Paclitaxel tev ev

Paclitaxel tev ev è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antineoplastico/taxano.

INDICAZIONI:

Carcinoma ovarico. Nella chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico: trattamento di pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato o con malattia residua (>1 cm) dopo laparotomia iniziale, in combinazione con cisplatino. Nella chemioterapia di seconda linea del carcinoma ovarico: trattamento del carcinoma ovarico metastatico dopo fallimento della terapia standard, contenente platino. Carcinoma mammario. Nell'ambito del trattamento adiuvante: trattamento di pazienti con carcinoma mammario con linfonodi positivi dopo terapia con antraciclina e ciclofosfamide (AC). Trattamento iniziale del carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico in combinazione sia con una antraciclina in pazienti per le quali la terapia con antraciclina e' idonea, sia contrastuzumab, in pazienti che sovraesprimono il recettore 2 del fattore di crescita epidermica umano (HER-2) a un livello 3+ determinato dall'immunoistochimica e per le quali un'antraciclina non sia idonea. Inmonoterapia, per il trattamento del carcinoma mammario metastatico inpazienti per le quali la terapia standard con antraciclina non e' stata efficace, o non e' stata applicabile. Carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato. In combinazione con cisplatino: trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (CPNPC) in pazienti che non possono essere sottoposti ad intervento chirurgico potenzialmente curativo e/o a terapia radiante. Sarcoma di Kaposi correlato adAIDS. Trattamento di pazienti con sarcoma di Kaposi (KS) correlato adAIDS in stadio avanzato per i quali una precedente terapia con antraciclina liposomiale non e' stata efficace.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al farmaco o a uno qualsiasi degli eccipienti in particolare macrogolglicerolo ricinoleato. Gravidanza e allattamento. Pazienti con neutrofili basali

POSOLOGIA:

Tutti i pazienti devono essere pretrattati con corticosteroidi, antistaminici e H2 antagonisti prima di Paclitaxel, per es: dexametasone =20 mg per via orale (8-20 mg per i pazienti affetti da SK) o EV, circa12 ore per la somministrazione orale e 6 ore o per la somministrazione EV: da 30 a 60 min; difenidramina (o un equivalente antistaminico per es. clorfeniramina) = 50 mg EV, da 30 a 60 min; cimetidina = 300 mgEV o ranitidina = 50 mg EV, da 30 a 60 min. Deve essere somministratoattraverso un filtro in linea con una membrana microporosa =1.000/mm^3 per pazienti affetti da SK) e ricostituzione del livello delle piastrine a >=100.000/mm^3 (>=75.000/mm^3 per i pazienti affetti da SK). Gravi anomalie nella conduzione cardiaca sono state segnalate raramente con il prodotto somministrato in monoterapia. Se i pazienti sviluppano anomalie significative, deve essere istituita una terapia appropriata e deve essere effettuato un monitoraggio cardiaco continuo durante la successiva terapia con Paclitaxel. Sono state osservate ipotensione, ipertensione e bradicardia durante la somministrazione; i pazienti sono solitamente asintomatici e generalmente non richiedono trattamento, si raccomanda il monitoraggio frequente dei parametrivitali, in particolare durante la prima ora. Gravi eventi cardiovascolari sono stati osservati piu' frequentemente in pazienti con CPNPC chein pazienti con carcinoma mammario o ovarico. In combinazione con doxorubicina o trastuzumab per il trattamento iniziale del carcinoma mammario metastatico, si deve prestare attenzione al monitoraggio della funzionalita' cardiaca. Quando i pazienti sono candidati al trattamentocon Paclitaxel in queste combinazioni devono sottoporsi ad accertamenti cardiaci di base, inclusa anamnesi, esame obiettivo, ECG, ecocardiogramma, e/o angio cardioscintigrafia (scansione MUGA). La funzionalita'cardiaca deve essere ulteriormente monitorata durante il trattamento(per es. ogni tre mesi). Il monitoraggio puo' aiutare a identificare ipazienti che sviluppano disfunzioni cardiache e il medico curante deve valutare attentamente la dose cumulativa (mg/m^2) di antraciclina somministrata nell'ambito delle decisioni relative alla frequenza degliaccertamenti sulla funzionalita' ventricolare. Quando i test indicanoun deterioramento della funzionalita' cardiaca, anche asintomatico, e'necessario valutare con attenzione i benefici clinici di un ulterioretrattamento rispetto alla potenziale insorgenza di danni a carico delcuore, compreso potenziale danno irreversibile. Sebbene l'insorgenzadi neuropatia periferica sia frequente, lo sviluppo di sintomi gravi e' raro. Nei casi gravi, si raccomanda una riduzione della dose del 20%(25% per i pazienti affetti da SK) per tutti i cicli successivi di Paclitaxel. Nei pazienti con CPNPC e nelle pazienti con carcinoma ovarico trattati con terapia di prima linea, la somministrazione mediante infusione di tre ore in combinazione con cisplatino, ha dato luogo a maggiore incidenza di neurotossicita' grave rispetto sia a Paclitaxel inmonoterapia sia a ciclofosfamide seguita da cisplatino. I pazienti concompromissione epatica possono essere maggiormente esposti a rischiodi effetti tossici, in particolare mielosoppressione di III-IV grado.Non vi sono prove che la tossicita' di Paclitaxel aumenti quando vienesomministrato per infusione di 3 ore a pazienti con funzionalita' epatica lievemente alterata. Quando viene somministrato per infusione piu' prolungata, si puo' osservare un aumento della mielosoppressione inpazienti con compromissione epatica da moderata a grave. Si raccomandandano modifiche della dose in pazienti affetti con compromissione epatica da lieve a moderata. Non sono disponibili dati riguardo a pazienticon colestasi basale grave. I pazienti con grave compromissione epatica non devono essere trattati con Paclitaxel. Poiche' il medicinale contiene etanolo (396 mg/ml), e' importante tenere in considerazione possibili effetti sul sistema nervoso centrale e altri effetti. Contiene,inoltre, macrogolglicerolo ricinoleato che puo' provocare gravi reazioni allergiche. E' necessario prestare particolare attenzione per evitare l'applicazione intra-arteriosa del prodotto, poiche' negli studi sugli animali per la tollerabilita' locale sono state osservate gravi reazioni tissutali in seguito ad applicazione intra-arteriosa. Colite pseudomembranosa e' stata segnalata in rari casi inclusi casi di pazienti non trattati in concomitanza con antibiotici. Usato in combinazionecon terapia radiante del polmone e indipendentemente dall'ordine cronologico, il farmaco puo' contribuire allo sviluppo di polmonite interstiziale. Nei pazienti affetti da SK, la mucosite grave e' rara. Se siverificano reazioni gravi, la dose di deve essere ridotta del 25%.

