Ferriprox os fl

Ferriprox os fl è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

FERRIPROX SOLUZIONE ORALE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Chelanti del ferro.

PRINCIPI ATTIVI:

Deferiprone.

ECCIPIENTI:

Acqua purificata, idrossietilcellulosa, glicerolo, acido cloridrico, concentrato aroma artificiale di ciliegia, olio di menta piperita, giallo sunset (E 110), sucralosio (E955).

INDICAZIONI:

E' indicato nel trattamento dell'accumulo di ferro nei pazienti affetti da talassemia maggiore quando la terapia con deferossamina e' controindicata o non adeguata.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Storia di episodi ricorrenti di neutropenia. Precedenti di agranulocitosi. Gravidanza o allattamento. A causa del meccanismo sconosciutodella neutropenia indotta da deferiprone, i pazienti non devono assumere medicinali noti per essere associati a neutropenia, o in grado dicausare agranulocitosi.

POSOLOGIA:

La terapia con deferiprone deve essere iniziata e mantenuta da un medico esperto nel trattamento di pazienti talassemici. Deferiprone vienecomunemente somministrato per via orale a dosi pari a 25 mg/kg di pesocorporeo, tre volte al giorno, per una dose quotidiana totale di 75 mg/kg di peso corporeo. La posologia per chilogrammo di peso corporeo va calcolata arrotondandola ai 2,5 ml piu' vicini. Non si consigliano dosi superiori a 100 mg/kg/die a causa del potenziale aumentato rischiodi reazioni avverse; la somministrazione cronica di dosi pari a 2,5 volte la dose massima raccomandata e' stata associata a disturbi neurologici. I dati a disposizione sull'uso del deferiprone nei bambini tra6 e 10 anni d'eta' sono limitati e non sono disponibili dati sull'usodel deferiprone nei bambini di eta' inferiore ai 6 anni. Data la natura grave dell'agranulocitosi che puo' insorgere con l'uso di deferiprone, tutti i pazienti devono essere monitorati attentamente. Prestare attenzione quando la conta assoluta dei neutrofili (ANC) e' bassa, nonche' quando si trattano pazienti con insufficienza renale o disfunzioneepatica.

CONSERVAZIONE:

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C. Conservare nellaconfezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

AVVERTENZE:

Neutropenia/Agranulocitosi: e' stato dimostrato che deferiprone causaneutropenia, inclusa l'agranulocitosi. La conta dei neutrofili del paziente deve essere controllata ogni settimana. Negli studi clinici, ilmonitoraggio settimanale della conta dei neutrofili si e' dimostrato efficace nell'individuare casi di neutropenia ed agranulocitosi. La neutropenia e l'agranulocitosi si sono risolte con l'interruzione del trattamento. Se un paziente sviluppa un'infezione durante il trattamentocon deferiprone, interrompere la terapia e monitorare la conta dei neutrofili piu' frequentemente. Ai pazienti deve essere consigliato di riferire immediatamente al medico qualsiasi sintomo indicativo di infezione, quale febbre, mal di gola e sintomi simili all'influenza. Di seguito si illustra il trattamento suggerito per i casi di neutropenia. Siraccomanda di creare un protocollo di gestione simile prima di iniziare a trattare un paziente con deferiprone. Il trattamento con deferiprone non deve essere iniziato nei pazienti neutropenici. Il rischio diagranulocitosi e di neutropenia e' superiore se la conta basale assoluta di neutrofili (ANC) e' inferiore a 1,5x10^2^+ /l. Nel caso di neutropenia: dare istruzioni al paziente affinche' interrompa immediatamente il deferiprone e qualsiasi altro prodotto medicinale che possa causare neutropenia. Si deve consigliare al paziente di limitare il contatto con altri individui per ridurre il rischio di infezione. Ottenere una conta ematica completa, una conta dei globuli bianchi, corretta perla presenza di globuli rossi nucleati, una conta dei neutrofili ed unadelle piastrine, immediatamente non appena l'evento viene diagnosticato, quindi ripetere quotidianamente. Dopo il ripristino della conta dei granulociti neutrofili, si consiglia di effettuare ogni settimana una conta ematica completa, una conta dei globuli bianchi, dei neutrofili e delle piastrine, per tre settimane consecutive, per accertarsi cheil paziente si riprenda pienamente. Se insorgesse qualsiasi sintomo di infezione in concomitanza con la neutropenia, eseguire le colture eprocedure diagnostiche del caso ed iniziare il regime terapeutico appropriato. Nel caso di neutropenia grave o agranulocitosi: Seguire le istruzioni fornite sopra e somministrare una terapia adeguata, quale adesempio il fattore stimolante le colonie di granulociti, iniziando lostesso giorno in cui viene identificato l'evento; somministrare quotidianamente finche' non si risolve la condizione. Provvedere all'isolamento protettivo e, se indicato clinicamente, ricoverare il paziente inospedale. Le informazioni disponibili sulla risomministrazione sono limitate. Pertanto, in caso di neutropenia, si consiglia di non risomministrare il prodotto. La risomministrazione e' controindicata nel casodi agranulocitosi. Cancerogenicita'/mutagenicita'/effetti sulla fertilita': visti i risultati della genotossicita', non si puo' escludere ilpotenziale cancerogeno di deferiprone. Non sono stati riportati studianimali per valutare gli effetti potenziali del deferiprone sulla fertilita'. Concentrazione sierica di ferritina/concentrazione plasmaticadi Zn^2^+: si consiglia di controllare le concentrazioni sieriche diferritina, o di altri indicatori del carico di ferro dell'organismo, ogni due o tre mesi per valutare l'efficacia a lungo termine della terapia chelante nel controllare il carico di ferro. Considerare l'interruzione del trattamento con deferiprone se i livelli sierici di ferritina scendono al di sotto di 500 mcg/l. Si consiglia di monitorare la concentrazione plasmatica di Zn^2^+ , e in caso di carenza assicurare l'apporto supplementare. Pazienti HIV-positivi o altri pazienti immunocompromessi: non sono disponibili dati sull'uso di deferiprone in pazienti HIV-positivi o in altri pazienti immunocompromessi. Dato che deferiprone puo' essere associato a neutropenia ed agranulocitosi, non si deve iniziare la terapia in pazienti immunocompromessi a meno che i potenziali benefici superino i potenziali rischi. Insufficienza renale o epatica e fibrosi epatica: non vi sono dati disponibili sull'uso di deferiprone in pazienti con insufficienza renale o epatica. Dato che deferiprone viene eliminato principalmente per via renale, esiste il rischio potenziale di un aumento di complicanze nei pazienti con funzione renale compromessa. Allo stesso modo, poiche' il deferiprone e' metabolizzato nel fegato, si deve esercitare cautela nei pazienti con disfunzione epatica. Monitorare la funzione renale ed epatica in questa popolazione di pazienti durante la terapia con deferiprone. Deve essere presa in considerazione l'interruzione della terapia con deferiprone nel caso di un aumento persistente dell'alanina aminotransferasi (ALT) sierica. Nei pazienti talassemici, esiste un'associazione tra la fibrosi epatica ed il sovraccarico di ferro e/o l'epatite C. Prestare attenzione particolare per accertare che la chelazione del ferro nei pazienti con epatite C sia ottimale. Si consiglia di monitorare attentamente l'istologia epatica in questi pazienti. Colorazione dell'urina: informarei pazienti che l'urina puo' subire una colorazione rossastro/marronedovuta all'escrezione del complesso ferro-deferiprone. Sovradosaggio cronico e disturbi neurologici: sono stati osservati disturbi neurologici in bambini trattati per diversi anni con dosi pari a 2,5 - 3 voltela dose raccomandata. Si ricorda ai medici prescrittori l'impiego di dosi superiori a 100 mg/kg/die non e' raccomandato. Contiene il colorante Giallo Sunset (E110), che puo' causare reazioni allergiche.

