Pergolide eg

Pergolide eg è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Agente dopaminergico, dopamino agonista.

INDICAZIONI:

Se si considera il trattamento con dopamina agonisti, il pergolide mesilato e' indicato come terapia di seconda linea in pazienti che sono intolleranti o a cui il trattamento con un composto non ergot e' risultato inutile,come monoterapia, o come trattamento aggiuntivo a levodopa, nella gestione dei segni e sintomi della malattia di Parkinson. Il trattamento deve essere iniziato sotto il controllo dello specialista.Il beneficio del trattamento continuato deve essere corretto regolarmente, prendendo in considerazione il rischio di reazioni fibrotiche e valvulopatia.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' verso il pergolide, altri derivati della segale cornuta o verso uno qualsiasi degli eccipienti. Storia di disturbi fibrotici. Evidenza anatomica di valvulopatia cardiaca della valvola (come ecocardiogramma che mostra ispessimento della membrana valvolare, restrizione della valvola, stenosirestrizione mista della valvola). Grave insufficienza vascolare periferica e insufficienza coronarica: con gli alcaloidi della segale cornuta sono stati osservati gravi effetti vascolari indesiderati. A causa dell'esteso metabolismo epatico e dell'escrezione renale di pergolide, l'uso di questo medicinale in pazienti congrave insufficienza epatica e/o renale non e' raccomandato.

POSOLOGIA:

Per uso orale solo negli adulti. Per i diversi schemi posologici , pergolide e' disponibile in dosaggi da 0,05 mg (50 microgrammi), 0,25 mg(250 microgrammi) e 1 mg (1000 microgrammi). Le compresse da 0,05 mg (50 microgrammi) devono essere assunte intere. L'uso di dosi superioria 5 mg/die (5000 microgrammi/die) non e' raccomandato ne' in monoterapia, ne' in associazione a levodopa. Monoterapia: Le seguenti titolazioni devono essere usate per iniziare la monoterapia con pergolide: Giorno:1, 2-4, 5-7, 8-10, 11-13, 14-17, 18-21, 22-24, 25-27, 28-30. Mattino: 0,05 mg, 0,1 mg, 0,1 mg, 0,1 mg, 0,2 mg, 0,25 mg, 0,5 mg, 0,5 mg, 0,5 mg. Mezzogiorno: 0,05 mg, 0,05 mg, 0,1 mg, 0,15 mg, 0,2 mg, 0,25 mg, 0,25 mg, 0,5 mg, 0,5 mg. Sera: 0,05 mg, 0,05 mg, 0,1 mg, 0,1 mg, 0,15 mg, 0,2 mg, 0,25 mg, 0,25 mg, 0,25 mg, 0,5 mg. Dosaggio totale: 0,05mg, 0,1 mg, 0,2 mg, 0,3 mg, 0.4 mg, 0.6 mg, 0.75 mg, 1.0 mg, 1,25 mg,1,5 mg. Dopo 30 giorni, la dose giornaliera deve essere gradualmenteincrementata con incrementi non superiori a 0,25 mg (250 microgrammi)due volte alla settimana fino a raggiungere una risposta terapeutica ottimale. Pergolide viene solitamente somministrato in dosi suddivise 3volte al giorno in dosi frazionate. Negli studi clinici su pergolidein monoterapia, la dose media e' stata di 2,1 mg/die a 3 mesi e 2,51 mg/die per 1 anno di trattamento. Trattamento aggiuntivo: la somministrazione di pergolide deve iniziare con un dosaggio giornaliero di 0,05mg (50 microgrammi) per i primi 2 giorni. Il dosaggio deve poi aumentare gradualmente di 0,1 mg/die (100 microgrammi/die) o 0,15 mg/die (150microgrammi/die) ogni 3 giorni per i successivi 12 giorni di terapia.Il dosaggio puo' poi essere aumentato di 0,25 mg/die (250 microgrammi/die) ogni 3 giorni fino al raggiungimento del dosaggio terapeutico ottimale. Pergolide viene normalmente somministrato in dosi frazionate 3volte al giorno. Durante la fase di aggiustamento del dosaggio, il dosaggio di l-dopa concomitante puo' essere cautamente diminuito. Neglistudi clinici, il dosaggio terapeutico giornaliero medio di pergolidee' stato di 3 mg/die (3000 microgrammi/die). Il contemporaneo dosaggiomedio giornaliero di ldopa/ carbidopa (espresso come l-dopa) e' statoapprossimativamente di 650 mg/die. L'efficacia di pergolide a dosi superiori a 5 mg/die (5000 microgrammi/die) non e' stata valutata sistematicamente, ne' in monoterapia ne' in associazione al levodopa. Il domperidone puo' essere impiegato alle dosi raccomandate all'inizio del trattamento per minimizzare eventuali sintomi gastrointestinali. Come per altri agonisti della dopamina, la somministrazione di pergolide deve essere interrotta gradualmente. Bambini e Adolescenti: pergolide nondeve essere usata in questo gruppo di pazienti in eta' pediatrica poiche' la sicurezza e l'efficacia non sono state dimostrate.

