Metoclopramide cl.hosp

Metoclopramide cl.hosp è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antiemetico.

INDICAZIONI:

Medicina generale: disturbi gastrici da medicamenti come antimicotici,antibiotici, chemioterapici (PAS, etionamide in particolare), digitalici, morfina e codeina, ecc. Vomito da stati acidosici ed iperazotemici. Cefalee digestive, cefalee e disturbi digestivi del periodo mestruale. Disturbi digestivi psicosomatici in soggetti ansiosi, in surmenage, ecc. Gastroenterologia. Gastriti, sindromi dispeptico-entero-colitiche, coadiuvante nelle ulcere gastriche e duodenali. Spasmi del piloro,disturbi da ptosi gastrica. Discinesie e calcolosi biliari, disturbidigestivi nei cirrotici. Postumi di colecistectomia e gastrectomia. Chirurgia e anestesiologia. Nausee e vomiti da anestetici o post-operatori. Radiologia. Manifestazioni gastriche del mal da raggi e della cobaltoterapia. Nella esplorazione radiologica funzionale dell'apparato digerente. Pediatria. Nausea e vomito in generale. Intolleranza gastricaai medicamenti.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' verso i componenti o verso altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. Pazienti affetti da glaucoma,feocromocitoma, malattia epilettica, morbo di Parkinson e altre affezioni extrapiramidali conclamate o in corso di terapia con anticolinergici. Casi in cui la stimolazione della motilita' intestinale possa rivelarsi pericolosa, per esempio in presenza di emorragia gastrointestinale, perforazione, ostruzione meccanica. Bambini al di sotto dei 16 anni. Primo trimestre di gravidanza e allattamento.

POSOLOGIA:

Adulti: una fiala da 2 ml (10 mg di metoclopramide cloridrato) per viaintramuscolare o endovenosa. L'iniezione puo' essere ripetuta. Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovra' valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati. Radiologia del tratto gastrointestinale: da una adue fiale da 2 ml (10 mg di metoclopramide cloridrato), 10 minuti prima dell'inizio dell'esame, somministrate per via i.m. o e.v.

AVVERTENZE:

La somministrazione endovenosa del farmaco deve avvenire lentamente, nel tempo di uno-due minuti. Il prodotto contiene sodio metabisolfito;tale sostanza puo' provocare in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici reazioni di tipo allergico ed attacchi asmatici gravi. Particolare cautela deve essere adottata nel trattamento di pazienti con insufficienza epatica o renale nei quali la metabolizzazione e l'eliminazione della metoclopramide puo' essere sostanzialmente compromessa, con conseguente alterazione dei suoi parametri farmacocinetici. Il possibile incremento dei livelli di prolattina dovrebbe essere, nei pazienti affetti da tumore al seno, attentamente considerato.

INTERAZIONI:

Metoclopramide cloridrato non deve essere assunta con farmaci analgesici narcotici ne' con anticolinergici, che ne antagonizzano gli effettisulla motilita' gastrointestinale. La contemporanea somministrazionedi anti MAO e neurolettici (fenotiazine, butirrofenoni, tioxanteni ecc.), farmaci che di per se' possono determinare sia la comparsa di sintomi extrapiramidali che di reazioni distoniche, esalta l'attivita' centrale della metoclopramide e aumenta il rischio di effetti collaterali. Effetti sinergici a livello del sistema nervoso centrale si possonomanifestare anche con la contemporanea somministrazione di sedativi, ipnotici e tranquillanti. La metoclopramide, accelerando lo svuotamentogastrico, puo' diminuire l'assorbimento di digossina e di teofillina,mentre puo' accelerare quello di alcool, acido acetilsalicilico, paracetamolo, tetraciclina, levo-dopa. Alcune osservazioni riportano, conmetoclopramide, un aumento della biodisponibilita' di ciclosporina e chinidina, nonche' della tossicita' renale del cisplatino. Riducendo iltempo del transito intestinale anche del cibo, il trattamento con metoclopramide puo' richiedere un aggiustamento del dosaggio di insulinanel diabete.

EFFETTI INDESIDERATI:

Gli effetti indesiderati piu' segnalati con la metoclopramide sono agitazione, sonnolenza e astenia. Il farmaco puo' determinare reazioni extrapiramidali di vario tipo, generalmente di tipo distonico. Esse possono includere spasmi facciali, trisma, torcicollo, spasmi dei muscoliextra-oculari con crisi oculogire, posizioni anomale della testa. Neibambini e negli adolescenti tali reazioni sono piu' frequenti se il dosaggio della metoclopramide supera 0,5 mg/kg/die; compaiono per lo piu' nei primi giorni di trattamento per recedere, di norma, entro 24 oredalla sua interruzione. L'uso prolungato della metoclopramide puo' determinare nel soggetto anziano lo sviluppo di discinesia tardiva, sindrome potenzialmente irreversibile, caratterizzata da difficolta' di movimento e anormale accentuato tono muscolare. Il rischio di svilupparela sindrome sembra correlato alla durata del trattamento ed alla dosecumulativa, per cui nei soggetti anziani vanno assolutamente evitateterapie a lungo termine. La discinesia tardiva puo' recedere, parzialmente o completamente, con la sospensione della metoclopramide entro qualche mese; il suo trattamento, non essendone stato individuato uno adeguato, non potra' essere che sintomatico. Sono stati inoltre segnalati effetti indesiderati centrali (depressione), cardiaci (tachicardia sopraventricolare), e renali (riduzione del flusso plasmatico renale),per cui si raccomanda cautela nel trattamento di soggetti con anamnesipositiva per patologia a carico di questi organi. La metoclopramide puo' stimolare la secrezione di prolattina, che puo' essere associata agalattorea ed alterazioni mestruali nelle donne e ad impotenza nell'uomo. Nei pazienti portatori di feocromocitoma sono state segnalate crisi ipertensive talora ad esito fatale. Tali crisi possono essere controllate mediante l'uso di fentolamina. Sono stati inoltre segnalati: insonnia, cefalee, vertigini, nausea, ginecomastia, disturbi intestinali, rash cutanei.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

L'uso del prodotto nel primo trimestre di gravidanza e' controindicato. Per quanto riguarda l'impiego del prodotto nell'ulteriore periodo sitenga presente che prodotti antiemetici in genere devono essere somministrati in gravidanza soltanto nei casi di sintomatologia conclamata,per la quale non sia possibile un intervento alternativo e non nei frequenti e semplici casi di emesi gravidica e tanto meno con fini preventivi di essa. La metoclopramide e' escreta nel latte materno, quindinon dovrebbe essere somministrata durante l'allattamento, a meno che,a giudizio del medico, i benefici per la madre siano prevalenti rispetto ai potenziali rischi per il neonato. In alternativa, ricorrere all'allattamento artificiale.