Prolifen

Prolifen è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Farmaco stimolante l'ovulazione.

INDICAZIONI:

Prolifen e' indicato nel trattamento degli stati di anovularieta' o dibrevita' della fase luteinica di pazienti che desiderino una gravidanza. Rientrano nelle indicazioni del farmaco le forme classiche come emorragie uterine funzionali, l'amenorrea secondaria o la grave oligomenorrea; la sindrome da ovaio policistico tipo Stein-Leventhal. La somministrazione di Prolifen e' indicata soltanto nei casi in cui sia dimostrata la funzionalita' ovarica. Una secrezione estrogena normale o dipoco inferiore alla norma (rilevabile da strisci vaginali, da biopsiadell'endometrio, dal dosaggio degli estrogeni urinari o da emorragia di risposta al progesterone) costituisce elemento favorevole per il trattamento con Prolifen; un livello ridotto di estrogeni non esclude tuttavia il buon esito del trattamento. La terapia con Prolifen e' di solito scarsamente efficace nelle pazienti in cui una primaria insufficienza ipofisaria od ovarica (amenorrea primaria) precluda la possibilita' di stimolarne la normale funzione. La terapia con Prolifen non puo'ovviamente essere considerata come sostitutiva della terapia specifica delle alterazioni di altri organi che possono provocare anovularieta' (tiroide, surrenali, ecc.).

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

GRAVIDANZA. Poiche' il clomifene provoca interruzioni della gravidanzae malformazioni fetali in ratti o conigli, Prolifen non deve essere somministrato durante la gravidanza; per evitare cio' e' necessario valutare esattamente l'avvenuta ovulazione, misurando la temperatura basale durante tutti i cicli di trattamento. EPATOPATIE. Poiche' Prolifenviene metabolizzato nel fegato, esso non deve essere somministrato a pazienti con alterazioni epatiche preesistenti. Nei casi dubbi occorreeseguire esami clinici e di laboratorio della funzionalita' epatica.MENOMETRORRAGIE. Prolifen e' controindicato nelle pazienti con menometrorragie. DISTURBI VISIVI. Prolifen e' controindicato nelle pazienti con disturbi visivi in atto o pregressi. Nei casi dubbi e' raccomandabile un esame oculistico. Le pazienti dovrebbero essere avvertite dellapossibile insorgenza di disturbi visivi e di offuscamento della visione nel corso della terapia con Prolifen. Questi disturbi possono rendere piu' difficoltose alcune attivita' che richiedono particolare acutezza visiva specie in condizioni di luce variabile (guida di autoveicoli, operazione di macchinari, ecc.). Se essi compaiono il trattamento con Prolifen deve essere definitivamente sospeso.

POSOLOGIA:

