Metafar im fl

Metafar im fl è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

ALTRI ANTIBATTERICI BETA-LATTAMICI.

INDICAZIONI:

Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertatao presunta origine da Gram-negativi Difficili o da flora mista con presenza di Gram-negativi resistenti ai piu' comuni antibiotici. In particolare il prodotto trova indicazione nelle suddette infezioni in pazienti defedati e/o immunodepressi.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

E' controindicato in pazienti allergici al Cefmetazolo o agli antibiotici del gruppo delle Cefalosporine e verso la Lidocaina, per le preparazioni che la contengono. Sebbene la ricerca sperimentale non abbia evidenziato per il Cefmetazolo tossicita' embrio-fetale, come per tuttii nuovi farmaci nelle donne in stato di gravidanza e nella primissimainfanzia, il prodotto va somministrato solo in caso di effettiva necessita' e sotto il diretto controllo del medico. Il Cefmetazolo e' escreto nel latte materno in piccole quantita'; in ragione del potenziale rischio di effetti collaterali nel lattante, dovra' essere attentamentevalutata la possibilita' di interrompere l'allattamento o di sospendere la terapia.

POSOLOGIA:

Si consiglia la seguente posologia, salvo diversa prescrizione medica:Adulti: 1 g per im. o e.v. ogni 12 ore; nei casi di particolare gravita' 3-4 g/die somministrati ad intervalli di 6-8-12 ore. Bambini: 25- 100 mg/Kg/die per i.m. o e.v. frazionati in 2-4 dosi; in casi gravila dose potra' essere aumentata a 150 mg/Kg/die. Si pratichi una iniezione intramuscolare profonda nel grande gluteo. Il preparato deve essere usato immediatamente dopo la ricostruzione con il volume esistentenella fiala annessa. Nel caso fosse necessario conservarlo, va tenutoa temperatura compresa tra +0 e + 5 C per un massimo di 24 ore. Le soluzioni contenenti Lidocaina non devono essere utilizzate nei bambinial di sotto dei 30 mesi di eta'.

INTERAZIONI:

Sono state osservate, in caso di assunzione di alcool dopo la somministrazione di Cefmetazolo delle reazioni Disulfiram-simili caratterizzate da vampate, sudorazioni, cefalea e tachicardia. Sebbene non sianostati osservati casi di nefrotossicita' quando viene somministrato Cefmetazolo da solo, e' possibile che la nefrotossicita' del farmaco venga potenziata dalla contemporanea somministrazione di un antibiotico aminoglucosidico o diuretici quali la furosemide e l'acido etacrinico. Se il Cefmetazolo viene impiegato in associazione con aminoglucosidi e'necessario il monitoraggio della funzionalita' renale durante il trattamento. I due farmaci non vanno miscelati nella stessa siringa e devono essere iniettati in sede diversa.

EFFETTI INDESIDERATI:

E' in genere ben tollerato; effetti indesiderati osservati come possibile o probabile conseguenza del trattamento sono stati: a carico dell'apparato gastrointestinale: diarrea (3,6%), nausea (1,0%),vomito e dolori epigastrici, candidasi, emorragia, rari i casi di colite pseudomembranosa i cui sintomi possono iniziare durante o dopo la terapia; reazioni da ipersensibilita': sono state osservate reazioni allergiche quali anafilassi e orticaria; a carico della cute: eruzione cutanea, prurito, eritema generalizzato; a carico dell'apparato cardiovascolare: shock, ipotensione; reazioni locali: dolore e/o gonfiore nel punto d'inoculazione, flebiti, tromboflebiti; a carico del sistema nervoso centrale: cefalee, vampate di calore; a carico dell'apparato respiratorio:dispnea, versamento pleurico, epistassi, insufficienza respiratoria;a carico dell'apparato muscoloscheletrico: dolori ed infiammazioni alle articolazioni; altri effetti: alterazione della visione dei colori,febbre, superinfezioni, vaginiti. In pazienti con oliguria persistenteo transitoria dovuta a moderata insufficienza renale la dose giornaliera deve essere ridotta in quanto in tali individui, una normale somministrazione del prodotto, puo comportare un'alta e piu' duratura concentrazione sierica. Nei pazienti con grave insufficienza renale e/o epatica, l'uso e' sconsigliato. Come per gli altri antibiotici l'uso prolungato puo' provocare la crescita di germi resistenti, per cui bisogna tenere il paziente sotto controllo ,ed ai primi segni dell'instaurarsi di una superinfezione, ricorrere ad idonee terapie. Come per altre Cefalosporine puo' provocare una diminuzione dell'attivita' protombinica. Sono da considerare a rischio i pazienti con danni renali od epatici o fortemente denutriti, oppure in pazienti trattati da lungo tempo con terapie antimicrobiche. Quindi e' opportuno in tali pazienti unafrequente determinazione del tempo di protrombina, nonche' l'assunzione di vitamina K. E' stata osservata, nel corso della terapia, una reazione Disulfiram-simile susseguente all'ingestione di alcool, per cuii pazienti devono astenersi dal bere bevande alcoliche sia durante chedopo 24 ore la somministrazione. Gli antibiotici appartenenti al gruppo delle Cefalosporine vanno prescritti con cautela in quei soggetti che presentano, tra i dati anamnestici, storie di malattie gastrointestinali, in particolare coliti. La somministrazione delle Cefalosporinepuo' interferire con alcune prove di laboratorio, causando pseudo positivita' della glicosuria con i metodi di Benedict, Fehling e "Clinitest", ma non con i metodi enzimatici. Sono state segnalate in corso di trattamento con Cefalosporine positivita' dei test di Coombs (talora false).