Depakin chrono

Depakin chrono è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

DEPAKIN CHRONO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antiepilettici derivati degli acidi grassi.

PRINCIPI ATTIVI:

>>Compresse 300 mg: sodio valproato 199,8 mg, acido valproico 87,0 mgcorrispondenti a 300 mg di sodio valproato. >>Compresse 500 mg: sodiovalproato 333 mg, acido valproico 145 mg corrispondenti a 500 mg di sodio valproato.

ECCIPIENTI:

Compresse 300 mg: etilcellulosa, ipromellosa, silice colloidale idrata, saccarina sodica, poliacrilato dispersione 30%, macrogol 6000, talco, titanio diossido. Compresse 500 mg: etilcellulosa, ipromellosa, silice colloidale anidra, silice colloidale idrata, saccarina sodica, poliacrilato dispersione 30%, macrogol 6000, talco, titanio diossido.

INDICAZIONI:

Nel trattamento dell'epilessia generalizzata, in particolare in attacchi di tipo: assenza, mioclonico, tonico-clonico, atonico, misto, e nell'epilessia parziale: semplice o complessa, secondariamente generalizzata. Nel trattamento di sindromi specifiche (West, Lennox-Gastaut) Neltrattamento e nella prevenzione della mania correlata ai disturbi bipolari.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Epatite acuta. Epatite cronica. Anamnesi personale o familiare digrave epatopatia, soprattutto indotta da farmaci. Porfiria epatica. Emorragie in atto.

POSOLOGIA:

Trattamento dell'epilessia. Prima di iniziare la terapia tenere presente che: in pazienti non trattati con altri farmaci antiepilettici, laposologia va preferibilmente aumentata per stadi successivi di 2-3 giorni, per raggiungere quella ottimale nel giro di una settimana circa.In pazienti gia' in trattamento con farmaci antiepilettici, la sostituzione con valproato deve essere graduale, raggiungendo la posologia ottimale in circa due settimane. I trattamenti concomitanti saranno progressivamente ridotti fino a essere interrotti. L'aggiunta di un altroagente antiepilettico, ove sia necessario, va fatta gradualmente. La posologia giornaliera deve essere stabilita in base all'eta' ed al pesocorporeo; tuttavia deve anche essere presa in considerazione la sensibilita' individuale al valproato. La posologia ottimale deve essere determinata essenzialmente in base alla risposta clinica; la determinazione dei livelli plasmatici di acido valproico puo' essere presa in considerazione a complemento del monitoraggio clinico, quando non si arrivi ad ottenere un adeguato controllo degli attacchi o quando vi sia ilsospetto di effetti indesiderati. Le concentrazioni sieriche generalmente ritenute terapeutiche sono comprese tra 40 e 100 mg/l (300-700 mmol/litro) di acido valproico. Solitamente la posologia giornaliera iniziale e' di 10-15 mg/Kg, quindi le dosi vanno progressivamente aumentate fino a raggiungere la posologia ottimale che generalmente va dai 20ai 30 mg/Kg. Tuttavia, quando non si ottiene un adeguato controllo degli attacchi con questa posologia, le dosi possono essere aumentate ancora; i pazienti devono essere tenuti sotto stretto controllo quando sono trattati con dosi giornaliere maggiori di 50 mg/Kg in particolare:nei bambini, la posologia usuale e' di circa 30 mg/Kg/die. Negli adulti, la posologia usuale va dai 20 ai 30 mg/Kg/die. Negli anziani, sebbene i parametri farmacocinetici del valproato siano modificati, tali modifiche sono di significato clinico limitato e la posologia deve essere determinata in funzione della risposta clinica (controllo delle crisi epilettiche). Trattamento e prevenzione della mania correlata ai disturbi bipolari: la dose iniziale consigliata e' 1000 mg/die. La dosedeve essere incrementata il piu' rapidamente possibile in modo da raggiungere la dose terapeutica piu' bassa con cui si ottiene l'effetto clinico desiderato. Il dosaggio di mantenimento consigliato per il trattamento dei disturbi bipolari e' compreso tra 1000 e 2000 mg al giorno.In casi eccezionali la dose puo' essere aumentata fino, e non oltre,a 3000 mg al giorno. Le dosi devono essere aggiustate in accordo allarisposta clinica individuale. La profilassi deve essere stabilita su base individuale, alla dose efficace piu' bassa. L'uso della formulazione a rilascio prolungato permette di ridurre le somministrazioni del farmaco a 1-2 volte al giorno. Inoltre la possibilita' di frazionare lecompresse consente una maggiore flessibilita' posologica. Puo' essereutilizzato anche nei bambini, quando sono in grado di assumere la forma in compresse, che peraltro possono essere frazionate.

