Gentamicina solf.ma

Gentamicina solf.ma è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antibiotico.

INDICAZIONI:

Trattamento di infezioni gravi sostenute da microorganismi ad esso sensibili. In particolare: batteriemie e setticemie (inclusa la sepsi neonatale); infezioni delle vie urinarie; infezioni gravi dell'apparato respiratorio; infezioni gravi del SNC (comprese le meningiti); infezioni endoaddominali (comprese le peritoniti); infezioni dell'apparato osteo-articolare; infezioni del tessuto cutaneo e sottocutaneo (compresele ustioni).

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' alla gentamicina e/o agli aminoglicosidi.

POSOLOGIA:

Soluzione iniettabile per iniezione intramuscolare o endovenoso.Le infezioni sostenute da germi sensibili normalmente si risolvono entro 7-10 giorni di terapia, nei casi piu' gravi si puo' rendere necessario un trattamento piu' protratto. Si consiglia in ogni caso di continuare la terapia per almeno 48 ore dopo lo sfebbramento del paziente. Gentamicina puo' essere somministrato sia per via intramuscolare che per infusione venosa. ADULTI: 1 fiala ogni 8 ore; nei casi particolarmente gravi la dose puo' essere aumentata fino a 4-5 fiale al giorno. BAMBINI: 6-7,5 mg/Kg/die suddivisi in tre somministrazioni (una ogni 8 ore). PREMATURI O NEONATI FINO AD UNA SETTIMANA: 5 mg/Kg/die suddivisi in due somministrazioni (una ogni 12 ore). ALTERATA FUNZIONALITA' RENALE. Nei pazienti con alterata funzionalita' renale, per evitare fenomeni di accumulo (livelli ematici superiori a 12 mcg/ml) si deve prolungare l'intervallo fra le somministrazioni. EMODIALISI. Nei pazienti in emodialisi bisettimanale, della durata di 14 ore, la posologia raccomandata e' di 1-2 mg/Kg dopo ciascuna dialisi. La somministrazione i.m. e' preferenziale, ma in casi di necessita' (pazienti in stato di shock,disordini ematologici, gravi ustioni o ridotta massa muscolare), puo'essere utilizzata con identico schema posologico la somministrazioneendovenosa in forma di perfusione breve utilizzando una quantita' di liquido(100-200 ml) tale da consentire ciascuna somministrazione in untempo variabile da 1 a 2 ore. Nei bambini il volume di diluente deve essere inferiore. In tutti i casi la concentrazione della gentamicina in soluzione non deve superare 1 mg/ml (0,1%). I diluenti compatibili per l'infusione sono i seguenti: soluzione fisiologica e soluzione glucosata 5%. Esistono inoltre esperienze cliniche sull'impiego della gentamicina per via endorachidea ed intraventricolare (3-8 mg ogni 12 ore).

INTERAZIONI:

Sebbene il blocco neuromuscolare non sia stato riferito in clinica ne'con gentamicina ne' con altri aminoglicosidi, questa reazione e' potenzialmente verificabile soprattutto se la gentamicina viene somministrata con succinilcolina o tubocurarina o durante trasfusioni massive disangue citratato: qualora si verificasse, il blocco puo' essere rimosso con la somministrazione di sali di calcio. Come avviene per gli altri antibiotici, il trattamento con gentamicina puo' determinare un sovrasviluppo di microorganismi insensibili: in tal caso occorre sospendere il trattamento ed istituire una terapia idonea. La contemporanea sommistrazione anche topica, specie se intracavitaria, di altri antibiotici potenzialmente nefrotossici ed ototossici puo' accrescere il rischio di tali effetti. Il prodotto non va mescolato nella stessa siringa.

EFFETTI INDESIDERATI:

Specialmente in soggetti con ridotta funzionalita' renale o trattati con dosi di gentamicina piu' elevate di quelle consigliate, sono statiriferiti disturbi renali con proteinuria e variazioni dei tests di funzionalita' renale. Negli stessi soggetti possono verificarsi fenomenidi ototossicita' che si manifestano con ronzii, vertigini, nistagmo edeventualmente riduzione della sensibilita' uditiva. Altre reazioni secondarie descritte raramente e riferite in termini solo possibilisticiall'uso di gentamicina sono: depressione respiratoria, confusione, disturbi della visione, anoressia, perdita di peso, variazione della pressione arteriosa, erusioni cutanee di vario tipo su base allergica o idiosincrasica, manifestazioni anafilattiche, febbre, cefalea, nausea,vomito, scialorrea, stomatite, stati transitori di epatomegalia con aumento delle transaminasi e della bilirubina. Eccezionalmente sono state riferite anemia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi, peraltro reversibili.