Epirub.ebewe ev endv

Epirub.ebewe ev endv è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Farmaco antineoplastico.

INDICAZIONI:

Si e' dimostrata capace di indurre risposte utili in un ampio spettrodi malattie neoplastiche tra cui: carcinoma della mammella; linfomi maligni; sarcomi delle parti molli; carcinoma gastrico; carcinoma del fegato, pancreas, sigma retto; carcinoma del distretto cervico-facciale;carcinoma polmonare; carcinoma ovarico; leucemia. Per infusione endovescicale (10 mg/5 ml e 50 mg/25 ml) e' indicata anche nel trattamentodei carcinomi superficiali della vescica (a cellule transizionali, carcinoma in situ) e nella profilassi delle recidive dopo intervento di resezione transuretrale.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' verso i componenti del medicinale o verso altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. E' controindicata nei pazienti con mielodepressione in atto indotta da precedenti trattamenti chemio-antiblastici o radioterapici, e in pazienti gia' trattati con dosi cumulative massime di altre antracicline (per es. doxorubicina e daunorubicina). SPC_EPIRUBICINA EBEWE_2 mg/ml. E' altresi' controindicata nei pazienti con gravi cardiopatie in atto o pregresse, nei pazienti con gravi alterazioni della funzionalita' epatica e in presenza di infezioni generalizzate.

POSOLOGIA:

Per somministrazione endovenosa. Schema posologico per dosi convenzionali. Quando Epirubicina e' impiegata come unico agente antiblastico ladose consigliata negli adulti e' di 60-90 mg/mquadrati di superficiecorporea da somministrarsi per iniezione e.v. in 5-10 minuti ad intervalli di 21 gg. compatibilmente con le condizioni ematomidollari. Schema posologico per alte dosi. Carcinoma polmonare. Epirubicina come agente singolo nel trattamento ad alti dosaggi del carcinoma polmonare dovrebbe essere somministrata secondo i seguenti schemi: carcinoma polmonare a piccole cellule in pazienti non pretrattati: 120 mg/mquadrati algiorno 1, ogni 3 settimane; EPIRUBICINA EBEWE_2 mg/ml, carcinoma polmonare non a piccole cellule (epidermoide, squamoso e adenocarcinoma) in pazienti non pretrattati: 135 mg/mquadrati al giorno 1 o 45 mg/mquadrati ai giorni 1,2,3, ogni 3 settimane. Carcinoma della mammella. Dosisino a 135 mg/mquadrati, quando impiegata come unico agente, e sino a120 mg/mquadrati, quando impiegata in associazione, somministrate ogni 3-4 settimane hanno dimostrato di essere efficaci e ben tollerate inpazienti affetti da carcinoma della mammella. Nel trattamento adiuvante del carcinoma mammario in stadio iniziale con linfonodi positivi, le dosi raccomandate variano da 100 mg/mquadrati a 120 mg/mquadrati somministrate ogni 3-4 settimane. Il farmaco dovrebbe essere somministrato in bolo per via endovenosa in 5-10 minuti o come infusione endovenosa in un massimo di 30 minuti. Dosi inferiori (60-75 mg/mquadrati o 105-120 mg/mquadrati negli schemi posologici per alte dosi) sono raccomandate per i pazienti con riserve midollari ridotte dovute a precedentitrattamenti chemio- e/o radioterapici, ad eta' avanzata, o a infiltrazione neoplastica midollare. La dose totale per ciclo puo' essere frazionata in 2-3 giorni consecutivi. Nel caso d'impiego in associazione con altri farmaci antitumorali, le dosi devono essere opportunamente ridotte. Poiche' la piu' importante via di eliminazione del farmaco e' rappresentata dal sistema epatobiliare, si suggerisce di ridurre il dosaggio della Epirubicina in quei pazienti che presentano una compromissione della funzionalita' epatica, onde evitare un aumento della tossicita' globale. In linea di massima quando i livelli ematici di bilirubina sono compresi tra 1,4-3 mg/100ml e la ritenzione della bromosulfonftaleina (BSF) e' del 9-15%, si raccomanda di somministrare meta' dellanormale dose del farmaco. Se i livelli di bilirubinemia e la ritenzione di BSF sono ancora piu' elevati, si raccomanda di somministrare un quarto della dose normale. Una moderata compromissione della funzionalita' renale non sembra essere un motivo per modificare le dosi raccomandate, data la bassa escrezione di Epirubicina attraverso l'emuntorio renale. Per somministrazione endovescicale. Nel trattamento dei carcinomi papillari a cellule transizionali si consigliano instillazioni settimanali di 50 mg da ripetere per 8 settimane; in caso di tossicita' locale (cistite chimica), sara' opportuno ridurre la dose unitaria a 30mg. Nel trattamento dei carcinomi in situ la dose potra' essere aumentata a 80 mg in rapporto alla tolleranza individuale. Nella profilassidelle recidive successive a resezione transuretrale di tumori superficiali, si consigliano instillazioni settimanali di 50 mg, da ripetere per 4 settimane, seguite da instillazioni mensili della stessa dose fino ad un anno. Epirubicina non e' attiva per via orale e non deve essere somministrata per via intramuscolare o intratecale. Somministrazioneendovenosa. E' opportuno eseguire la somministrazione endovenosa nell'arco di 5-10 minuti attraverso il tubolare di una fleboclisi di soluzione fisiologica in corso, dopo essersi accertati che l'ago sia perfettamente in vena. Questa tecnica riduce il pericolo di fuoriuscita delfarmaco ed assicura il lavaggio della vena al termine della somministrazione. Se durante la somministrazione Epirubicina fuoriesce dalla vena, possono derivare lesioni tissutali fino alla necrosi. Una sclerosivenosa puo' essere osservata quando l'iniezione sia eseguita in piccoli vasi o venga ripetuta nella stessa vena. Somministrazione endovescicale. La soluzione di Epirubicina, da instillare mediante catetere, deve essere trattenuta in loco per un'ora, dopodiche' il paziente verra'invitato a vuotare la vescica. Nel corso dell'instillazione potra' essere opportuno ruotare il bacino del paziente, onde assicurare un piu'ampio contatto della soluzione con la muscosa vescicale.

