Kenacort iniet

Kenacort iniet è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Corticosteroide sistemico

INDICAZIONI:

La somministrazione intramuscolare e' indicata per la terapia corticosteroidea sistemica in condizioni morbose quali sindromi allergiche (per controllare condizioni gravi o debilitanti non trattabili in manieraconvenzionale), dermatosi, artrite reumatoide generalizzata ed altreaffezioni del tessuto connettivo. La via intramuscolare di somministrazione e' particolarmente utile nelle suddette malattie quando non siaattuabile la terapia corticosteroidea orale. Puo' essere inoltre somministrato per via intra-articolare o intraborsale e direttamente nelleguaine tendinee e nelle formazioni cistiche tendinee. Queste modalita'di somministrazione consentono di attuare una valida terapia locale abreve termine del dolore, della tumefazione e della rigidita' articolare conseguenti ad artrite traumatica o reumatoide, osteoartrite, sinovite, borsite e tenosite. Nel trattamento delle malattie artritiche generalizzate, l'iniezione intra-articolare di triamcinolone acetonide va intesa a sussidio delle altre misure terapeutiche convenzionali. Processi morbosi a carattere circoscritto quali l'artrite traumatica o laborsite, possono rappresentare tipiche indicazioni per una terapia condotta esclusivamente per via intra-articolare.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. I corticosteroidi sono controindicati in pazienti con infezioni sistemiche e nei bambini al di sotto dei due anni. La somministrazione intramuscolare di corticosteroidi e' controindicata in presenza di porpora idiopatica trombocitopenica. Molti corticosteroidi usati a basse dosi hanno mostrato di avere effetto teratogeno negli animali da laboratorio. Poiche' non sono stati condotti studi adeguati sulla riproduzione nell'uomo, l'uso di corticosteroidi in gravidanza, durante l'allattamento o in eta' fertile va valutata alla luce del possibile beneficiorispetto al rischio potenziale per la madre, l'embrione, il feto o ilneonato in allattamento. I neonati da madri sottoposte a dosi sostanziali di corticosteroidi durante la gravidanza devono essere attentamente controllati per eventuali segni di iposurrenalismo.

POSOLOGIA:

