Liotixil im

Liotixil im è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Alrti antibatterici beta-lattamici.

INDICAZIONI:

Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertatao presunta origine da Gram-negativi difficili o da flora mista con presenza di Gram-negativi resistenti ai piu' comuni antibiotici. In particolare il prodotto trova indicazione, nelle suddette infezioni, in pazienti defedati e/o immunodepressi. Profilassi chirurgica: la somministrazione risulta in grado di ridurre l'incidenza di infezioni post-chirurgiche in pazienti sottoposti ad interventi contaminati o potenzialmente tali.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' agli antibiotici della classe delle cefalosporine. Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento. Non si sono evidenziati sperimentalmente aspetti embriotossici o teratogenici della ceftazidima, comunque, nelle donne in stato di gravidanza e nellaprimissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettivanecessita', sotto il diretto controllo del medico. La ceftazidima e'escreta nel latte materno e deve essere impiegata con cautela nelle madri che allattano.

POSOLOGIA:

Va somministrato per via parenterale (endovenosa o intramuscolare profonda). Dosaggio: varia in rapporto alla gravita' del singolo caso, sensibilita', sito e tipo di infezione, eta', funzionalita' renale e secondo il giudizio del medico. Via intramuscolare. Adulti: 1-3 g/die in 2-3 somministrazioni. Nella terapia della riacutizzazione batterica della bronchite cronica, 1-3 g/die in 1-3 somministrazioni. Bambini: 30-100 mg/kg/die in 2-3 somministrazioni. Il dosaggio abituale e' di 50 mg/kg/die in 2 somministrazioni. Quando si richiedano dosaggi piu' elevati, si puo' ricorrere alla via endovenosa. Via endovenosa. Adulti: 1-6g/die. Bambini: 30-100 mg/kg/die. Nei casi di particolare gravita' (soggetti immunodepressi, con fibrosi cistica o con meningite) tale posologia puo' essere ulteriormente aumentata fino a 150 mg/kg/die (6 g/die) in 3 somministrazioni. Anziani: Nei pazienti anziani gravi, in considerazione della ridotta clearence della ceftazidima, il dosaggio massimo giornaliero non dovrebbe di norma superare i 3 g, soprattutto in quelli di eta' superiore agli 80 anni. Pazienti con compromissione renale: La Ceftazidima e' escreta immodificata dai reni. Pertanto deve essere ridotta la posologia nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale. Si dovrebbe somministrare una dose iniziale di 1 g. Peril mantenimento e' necessario far riferimento al GFR: Dose di mantenimento della Ceftazidima raccomandata nell'insufficienza renale. CLEARANCE CREATININA (ml/min): >50; CREATININA SIERICA APPROSSIMATIVA mcgmol/l (mg/dl): 5,6); DOSE UNITARIA RACCOMANDATA (g): 0,5; INTERVALLO TRA LE SOMMINISTRAZIONI (ore): 48. Nelle infezioni gravi sipotra' aumentare del 50% la dose unitaria (riportata in tabella) oppure aumentare la frequenza di somministrazione: in questi casi andrannocontrollati i livelli sierici di Ceftazidima, i cui valori minimi nondovrebbero superare 40 mg/l. Nei bambini la clearance della creatininaandra' adattata tenendo conto della superficie corporea o del peso corporeo privato dei grassi. Profilassi chirurgica. Per la prevenzione delle infezioni post-operatorie verranno