Kliacef

Kliacef è indicato per il trattamento di:

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Altro antibatterico beta-lattamico.

INDICAZIONI:

Il farmaco e' indicato per il trattamento delle seguenti infezioni sostenute da germi sensibili: infezioni dell'apparato respiratorio, incluse le polmoniti, le bronchiti, le riacutizzazioni delle bronchiti croniche, le faringiti e le tonsilliti. Otite media. Infezioni della cutee dei tessuti molli. Infezioni dell'apparato urinario, incluse le pielonefriti e le cistiti. Sinusiti. Uretrite gonococcica.

CONTROINDICAZIONI:

Il cefacloro e' controindicato in quei pazienti con riconosciuta allergia alle cefalosporine ed agli altri componenti del prodotto. La tollerabilita' del cefacloro durante la gravidanza non e' stata sufficientemente provata. Nelle donne in stato di gravidanza il farmaco va usatoin caso di effettiva necessita' e sotto il diretto controllo medico. Piccole quantita' di cefacloro sono state ritrovate nel latte materno dopo la somministrazione di dosi singole di 500 mg. Poiche' non si conoscono gli effetti del cefacloro nel lattante, durante l'allattamento si raccomanda cautela nell'uso del farmaco.

EFFETTI INDESIDERATI:

Osservate reazioni di ipersensibilita' nell'1,5% dei pazienti, comprese le eruzioni morbilliformi. Prurito, orticaria e test di Coombs positivo si osservano in meno di 1 paziente su 200 trattati. Riportate reazioni generalizzate tipo malattie da siero-simili con l'uso del cefaclor. Queste sono caratterizzate dalla presenza di eritema multiforme, rash ed altre manifestazioni a carico della cute, accompagnate da artriti/artralgie, con o senza febbre, e si differenziano dalla classica malattia da siero in quanto la linfoadenopatia e la proteinuria sono raramente presenti, mancano complessi immuni circolanti e non c'e' evidenza a tutt'oggi di sequele della reazione. Tali reazioni sono state riportate con maggior frequenza nei bambini che negli adulti, con un'incidenza di 1 su 200 (0,5%) in un lavoro clinico, di 2 su 8.346 (0,024%) in altri lavori clinici (con un'incidenza nei bambini pari allo 0,055%)ed infine di 1 su 38.000 (0,003%) nell'ambito di eventi spontanei. Segni ed sintomi si manifestano pochi giorni dopo l'inizio della terapiae cessano pochi giorni dopo la sua conclusione. Solo occasionalmentequeste reazioni hanno causato ospedalizzazione, che generalmente e' stata di breve durata. Nei pazienti ricoverati, la sintomatologia al momento del ricovero si era dimostrata da leggera a severa e comunque piu' grave nel bambino. Gli antistaminici ed i cortisonici favoriscono laremissione dei segni e dei sintomi. Non sono state riportate sequelegravi. Raramente osservate reazioni di ipersensibilita' piu' severe, comprese la sindrome di Stevens-Johnson, la necrolisi tossica epidermica e l'anafilassi. Rari casi ad esito fatale; l'insorgenza e l'evoluzione di una reazione anafilattica grave possono essere molto rapide pertanto occorre adottare tutte le precauzioni utili a prevenire tali reazioni.L'anafilassi puo' essere osservata piu' facilmente in pazienti allergici alle penicilline. Effetti gastroenterici: si evidenziano in circa il 2,5% dei pazienti, compresa la diarrea. La colite pseudomembranosa puo' essere osservata durante e dopo il trattamento antibiotico. Rari casi di nausea e vomito. Con alcune penicilline ed altre cefalosporine raramente si evidenziano epatite transitoria ed ittero colestatico. Altri: Angioedema, eosinofilia, prurito ai genitali, moniliasi vaginale e vaginite e, raramente, trombocitopenia e nefrite interstizialereversibile. Segnalati casi di anemia emolitica in seguito a trattamento con cefalosporine. Eventi per i quali la correlabilita' con il trattamento non e' certa. SNC: rari casi di iperattivita' reversibile, irrequietezza, insonnia, confusione mentale, ipertonia, allucinazioni, senso di instabilita' e barcollamento, sonnolenza. Riportate alterazionitransitorie dei valori ematochimici. Anche se di eziologia incerta, queste vengono riportate di seguito come ulteriori informazioni per ilclinico. Alterazioni della funzione epatica: riferiti lievi aumenti dei valori delle SGOT e SGPT, o della fosfatasi alcalina. Alterazioni ematologiche: cosi' come per altri antibiotici beta-lattamici, riportatelinfocitosi transitoria, leucopenia e, raramente, anemia emolitica, anemia aplastica, agranulocitosi e neutropenia reversibile di possibilesignificativita' clinica. Rare segnalazioni di aumento del tempo di protrombina, con o senza sanguinamento clinico, in pazienti che ricevevano contemporaneamente cefaclor e Warfarin sodico. Alterazioni renali:riportati lievi aumenti dell'azotemia o della creatininemia o alterazioni dell'analisi delle urine. Prima di istituire la terapia con il cefaclor, valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio per il singolo paziente, ed effettuare una attenta anamnesi familiare ed individuale relativamente alla comparsa di reazione di ipersensibilita' a questo o ad altri medicinali. Valutare attentamente se il paziente e' risultato precedentemente ipersensibile alle cefalosporine ed alle penicilline. I derivati della cefalosporina C dovrebbero essere somministrati con prudenza ai pazienti penicillino-sensibili. Vi sono prove di unaparziale allergenicita' crociata tra le penicilline e le cefalosporine. Pertanto adottare precauzioni utili a prevenire reazioni indesiderate. Vi sono stati pazienti che hanno avuto gravi reazioni (compresa l'anafilassi) in seguito alla somministrazione di penicilline o cefalosporine, reazioni IgE mediate che si manifestano solitamente a livello cutaneo, gastroenterico, respiratorio e cardiocircolatorio. I sintomi possono essere:ipotensione grave ed improvvisa, accelerazione e rallentamento del battito cardiaco , stanchezza o debolezza insolite, ansia,agitazione, vertigine, perdita di coscienza, difficolta' della respirazione o della deglutizione, prurito generalizzato specialmente alle piante dei piedi e alle palme delle mani, orticaria con o senza angioedema (aree cutanee gonfie e pruriginose localizzate piu' frequentementealle estremita', ai genitali esterni a al viso, soprattutto nella regione degli occhi e delle labbra), arrosamento della cute specialmente intorno alle orecchie , cianosi, sudorazione abbondante, nausea, vomito, dolori addominali crampiformi, diarrea. Data la possibile insorgenzadi coliti pseudomembranose in pazienti sottoposti a trattamento con antibiotici a largo spettro, e' importante tenere presente tale eventualita' nei pazienti che presentano diarrea durante chemioterapia antibiotica. Se interviene una reazione allergica al cefacloro, sospendernela somministrazione. L'uso prolungato del cefacloro puo' indurre lo sviluppo di germi non sensibili. Un'attenta osservazione del paziente e'indispensabile. Se durante la terapia con il cefacloro interviene unasuperinfezione, devono essere prese le misure del caso. Somministrarecon cautela ai pazienti con funzionalita' renale fortemente ridotta.In tali condizioni, il dosaggio sicuro dovrebbe essere inferiore a quello generalmente consigliato. Dopo somministrazione di cefacloro possono evidenziarsi delle reazioni falsamente positive al glucosio urinario. Queste sono state osservate sia con le soluzioni di Benedict e Fehling che con il Clinitest, ma non con il Tes-Tape. Gli antibiotici ad ampio spettro dovrebbero essere prescritti con cautela a soggetti con anamnesi di disturbi intestinali, in particolare coliti.