Generale La dose iniziale puo' variare da 2,5 a 60 mg/die secondo la specifica patologia che deve essere trattata. Nei casi di minore gravita', possono essere sufficienti dosaggi piu' bassi mentre in altri pazienti possono essere necessarie dosi iniziali piu' elevate. Generalmente la quantita' di farmaco somministrato per via parenterale varia da un terzo a meta' della dose somministrata per via orale ogni 12 ore. Nei casi che possono mettere a rischio la vita del paziente, possono essere giustificati dosaggi maggiori. Il dosaggio iniziale deve essere mantenuto o aggiustato fino a quando non si raggiunge una soddisfacenterisposta clinica. Se questa non e' raggiunta dopo un ragionevole periodo di tempo, il farmaco deve essere gradualmente interrotto ed il paziente deve essere trattato con altra terapia. Lo schema posologico e' variabile e deve essere individualizzato sulla base della patologia datrattare e della risposta del paziente. Si raccomanda di usare la minima dose utile per la patologia in esame. Una volta raggiunta la risposta positiva alla terapia, l'appropriata dose di mantenimento dovra' essere determinata diminuendo gradatamente la dose iniziale fino a quando non si sia raggiunta la dose minima utile al mantenimento della risposta terapeutica desiderata. Se il prodotto deve essere sospeso dopo terapia a lungo termine, si raccomanda l'interruzione graduale e non improvvisa. DOSAGGIO Per via sistemica Adulti e bambini al di sopra dei12 anni: la dose iniziale che si consiglia e' di 60 mg. Praticare l'iniezione profondamente nei muscoli della regione glutea. Se l'iniezionenon e' praticata correttamente, puo' insorgere atrofia del grasso sottocutaneo. Il dosaggio si regola in genere tra i 40 e gli 80 mg, a seconda della risposta del paziente e della durata della remissione. In alcuni pazienti la sintomatologia puo' essere tuttavia ben controllatacon bassi dosaggi dell'ordine di 20 mg o meno. Pazienti affetti da febbre da fieno o asma da polline che non rispondono alla terapia desensibilizzante e alle altre terapie convenzionali, possono ottenere una remissione dei sintomi perdurante l'intera stagione dei pollini con unasola iniezione di 40-100 mg. Bambini dai 6 ai 12 anni: il dosaggio iniziale consigliato e' di 40 mg, sebbene la posologia dipenda piu' dallagravita' dei sintomi che dall'eta' o dal peso corporeo. Per somministrazione locale Somministrazione intra-articolare o intra-borsale e iniezione nelle guaine tendinee: una singola iniezione di triamcinolone acetonide e' frequentemente sufficiente, ma possono esserne necessariediverse per alleviare i sintomi adeguatamente. Dose iniziale: 2,5-5 mgper le piccole articolazioni, da 5 a 15 mg per quelle piu' grandi, aseconda del tipo di patologia da trattare. Negli adulti, dosi fino a 10 mg per le aree piu' ristrette e fino a 40 mg per le piu' estese, sono di norma sufficienti. Sono state somministrate senza inconvenienti dosi fino ad un totale di 80 mg mediante iniezioni singole. SOMMINISTRAZIONE Generale E' necessaria la somministrazione in condizioni di assoluta sterilita'. Prima dell'uso, agitare bene il flacone per assicurare l'uniforme sospensione del preparato e accertarsi che non si siano formati agglomerati. L'esposizione a basse temperature provoca agglomerati e in questo caso il prodotto non deve essere usato. Dopo il prelievo, praticare immediatamente l'iniezione onde evitare depositi nella siringa. Usare tutte la precauzioni atte a scongiurare il pericolo di infezioni o che l'ago penetri in un vaso sanguigno. Per via sistemica L'iniezione va praticata profondamente nei muscoli della regione glutea. Per gli adulti si consiglia l'uso di un ago della lunghezza minima di 4 cm, in soggetti obesi, puo' essere necessario un ago piu' lungo. Alternare la sede ad ogni successiva iniezione. Somministrazione localeNei casi di cospicuo versamento endoarticolare, conviene praticare l'aspirazione preventiva di parte del liquido sinoviale, senza tuttaviaarrivare al completo svuotamento della raccolta; questo accorgimento contribuisce ad agevolare la remissione della sintomatologia, evitandonel contempo un'eccessiva diluizione dello steroide iniettato in situ.Procedere quindi alla somministrazione intra-articolare secondo le norme di tecnica prescritte per iniezioni in cavita' articolare. Con lasomministrazione intra-articolare o intraborsale, e con l'iniezione nelle guaine tendinee o nelle formazioni cistiche tendinee, spesso puo'essere opportuno l'uso di un anestetico locale. Deve essere prestata la massima attenzione a questo tipo di iniezione, soprattutto se effettuata nella regione deltoidea e nelle guaine tendinee, per evitare l'iniezione della sospensione nel tessuto circostante, dal momento che questo puo' portare ad atrofia tissutale. Nelle tenosinoviti acute non specifiche e' importante che l'iniezione sia praticata nell'interno della guaina e non nel tendine. In caso di epicondilite il trattamento puo' essere effettuato infiltrando il prodotto nel punto piu' molle.

INTERAZIONI:

Iniezioni di Amfotericina B ed agenti che causano diminuzione di potassio: i soggetti che assumono tali agenti devono essere monitorati perpossibile ipopotassiemia. Anticolinesterasici: si possono verificare reazioni di antagonismo con questo agente. Anticoagulanti orali: i corticosteroidi possono sia aumentare che diminuire l'azione anticoagulante; e' necessario quindi controllare strettamente i soggetti che assumono sia gli anticoagulanti orali che i corticosteroidi. Antidiabetici:i corticosteroidi possono aumentare la glicemia; e' necessario controllare strettamente i soggetti diabetici, soprattutto nel momento in cuiiniziano, interrompono o modificano il dosaggio della terapia corticosteroidea. Farmaci antitubercolari: le concentrazioni sieriche di isoniazide possono risultare diminuite. Ciclosporina: e' stata notata un'aumentata attivita' sia dei farmaci corticosteroidei che della ciclosporina qualora vengano assunti contemporaneamente. Glicosidi digitalici:si puo' verificare un possibile aumento della tossicita' della digitale qualora somministrata contemporaneamente con i farmaci corticosteroidei. Estrogeni, compresi gli anticoncezionali orali: si puo' verificare un aumento sia dell'emivita che della concentrazione dei corticosteroidi, mentre e' possibile una diminuzione della clearance. Induttoridegli enzimi epatici (es. barbiturici, fenitoina, carbamazepina, rifampicina): si e' notato aumento della clearance metabolica del farmaco;controllare strettamente i soggetti che assumono tali terapie ed eventualmente modificare il dosaggio dei corticosteroidi. Ormone della crescita umano (es. somatrem ): puo' essere inibito l'effetto stimolante la crescita. Ketoconazolo: si puo' verificare una diminuzione della clearence dei farmaci corticosteroidei con conseguente aumento degli effetti. Miorilassanti non-depolarizzanti: i corticosteroidi possono diminuire oppure aumentare l'azione bloccante neuromuscolare. Agenti antinfiammatori non steroidei (FANS): i corticosteroidi possono aumentare l'incidenza e/o la gravita' del sanguinamento e dell'ulcerazione gastrointestinale causate dai FANS. Inoltre, i corticosteroidi possono ridurre i livelli sierici del salicilato con conseguente diminuzione dell'efficacia. Al contrario, interrompere la somministrazione dei corticosteroidi durante terapia con alte dosi di salicilato potrebbe provocare tossicita' da salicilato. Nei soggetti con ipoprotrombinemia l'associazione tra corticosteroidi ed aspirina dovrebbe essere somministrata conprudenza. Farmaci tiroidei: la clearance metabolica dei corticosteroidi e' diminuita nei soggetti ipotiroidei ed aumentata negli ipertiroidei. Il dosaggio dei corticosteroidi deve essere riequilibrato in casodi mutamenti nello stato della tiroide. Vaccini: i soggetti in terapiacon corticosteroidi che vengano vaccinati possono presentare complicazioni neurologiche e perdita della risposta anticorpale.

EFFETTI INDESIDERATI:

