Pemine

Pemine è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antidoti. Antinfiammatori ed antireumatici.

INDICAZIONI:

Artrite reumatoide grave in fase attiva; Morbo di Wilson (o degenerazione epatolenticolare); intossicazioni professionali, accidentali o terapeutiche da piombo ed oro; Cistinuria o Cistinosi; Test di Ohlsson per la diagnosi dell'intossicazione da piombo.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Non esistono probabilmente controindicazioni assolute all'impiego della Pemine, particolarmente nella terapia del Morbo di Wilson, di cui rappresenta il trattamento di scelta. Non e' nota la sicurezza della Pemine durante la gravidanza, anche se numerose gravidanze sono state portate a termine con successo senza effetti sfavorevoli sul feto.

POSOLOGIA:

ARTRITE REUMATOIDE. Per le prime due settimane di trattamento si consiglia di non superare la dose giornaliera di due capsule, aumentando progressivamente il dosaggio della stessa quantita' e ad intervalli di due settimane o piu', fino a raggiungere una dose giornaliera di 12 capsule, come esemplificato dal seguente schema: da 0 a 2 settimane 2 capsule al giorno; da 2 a 4 settimane 4 capsule al giorno; da 4 a 6 settimane 6 capsule al giorno; da 6 a 8 settimane 8 capsule al giorno; da 8a 10 settimane 10 capsule al giorno; da 10 a 12 settimane 12 capsuleal giorno. Raramente si rende necessaria una dose giornaliera di Pemine superiore ai 2 g. Al fine di ridurre al minimo la comparsa degli effetti indesiderati, la dose dovrebbe essere mantenuta ai livelli piu' bassi che consentono un'efficacia del trattamento. MORBO DI WILSON. Loscopo principale del trattamento e' quello di negativizzare il metabolismo del rame. Se cio' non si ottiene, malgrado un'aumentata escrezione urinaria di rame, non ci si puo' aspettare alcun miglioramento clinico sostanziale; e' anzi probabile un peggioramento delle condizioni cliniche. Se un trattamento adeguato e' iniziato nella prima fase dellamalattia, questi puo' migliorare significativamente il quadro clinico.E' consigliabile una dieta a basso contenuto di rame e la somministrazione contemporanea di solfuro di potassio. E' molto importante somministrare una quantita' di Pemine sufficiente a mantenere i livelli di rame nel plasma entro i limiti normali. La quantita' necessaria puo' variare da 600 a 4.000 mg al giorno in dosi frazionate, in relazione all'eta' del paziente ed alla risposta al trattamento. Non e' possibile stabilire a priori una dose standard ed e' molto meglio dare Pemine ineccesso che in difetto. Molti pazienti sono tenuti sotto controllo conuna dose giornaliera variabile da 1.200 a 1.500 mg. Nei bambini di eta' inferiore ai 12 anni e' estremamente rara la necessita' di somministrare dosi giornaliere superiori ai 1.200 mg. Una notevole restrizionedella dieta allo scopo di ridurre l'introduzione di cibi ricchi di rame, costituisce una misura piu' fastidiosa che vantaggiosa. La Peminesomministrata a pazienti affetti da Morbo di Wilson, non provoca una perdita significativa di zinco o di ferro. E' opportuno, tuttavia, somministrare 50 mg di vitamina B6 due volte la settimana a tutti i pazienti. Si ricorda che, in considerazione della familiarita' della malattia, e' consigliabile sottoporre ad accertamenti anche i parenti piu' stretti. INTOSSICAZIONE DA PIOMBO. Negli adulti sono state generalmenteusate dosi da 600 a 1.500 mg al giorno. Il farmaco dovrebbe essere somministrato in modo intermittente piuttosto che in maniera continua e prolungata per ridurre il rischio di danno renale. Alcuni autori raccomandano una dose giornaliera di 1.500 mg, talvolta incrementabile finoa 2 g. Schema di trattamento: somministrare Pemine alla dose di 20 mgper kg di peso corporeo al giorno. Generalmente una dose di 1.200 mg al giorno e' considerata una quantita' adeguata per gli adulti. Per i bambini, si suggerisce il seguente schema giornaliero: inferiore ai 5 anni 150 mg due volte al giorno; 5-10 anni 300 mg due volte al giorno;superiore ai 10 anni 450 mg due volte al giorno. La Pemine dovrebbe essere somministrata per almeno 10 giorni. Fatta eccezione per i casi meno gravi, 15 giorni dopo la fine del trattamento e' necessario iniziare un secondo ciclo di terapia. Ulteriori cicli possono rendersi necessari se, ad un successivo esame di controllo, i livelli urinari dell'acido delta-amino-levulinico sono di nuovo aumentati. Sono state impiegate dosi di 1.500 mg al giorno di Pemine per un periodo di 15-30 giornio fino a quando non si osservino con regolarita' bassi livelli di piombo nelle urine. Se dopo 15 giorni di terapia con la Pemine nelle urine si riscontrano ancora bassi livelli di piombo, e' ragionevole ritenere che non debbano verificarsi ricadute dopo l'interruzione del trattamento. CISTINURIA. Si consiglia di impiegare la Pemine in associazionecon la terapia convenzionale. Per gli adulti il dosaggio consigliatodella Pemine e' di 2 g al giorno; in media puo' variare da 1 a 4 g algiorno. Per i bambini il dosaggio e' di 30 mg/kg al giorno. Nel caso in cui l'insorgenza di effetti indesiderati consigliasse una riduzionedella dose giornaliera, e' importante mantenere la dose serale. E' possibile effettuare un controllo piu' preciso degli effetti indesideratidel farmaco e ridurne l'incidenza utilizzando una dose iniziale di 250 mg ed aumentando progressivamente il dosaggio fino a raggiungere ladose richiesta. I pazienti che assumono Pemine devono bere abbondantemente. E' importante bere circa mezzo litro di acqua prima di coricarsied assumerne la stessa quantita'nel corso della notte. Il dosaggio deve essere adattato al paziente con valori che limitino l'escrezione della cistina a 100-200 mg al giorno nei pazienti che non hanno mai avuto calcoli, ed al di sotto dei 100 mg al giorno nei pazienti con storiaclinica di calcolosi renale. Nella valutazione del dosaggio devono pertanto essere considerati parametri quali eventuali anomalie renali, la corporatura del paziente, l'eta', il ritmo di crescita, la dieta e l'assunzione di acqua. TEST DI OHLSSON PER LA DIAGNOSI DELL'INTOSSICAZIONE DA PIOMBO. Prima di andare a letto si raccolgono in un recipientele urine e si somministrano 450 mg di Pemine. Al mattino seguente si raccolgono le urine della notte in un secondo recipiente. Si esamina ilcontenuto di piombo nei 2 campioni. Nel soggetto normale, il limite superiore e' di 100 microgrammi per litro di piombo nel primo campionee di 300 microgrammi per litro di piombo nel secondo campione. Interpretazione: un risultato positivo del test non significa necessariamenteche il soggetto abbia un'intossicazione da piombo in quel particolaremomento ma, semplicemente, che i livelli di piombo nel sangue sono superiori ai valori normali.

