Dostinex fl

Dostinex fl è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

DOSTINEX

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Inibitori della prolattina.

PRINCIPI ATTIVI:

Cabergolina.

ECCIPIENTI:

Lattosio e leucina.

INDICAZIONI:

>>Inibizione/soppressione della lattazione fisiologica. Prevenzione della lattazione fisiologica subito dopo il parto e per la soppressionedella lattazione in corso. Dopo il parto, quando la madre sceglie di non allattare il bambino al seno o quando l'allattamento al seno e' controindicato per motivi medici collegati alla madre o al neonato. Dopola nascita di un feto morto o dopo un aborto. Impedisce la lattazionefisiologica attraverso l'inibizione della secrezione di prolattina. Nelle prove cliniche controllate e' stato dimostrato che somministrato alla dose singola di 1 mg al primo giorno post-partum, si e' dimostratoefficace nell'inibire la secrezione di latte, cosi' come nel ridurrela congestione e il dolore al seno nel 70-90% delle donne. Solo una minima parte delle pazienti presentava una sintomatologia mammaria recidivante, generalmente di lieve entita', alla terza settimana dopo il parto. La soppressione della secrezione di latte e il miglioramento deisintomi legati alla congestione del seno e al dolore che seguono la montata lattea si raggiungono in circa l'85% delle donne che ricevono complessivamente 1 mg di cabergolina, somministrata in quattro dosi divise nell'arco di due giorni. Il ritorno della sintomatologia al seno dopo 10 giorni e' raro. >>Trattamento dei disturbi iperprolattinemici. Trattamento delle disfunzioni associate a iperprolattinemia quali amenorrea, oligomenorrea, anovulazione e galattorrea. E' indicato in pazienti con adenoma ipofisario secernente prolattina (micro e macroprolattinoma), iperprolattinemia idiopatica, o sindrome della sella vuota associata a iperprolattinemia, patologie fondamentali nelle manifestazionicliniche sopra citate. Somministrato alle dosi di 1-2 mg alla settimana come terapia cronica e' stato efficace nel normalizzare i livelli sierici di prolattina approssimativamente nell'84% delle pazienti iperprolattinemiche. La ripresa di cicli regolari e' stata osservata nell'83% di donne precedentemente amenorroiche. In base al monitoraggio deilivelli di progesterone, determinati durante la fase luteale, l'ovulazione si ristabiliva nell'89% delle donne trattate, la galattorrea scompariva nel 90% dei casi trattati. Nel 50-90% dei pazienti sia di sessofemminile che maschile con micro o macroprolattinoma si evidenziava una diminuzione della massa tumorale.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipienti o agli alcaloidi dell'ergot. Storia di fibrosi polmonare, pericardica o retroperitoneale. Per il trattamento a lungo termine: evidenza divalvulopatia cardiaca determinata all'ecocardiogramma eseguito prima del trattamento.

POSOLOGIA:

Somministrare per via orale. Si raccomanda di assumere con il cibo. >>Inibizione della lattazione: somministrare il primo giorno dopo il parto. La posologia raccomandata e' di 1 mg (due compresse da 0,5 mg) somministrato in dose singola. >>Soppressione della lattazione: 0,25 mg (mezza compressa da 0,5 mg) ogni 12 ore per due giorni (1 mg dose totale). >>Trattamento dei disturbi iperprolattinemici: 0,5 mg/settimana somministrati in una o due volte (mezza compressa da 0,5 mg alla settimana ad esempio lunedi' e giovedi'). La dose settimanale va aumentata gradualmente, preferibilmente attraverso l'aggiunta di 0,5 mg a settimana a intervalli mensili fino a che non si raggiunga una risposta terapeutica ottimale. La dose terapeutica e' di solito 1 mg alla settimana,ma puo' variare da 0,25 mg a 2 mg a settimana. Nelle pazienti iperprolattinemiche sono state usate dosi fino a 4,5 mg a settimana. La dose settimanale puo' essere somministrata in un'unica soluzione o divisa indue o piu' volte a settimana in rapporto al grado di tollerabilita' della paziente. Quando sono indicate dosi superiori a 1 mg a settimanasi consiglia la suddivisione della dose settimanale in somministrazioni multiple in quanto la tollerabilita' di tali dosi prese in un'unicasoluzione settimanalmente e' stata valutata solo in poche pazienti. Lepazienti dovrebbero essere tenute sotto controllo durante la fase diaggiustamento della posologia, per determinare il dosaggio piu' bassoche produce la risposta terapeutica. Si consiglia il controllo dei livelli di prolattina sierica a intervalli mensili poiche', una volta raggiunto il regime terapeutico efficace, si osserva solitamente una normalizzazione della prolattina sierica nel giro di 2-4 settimane. Alla sospensione si osserva di solito una recidiva di iperprolattinemia. Tuttavia, una persistente soppressione dei livelli di prolattina si e' osservata per piu' mesi in alcune pazienti. Nella maggior parte delle donne, i cicli ovulatori persistono per almeno 6 mesi dopo l'interruzione. La dose massima e' di 3 mg/die. >>Pediatria: la sicurezza e l'efficacia non sono state definite in soggetti al di sotto dei 16 anni di eta'. >>Anziani: come conseguenza delle indicazioni per le quali e' al momento consigliato, l'esperienza negli anziani e' molto limitata. I dati disponibili non indicano rischi particolari.

