Fabrazyme iv

Fabrazyme iv è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Prodotto dell'apparato gastrointestinale e del metabolismo; enzima.

INDICAZIONI:

Terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine nei pazienti con diagnosi confermata di malattia di Fabry (deficit di alfa-galattosidasi A).

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' potenzialmente letale (reazione anafilattica) al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA:

Il trattamento deve essere somministrato sotto controllo di un medicoesperto nella gestione dei pazienti affetti da malattia di Fabry o daaltre patologie metaboliche ereditarie. La dose consigliata e' 1 mg/kgdi peso corporeo, somministrato una volta ogni 2 settimane come infusione endovenosa. Sono stati utilizzati regimi di dosaggio alternativiin studi clinici. In uno di questi studi, dopo una dose iniziale di 1,0 mg/kg ogni 2 settimane per 6 mesi, la dose di 0,3 mg/kg ogni 2 settimane potrebbe essere in grado di mantenere la clearance di GL-3 in alcune tipologie cellulari in taluni pazienti; non e' stata tuttavia stabilita la rilevanza clinica a lungo termine di questi risultati. L'iniziale tasso di infusione non deve superare 0,25 mg/min (15 mg/ora), perridurre la potenziale insorgenza di reazioni connesse all'infusione.Dopo aver appurato la tolleranza del paziente e' possibile accresceregradualmente il tasso di infusione nelle successive infusioni. Non e'necessario regolare la dose nei pazienti con insufficienza renale. Nonsono stati eseguiti studi su pazienti con insufficienza epatica. Nonsono state determinate la sicurezza e l'efficacia nei pazienti di eta'superiore a 65 anni. Pertanto, nessun regime di dosaggio puo' essereattualmente raccomandato a questi pazienti. Non sono stati effettuatistudi nei bambini di eta' compresa fra 0 e 7 anni,e attualmente non e'possibile raccomandare alcuna posologia in questo gruppo di eta' pediatrica, poiche' la sicurezza e l'efficacia non sono state ancora determinate. Nei bambini fra 8 e 16 anni non e' necessario regolare la dose.

AVVERTENZE:

Poiche' agalsidasi beta (r-halfaGAL) e' una proteina ricombinante, neipazienti che presentano una attivita' enzimatica residua scarsa o nulla e' previsto lo sviluppo di anticorpi IgG. Gran parte dei pazienti ha sviluppato anticorpi IgG alla r-halfaGAL, normalmente entro 3 mesi dalla prima infusione di Fabrazyme. Nel tempo la maggior parte dei pazienti sieropositivi negli studi clinici ha evidenziato UNA tendenza alribasso nei titoli (sulla base di una riduzione > a 4 volte nel titolo, dalla misurazione di picco all'ultima misurazione) (40% dei pazienti), tollerizzazione (assenza di livelli anticorpali rilevabili, confermata da 2 saggi consecutivi di radioimmunoprecipitazione (RIP)) (14% dei pazienti), oppure il raggiungimento di un plateau (35% dei pazienti). I pazienti CON anticorpi alla r-halfaGAL sono maggiormente suscettibili a reazioni connesse all'infusione (IARs), definite come qualunqueevento avverso insorto il giorno dell'infusione. Tali pazienti vanno trattati con cautela al momento di risomministrare l'agalsidasi beta.Lostato anticorpale deve essere regolarmente monitorato. All'interno degli studi clinici, il sessantasette percento (67%) dei pazienti ha avuto almeno una reazione connessa all'infusione. La frequenza delle IARsdiminuiva nel tempo. I pazienti con lievi o moderate reazioni connesse all'infusione e riceventi agalsidasi beta nel corso degli studi clinici hanno proseguito la terapia dopo riduzione del tasso di infusione(circa0,15 mg/min; 10 mg/ora) e/o pre-trattamento con antistaminici, paracetamolo, ibuprofene e/o corticosteroidi. Come per qualunque prodotto proteico endovenoso, sono possibili reazioni di ipersensibilita' ditipo allergico. Un numero limitato di pazienti ha avuto reazioni chesuggeriscono ipersensibilita' immediata (Tipo I). Se insorgono reazioni severe di tipo allergico o anafilattico, e' necessario considerare l'interruzione immediata della somministrazione di Fabrazyme e l'avviodi un trattamento appropriato. necessario attenersi agli standard medici correnti in materia di trattamento di emergenza. Con un attento rechallenge, Fabrazyme e' stato risomministrato a tutti i 6 pazienti risultati positivi per la presenza di anticorpi IgE o con test cutaneo positivo per Fabrazyme all'interno di uno studio clinico. In questo particolare studio, inizialmente la somministrazione di rechallenge e' avvenuta a basse dosi e con un ridotto tasso di infusione (1/2 della dose terapeutica a 1/25 dell'iniziale tasso standard raccomandato). Se ilpaziente tollera l'infusione e' possibile accrescere la dose, fino agiungere alla dose terapeutica di 1 mg/kg. Inoltre, il tasso di infusione puo' essere aumentato, accrescendo gradualmente la titolazione secondo la tollerabilita' da parte del paziente. L'effetto del trattamento con Fabrazyme sui reni puo' essere limitato nel caso di pazienti conuno stato avanzato della malattia renale. Non sono stati eseguiti studi per valutare i potenziali effetti di Fabrazyme sulla compromissionedella fertilita'.

INTERAZIONI:

Non sono stati effettuati studi di interazione e sul metabolismo in vitro. In base al suo metabolismo, e' improbabile che l'agalsidasi betapossa dare adito ad interazioni tra farmaci mediate dal citocromo P450. Non somministrare Fabrazyme insieme a clorochina, amiodarone, benochina o gentamicina, considerato il rischio teorico di inibizione dell'attivita' intracellulare della alfa-galattosidasi.

EFFETTI INDESIDERATI:

Le reazioni avverse (ADR) riportate come reazioni connesse a Fabrazymesomministrato a dosi di 1 mg/kg in un totale di 121 pazienti (111 maschi e 10 femmine) trattati con almeno un'infusione di Fabrazyme fino aun massimo di 5 anni sono elencate nella tabella seguente, divise perClasse Sistemica Organica e per frequenza (molto comune: >1/10; comune: > 1/100 , 1/1000 ,

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non vi sono dati adeguati riguardanti l'uso dell'agalsidasi beta in donne in gravidanza. Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppo embrionale/fetale. Fabrazyme non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessita'. L'agalsidasi beta potrebbe essere escreto nel latte materno. Inassenza di dati circa gli effetti sui neonati esposti all'agalsidasibeta tramite il latte materno, si consiglia di interrompere l'allattamento durante l'uso di Fabrazyme.