INTERAZIONI:

La Pemine forma complessi con alcuni metalli tra cui il ferro. Si devepertanto evitare la somministrazione contemporanea di sali di ferro.

EFFETTI INDESIDERATI:

MANIEFSTAZIONI CUTANEE: le reazioni alla Pemine che si verificano piu'frequentemente sono quelle a carico della cute. Queste lesioni possono essere localizzate o generalizzate, di tipo eritematoso, maculopapulare od orticarioide, con o senza prurito. Tali eruzioni tendono a comparire precocemente nel corso della terapia, generalmente dall'8 al 10 giorno e possono associarsi ad ingrossamento dei linfonodi, congestione delle mucose ed a malessere generale. Tali reazioni possono tuttavia essere superate e la terapia continuata se si sospende la Pemine, si somministra prednisone alla dose di 20 mg al giorno fino alla scomparsa dell'eritema, si attendono altri tre giorni e poi si ricomincia lasomministrazione di Pemine alla dose di 250 mg al giorno. Un secondotipo di reazione e' rappresentato da secchezza e desquamazione cutanea, che talora possono manifestarsi come rare manifestazioni tardive della terapia, causate da una carenza di vitamina B6. Queste reazioni sono in genere transitorie. In alcuni pazienti che avevano ricevuto dosidi Pemine superiori ai 2 g al giorno, sono state osservate tendenze emorragiche cutanee, particolarmente in corrispondenza dei punti di maggiore attrito (ginocchia e gomiti).MANIFESTAZIONI RENALI: si puo' avere danno renale, la cui manifestazione piu' precoce e' la comparsa di proteinuria. E' consigliabile pertanto effettuare esami periodici delle urine. Alla comparsa di proteinuria e' consigliabile sospendere il farmaco per poi somministrarlo in dosi ridotte dopo un certo intervallo. Proteinuria, associata o no ad edema, si puo' manifestare sia nella prima fase del trattamento che dopomesi od anni. Fenomeni di ipersensibilita' generale o allergica alla Pemine non si sono verificati nella maggior parte dei pazienti affettida proteinuria semplice.MANIFESTAZIONI EMATOLOGICHE: non e' rara una granulocitopenia nelle prime settimane del trattamento, ma essa generalmente migliora in maniera spontanea. L'agranulocitosi sembra essere molto rara nei pazienti affetti da Morbo di Wilson. Eosinofilia si verifica di frequente anche in assenza di segni evidenti di allergia, ma cio' non implica la sospensione del trattamento. Lo stesso dicasi per la trombocitopenia e la trombocitosi che sono normalmente transitorie. Talora e' stata osservatapositivita' per il fenomeno Lupus eritematoso. Qualora il numero delle piastrine dovesse scendere a valori inferiori a 210.000/mm3, o quello dei leucociti a valori inferiori a 2.500/mm3, ovvero se il loro numero dovesse subire tre successive diminuzioni, bisogna prendere in considerazione la possibilita' di interrompere il trattamento.FEBBRE: nelle fasi iniziali del trattamento e' possibile osservare risposte febbrili alla Pemine che cessano rapidamente.MANIFESTAZIONI NEUROLOGICHE: perdita o diminuzione del senso del gusto. Il decorso clinico dell'alterazione del senso del gusto e' piuttostocostante ed e' probabilmente dovuto all'esaurimento delle riserve dirame dell'organismo. Il gusto del salato o del dolce sono i primi a scomparire. Sospendendo la Pemine, si torna alla normalita' entro due mesi. E' utile somministrare piccole quantita' di rame a quei pazienti che lamentano la perdita del gusto.ALTRE MANIFESTAZIONI: anemia emolitica, Lupus eritematoso secondario,sindromi simil-miasteniche (simili all'astenia muscolare), pemfigo (manifestazione cutanea caratterizzata da eruzioni bollose), sindrome diGoodpasture, sindrome di Stevens-Johnson ed artrite reumatoide.