CONSERVAZIONE:

Non vi sono particolari precauzioni per la conservazione.

AVVERTENZE:

Casi di ideazione e comportamento suicidari sono stati riportati nei pazienti in trattamento con farmaci antiepilettici nelle loro diverse indicazioni. Una meta-analisi di trials clinici randomizzati verso placebo ha, inoltre, evidenziato la presenza di un modesto incremento delrischio di ideazione e comportamento suicidario. Il meccanismo di talerischio non e' stato stabilito e i dati disponibili non escludono lapossibilita' di un incremento di rischio con Depakin. Pertanto, i pazienti dovrebbero essere monitorati per eventuali segni di ideazione e comportamento suicidari ed in tal caso dovrebbe essere preso in considerazione un appropriato trattamento. EPATOPATIE. Condizioni di insorgenza: e' stato eccezionalmente riportato un grave danno epatico che talvolta si e' rivelato fatale. I pazienti piu' a rischio soprattutto in casi di terapia anticonvulsiva multipla sono i neonati ed i bambini sotto i 3 anni con gravi forme di epilessia, in particolare quelli con danno cerebrale, ritardo psichico e (o) con malattia metabolica o degenerativa congenita. Nel caso il Medico ritenesse indispensabile somministrare il farmaco a bambini al di sotto dei tre anni di eta' per il trattamento di un tipo di epilessia responsiva al valproato, nonostante il rischio di epatopatia, l'utilizzo deve avvenire in monoterapia per ridurre tale rischio. Dopo il compimento dei 3 anni l'incidenza si riduce significativamente e diminuisce progressivamente con l'eta'. Nellamaggior parte dei casi il danno epatico si e' verificato durante i primi 6 mesi di terapia. Sintomatologia: i sintomi clinici sono essenziali per una diagnosi precoce. In particolare, soprattutto nei pazienti arischio, devono essere prese in considerazione due tipi di manifestazioni che possono precedere l'ittero: ricomparsa degli attacchi epilettici - sintomi non specifici, generalmente a rapida insorgenza, quali astenia, anoressia, letargia, sonnolenza, a volte associati a vomito ripetuto e dolore addominale. I pazienti (o i loro genitori, se si tratta di bambini) devono essere avvertiti di informare immediatamente il proprio medico qualora si verifichi uno qualsiasi dei segni soprariportati. Oltre ai controlli clinici dovra' essere intrapreso il controlloematochimico immediato della funzionalita' epatica. Rilevazione: la funzionalita' epatica deve essere controllata prima di iniziare la terapia e periodicamente durante i primi 6 mesi di terapia. Tra le analisiabituali, le piu' pertinenti sono quelle che riflettono la sintesi proteica, soprattutto il tempo di protrombina. La conferma di una percentuale di attivita' protrombinica particolarmente bassa, soprattutto seassociata ad altri rilievi biologici anormali richiede l'interruzionedella terapia con valproato. Come precauzione e in caso essi siano assunti contemporaneamente, devono essere interrotti anche i salicilati,poiche' metabolizzati per la stessa via. PANCREATITI. Sono state segnalate molto raramente pancreatiti gravi che possono avere esito fatale.I bambini piu' piccoli sono particolarmente a rischio. Il rischio diminuisce con l'aumentare dell'eta'. Attacchi epilettici gravi, disturbineurologici o politerapia anticonvulsivante possono essere fattori dirischio. La presenza di insufficienza epatica concomitante alla pancreatite aumenta il rischio di esito fatale. I pazienti che manifestanodolori addominali acuti devono essere immediatamente visitati da un medico. In caso di pancreatite, il valproato va sospeso. Donne in eta' fertile: la decisione di usare il farmaco in donne in eta' fertile deveessere presa solo dopo una valutazione molto attenta volta a stabilire se i benefici derivanti dal suo utilizzo superino i rischi di anomalie congenite al feto. Questa decisione deve essere presa prima che siaprescritto per la prima volta come pure prima che la paziente gia' trattata con valproato pianifichi una gravidanza. Precauzioni d'impiego:prima dell'inizio della terapia devono essere eseguiti test di funzionalita' epatica, che periodicamente devono essere ripetuti durante i primi 6 mesi, soprattutto nei pazienti a rischio. Come per la maggior parte dei farmaci antiepilettici si possono notare aumenti degli enzimiepatici, particolarmente all'inizio della terapia; essi sono transitori e isolati, non accompagnati da segni clinici. In questi pazienti siraccomandano indagini di laboratorio piu' approfondite (compreso il tempo di protrombina), si puo' inoltre prendere in considerazione un aggiustamento della posologia e, se necessario, si devono ripetere le analisi. Nei bambini di eta' inferiore ai 3 anni la somministrazione deve avvenire in monoterapia anche se il suo beneficio potenziale deve essere valutato prima dell'inizio del trattamento, in confronto al rischio di danno epatico o di pancreatite in questi pazienti. L'uso concomitante di salicilati deve essere evitato nei bambini al di sotto dei 3anni per il rischio di epatotossicita'. Si raccomanda di eseguire le analisi del sangue (emocromo completo con conta delle piastrine, tempodi sanguinamento e prove di coagulazione) prima dell'inizio della terapia o prima di un intervento chirurgico, e nel caso di ematomi o sanguinamenti spontanei. Nei pazienti con insufficienza renale e' necessario diminuire la posologia. Poiche' il monitoraggio delle concentrazioniplasmatiche puo' dare risultati non attendibili, la posologia deve essere adeguata in base ad un monitoraggio clinico. Sebbene siano statesolo eccezionalmente riscontrate malattie immunitarie durante l'uso divalproato, e' bene considerare il potenziale beneficio del valproatorispetto al potenziale rischio in pazienti con lupus erythematosus sistemico. Poiche' sono stati riportati dei casi eccezionali di pancreatite, pazienti con dolore addominale acuto devono venire immediatamentesottoposti a esame medico. In caso di pancreatite si deve interromperela terapia con valproato. Qualora si sospetti un ciclo dell'urea alterato, prima del trattamento si deve valutare l'iperammoniemia poiche'con valproato e' possibile un peggioramento. Prima dell'inizio della terapia i pazienti devono essere avvertiti del rischio di aumento del peso e devono essere adottate le opportune misure per minimizzare talerischio. Donne in eta' fertile: tutte le donne con epilessia e in eta'fertile devono essere informate in modo adeguato riguardo ai rischi associati alla gravidanza.