INTERAZIONI:

Non sono state riferite interazioni tra deferiprone ed altri medicinali. Tuttavia, visto che deferiprone si lega ai cationi metallici, esiste il rischio di interazioni tra deferiprone e prodotti medicinali contenenti composti cationici trivalenti, quali gli antiacidi a base di alluminio. Pertanto, si sconsiglia l'assunzione concomitante di antiacidi a base di alluminio e deferiprone. La sicurezza dell'uso concomitante di deferiprone e vitamina C non e' stata studiata formalmente. Basandosi sulla interazione avversa riportata che puo' insorgere tra deferossamina e la vitamina C, si deve essere cauti quando si somministranocontemporaneamente deferiprone e vitamina C. A causa del meccanismo sconosciuto della neutropenia indotta da deferiprone, i pazienti non devono assumere medicinali noti per essere associati a neutropenia, o ingrado di causare agranulocitosi.

EFFETTI INDESIDERATI:

La reazione avversa piu' grave riferita negli studi clinici su deferiprone e' l'agranulocitosi (neutrofili < 0,5x10^9 /l), con un'incidenzadello 1,1% (0,6 casi su 100 pazienti-anni di trattamento). L'incidenzaosservata della forma meno severa di neutropenia (neutrofili < 1,5x10^9 /l) e' 4,9% (2,5 casi su 100 pazienti-anni). Questa percentuale vaconsiderata nel contesto della elevata incidenza di base della neutropenia nei pazienti talassemici, specialmente in quelli con ipersplenismo. Sono stati riferiti episodi generalmente leggeri e transitori di diarrea nei pazienti trattati con deferiprone. Gli effetti gastrointestinali sono piu' frequenti all'inizio della terapia e nella maggior parte dei pazienti si risolvono entro qualche settimana senza sospendere il trattamento. In alcuni pazienti puo' essere consigliabile ridurre ladose di deferiprone e quindi riaumentarla gradualmente fino a raggiungere la dose originale. Eventi di artropatia, che variano da dolore lieve in una o piu' articolazioni fino ad artrite severa con effusione edisabilita' significativa, sono anche stati riferiti in pazienti trattati con deferiprone. Le artropatie lievi sono generalmente transitorie. Sono stati riferiti livelli sierici aumentati di enzimi epatici neipazienti che assumono deferiprone. Nella maggior parte di questi casi, l'aumento era asintomatico e transitorio, e i livelli sono ritornatiai valori iniziali senza dover sospendere il trattamento o ridurre ladose di deferiprone. Alcuni pazienti hanno manifestato una progressione della fibrosiassociata ad un aumento del sovraccarico di ferro o epatite C. In una minoranza di pazienti, l'assunzione di deferiprone e'stata associata a bassi livelli plasmatici di zinco. I livelli si sononormalizzati con l'assunzione orale di zinco. Sono stati osservati disturbi neurologici (quali sintomi cerebellari, diplopia, nistagmo laterale, rallentamento psicomotorio, movimenti delle mani e ipotonia assiale) in bambini ai quali era stata intenzionalmente prescritta per diversi anni una dose pari a oltre 2,5 volte la dose massima raccomandatadi 100 mg/kg/die. I disturbi neurologici sono regrediti progressivamente dopo l'interruzione del deferiprone. Frequenza degli effetti indesiderati: Molto comune (>= 1/10), Comune (>= 1/100, < 1/10), Non comune(>= 1/1.000, < 1/100). Esami diagnostici. Comune: aumento degli enzimi epatici. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: neutropenia, agranulocitosi. Patologie del sistema nervoso. Comune: mal di testa.Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, dolore addominale,vomito; Comune: diarrea. Patologie renali e urinarie. Molto comune: cromaturia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: artralgia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: aumento di appetito. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non sono disponibili informazioni adeguate sull'uso del deferiprone nelle donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato effetti di tossicita' riproduttiva. Il rischio potenziale nell'uomonon e' noto. Le donne in eta' fertile devono essere informate della necessita' di evitare una gravidanza a causa delle proprieta' clastogene e teratogene del medicinale. A queste donne devono essere suggeritemisure contraccettive e l'immediata sospensione del trattamento con deferiprone se rimangono incinte o se pianificano una gravidanza. Allattamento: non si sa se deferiprone viene escreto nel latte materno. Nonsono stati eseguiti studi riproduttivi prenatali e postnatali negli animali. Le madri che allattano al seno non devono assumere deferiprone.Se il trattamento non puo' essere evitato, deve essere interrotto l'allattamento al seno.