/die ha avuto un modesto effetto di potenziamento degli anticoagulanti cumarinici. Sono statisegnalati casi molto rari di INR elevata. E' richesto un attento monitoraggio dei tempi di protrombina, soprattutto per i pazienti in terapia con anticoagulanti cumarinici. La terapia non e' stata associata asanguinamento o ad alterazioni del tempo di protrombina in pazienti non in terapia con anticoagulanti.

EFFETTI INDESIDERATI:

Per l'HPS sono stati registrati solo eventi avversi seri oltre a mialgia, aumenti delle transaminasi sieriche e delle CK. Frequenze: molto comune (>1/10), comune (>=1/100 =1/1.000, =1/10.000,

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

La sicurezza nelle donne in gravidanza non e' stata stabilita. Non sono stati condotti studi clinici controllati con simvastatina. Sono state ricevute segnalazioni rare di anomalie congenite a seguito di esposizione intrauterina agli inibitori della HMG-CoA reduttasi. Tuttavia, in un'analisi prospettiva di circa 200 gravidanze esposte al prodotto durante il primo trimestre o ad un altro inibitore della HMG-CoA reduttasi strettamente correlato, l'incidenza di anomalie congenite e' risultata paragonabile a quella osservata nella popolazione generale. Questo numero di gravidanze e' stato statisticamente sufficiente ad escludere un aumento nelle anomalie congenite pari a 2,5 volte o superiore rispetto all'incidenza di base. Sebbene non vi sia alcuna evidenza che l'incidenza di anomalie congenite nella progenie dei pazienti trattaticon questo farmaco od altri inibitori della HMG-CoA reduttasi strettamente correlati differisca da quella osservata nella popolazione generale, il trattamento puo' ridurre nel feto i livelli del mevalonato, unprecursore della biosintesi del colesterolo. L'aterosclerosi e' un processo cronico e abitualmente l'interruzione dei farmaci ipolipemizzanti durante la gravidanza dovrebbe avere un impatto limitato sul rischioa lungo termine associato con la ipercolesterolemia primaria; per queste ragioni, non deve essere usato. Non e' noto se la simvastatina o isuoi metaboliti vengano escreti nel latte materno; per precauzione ledonne in terapia non devono allattare.