INTERAZIONI:

Non e' influenzata dal pretrattamento con cimetidina. Quando e' somministrato prima di cisplatino, il suo profilo di sicurezza corrisponde aquello riportato per l'impiego in monoterapia. Quando e' stato somministrato dopo cisplatino, le pazienti hanno manifestato una mielosoppressione piu' profonda e una diminuzione di circa il 20% della clearancedi Paclitaxel; tali pazienti possono essere maggiormente esposte al rischio di insufficienza renale rispetto a quelle trattate con il solocisplatino nei tumori ginecologici. Poiche' l'eliminazione di doxorubicina e dei suoi metaboliti attivi puo' essere ridotta quando Paclitaxel e doxorubicina sono somministrati a distanza ravvicinata nel tempo,il prodotto per il trattamento iniziale del carcinoma mammario metastatico deve essere somministrato 24 ore dopo doxorubicina. Il metabolismo di Paclitaxel e' catalizzato, in parte, dagli isoenzimi CYP2C8 e CYP3A4 del citocromo P450. La somministrazione concomitante di ketoconazolo, un noto potente inibitore di CYP3A4, non inibisce l'eliminazione di Paclitaxel nei pazienti; pertanto, entrambi i medicinali possono essere somministrati contemporaneamente senza necessita' di aggiustare ladose. Si deve usare cautela nella somministrazione in concomitanza con medicinali che notoriamente inibiscono (per es. eritromicina, fluoxetina, gemfibrozil) o inducono (per es. rifampicina, carbamazepina, fenitoina, fenobarbitale, favirenz, nevirapina) sia CYP2C8 che CYP3A4. Studi condotti su pazienti affetti da SK, che stavano assumendo in concomitanza altri farmaci, suggeriscono che la clearance sistemica di Paclitaxel era significativamente inferiore in presenza di nelfinavir e ritonavir, ma non di indinavir. Deve essere somministrato con cautela inpazienti che ricevono inibitori di proteasi come terapia concomitante.

EFFETTI INDESIDERATI:

L'effetto indesiderato significativo piu' frequente era la mielosoppressione. E' stata segnalata trombocitopenia nell'11% dei pazienti. Neuropatia periferica si puo' verificare dopo il primo ciclo e puo' peggiorare con l'aumento dell'esposizione al prodotto. Una reazione di ipersensibilita' significativa con possibile esito fatale (definito come ipotensione che necessiti di terapia, angioedema, stress respiratorio che necessiti di trattamento con broncodilatatori o orticaria generalizzata) si e' manifestata in due (