Deltacortene

Deltacortene è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Il prednisone appartiene alla categoria dei glucocorticoidi antireattivi. Il prednisone non possiede di per se' un'attivita' biologica, ma diviene attivo nell'organismo in quanto subisce una rapida conversionea prednisolone, metabolita attivato dello steroide, provvisto di elevata attivita' antiinfiammatoria.

INDICAZIONI:

Affezioni di interesse reumatologico come terapia aggiuntiva per la somministrazione a breve termine (per far superare al paziente un episodio acuto o una riacutizzazione) in: artrite reumatoide (casi particolari possono richiedere una terapia di mantenimento a basse dosi), malattia di Still, spondiliti anchilosanti, artrite gottosa acuta. Malattiedel collagene: durante una riacutizzazione o come terapia di mantenimento in casi particolari di lupus eritematosus sistemico, dermatomiosite, periartrite, cardite reumatica acuta. Per controllare condizioni allergiche gravi o debilitanti non trattabili in maniera convenzionale:asma bronchiale, dermatiti da contatto, dermatite atopica. Sarcoidosi. Affezioni ematologiche: anemia emolitica acquisita (autoimmune), peril trattamento palliativo di leucemie e linfomi degli adulti, leucemiaacuta dell'infanzia. Come coadiuvante nel trattamento della colite ulcerosa.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' ai componenti del prodotto, tubercolosi, ulcera peptica, psicosi, herpes oculare simplex, infezioni micotiche sistemiche. Generalmente controindicato in gravidanza e durante l'allattamento.

POSOLOGIA:

E' un medicinale che va somministrato per via orale: la dose terapeutica d'attacco nell'adulto di peso medio corrisponde a mg 20-30 al giorno. Questa dose iniziale viene rapidamente ridotta nello spazio di tempo di una settimana ad una dose di mantenimento che oscilla in media intorno ai 10 mg al giorno: possono essere richiesti anche dosaggi minori in rapporto al peso corporeo ed all'eta' del paziente. La posologiadi mantenimento deve essere sempre la minima capace di controllare lasintomatologia ed e' comunque fissata dal medico che, se incorrera' inuna dose inadeguata assistera' alla ripresa graduale dei disturbi. Lariduzione posologica deve essere sempre graduale. Per la somministrazione di dosi elevate in particolari forme ematologiche, dermatologiche, ecc. si possono usare le compresse a dosaggio unitario maggiore da mg 25. E' importante sottolineare che il fabbisogno corticosteroideo e'variabile e quindi la posologia va individualizzata, tenendoconto della malattia e della risposta del paziente alla terapia.

INTERAZIONI:

Sebbene non siano note interazioni medicamentose e incompatibilita', tuttavia in corso di trattamento contemporaneo con: anticonvulsivanti (fenobarbitale, difenilidantoina), alcuni antibiotici (rifampicina), anticoagulanti (warfarin), broncodilatatori (efedrina) si suggerisce diaumentare la dose di mantenimento del glucocorticoide. In corso di trattamento contemporaneo con altri antibiotici (eritromicina, troleandomicina), estrogeni o preparazioni contenenti estrogeni, si raccomanda di ridurre la dose di glucocorticoide. Nei pazienti con ipoprotrombinemia si consiglia prudenza nell'associare l'acido acetilsalicilico ai corticosteroidi.

EFFETTI INDESIDERATI:

In corso di terapia cortisonica, specie per trattamenti intensi e prolungati, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti: alterazioni del bilancio idro-elettrolitico che, raramente ed in pazienti particolarmente predisposti, possono portare all'ipertensione e alla insufficienza cardiaca congestizia; alterazioni muscoloscheletriche, quali osteoporosi, fragilita' ossea, miopatie; complicazioni a carico dell'apparato gastro-intestinale, che possono arrivare fino alla comparsa o all'attivazione di ulcera peptica; alterazioni cutanee, quali ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilita' della cute; alterazioni neurologiche quali vertigini, cefalea e aumento dellapressione endocranica; interferenza con la funzionalita' dell'asse ipofisi-surrene, particolarmente in momenti di stress; alterazioni dellafunzionalita' endocrina, quali irregolarita' mestruali, modificazionidella fisionomia ("faccia di luna"), disturbi della cre-scita nei bambini, diminuita tolleranza agli zuccheri e possibile manifestazione didiabete mellito latente, nonche' aumentata necessita' di farmaci antidiabetici; complicazioni di natura oculistica quali cataratta posteriore subcapsulare ed aumentata pressione endoculare; negativizzazione del bilancio dell'azoto. E' opportuno comunicare al medico curante qualsiasi altro effetto indesiderato, non compreso nel presente foglio illustrativo, che si dovesse verificare durante il trattamento.