INTERAZIONI:

Effetti del valproato su altri farmaci. Neurolettici, anti-MAO, antidepressivi e benzodiazepine: il valproato puo' potenziare l'effetto di altri farmaci psicotropi come i neurolettici, gli anti-MAO, gli antidepressivi e le benzodiazepine; quindi si consiglia di eseguire un monitoraggio clinico e, quando necessario, un aggiustamento del dosaggio. Fenobarbital. Poiche' il valproato aumenta le concentrazioni plasmatichedi fenobarbital (per inibizione del catabolismo epatico) puo' verificarsi sedazione soprattutto nei bambini. Si raccomanda quindi un monitoraggio clinico per i primi 15 giorni del trattamento combinato, con immediata riduzione delle dosi di fenobarbital in caso di sedazione, e controllo eventuale dei livelli plasmatici di fenobarbital. Primidone.Il valproato aumenta i livelli plasmatici di primidone con potenziamento dei suoi effetti indesiderati (sedazione); questa interazione cessacon il trattamento a lungo termine. Si raccomanda il monitoraggio clinico specialmente all'inizio della terapia combinata con un aggiustamento del dosaggio del primidone quando necessario. Fenitoina. Inizialmente il valproato diminuisce la concentrazione plasmatica totale dellafenitoina aumentandone pero' la frazione libera, con possibili sintomidi sovradosaggio. Si raccomanda pertanto il monitoraggio clinico; incaso di dosaggio plasmatico della fenitoina si deve tenere in considerazione soprattutto la frazione libera. Successivamente, in seguito a trattamento cronico, le concentrazioni di fenitoina tornano ai valori iniziali pre-valproato. Carbamazepina. E' stata riportata tossicita' alivello clinico in caso di somministrazione contemporanea di valproatoe carbamazepina poiche' il valproato puo' potenziare la tossicita' della carbamazepina. E' quindi raccomandato un monitoraggio clinico soprattutto all'inizio del trattamento con l'associazione dei due farmaci,con un aggiustamento della posologia, se necessario. Lamotrigina. Ilrischio di rash puo' essere aumentato dalla somministrazione contemporanea di lamotrigina e acido valproico, quando lamotrigina e' aggiuntaall'acido valproico. Il valproato puo' ridurre il metabolismo della lamotrigina e aumentare la sua emivita media, quindi quando necessario e' opportuno diminuire il dosaggio di quest'ultima. Etosuccimide. Il valproato puo' causare aumento delle concentrazioni plasmatiche della etosuccimide. Zidovudina. Il valproato puo' aumentare la concentrazioneplasmatica di zidovudina con il conseguente aumento di rischi di tossicita' di quest'ultima. Effetti di altri farmaci sul valproato. Gli antiepilettici con effetto di induzione enzimatica diminuiscono le concentrazioni sieriche del valproato. Nel caso di terapia combinata i dosaggi vanno aggiustati in base ai livelli ematici. In caso di associazione di felbamato e valproato, si puo' osservare un aumento della concentrazione sierica di valproato. E' necessario un monitoraggio dei tassiplasmatici del valproato. La meflochina aumenta il metabolismo dell'acido valproico ed ha effetto convulsivante; quindi nei casi di terapiacombinata possono verificarsi attacchi epilettici. In caso di uso concomitante di valproato e di sostanze che si legano altamente alle proteine, i livelli sierici liberi di valproato possono aumentare. Un attento monitoraggio del tempo di protrombina deve essere effettuato in caso di uso concomitante di fattori anticoagulanti vitamina K dipendenti.I livelli sierici di valproato possono aumentare in caso di uso concomitante di cimetidina o eritromicina. Carbapenem (panipenem, meropenem, imipenem…): si e' osservata una diminuzione dei livelli ematici di acido valproico, talvolta associata a convulsioni. Se si devonosomministrare questi antibiotici si raccomanda un attento monitoraggiodei livelli ematici di acido valproico. La rifampicina puo' diminuirei livelli plasmatici del valproato portando all'interruzione dell'effetto terapeutico. Quindi puo' essere necessario, in caso di co-somministrazione con rifampicina, un aggiustamento del dosaggio del valproato. Altre interazioni La somministrazione concomitante di valproato e topiramato e' stata associata all'insorgenza di encefalopatia e/o iperammoniemia. I pazienti trattati con questi due farmaci devono essere monitorati con particolare attenzione per segni e sintomi di encefalopatia iperammoniemica. Il valproato generalmente non ha un effetto di induzione enzimatica; di conseguenza non riduce l'efficacia degli estroprogestinici in caso di contraccezione ormonale.

EFFETTI INDESIDERATI:

Patologie congenite, familiari e genetiche. Rischio teratogeno. Disturbi epatobiliari: rari casi di danno epatico. Disturbi gastrointestinali (nausea, dolori alla parte superiore dell'addome, diarrea) si verificano frequentemente in alcuni pazienti all'inizio del trattamento, mageneralmente scompaiono dopo qualche giorno senza interrompere il trattamento. Casi molto rari di pancreatite, talvolta letale. Alterazionidel metabolismo e della nutrizione: casi molto rari di iponatriemia. Sindrome da Inappropriata Secrezione di ADH (SIADH). Disturbi neurologici: stati confusionali; pochi casi di stato stuporoso e letargia, chequalche volta hanno portato a coma transitorio (encefalopatia); eranocasi isolati o associati ad un aumento dell'incidenza di attacchi epilettici durante la terapia e sono regrediti con l'interruzione del trattamento o con la diminuzione del dosaggio. Questi casi sono stati riportati principalmente durante la terapia combinata (in particolare confenobarbital o topiramato) o dopo un brusco aumento delle dosi di valproato. Rarissimi casi di demenza reversibile associata ad atrofia cerebrale reversibile sono stati riportati. E' stato segnalato parkinsonismo isolato reversibile. Sono stati segnalati casi di atassia con frequenza non comune (>1/1.000 e < 1/100). Spesso sono stati riportati effetti indesiderati transitori e/o dose-dipendenti: fine tremore posturale e sonnolenza. Puo' frequentemente presentarsi una moderata iperammoniemia isolata, senza alterazione dei test di funzionalita' epatica e cio' non deve essere causa di interruzione del trattamento. Tuttavia incorso di monoterapia o di politerapia (fenobarbitale, carbamazepina,fenitoina, topiramato) si puo' avere una sindrome acuta di encefalopatia iperammoniemica, con normale funzione epatica ed assenza di citolisi. La sindrome encefalopatica iperammoniemica indotta dal valproato simanifesta in forma acuta ed e' caratterizzata da perdita della coscienza, e segni neurologici focali e generali con incremento della frequenza degli attacchi epilettici. Puo' comparire dopo alcuni giorni o alcune settimane dall'inizio della terapia e regredisce con la sospensione del valproato. L'encefalopatia non e' dose-correlata, e i cambiamenti dell'EEG sono caratterizzati da comparsa di onde lente e incrementodelle scariche epilettiche. Irritabilita' (occasionalmente aggressivita', iperattivita' e disturbi comportamentali). Disturbi ematologici edel sistema linfatico: comparsa frequente di trombocitopenia, rari casi di anemia, leucopenia o pancitopenia, ipoplasia dei globuli rossi. Insufficienza midollare inclusa aplasia midollare pura a carico dei globuli rossi. Agranulocitosi. Sono stati riportati casi isolati di riduzione del fibrinogeno e di allungamento del tempo di sanguinamento, generalmente senza segni clinici associati e in particolare con alte dosi(il valproato ha un effetto inibitore sulla seconda fase dell'aggregazione piastrinica). Disturbi cutanei e sottocutanei: rash. Molto raramente necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme. E' stata spesso riportata alopecia transitoria e (o) dose-correlata. Disturbi del sistema riproduttivo: amenorrea e dismenorrea. Disturbi vascolari: e' stata riportata la comparsa di vasculiti. Disturbi dell'udito: raramente e' stata riportata sordita', sia reversibile che irreversibile; Disturbi renali e urologici: ci sono state segnalazioni isolate di sindrome di Fanconi reversibile, il meccanismo diazione non e' ancora chiaro. Sono stati segnalati casi molto rari di enuresi. Disturbi del sistema immunologico: angioedema, sindrome da Rush da Farmaci con Eosinofilia