AVVERTENZE:

Durante il primo ciclo di trattamento e' importante una attenta e frequente sorveglianza del paziente. E' necessario un attento monitoraggiodei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine. La leucopenia e la neutropenia sono di solito transitorie sia con le dosi convenzionali, sia con le alte dosi, sebbene di grado piu' elevato con le alte dosi. Il nadir si verifica tra il 10 e il 14 giorno con ritorno ai valori normali entro il 21 giorno. Molto raramente pazienti che hanno ricevuto alte dosi hanno manifestato trombocitopenia (< 100.000 piastrine/mmcubi). Prima dell'inizio, ed eventualmente durante il trattamento, si raccomanda di controllare la funzionalita' epatica con i normaliesami di laboratorio (SGOT, SGPT, fosfatasi alcalina, bilirubina, BSF). E' necessario usare estrema cautela quando si superino dosi cumulative di 900-1.000 mg/mquadrati sia con le dosi convenzionali sia con alte dosi. Al di sopra di tale livello aumenta notevolmente il rischio discompenso cardiaco congestizio irreversibile. Esistono evidenze di episodi rari di tossicita' cardiaca al di sotto di questo range. Il prodotto ha dimostrato nell'animale da esperimento e, a breve termine, nell'uomo una cardiotossicita' inferiore a quella del suo analogo strutturale doxorubicina. E' stato valutato in uno studio comparativo, che ilrapporto delle dosi cumulative che producono la stessa diminuzione delle capacita' funzionali cardiache e' dell'ordine di 2:1; inoltre, inpazienti non precedentemente trattati con doxorubicina, casi di scompenso cardiaco sono stati segnalati solo dopo dosi cumulative di Epirubicina superiori a 1.000 mg/mquadrati. Tuttavia, la funzionalita' cardiaca deve essere accuratamente monitorata durante il trattamento, allo scopo di minimizzare il rischio di uno scompenso cardiaco del tipo descritto per altre antracicline. Come noto tale scompenso cardiaco puo' comparire anche alcune settimane dopo la fine del trattamento e talvolta non e' influenzato dalle terapie mediche specifiche. Il rischio potenziale di una cardiotossicita' puo' aumentare nei pazienti che abbianoricevuto una terapia radiante concomitante o precedente sull'area mediastino-pericardica. In ogni caso per la dose totale di e' opportuno tener presente nel singolo paziente le eventuali terapie concomitanti con altri farmaci potenzialmente cardiotossici. Si raccomanda inoltre di effettuare l'ECG prima e dopo ogni ciclo di terapia. La comparsa dialterazioni del tracciato ECG come appiattimento o inversione dell'onda T e depressione del tratto S-T o l'insorgenza di aritimie, in generetransitorie e reversibili, non comportano necessariamente la sospensione del trattamento. La cardiomiopatia da antracicline e in particolare da doxorubicina, e' stata associata ad una persistente riduzione delvoltaggio del complesso QRS, ad un incremento dell'intervallo sistolico (PEP/LVET) oltre i limiti della norma ed infine ad una riduzione della frazione di eiezione ventricolare. Il monitoraggio cardiaco del paziente in trattamento con Epirubicina e' particolarmente importante ede' opportuno eseguirlo valutando la funzionalita' cardiaca con delletecniche non invasive, quali ECG, ecocardiografia ed eventualmente lamisura della frazione di eiezione con l'ausilio della scintigrafia miocardia. Raramente in pazienti trattati in associazione con agenti neoplastici DNA intercalanti, e' stata segnalata l'insorgenza di leucemiamieloide acuta secondaria preceduta o meno da una fase pre-leucemica.Questa patologia puo' presentare un breve periodo di latenza (1-3 anni). Come altri farmaci citotossici, Epirubicina puo' indurre iperuricemia secondaria a rapida lisi delle cellule neoplastiche. Si raccomandaquindi un attento monitoraggio della uricemia, al fine di controllarefarmacologicamente questo fenomeno. Il farmaco ha dimostrato proprieta' mutagena e cancerogena negli animali in particolari condizioni sperimentali. Epirubicina puo' determinare una colorazione rossa delle urine fino a 1-2 giorni dopo la somministrazione. Il trattamento va eseguito soltanto da medici qualificati ed esperti nell'impiego SPC_EPIRUBICINA EBEWE_2 mg/ml di farmaci antiblastici. Il trattamento iniziale richiede un monitoraggio di base (esami di laboratorio e funzionalita' cardiaca) particolarmente attento.