AVVERTENZE:

Una sintomatologia simile alla sindrome neurolettica maligna (NMS) (caratterizzata da temperatura elevata, rigidita' muscolare, stato di coscienza alterato e instabilita' autonoma) non accompagnata da altra eziologia evidente e' stata riportata in associazione ad una rapida diminuzione della dose, sospensione o cambiamenti della terapia anti-parkinsoniana, pergolide incluso. I pazienti devono essere avvertiti di iniziare la terapia assumendo basse dosi, aggiustando il dosaggio attentamente con incrementi durante un periodo di 3-4 settimane per minimizzare il rischio di ipotensione sintomatica posturale e/o prolungata. Conl'aggiustamento graduale del dosaggio, solitamente si sviluppa tolleranza all'ipotensione. Negli studi clinici controllati, pergolide in associazione a l-dopa ha causato allucinosi in circa il 14% dei pazienti,contro il 3% dei pazienti in trattamento con placebo e l-dopa. La gravita' e' risultata sufficientemente elevata da determinare l'interruzione del trattamento in circa il 3% dei pazienti arruolati. Non e' stata osservata tolleranza verso questo effetto indesiderato. L'uso del medicinale nei pazienti che assumono l-dopa puo' causare e/o aggravare stati preesistenti di discinesia, confusione e allucinazioni. L'interruzione improvvisa di pergolide, nei pazienti che lo assumono cronicamente in aggiunta a l-dopa, puo' causare la comparsa di allucinazioni e confusione; questo fenomeno si puo' presentare con una durata di diversi giorni. La sospensione di pergolide deve avvenire in modo graduale,anche se il paziente deve continuare ad assumere l-dopa. Nello studioplacebo-controllato sono deceduti 2 pazienti su 187 trattati con placebo, contro 1 paziente su 189 trattati con pergolide. Negli studi di pre-marketing valutati nell'ottobre 1988, il 6,2% dei 2299 pazienti trattati con pergolide mesilato e' deceduto durante il trattamento o pocodopo la sua interruzione. La popolazione valutata era formata da pazienti anziani, malati e ad alto rischio di morte. Anche durante una revisione caso per caso dei pazienti deceduti non e' stato possibile rilevare alcun segno, sintomo o valore di laboratorio preciso che potesse indicare il trattamento con pergolide come causa di morte. Deve essereusata cautela quando si somministra il medicinale a pazienti a rischiodi disritmia cardiaca o con significative malattie cardiache di base.In uno studio placebo-controllato, i pazienti trattati con pergolidehanno avuto un numero significativamente piu' alto di episodi di contrazioni atriali premature (APC) e tachicardia sinusale. Fibrosi e valvulopatia cardiaca: Disfunzioni fibrotiche e disturbi infiammatori dellamembrana sierosa, quali pleurite, versamento pleurico, fibrosi pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardio, valvulopatia cardiaca che interessa una o piu' valvole (aortica, mitralica e tricuspidica) e fibrosi retroperitoneale sono state riscontrate durante iltrattamento con derivati dell'ergotamina, come pergolide. In alcuni casi, i sintomi o le manifestazioni di una valvulopatia cardiaca sono migliorati dopo la sospensione di pergolide. Prima dell'inizio del trattamento: Si raccomanda a tutti i pazienti di eseguire un esame cardiovascolare, comprendenteun ecocardiogramma, per indagare su un'eventualepossibile valvulopatia cardiaca occulta. Non e' noto se il trattamento con pergolide puo' peggiorare la malattia in pazienti con rigurgitovalvolare. Se si diagnostica una valvulopatia fibrotica il paziente non deve essere trattato con pergolide. Una dose maggiore e/o una esposizione cumulativa aumentano il rischio di una patologia valvolare. Durante il trattamento: I disturbi fibrotici possono avere una comparsa insidiosa ed i pazienti devono essere controllati attentamente e regolarmente mentre assumono pergolide per manifestazioni di disturbi fibrotici progressivi. Si raccomanda dopo l'inizio del trattamento il continuo monitoraggio clinico per lo sviluppo di valvulopatie o fibrosi, se necessario; occorre effettuare il primo ecocardiogramma entro 3-6 mesie successivamente con un' appropriata decisione clinica occorre determinare la frequenza ecocardiografica alla ricerca attenta dei segni e dei sintomi sopra menzionati almeno ogni 6-12 mesi. Pergolide deve essere interrotta se un ecocardiogramma rivela un nuovo o piu' grave rigurgito valvolare, restrizione valvolare o un ispessimento della membranavalvolare. La necessita' di un ulteriore monitoraggio clinico (ad es.esame fisico, attenta auscultazione cardiaca, raggi X, ecocardiogramma, TAC) deve essere valutata su base individuale. La somministrazionedi pergolide e' stata associata a sonnolenza ed episodi di sonno improvviso, in particolare in pazienti con morbo di Parkinson. Raramente sono stati riportati casi di sonno improvviso diurno, a volte senza consapevolezza o segni premonitori. I pazienti devono essere informati ditale eventualita', ed avvertiti di prestare attenzione nel caso di guida o uso di macchinari durante assunzione di pergolide. I pazienti chehanno riportato episodi di sonnolenza e/o sonno improvviso devono astenersi dal guidare o usare macchinari. Inoltre puo' essere presa in considerazione l'interruzione della terapia o una riduzione del dosaggio. I pazienti ed i loro familiari devono essere informati sui comuni effetti indesiderati associati all'assunzione di pergolide mesilato. Lepazienti devono essere avvisate di informare il proprio medico se si trovano in stato di gravidanza o se intendono diventarlo durante la terapia. Devono inoltre informare il proprio medico se allattano al seno.Non esistono esami di laboratorio specifici per il trattamento di tali pazienti. Si consiglia di effettuare periodicamente esami di routine. Sono stati riportati casi secondo cui la pergolide esercita un effetto porfiriogenico in vitro. Si raccomanda pertanto cautela quando si trattano pazienti con porfiria acuta. La farmacocinetica nei pazienti anziani e nei pazienti con ridotta funzione epatica e/o renale non e' nota; in questi gruppi di pazienti e' necessario un accurato dosaggio.I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio,deficit di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio/galattosio non devono assumere questo medicinale, poiche' contiene lattosio. La prescrizione di Pergolide EG deve essere effettuata su diagnosi e piano terapeutico dello specialista in neurologia o neuropsichiatria o geriatriao psichiatria. Sulla base del predetto piano terapeutico con validita' massima di sei mesi, possono essere effettuate prescrizioni anche dal medico curante.