e Sintomi Sistemici (DRESS), reazioni allergiche. Disturbi generali: sono stati riportati casi molto rari di edema periferico non grave. Aumento di peso. Poiche' l'aumento di peso costituisce un fattore di rischio per la sindrome dell'ovaio policistico deve venire attentamente monitorato. Per quanto riguarda gli effettiindesiderati relativi al S.N.C. e il possibile rischio teratogeno, questi potrebbero avere un'incidenza minore rispetto a quelli che si presentano dopo somministrazione. Infatti il medicinale ha un profilo plasmatico piu' regolare, con minori fluttuazioni delle concentrazioni diacido valproico per riduzione dei livelli dei picchi (C max ) e con livelli di "cavo" immodificati.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Donne in eta' fertile. Le donne con epilessia di qualsiasi tipo e in eta' fertile devono ricevere un parere specialistico prima che sia loroprescritto il valproato. Quando si ritiene necessario il trattamentocon valproato si devono mettere in atto precauzioni per minimizzare ilpotenziale rischio teratogeno. In caso di disturbi bipolari, se si pianifica una gravidanza, si deve prendere in considerazione l'interruzione della profilassi con valproato. L'esperienza nel trattamento di madri epilettiche permette di descrivere i rischi dell'utilizzo di valproato durante la gravidanza come di seguito riportato. Rischio associato all'epilessia e agli antiepilettici: nei figli di madri epilettichetrattate con antiepilettici durante la gravidanza, il tasso globale dimalformazioni risulta 2-3 volte superiore rispetto al tasso normale (circa 3%). E' stato riportato un aumento del numero di bambini con malformazioni nel caso di terapie con piu' farmaci. Le malformazioni riscontrate piu' frequentemente sono cheiloschisi e malformazioni cardiovascolari. Molto raramente sono stati riportati ritardi nello sviluppo di bambini nati da madri epilettiche. Nonostante questi potenziali rischi, non si deve decidere l'interruzione improvvisa della terapia antiepilettica che puo' condurre ad un notevole aumento degli attacchi epilettici con serie conseguenze sia per la madre che per il feto. Rischioassociato a crisi epilettiche. Durante la gravidanza, attacchi tonico-clonici e lo stato di male epilettico con ipossia nella madre sono associati ad un particolare rischio di morte per la madre e per il feto.Rischio associato al sodio valproato: e' l'antiepilettico di scelta in pazienti con alcuni tipi di epilessia come quella generalizzata cono senza mioclono o fotosensibilita'. Per l'epilessia parziale il valproato dovrebbe essere usato solo in casi resistenti ad altri trattamenti. Nell'animale: nel topo, nel ratto e nel coniglio sono stati dimostrati effetti teratogeni. Nell'uomo: l'assunzione di valproato in gravidanza, in particolare nei primi 3 mesi, puo' causare un aumento del rischio di malformazioni al nascituro. Rispetto al trattamento con altrifarmaci antiepilettici, nei figli nati da madri con epilessia e trattate con valproato i dati disponibili suggeriscono un aumento nell'incidenza di malformazioni minori o maggiori che comprendono difetti del tubo neurale, difetti craniofacciali, malformazioni agli arti, malformazioni cardiovascolari e anomalie multiple che coinvolgono diversi sistemi corporei. L'uso del valproato e' associato con difetti del tubo neurale con incidenza dall'1% al 2%. Alcuni dati suggeriscono che una politerapia antiepilettica comprendente il farmaco e' associata ad un rischio di teratogenicita' maggiore rispetto a una monoterapia con il solo valproato. Alcuni dati suggeriscono un'associazione tra l'esposizione al valproato