CONSERVAZIONE:

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

AVVERTENZE:

La sicurezza e l'efficacia non sono state ancora confermate nei pazienti con malattie renali ed epatiche. E' da sconsigliarne l'uso in pazienti con grave insufficienza epatica. Somministrare con cautela in soggetti con grave affezione cardiovascolare, sindrome di Raynaud, malattie epatiche, insufficienza renale, ulcera peptica o precedenti di disturbi psicotici o emorragie gastroenteriche. Durante la somministrazionedel farmaco, puo' manifestarsi ipotensione sintomatica. Prestare attenzione alla somministrazione in concomitanza con altri farmaci che abbassano la pressione sanguigna. Prima della somministrazione bisogna accertarsi che non sia in atto una gravidanza e dopo il trattamento conil prodotto attendere almeno un mese per il concepimento. Il medicinale contiene lattosio. Dopo un uso prolungato di derivati ergotaminici con proprieta' agoniste per i recettori serotoninergici di tipo 5HT2B,inclusa la cabergolina, si sono verificati disturbi fibrotici e infiammatori a carico delle membrane sierose quali pleurite, versamento pleurico, fibrosi pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico, valvulopatia cardiaca con interessamento di una o piu' valvole (aortica, mitrale e tricuspide) o fibrosi retroperitoneale. La velocita' di eritrosedimentazione (VES) e' aumentata in modo anomalo in associazione a versamento pleurico/fibrosi. Si raccomanda di effettuareun esame radiografico del torace in caso di un aumento anomalo e inspiegato della VES. Ad ogni visita, il rapporto rischio-beneficio del trattamento deve essere rivalutato per determinare se sia appropriato proseguire il trattamento con cabergolina. Prima di avviare il trattamento a lungo termine: tutti i pazienti devono effettuare una valutazionecardiovascolare, comprendente un ecocardiogramma, per stabilire la potenziale presenza di una patologia valvolare asintomatica. E' anche utile effettuare un'analisi della velocita' di eritrosedimentazione (VES)o di altri marker infiammatori, un test della funzionalita' polmonare/esame radiografico del torace e test della funzionalita' renale. None' noto se il trattamento in pazienti con riflusso valvolare possa aggravare la malattia di base. Durante il trattamento a lungo termine: lepatologie fibrotiche possono avere un esordio insidioso e i pazientidevono essere costantemente monitorati per evitare il rischio di possibili manifestazioni di fibrosi progressive. Durante il trattamento siraccomanda pertanto di prestare attenzione a segni e sintomi di: patologie pleuropolmonari (quali dispnea, respiro corto, tosse persistentee dolore al petto); insufficienza renale o ostruzione vascolare dell'uretere o dell'addome che comporti dolore ai fianchi/lombalgia e edemaagli arti inferiori, cosi' come l'eventuale presenza di massa o dolorabilita' addominale che possa indicare fibrosi retroperitoneale; insufficienza cardiaca, poiche' casi di fibrosi valvolare e pericardica si sono spesso manifestati con insufficienza cardiaca. Effettuare un appropriato monitoraggio clinico e diagnostico per lo sviluppo di patologiefibrotiche. Un primo ecocardiogramma deve essere effettuato entro 3-6mesi dall'inizio della terapia, dopodiche' la frequenza del monitoraggio ecocardiografico deve essere determinata da una appropriata valutazione clinica individuale, ponendo particolare attenzione ai segni e sintomi sopramenzionati, ma sempre con una frequenza minima di 6-12 mesi. Il trattamento con cabergolina deve essere interrotto nel caso in cui un ecocardiogramma riveli un nuovo riflusso valvolare o un aggravamento di un riflusso gia' esistente, un restringimento valvolare o un ispessimento dei lembi valvolari. Cabergolina e' stata associata a sonnolenza e a episodi di attacchi di sonno improvviso, particolarmente nei soggetti con malattia di Parkinson. Molto raramente sono stati segnalati attacchi di sonno improvviso durante l'attivita' quotidiana, in qualche caso senza consapevolezza e senza segni premonitori. I pazientiin trattamento con cabergolina devono essere informati di queste eventualita' e avvertiti di usare cautela durante la guida o l'uso di macchinari. I pazienti che hanno manifestato episodi di sonnolenza e/o unepisodio di sonno improvviso devono astenersi dalla guida e dall'uso di macchinari. Inoltre puo' essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio o l'interruzione della terapia. Non deve essere somministrato a donne con preeclampsia o ipertensione post-partum. Negli studi post-partum si sono manifestate come evento isolato diminuzioni della pressione arteriosa, la maggior parte delle volte asintomatiche, chesono state piu' di frequente osservate da 2 a 4 giorni dopo l'iniziodel trattamento. Poiche' si notano frequentemente diminuzioni della pressione arteriosa durante il puerperio, indipendentemente da terapie concomitanti, e' probabile che tale sintomatologia non sia correlata alfarmaco. E' tuttavia consigliabile un controllo periodico della pressione arteriosa, particolarmente durante i primi giorni di trattamento.Non deve essere somministrato in dosi singole superiori a 0,25 mg a donne che allattano in trattamento per la soppressione della lattazione, poiche' la tollerabilita' del farmaco, quando somministrato alla dose di 0,5 mg in un'unica soluzione, e' sensibilmente diminuita. E' controindicato durante l'allattamento. Trattamento di disturbi dovuti ad iperprolattinemia Poiche' l'iperprolattinemia con amenorrea/galattorreae infertilita' puo' essere associata a tumori ipofisari, e' opportunoprevedere un controllo completo della funzionalita' della ghiandola ipofisaria prima di iniziare il trattamento. Il farmaco ripristina l'ovulazione e la fertilita' nelle donne con ipogonadismo iperprolattinemico: poiche' puo' intervenire una gravidanza prima del ripristino dellemestruazioni, si raccomanda di eseguire un test di gravidanza almenoogni 4 settimane durante il periodo di amenorrea e successivamente ogni volta che il periodo mestruale ritardi piu' di tre giorni. Si consiglia che le donne che desiderano una gravidanza concepiscano almeno unmese dopo aver interrotto il trattamento con il farmaco. Sono stati segnalati casi di sindrome patologica del gioco d'azzardo, incremento della libido e ipersessualita', nei pazienti in trattamento con agonistidella dopamina per il Morbo di Parkinson, incluso la cabergolina.