INTERAZIONI:

in Gli antagonisti della dopamina, come i neurolettici (fenotiazine, butirrofenoni, tioxantine) o la metoclopramide, normalmente non devonoessere somministrati in concomitanza a pergolide (un'agonista della dopamina); questi agenti, infatti, possono diminuire l'efficacia del pergolide mesilato. Poiche' il pergolide si lega alle proteine plasmatiche al 90% circa, si consiglia cautela nella somministrazione concomitante di altri farmaci con un'azione nota sul legame proteico. Non esistono studi sulla somministrazione concomitante di pergolide e warfarin.In caso di prescrizione concomitante di queste due sostanze, si devonotenere sotto stretto controllo gli effetti anticoagulanti, aggiustando il dosaggio se necessario. Dato il rischio di ipotensione posturalee/o prolungata in pazienti trattati con pergolide, si raccomanda cautela in caso di somministrazione contemporanea di agenti antiipertensivi.

EFFETTI INDESIDERATI:

Non e' nota l'incidenza della valvulopatia con pergolide comunque, inbase a recenti studi sulla presenza di rigurgiti valvolari (il piu' sensibile esame ecocardiografico per la valvulopatia restrittiva), il range per il rigurgito (tutti i casi sono quasi asintomatici) potenzialmente attribuibile alla pergolide e' del 20 % o piu'. Vi sono dati limitati sulla reversibilita' di tali reazioni. I tipi di eventi avversi osservati per il pergolide in monoterapia riflettono generalmente quelli osservati quando il pergolide viene usato come trattamento aggiuntivo alla terapia con l-dopa. I seguenti effetti indesiderati, elencati in ordine decrescente di frequenza nei diversi distretti corporei, sonostati osservati durante gli studi clinici placebo-controllati, con una frequenza dell'1% o piu' e con un'incidenza significativamente maggiore rispetto al placebo (valore P < 0,05). Discinesia, allucinazioni,sonnolenza, stato confusionale. Altri eventi riportati includono insonnia e capogiri. Il pergolide e' associato a sonnolenza ed in rari casie' stato associato ad un'eccessiva sonnolenza diurna ed episodi di sonno improvviso. Disturbi oculari: Diplopia. Ipotensione posturale, palpitazioni, contrazioni atriali premature, tachicardia sinusale, ipotensione, sincope. Rari (> 1/10000, 1/10 (10%) Comuni: >1/100 (1%) e 1/1000 (0,1%) e 1/10000 (0,01%) e

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Gli studi condotti su animali non hanno mostrato alcun potenziale teratogeno del pergolide. Non sono stati condotti, tuttavia, studi cliniciadeguati e ben controllati su donne in gravidanza. In 38 donne in gravidanza che hanno assunto pergolide vi sono stati 6 neonati con anomalie congenite. Sebbene non sia stata stabilita alcuna relazione causalecon il trattamento, l'incidenza di tali anomalie e' chiaramente al disopra di quella attesa del 2-4%. Pertanto l'uso di pergolide in gravidanza non e' raccomandato.