INTERAZIONI:

Cosi' come con altri antibiotici beta-lattamici, l'escrezione renale di cefacloro e' inibita dal probenecid. Molte osservazioni hanno messoin evidenza che la presenza di alimenti abbassa e ritarda le concentrazioni massime di cefacloro nel siero senza alterare la quantita' totale che si ritrova nelle urine.

POSOLOGIA E MODALITA' D'ASSUNZIONE:

Il prodotto viene somministrato per via orale e puo' essere assunto indipendentemente dai pasti: adulti: il dosaggio normale nell'adulto e'di 250 mg ogni 8 ore. Nelle infezioni piu' gravi o in quelle causate da germi meno sensibili possono essere indicati dosaggi piu' elevati. La dose massima raccomandata e' di 2 g al giorno, sebbene dosi di 4 g al giorno siano state somministrate a soggetti normali per 28 giorni senza ottenere effetti sfavorevoli. Per il trattamento dell'uretrite gonococcica acuta in ambo i sessi, e' consigliata un'unica somministrazione di 3 g di cefacloro eventualmente in associazione ad 1 g di Probenecid. Il dosaggio normale giornaliero per i bambini e' di 20 mg/Kg in dosi frazionate ogni 8 ore. Nelle infezioni piu' gravi, nell'otite media ed in quelle causate da germi meno sensibili, si raccomanda un dosaggio di 40 mg/Kg al giorno fino ad una dose massima giornaliera di 1 g.Posologia alternativa: nell'otite media e nella faringite, la dose totale giornaliera puo' essere somministrata in dosi frazionate ogni 12ore.