somministrati, in relazione atipo, durata e rischio di contaminazione dell'intervento 1 g i.m. o 1-2 g e.v. in dose singola (profilassi ultra short term) o in dosi ripetute (profilassi short term). Emodialisi. L'emivita sierica durante l'emodialisi varia da 3 a 5 ore. Ai pazienti in dialisi e' opportuno ripetere, alla fine di ogni trattamento, le dosi indicate in tabella di cui sopra. Dialisi peritoneale. La Ceftazidima puo' essere impiegata sianella dialisi peritoneale che nella dialisi peritoneale ambulatorialecontinua (CAPD). La Ceftazidima puo' essere aggiunta alle soluzioni per dialisi peritoneale (di solito 125-250 mg ogni due litri di liquidoper dialisi). Nei pazienti con insufficienza renale in terapia intensiva sottoposti ad emodialisi o ad emofiltrazione ad alto flusso somministrare 1 g al giorno in dose singola o in dosi suddivise. Nel caso diemofiltrazione a basso flusso seguire il dosaggio raccomandato in caso di funzionalita' renale ridotta. Nei pazienti in emofiltrazione venovenosa ed emodialisi venovenosa seguire le raccomandazioni posologicheriportate nelle seguenti tabelle: Dosaggio consigliato di Ceftazidimanell'emofiltrazione continua venovenosa. Funzionalita' renale residua(clearance creatinina ml/min): 0; tasso di ultrafiltrazione (ml/min)di:5; Dose di mantenimento (mg): 250. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 16,7. Dose di mantenimento (mg): 250. tasso di ultrafiltrazione(ml/min) di: 33,3. Dose di mantenimento (mg): 500. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 50. Dose di mantenimento (mg): 500. Funzionalita'renale residua (clearance creatinina ml/min): 5. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 5. Dose di mantenimento (mg): 250. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 16,7. Dose di mantenimento (mg): 250. tasso diultrafiltrazione (ml/min) di: 33,3. Dose di mantenimento (mg): 500. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 50. Dose di mantenimento (mg): 500. Funzionalita' renale residua (clearance creatinina ml/min): 10. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 5; Dose di mantenimento (mg): 250.tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 16,7. Dose di mantenimento (mg): 500. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 33,3. Dose di mantenimento (mg): 500. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 50. Dose di mantenimento (mg): 750. Funzionalita' renale residua (clearance creatininaml/min): 15. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 5. Dose di mantenimento (mg): 250. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 16,7. Dose dimantenimento (mg): 500. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 33,3.Dose di mantenimento (mg): 500. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di:50. Dose di mantenimento (mg): 750. Funzionalita' renale residua (clearance creatinina ml/min): 20. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di:5. Dose di mantenimento (mg): 500. tasso di ultrafiltrazione (ml/min)di: 16,7. Dose di mantenimento (mg): 500. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 33,3. Dose di mantenimento (mg): 500. tasso di ultrafiltrazione (ml/min) di: 50. Dose di mantenimento (mg): 750. La dose di mantenimento deve essere somministrata ogni 12 ore.