In seguito a somministrazione per qualsiasi via Generali: reazioni anafilattoidi, aggravamento o mascheramento delle infezioni. Cardiovascolari: ipertensione, sincope, insufficienza cardiaca congestizia, aritmie, angioite necrotizzante, fenomeni tromboembolici, tromboflebiti. Alterazioni idro-elettrolitiche: ritenzione idrica e di sodio associate con ipertensione o insufficienza cardiaca congestizia, perdita di potassio che puo' condurre ad aritmie cardiache o modificazioni dell'ECG, alcalosi ipopotassica. Alterazioni muscolo-scheletriche: debolezza muscolare, affaticabilita', miopatie, perdita di massa muscolare, osteoporosi, fratture vertebrali da compressione, guarigione ritardata delle fratture, necrosi asettica della testa del femore e dell'omero, fratture patologiche delle ossa lunghe, fratture spontanee. Disturbi gastrointestinali: ulcera peptica con successiva possibile perforazione ed emorragia, pancreatiti, distensione addominale, esofagite ulcerativa. Alterazioni cutanee: ritardo nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilita' della cute, petecchie ed ecchimosi, eritema al volto, sudorazione aumentata, porpora, strie, irsutismo, eruzioni acneiformi, lesioni simil-lupose, rossori, rash, soppressione della risposta ai test cutanei. Disturbi neuropsichiatrici: convulsioni, aumento dellapressione endocranica con papilledema (pseudotumore cerebrale) generalmente dopo il trattamento, vertigine, cefalea, insonnia, neurite, parestesia, aggravamento di una condizione psichiatrica pre-esistente, depressione (talvolta grave), euforia, cambiamenti di umore, sintomi psicotici e modificazioni della personalita'. Disturbi endocrini: irregolarita' mestruali, stato simil-cushingoide, disturbi della crescita neibambini, iporeattivita' ipofiso-surrenale secondaria, specialmente sotto stress (es. traumi, interventi chirurgici, o malattie), diminuitatolleranza ai carboidrati e possibile manifestazione di diabete mellito latente nonche' aumentato fabbisogno di insulina o ipoglicemizzantiorali nei pazienti diabetici. Complicazioni oftalmiche: cataratta subcapsulare posteriore, aumentata pressione endoculare, glaucoma, esoftalmo, perforazioni corneali. Disturbi metabolici: iperglicemia, glicosuria, negativizzazione del bilancio dell'azoto dovuto al catabolismo proteico. In seguito a somministrazione intramuscolare e' stato riportatodolore locale di una certa intensita'. Si sono manifestati anche ascessi sterili, atrofia cutanea e sottocutanea, iperpigmentazione, depigmentazione e artropatie Charcot-simili. Somministrazione intra-articolare Reazioni indesiderate hanno incluso arrossamenti in seguito all'iniezione, irritazione transitoria nella sede dell'iniezione, ascessi sterili, iper- o ipopigmentazione, artropatia Charcot-simile e occasionale aumento dei disturbi articolari. Per la presenza di alcool benzilico, non deve essere somministrato ai bambini sotto i 2 anni. Non iniettare EV, trattandosi di una sospensione. Non sono stati condotti studi tali da dimostrare la sicurezza della terap. con il prodotto somministrato per via endonasale, sottocongiuntivale, sottotendinea e retrobulbare e, pertanto, tali vie non sono consigliate. Inoltre, essendo statiriportati numerosi episodi di cecita' a seguito di somministraz. nei turbinati nasali e in lesioni del capo, anche queste vie non sono raccomandate. E' un preparato ad azione protratta e non e' consigliabile nelle situazioni acute. Per evitare l'insuff.surrenalica indotta da farmaco, e' indicato un dosaggio di supporto in situaz.di stress, sia durante il tratt. che nell'anno successivo. L'uso prolungato di corticosteroidi puo' dare luogo a cataratta subcapsulare post. o glaucoma con eventuale danno dei nervi ottici e aumentare la probabilita' di infezioni oculari secondarie. Dosi medie e alte di cortisone o idrocortisone possono causare aumento della P.A., ritenzione idrica e salina ed aumento dell'escrezione di K. Questi effetti sono meno probabili con i derivati sintetici, se non usati a dosi elevate. Puo' essere necessario un regime alimentare povero di sale e nello stesso tempo somministraresupplementi di K. Tutti i corticosteroidi aumentano l'escrezione di Ca, che puo' quindi associarsi o aggravare una preesistente osteoporosi.Possono mascherare alcuni segni di infez.e durante il loro uso si possono verificare infez.intercorrenti; le capacita' di difesa possono risultare diminuite e puo' essere difficile localizzare un eventuale sito di iniezione. Inoltre, i soggetti sottoposti a terap.immunodepressiva inclusi i corticosteroidi, sono piu suscettibili alle infez.rispettoa quelli che non ne fanno uso. Varicella e morbillo possono avere undecorso piu' grave o anche fatale nei pazienti in terap. con corticosteroidi. Nei bambini o in adulti contagiati, puo' essere indicata la terap.con immunoglobuline specif.per la varicella (VZIG) o immunoglobuline in pool EV (IVIG). Se si sviluppa varicella o herpes zoster si potra' considerare una terap. con agenti antivirali. Usare con estrema cautela in pz con infestazione da Strongiloide (ossiuri) in quanto l'immunosoppressione indotta puo' provocare una superinfezione con disseminazione e migrazione larvale diffusa, spesso accompagnata da enterocolite severa e setticemia da gram-negativi potenzialmente fatale. I pz intratt.corticosteroideo, specie se ad alte dosi, non devono essere vaccinati o immunizzati poiche' a causa della perdita di risposta anticorpale sono predisposti a complicanze cliniche, soprattutto neurologiche.L'uso nella tubercolosi attiva va limitato ai casi di malattia fulminante o disseminata in cui il corticosteroide e' usato per il tratt. dell'infez.insieme ad adeguata terap.antitubercolare. Se i corticosteroidi vengono somministrati a pz con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, e' necessaria una chemioprofilassi. Si sonoavuti rari casi di reazioni anafilattiche in pz sottoposti a terap.parenterale. L'iniezione IM va praticata in maniera profonda in quanto sipuo' verificare atrofia locale. Si puo' determinare insuff.surrenalica secondaria che potrebbe persistere per mesi. Quindi in qualsiasi condizione di stress che si manifestasse in questo periodo la terap.ormonnale va ripresa. In pz ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica, la risposta ai corticosteroidi puo' essere aumentata. Cautela nei pz con herpes simplex oculare, perche' e' possibile una perforazione corneale.rneale. Si possono manifestare alterazioni psichiche di vario genere.La somministrazione intrarticolare puo' produrre effetti sistemici cosi' come effetti locali. Evitare l' iniezione in articolazioni instabili o che sono state sede di processi infettivi. Non raccomandato in BBsotto i 6 anni; i corticosteroidi possono sopprimere la crescita. Glieffetti collaterali possono avere conseguenze piu' serie nel soggettoanziano.