INTERAZIONI:

L'uso del prodotto in concomitanza con altri farmaci durante le primefasi del puerperio, quali in particolare, il maleato di metilergometrina, non e' stato associato ad interazioni rilevabili in grado di modificare l'efficacia e la sicurezza del prodotto. Sebbene non ci sia unaprova conclusiva di un'interazione con ogni altro alcaloide dell'ergot, si raccomanda di non usare per lunghi periodi di tempo il prodotto in concomitanza con questi farmaci. Poiche' esercita il proprio effettoterapeutico attraverso la stimolazione diretta dei recettori D2 delladopamina, non dovrebbe essere somministrato in concomitanza con farmaci che abbiano un'attivita' antagonista della dopamina (quali fenotiazine, butirrofenoni, tioxanteni, metoclopramide) dal momento che cio' potrebbe provocare una diminuzione dell'efficacia. Tenuto conto dell'effetto ipotensivo del farmaco, l'eventuale uso concomitante di farmaciantiipertensivi va fatto con cautela.

EFFETTI INDESIDERATI:

Molto comunemente (in piu' di 1 persona su 10): valvulopatia cardiaca(incluso riflusso valvolare) e disturbi correlati (pericardite e versamento pericardico). La prevalenza di reflusso valvolare asintomatico e' significativamente maggiore rispetto al reflusso attribuibile ai dopamino agonisti non derivati dell'ergot. >>Inibizione/soppressione della lattazione. Circa il 14% delle donne trattate con 1 mg ha sviluppatoalmeno un effetto collaterale. Tutti gli effetti collaterali sono stati di gravita' lieve-moderata e di natura transitoria. Gli eventi avversi piu' frequenti sono stati capogiri, vertigini, cefalea, nausea e dolori addominali. Inoltre si sono osservati rari casi di palpitazioni,dolori epigastrici, sonnolenza, epistassi ed emianopsia transitoria.Possono comparire abbassamenti asintomatici della pressione arteriosa(>= 20 mmHg sistolica e >= 10 mmHg diastolica) durante i primi 3-4 giorni post-partum. Sono stati osservati eventi avversi in circa il 14% delle puerpere in trattamento alla dose di 0,25 mg ogni 12 ore per duegiorni per la soppressione della lattazione. I sintomi piu' frequentisono capogiri, vertigini, mal di testa, nausea, sonnolenza, dolori addominali. In piu', raramente, si sono verificati vomito, sincopi, astenia e vampate di calore. La maggior parte dei sintomi e' stata di gravita' lieve-moderata e di natura transitoria. >>Disturbi dovuti a iperprolattinemia. Dai dati ottenuti in uno studio clinico controllato a lungo termine alle dosi di 1-2 mg a settimana suddivisi in due somministrazioni, e' emerso che durante la terapia si sono verificati eventi avversi in percentuale significativamente piu' bassa di quella evidenziata con il prodotto di riferimento. Inoltre i sintomi, generalmente di entita' moderata, comparivano principalmente durante le prime due settimane di terapia e nella maggior parte dei casi scomparivano spontaneamente continuando la terapia stessa. Effetti collaterali gravi che abbiano determinato l'interruzione della terapia si sono riscontrati solonel 3% dei casi. Normalmente gli effetti collaterali scomparivano entro pochi giorni dall'interruzione della terapia. I sintomi piu' comunisono stati in ordine decrescente di frequenza: nausea, cefalea, vertigini, dolori addominali, dispepsia/gastrite, astenia/affaticamento, costipazione, vomito, dolori al seno, vampate di calore, depressione e parestesie. Il farmaco esercita generalmente un effetto ipotensivo nei pazienti trattati cronicamente: tuttavia, ipotensione sintomatica o svenimenti sono stati riportati raramente. Essendo un derivato dell'ergot, puo' anche agire