Feiba tim

Feiba tim è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Frazione di bypass del fattore VIII (concentrato di fattori della coagulazione).

INDICAZIONI:

Particolarmente indicato nel controllo degli episodi emorragici in soggetti con l'inibitore congenito o acquisito del fattore VIII. Il FeibaTIM 3 e' inoltre indicato nel trattamento dei pazienti con inibitoredel Fattore XIa.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Coagulazione intravascolare disseminata (DIC).

POSOLOGIA:

PAZIENTI CON INIBITORE DEL FATTORE VIII. I risultati clinici finora ottenuti nel trattamento di pazienti con inibitore del fattore VIII indicano che l'efficacia del Feiba TIM 3 puo' variare entro certi limiti da paziente a paziente a causa del diverso titolo dell'inibitore e di altri fattori ancora sconosciuti. Pertanto, pur non considerandola unaregola generale, ad alti livelli d'inibitore dovranno corrispondere alti dosaggi. La determinazione del tempo di coagulazione del sangue intero secondo Lee White e/o il calcolo del valore "r" del tromboelastogramma costituisce un utile parametro per la ricerca della dose piu' efficace e per il controllo della terapia. E' necessario distinguere le seguenti indicazioni: Episodi emorragici spontanei. Si raccomanda la somministrazione da 60 a 100 unita'/Kg di peso corporeo da ripetersi adintervalli di 8 - 12 ore fino a completa guarigione della ferita, finoalla scomparsa di dolori, arresto e riassorbimento della emorragia nel caso di emorragie interne. Se, nonostante la somministrazione di unadose di 100 unita'/kg ad intervalli di 8 ore, nono viene notato alcunvantaggio terapeutico, si raccomanda di associare la somministrazionedi 40 unita'/kg di un concentrato di fattore VIII umano. La somministtrazione del fattore VIII deve sempre seguire quella del Feiba Tim 3.Gli episodi emorragici trattati a domicilio possono essere controllatimediante somministrazione fino a 150 unita'/Kg a seconda della gravita' dell'emorragia. Secondo la nostra esperienza di un trattamento profilattico a domicilio puo' essere eseguito somministrando circa 30 unita' di Feiba TIM 3/Kg 3 volte la settimana eseguite da circa 60 unita'/kg di concentrato di Fattore VIII. Piccoli interventi chirurgici. Siraccomanda di seguire lo stesso schema terapeutico riportato per le emorragie spontanee, comunque occorre verificare l'effetto della terapiasostituitiva prima dell'intervento e, se necessario, aumentare la dose, oppure decidere per il trattamento combinato con il concentrato difattore VIII (40 unita'/kg). Il controllo dell'efficacia di questa terapia deve essere effettuato eseguendo il tempo di coagulazione del sangue intero secondo Lee White e determinando il valore "r" del tromboelastogramma. La terapia combinata con concentrato di Fattore VIII permette anche di ridurre il tempo di tromboplastina parziale attivato finoai valori normali. Inoltre, al fine di valutare un eventuale rischiodi coagulazione intravascolare disseminata durante il trattamento si consiglia si controllare ripetutamente le piastrine, il fibrinogeno edi prodotti di degradazione del fibrinogeno (FDP). Prima di ogni somministrazione di Feiba TIM 3 in pazienti con inibitore del fattore VIII,si raccomanda di controllare il numero delle piastrine, poiche', secondo l'esperienza di alcuni autori (Bloom, Vermylen, Wensley) l'efficacia del Feiba TIM 3 dipende dal numero normale dei trombociti. Se il numero delle piastrine risulta inferiore a 100.000/mm cubi, prima del trattamento con il Feiba TIM 3 e' necessario normalizzare questo parametro mediante somministrazione di concentrati piastrinici. A tale riguardo si deve sottolineare che la somministrazione di concentrati di Fattore VIII di origine animale deprime il numero delle piastrine con conseguente inefficacia del Feiba TIM 3 qualora esso dovesse essere impiegato. PAZIENTI CON INIBITORE DEL FATTORE XIa. Nella casistica finora raccolta il tempo di coagulazione cefalina e' stato normalizzato in un paziente nel sul quale e' stato eseguito un intervento di "bypass" aortocoronarico mediante trattamento con circa 40 unita'/Kg di Feiba TIM 3per alcuni giorni in un'unica somministrazione. Il controllo dell'efficacia e degli effetti collaterali deve essere effettuato con l'impiegodegli stessi tests menzionati per i pazienti con inibitore del Fattore VIII.

INTERAZIONI:

Da usare con cautela in combinazione con antifibrinolitici quali l'acido epsilonaminocaproico.

EFFETTI INDESIDERATI:

In certi casi la somministrazione di Feiba TIM 3 ad alti dosaggi (200unita'/kg ed oltre) ha provocato sintomi di CIDIC. Al fine di evitarei rischi di queste complicanze si raccomanda di controllare con i tests specifici tutti i pazienti che devono essere trattati con Feiba TIM3. Si consiglia pertanto di verificare ripetutamente il numero di trombociti, il fibrinogeno ed i prodotti di degradazione del fibrinogeno.Occorre prestare particolare attenzione ad un eventuale allungamento del tempo di tromboplastina parziale attivato e del tempo di protrombina. Nel casi che i sintomi di una CIDIC vengano confermati dai 3 testssopra menzionati (diminuzione delle piastrine e del fibrinogeno, aumento dei prodotti di degradazione del fibrinogeno) e' necessario sospendere il trattamento con il Feiba TIM 3. I derivati plasmatici umani possono talvolta provocare qualsiasi tipo di forme allergiche, dalla lieve orticaria transitoria allo shock anafilattico. In questi casi si consiglia di interrompere immediatamente la somministrazione. Le reazioniallergiche devono essere trattate con antistaminici e corticosteroidi. Lo shock anafilattico dovra' essere immediatamente trattato con la terapia adeguata. Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche e tenologiche non e' possibile escludere con assoluta certezza il rischiodi trasmissione di virus (sia conosciuti o ad oggi sconosciuti) per mezzo di concentrati ottenuti da plasma umano. Nel corso di studi clinici condotti con il Feiba TIM 3 trattato secondo il metodo in oggetto, non e' stata riscontrata alcuna infezione da epatite B o NANB. La trasmissione del virus HIV e' esclusa con assoluta certezza. La somministrazione puo' talvolta provocare delle reazioni anamnestiche con conseguente aumento del titolo dell'inibitore. In certi casi comunque si osserva anche una diminuzione. Nella maggior parte dei casi il titolo rimane ad un livello costante.