INTERAZIONI:

L'uso concomitante di alti dosaggi con medicinali nefrotossici puo' avere effetti negativi sulla funzionalita' renale. Il cloranfenicolo e'un antagonista in vitro della ceftazidima e delle altre cefalosporine.La rilevanza clinica di tale osservazione non e' conosciuta, ma qualora LIOTIXIL e cloranfenicolo siano somministrati in concomitanza bisogna considerare la possibilita' che si manifesti antagonismo tra i dueantibiotici. La somministrazione delle cefalosporine puo' interferirecon i risultati di alcune prove di laboratorio, causando pseudopositivita' della glicosuria con i metodi di Benedict, Fehling e Clinitest, basati sulla riduzione del rame, ma non con i metodi enzimatici. La Ceftazidima non interferisce con la determinazione della creatinina nel saggio con picrato alcalino.

EFFETTI INDESIDERATI:

Reazioni locali. Flebite o tromboflebite conseguenti a somministrazione endovenosa; dolore e/o infiammazione dopo somministrazione intramuscolare. Reazioni di ipersensibilita'. Rash urticarioidi o maculopapulari, febbre, prurito e, molto raramente, angioedema e reazioni anafilattiche (inclusi broncospasmo e/o ipotensione). Come con altre cefalosporine vi sono state rare segnalazioni di eritema multiforme, sindrome diStevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. Reazioni gastrointestinali. Diarrea, nausea, vomito, dolore addominale e, molto raramente,candidiasi del cavo orale o colite; come per altre cefalosporine la colite puo' essere associata alla presenza del Clostridium difficile e presentarsi sotto forma di colite pseudomembranosa. Reazioni genito-urinarie. Candidiasi, vaginite. Reazioni a livello del tratto epatobiliare del pancreas. Molto raramente ittero. Reazioni neurologiche. Cefalea, vertigini, parestesie e sensazioni di sapore sgradevole. Vi sono state segnalazioni di sequele neurologiche come tremori, mioclonie, convulsioni, encefalopatia e coma verificatesi in pazienti con insufficienza renale nei quali il dosaggio della ceftazidima non era stato opportunamente ridotto. Modificazioni dei parametri di laboratorio. Sono state riferite in corso di terapia con ceftazidima variazioni transitoriedi alcuni parametri clinici e di laboratorio: eosinofilia, positivita'al test di Coombs e molto raramente anemia emolitica, trombocitosi, alterazioni in uno o piu' parametri di funzionalita' epatica quali ALT(SGPT), AST (SGOT), LDH, GGT e fosfatasi alcalina. Come per altre cefalosporine sono stati segnalati occasionalmente incrementi transitori di azotemia, ammoniemia e/o creatinina sierica. Molto raramente sono state osservate leucopenia, neutropenia, trombocitopenia, agranulocitosie linfocitosi. In circa il 5% dei pazienti sono state segnalate, in corso di trattamento con cefalosporine, positivita' talora false dei test di Coombs. Cio' puo' interferire con i test di compatibilita' ematica. Prima di iniziare il trattamento accertarsi se il paziente abbia manifestato precedenti reazioni di ipersensibilita' alla ceftazidima, alle cefalosporine, alle penicilline o ad altri farmaci. Analogamente atutti gli altri antibiotici betalattamici, va somministrato con cautela in pazienti in cui si sono manifestate reazioni allergiche alla penicillina. In caso di reazione allergica alla ceftazidima si deve interrompere la terapia ed eventualmente istituire un trattamento idoneo (adrenalina, antistaminici, corticosteroidi) ed altre opportune misure di emergenza. Casi di colite pseudomembranosa sono stati descritti in concomitanza all'uso di tutti gli antibiotici a largo spettro (inclusimacrolidi, penicilline semisintetiche e cefalosporine); e' importanteprendere in considerazione tale diagnosi in pazienti che presentano diarrea durante la terapia. Tali forme di colite possono variare da lievi a molto gravi. Il trattamento con antibiotici ad ampio spettro altera la normale flora del colon e puo' facilitare la crescita dei clostridi. Gli studi effettuati hanno evidenziato che una tossina prodotta dal Clostridium difficile e' la principale causa della colite associataall'uso di antibiotici. Forme lievi di colite pseudomembranosa rispondono in genere favorevolmente alla semplice interruzione del farmaco. In forme moderate o gravi il trattamento deve includere la sigmoidoscopia, opportune ricerche batteriologiche e la somministrazione di liquidi, elettroliti e proteine. Nei casi in cui la colite non migliori dopola sospensione del farmaco e nei casi gravi, la somministrazione di vancomicina per via orale costituisce il trattamento di scelta della colite pseudomembranosa da Clostridium difficile indotta da antibiotici.Devono essere escluse altre cause di colite. Il trattamento concomitante con alti dosaggi di cefalosporine e medicinali nefrotossici qualiaminoglicosidi o diuretici potenti (ad esempio furosemide) possono avere un effetto negativo sulla funzionalita' renale. L'esperienza clinica ha mostrato che probabilmente cio' non costituisce un problema se laceftazidima viene somministrata ai dosaggi raccomandati. Non si evidenzia che la ceftazidima abbia effetti negativi sulla funzionalita' renale alle normali dosi terapeutiche. La ceftazidima e' escreta per viarenale. Pertanto, come per tutti gli antibiotici eliminati per tale via, in pazienti con moderata o grave insufficienza renale, si raccomanda di ridurre la dose per evitare le conseguenze cliniche di concentrazioni ematiche eccessive, quali ad esempio convulsioni o sequele neurologiche. Come per altri antibiotici a largo spettro, l'uso prolungato della ceftazidima puo' favorire l'emergere opportunistico di microrganismi o ceppi non sensibili (ad esempio Candida ed Enterococchi) che richiede l'adozione di misure adeguate o l'eventuale interruzione del trattamento. pertanto essenziale un assiduo controllo delle condizioni del paziente. Come per altre cefalosporine e penicilline a spettro allargato, alcuni ceppi di Enterobacter sp. E Serratia sp. inizialmente sensibili, possono manifestare resistenza durante la terapia con ceftazidima. Pertanto nel corso del trattamento di tali infezioni se ritenutoclinicamente appropriato, deve essere valutata la possibilita' di eseguire successivi test di sensibilita'.