in alcuni pazienti come vasocostrittore: sono statiriportati occasionalmente vasospasmi alle dita e crampi alle gambe. Gli effetti collaterali sono generalmente dose-correlati. In pazienti con anamnesi di intolleranza ai farmaci dopaminergici, gli effetti collaterali possono essere attenuati incominciando la terapia con dosi ridotte (ad es. 0,25 mg una volta alla settimana) con successivi aumentigraduali fino a che non venga raggiunta la dose terapeutica. In caso di effetti collaterali persistenti o gravi, la riduzione temporanea deldosaggio seguita da un aumento piu' graduale (ad es.,incrementi di 0,25 mg alla settimana ogni due settimane) puo' annullarli. Alterazioninelle prove standard di laboratorio durante la terapia a lungo terminesono rare: e' stata osservata una diminuzione dei valori di emoglobina nelle donne amenorroiche durante i primi mesi dopo la ripresa del ciclo. >>Post-marketing. I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati in associazione all'uso di cabergolina: sonnolenza, talvolta associata a eccessiva sonnolenza diurna, episodi di attacchi di sonno improvviso, alopecia, aumentati livelli plasmatici di creatinina fosfochinasi, delirio, aggressivita', disturbi psicotici, dispnea, edema, fibrosi, alterata funzionalita' epatica, reazioni di ipersensibilita', valori alterati ai test di funzionalita' epatica, rash, alterazioni dell'apparato respiratorio. In pazienti trattati con dopamino agonisti peril Morbo di Parkinson, incluso la cabergolina, specialmente ad alti dosaggi, sono stati segnalati casi di sindrome patologica del gioco d'azzardo, incremento della libido e ipersessualita', generalmente reversibili con la riduzione o l'interruzione del trattamento.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

E' controindicato in gravidanza accertata o presunta. Gli studi sui modelli animali non hanno evidenziato nessun effetto teratogeno. Negli studi clinici sono state fino ad oggi osservate piu' di 100 gravidanzein donne trattate per disturbi da iperprolattinemia. Generalmente ha continuato ad essere assunto durante le prime 8 settimane dopo il concepimento. Tra le gravidanze finora valutabili, ci sono stati approssimativamente l'85% dei bambini nati vivi e circa il 10% di aborti spontanei. Sono stati osservati inoltre, tre casi di anomalie congenite che hanno portato ad un aborto terapeutico e tre casi di anormalita' minoriin nati vivi. Queste incidenze sono paragonabili a quelle di normalipopolazioni e di donne esposte ad ovulazioni indotte da farmaci. Basandoci sui dati sopra riportati, l'uso non sembra debba essere associatoad aumento del numero di aborti, di nascite premature, di gravidanzemultiple o di anormalita' congenite. Tuttavia, poiche' l'esperienza clinica e' ancora limitata, si raccomanda come misura precauzionale chele donne che desiderano concepire interrompano l'assunzione almeno unmese prima. Se il concepimento dovesse avvenire durante la terapia, iltrattamento deve essere interrotto non appena si venga a conoscenza della gravidanza in atto. Prima della somministrazione di cabergolina e' necessario escludere uno stato di gravidanza. Poiche' l'esperienza clinica e' tuttora limitata ed il prodotto ha una lunga emivita, come misura precauzionale, una volta ripristinati i cicli ovulatori regolari, si raccomanda alle donne che desiderano una gravidanza di interrompere il farmaco un mese prima della data prevista del concepimento. Nonva somministrato a donne che allattano poiche' previene la lattazionee non si hanno informazioni sull'escrezione del farmaco nel latte materno.