in utero e il rischio di ritardo nello sviluppo, in particolare del QI verbale, nei bambini nati da madri con epilessia e trattate con valproato. Il ritardo dello sviluppo e' frequentemente associato a malformazioni e/o fisionomie dismorfiche. E' comunque difficilestabilire la relazione causale con possibili fattori confondenti comeQI materno o paterno basso, altri fattori genetici, sociali, ambientali e scarso controllo delle crisi epilettiche materne durante la gravidanza. Sono stati segnalati disturbi dello spettro autistico in bambini esposti al valproato nell'utero. Il valproato durante la gravidanzadovrebbe essere prescritto come monoterapia alla piu' bassa dose efficace, in dosi frazionate e se possibile in forme a rilascio prolungato.Esiti anomali della gravidanza tendono ad essere associati con dosi giornaliere piu' alte e con elevate dosi per ogni somministrazione. E'stato dimostrato che valori elevati di picco plasmatico ed elevate quantita' per ciascuna somministrazione sono associate con difetti del tubo neurale. L'incidenza dei difetti del tubo neurale aumenta con l'incremento del dosaggio, specialmente al di sopra di 1000 mg/die. L'integrazione dietetica con acido folico prima della gravidanza, puo' ridurre l'incidenza dei difetti del tubo neurale nei neonati di donne ad alto rischio. Le pazienti dovrebbero prendere in considerazione di assumere 5 mg di acido folico al giorno quando pianificano una gravidanza. Nelle donne che diventano gravide devono essere condotte indagini diagnostiche durante la gravidanza come ad esempio ecografie o altre tecniche appropriate. Nell'indicazione dei disturbi bipolari, bisogna prendere in considerazione l'interruzione della profilassi. Per tutte le indicazioni, se dopo un'attenta valutazione dei rischi/benefici, si continua il trattamento durante la gravidanza, si raccomanda di ricorrere alla monoterapia alla dose giornaliera minima efficace. E' preferibilela somministrazione in diverse dosi durante la giornata. L'uso di unaformulazione a rilascio prolungato puo' essere preferibile a ogni altra forma di trattamento. Il ricorso ad un supplemento di folato deve iniziare prima della gravidanza e a idonei dosaggi (5 mg/die) che possono minimizzare il rischio di malformazioni a livello di tubo neurale. Durante la gravidanza il trattamento antiepilettico con valproato non deve essere interrotto senza aver rivalutato il rapporto rischio/beneficio. Deve essere istituito un monitoraggio specialistico prenatale perrilevare l'eventuale presenza di anomalie nella chiusura del tubo neurale o di un'altra malformazione. Rischio nel neonato: sono stati riportati casi molto rari di sindrome emorragica in neonati le cui madri hanno assunto valproato durante la gravidanza. Questa sindrome emorragica e' correlata alla ipofibrinogenemia. Sono stati riportati anche casi di afibrinogenemia che possono essere fatali. Questi casi di ipofibrinogenemia sono probabilmente associati ad una diminuzione dei fattoridella coagulazione. Tuttavia questa sindrome deve essere distinta daquella legata alla diminuzione dei fattori vitamina K dipendenti indotta dal fenobarbital e dagli induttori enzimatici. Pertanto nei neonatidevono essere controllati: conta piastrinica, livello plasmatico delfibrinogeno, test di coagulazione e fattori della coagulazione. Allattamento. Il valproato e' escreto nel latte materno. L'uso di valproatoda parte della madre puo' causare effetti indesiderati nel lattante; pertanto e' necessario decidere se interrompere l'allattamento o il trattamento con il medicinale, tenendo in considerazione l'importanza delfarmaco per la madre.