Si instaura un primo ciclo di prova con 50 mg (1 capsula) al giorno per 5 giorni di Prolifen lontano dai pasti. Nel caso di pazienti con mestruazioni presenti o in cui si intende indurre il flusso mediante somministrazione di progestinici, il trattamento va iniziato all'incirca dal quinto giorno del ciclo in poi. Nelle pazienti che non abbiano avuto emorragie uterine recenti il trattamento puo' essere iniziato in qualsiasi momento. Se l'ovulazione compare con questa dose, non c'e' vantaggio ad aumentare la dose nei successivi cicli di terapia. Se dopo ilprimo ciclo di prova non compare l'ovulazione, si puo' iniziare, dopo30 giorni da quello precedente, un secondo ciclo terapeutico della durata di 5 giorni con 100 mg (2 capsule da 50 mg) al giorno ripartiti in due dosi lontano dai pasti. Non deve essere mai intrapreso un trattamento con dosi o durata superiore a 100 mg/giorno per 5 giorni. Un eventuale terzo ciclo di terapia puo' essere istituito con le stesse modalita'. La maggior parte delle pazienti opportunamente selezionate otterra' l'ovulazione in risposta al primo ciclo. Una amenorrea prolungatasi per un periodo di qualche anno potrebbe pero' rendere l'endometriomeno sensibile, e due o tre cicli possono rendersi necessari prima chesi noti una effettiva mestruazione. Tre cicli di terapia possono costituire un'adeguata prova terapeutica: raramente si sono ottenute ovulazioni dopo 3 cicli di trattamento infruttuosi. Se non si ottengono mestruazioni ovulatorie dopo tre cicli di terapia e' consigliabile procedere ad un riesame della diagnosi. Una volta stabilita l'ovulazione aifini della regolarita' della risposta ciclica ovulatoria, e' importante che ciascun ciclo di trattamento venga iniziato verso il quinto giorno del ciclo mestruale. Il numero dei cicli di trattamento deve esseredeterminato a giudizio del medico. Se la gravidanza non si verifica dopo 6 cicli di terapia, e' improbabile che un ulteriore trattamento possa aver successo ed e' sconsigliabile una terapia supplementare. Alle pazienti che desiderano la gravidanza occorre sottolineare la grandeimportanza di una appropriata scelta di tempo per il coito. Poiche' l'innocuita' di una terapia ciclica protratta non e' stata ancora dimostrata, il Prolifen non deve essere somministrato come terapia di mantenimento mensile, in quelle pazienti in cui ricorra la mancanza dell'ovulazione con la sospensione del trattamento. Nelle pazienti con amenorrea od oligomenorrea il trattamento con Prolifen, se efficace, ripristina i flussi mestruali regolari con ovulazione. Un metodo semplice e abbastanza sicuro per rilevare l'avvenuta ovulazione anche nelle pazienti in cura per emorragia anovulatoria, e' la misura della elevazionetermica che ha luogo nella fase luteinica (temperatura basale). Si puo' ritenere che sia avvenuta l'ovulazione se la paziente ha riscontratoun aumento della temperatura basale che si mantiene per 10-12 giornied e' seguito da mestruazione. La presenza di mestruazioni non precedute dal normale aumento della temperatura basale od una elevazione termica prolungata non seguita da mestruazione, devono essere consideratecome risposte negative. Ad evitare la somministrazione di Prolifen durante il primo periodo di gravidanza, se la temperatura basale risultabifasica e non e' seguita da mestruazione, si rende necessario un attento esame della paziente per accertare la presenza di una cisti ovarica e una prova di gravidanza. Il successivo ciclo di terapia non dovra'essere intrapreso fino a quando non sia stata fatta una esatta diagnosi. Il test della temperatura basale puo' essere completato fra l'altro con l'esame del muco cervicale, la citologia vaginale e la biopsia dell'endometrio.

INTERAZIONI:

Non sono note interazioni clinicamente rilevanti con altri farmaci.

EFFETTI INDESIDERATI:

Alle dosi raccomandate (trattamento breve) gli effetti collaterali nonsono gravi e non interferiscono con il trattamento. Comunque l'insorgenza di effetti collaterali e' direttamente proporzionale alle dosi ealla durata del trattamento. I piu' comuni effetti collaterali comprendono: SINTOMI VASOMOTORI. Consistono in vampe di calore, talvolta accompagnate da sudorazioni. Il loro determinismo, legato verosimilmente amodificazioni neurovegetative, puo' essere ricollegato in parte allasecrezione ipofisaria ed in parte agli effetti antiestrogeni del farmaco. Questi disturbi vengono accusati abbastanza frequentemente, ma nonsono abitualmente fastidiosi e spariscono prontamente dopo interruzione del trattamento. SINTOMI ADDOMINALI. Sono dati da tensione addominale, senso di gonfiore, dolore e dolenzia gonadica. Si verificano abbastanza frequentemente e possono essere anche accentuati. Il dolore gonadico e' spesso in rapporto con l'ovulazione ("mittelschmerz" secondo la nomenclatura tedesca: il fenomeno rappresenta infatti il segno fondamentale della sindrome premestruale); o con ingrossamento ovarico. Lepazienti che accusano dolore pelvico devono pero' essere sottoposte adattento esame per acertare un eventuale ingrossamento ovarico. INGROSSAMENTO DELLE OVAIE E CISTI OVARICHE. Questa complicazione, indubbiamente indesiderata, e' segnalata pressoche' da tutti gli Autori: tuttavia alle dosi consigliate un ingrossamento ovarico abnorme si verifica in un numero limitato di casi e non determina in genere alcun disturboalla paziente. Esso puo' essere rilevato dalla elevazione termica abnormemente alta o con le normali esplorazioni ginecologiche e in genereregredisce spontaneamente con la sospensione della terapia; in letteratura sono citati solo due casi che hanno richiesto l'intervento chirurgico. Se si verifica un ingrossamento ovarico e' necessario sospendereil trattamento fino a che le ovaie siano ritornate alle dimensioni normali e devono essere ridotti il dosaggio e/o la durata del trattamento successivo. La terapia di ogni ingrossamento cistico dovrebbe esseresempre conservativa, a meno che non sussistano indicazioni chirurgiche. DISTURBI VISIVI. Questi disturbi, consistenti in annebbiamenti o macchie o lampeggiamenti, compaiono dapprima o sono accentuati con l'esposizione a luce ambientale intensa. Sono probabilmente correlati ad uneffetto midriatico del medicamento e scompaiono con la sospensione del trattamento. E' stato descritto un solo caso di grave diminuzione dell'acutezza visiva, peraltro reversibile con la sospensione della terapia. Nel caso d'insorgenza di disturbi alla vista, il trattamento deveessere sospeso; puo' essere consigliabile inoltre sottoporre la paziente ad esame oculistico. ALTRI DISTURBI. Altri disturbi segnalati menofrequentemente ed insorgenti in genere per cicli prolungati comprendono: nausea, vomito, nervosismo, stanchezza, vertigini o senso di vuotoalla testa, insonnia, cefalea, dolenzia al seno, mestruazioni abbondanti, orticaria o dermatiti allergiche, aumento di peso, poliuria o pollachiuria, lieve perdita di capelli reversibile. In un alto numero dipazienti trattate con clomifene e' stata osservata ritenzione della BSF da colestasi intraepatica in genere asintomatica. In un solo caso e'stata segnalata la comparsa di ittero. EFFETTI SULLA GRAVIDANZA E GRAVIDANZE MULTIPLE. Tra le 2269 gravidanze a termine gia' riportate in precedenza in madri trattate con clomifene e' stata riportata la nascita di 58 bambini con malformazioni congenite. Le malformazioni riferitesono state: vizi congeniti del cuore (8), sindrome di Down (5), piedeequino (4), difetti congeniti dell'intestino (4), ipospadie (3), microcefalia (2), labbro leporino e palatoschisi (2), lussazione congenitadell'anca (2), emangioma (2), ritenzione dei testicoli (2), polidattilia (2), gemelli siamesi con malformazioni teratomatose (pervieta' deldotto arterioso, amaurosi (cecita'), fistola arterovenosa, ernia inguinale, ernia ombelicale, sindattilia, pectus excavatum, miopatia, cisti dermoide del cuoio cappelluto, omofalocele, spina bifida occulta, ittiosi, persistenza del frenulo linguale), malformazioni somatiche multiple (7). Otto neonati dell'intero gruppo di 58 erano nati dalle 7 delle 158 madri che erano state sottoposte ad un ciclo di clomifene citrato durante le prime 6 settimane dopo il concepimento. Inoltre sono state riportate le seguenti condizioni per le quali pero' non c'e' una dimostrazione causa-effetto: 4 casi di cataratta capsulare (in studi sperimentali), un caso di distacco del vitreo posteriore, un caso di spasmo di arteriole retiniche, un caso di trombosi alle arterie temporalidella retina, 8 casi di mola idatiforme. E' provato che il clomifene aumenta in modo rilevante l'incidenza di gravidanze multiple. Pertantola paziente ed il marito devono essere avvertiti di questa possibilita' cosi' come dai potenziali rischi insiti nei concepimenti multipli.