INTERAZIONI:

Puo' essere usata anche in associazione ad altri chemioterapici antitumorali; tuttavia e'assolutamente sconsigliabile mescolare contemporaneamente piu' farmaci nella stessa siringa. Il prodotto non deve esseremescolato con eparina per incompatibilita' chimica che, in certe proporzioni, da' luogo alla formazione di un precipitato.

EFFETTI INDESIDERATI:

Oltre a mielodepressione e cardiotossicita' sono stati riportati i seguenti effetti collaterali: perdita di capelli: di solito reversibile,compare nel 60-90% dei casi trattati; e' accompagnata da arresto dellacrescita della barba nel maschio; mucosite: puo' comparire dopo circa5-10 giorni dall'inizio del trattamento. Si tratta prevalentemente distomatite con aree di erosioni dolenti e localizzate per lo piu' lungo i margini laterali della lingua e a livello della mucosa sublinguale; disturbi dell'apparato gastro-intestinale: nausea, vomito e diarrea;iperpiressia. Occasionalmente sono stati riportati episodi allergicicon febbre, brividi, orticaria. Potrebbero inoltre verificarsi episodid'anafilassi. Alte dosi sono state somministrate ad un elevato numerodi pazienti non protrattati affetti da tumori solidi di varia natura;gli effetti indesiderati riscontrati non differivano da quelli evidenziati impiegando dosi convenzionali, fatta eccezione per neutropenia grave reversibile (< 500 neutrofili/mmcubi per < 7 giorni) che insorgeva nella maggioranza dei pazienti. Solo in casi rari si e' resa necessario l'ospedalizzazione e una terapia di supporto per gravi complicanzeinfettive. Nel corso del trattamento endovescicale, essendo l'assorbimento sistemico di lieve entita', gli effetti indesiderati sistemici sono rari; piu' frequentemente e' stato riportato cistite chimica a volte emorragica.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non vi sono attualmente informazioni adeguate circa l'influenza del farmaco sulla fertilita' maschile e femminile, sull'azione teratogena ocomunque dannosa sul feto. Dati sperimentali tuttavia suggeriscono cheil farmaco puo' ridurre la vitalita' del feto, per cui l'uso in gravidanza e' da evitarsi. Nelle donne in eta' fertile, un'eventuale gravidanza deve essere sempre esclusa prima dell'inizio del trattamento e, durante il trattamento stesso, deve essere sempre assicurata un'adeguata copertura anticoncezionale. Il farmaco non deve essere somministratodurante l'allattamento.