Cortison chemicetina ung

Cortison chemicetina ung è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antinfiammatorio ed antimicrobico in associazione.

INDICAZIONI:

Indicazioni dermatologiche: dermatiti sensibili ai corticosteroidi peruso topico accompagnate da sovrainfezioni batteriche sensibili al cloramfenicolo. Dermatiti batteriche da germi sensibili al cloramfenicoloaccompagnate da evidente reazione infiammatoria. Indicazioni oculistiche: infezioni oculari causate da germi sensibili al cloramfenicolo nei casi in cui sia utile associare l'azione antiinfiammatoria dell'idrocortisone.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' nota verso i componenti. Tubercolosi cutanea, herpessimplex ed herpes zoster, varicella ed altre malattie micotiche e virali della cute da trattare. Acne rosacea. Ulcere cutanee..Non utilizzare la tecnica del bendaggio occlusivo, a meno che sia espressamente prescritto dal medico. Ipersensibilita' nota verso i componenti. Ipertensione oculare. Herpes simplex acuto ed altre malattie virali della cornea; congiuntiviti con cheratite ulcerativa anche in fase iniziale (test fluorescina +). Tubercolosi e micosi dell'occhio; oftalmie acute, congiuntiviti e blefariti purulente ed erpetiche che possono essere aggravate dai corticosteroidi. Orzaiolo.

POSOLOGIA:

Dermatologia: applicare un sottile strato di unguento 2-3 volte al giorno sulle parti cutanee colpite, usando la preparazione 2,5% + 2% unguento. Oculistica: 1-3 applicazioni al giorno di unguento oftalmico 0,5% + 1%,oppure 2 gocce 3-4 volte al giorno nel sacco congiuntivale. Nell'uso pediatrico si consiglia di utilizzare l'unguento oftalmico 0,5%+ 1%.

AVVERTENZE:

Come per altri preparati antibiotici e' possibile lo sviluppo di microorganismi non sensibili, compresi i funghi. I cortisonici inoltre possono ridurre la resistenza alle infezioni ed attivare, potenziare o mascherare un processo infettivo. Se il trattamento antibiotico concomitante e' inappropriato, si puo' verificare, per l'effetto antiflogisticodegli steroidi, un miglioramento solo apparente della situazione clinica. Pertanto se l'affezione non risponde prontamente ed effettivamente alla terapia combinata, questa dovra' essere sospesa e l'infezione curata adeguatamente con altri provvedimenti. Comunque non superare unasettimana di trattamento. I cortisonici possono mascherare una reazione locale d'ipersensibilita' al cloramfenicolo. L'uso eccessivo del prodotto, come in caso di trattamento in zone estese o per terapie prolungate, puo' determinare fenomeni generali da assorbimento sistemico. E' consigliabile non usare il cloramfenicolo nella chemioprofilassi o nella terapia di infezioni banali. Limitare la somministrazione dell'antibiotico al periodo strettamente necessario, possibilmente non oltre2 settimane. Nel corso del trattamento e' opportuno eseguire esami ematici mirati per mettere in luce le prime alterazioni che possano segnalare una depressione del midollo osseo. La somministrazione di cloramfenicolo, a dosi elevate e per terapie prolungate e ripetute, puo' infatti indurre l'insorgenza di una grave sindrome di anemia aplastica, rilevabile anche dopo settimane o mesi dalla sospensione del trattamento. E' possibile anche un abbassamento del tasso di protrombina per inibizione della flora batterica intestinale produttrice di vitamina K1. L'uso topico, specie se prolungato, puo' dare origine a fenomeni di sensibilizzazione; in tale evenienza interrompere il trattamento ed adottare una terapia idonea. Sono stati descritti rari casi di ipoplasia midollare in seguito ad impiego protratto di cloramfenicolo, per uso topico. Per tale motivo il prodotto va usato per brevi periodi salvo esplicita indicazione del medico. Nei prematuri e nei neonati sino a 4 settimane, per l'inattivita' della glicurono-coniugazione, usare particolare cautela nel dosaggio (in media 25 mg/Kg/die da somministrarsi ogni6 ore). Nei pazienti con compromissione della crasi ematica, il cloramfenicolo va impiegato con notevole cautela: in ogni caso, nelle terapie prolungate o ripetute, sorvegliare frequentemente la crasi ematica,interrompendo immediatamente il trattamento se i leucociti diminuiscono al di sotto di 4000 per mmcubi e i granuloci del 40%; e' peraltro possibile la comparsa di complicanze tardive. Nei pazienti con insufficienza epatica o renale, in conseguenza delle ridotte capacita' di metabolizzare ed eliminare il farmaco, la posologia va adeguata caso per caso. Il trattamento con cloramfenicolo, come con altri antibiotici, puo' dare luogo a superinfezioni da agenti batterici insensibili o da miceti. Per chi svolge attivita' sportiva: l'uso del farmaco senza necessita' terapeutica costituisce doping e puo' determinare comunque positivita' ai test anti-doping.

INTERAZIONI:

Evitare, per misura precauzionale, la contemporanea somministrazione di farmaci che si sospetta possano provocare depressione midollare. Sono sconsigliare le associazioni con: alcool (effetto abuso), anticoagulanti orali, il cui effetto viene potenziato. Se non e' possibile evitare l'associazione, controllare piu' frequentemente il tasso di protrombina e modificare adeguatamente la posologia dell'anticoagulante finoa 8 giorni dalla sospensione del trattamento con cloramfenicolo. Difenilidantoina o fenobarbital (rischio di sovradosaggio). Se non e' possibile evitare l'associazione, effettuare una stretta sorveglianza clinica con dosaggio dei livelli di difenilidantoina ematici e conseguenteadattamento della posologia durante e dopo l'interruzione di cloramfenicolo. Sulfamidici ipoglicemizzanti (tolbutamide e farmaci simili). Per evitare il pericolo di ipoglicemia adattare la posologia dell'ipoglicemizzante sia durante il trattamento con cloramfenicolo che dopo la sua sospensione.

EFFETTI INDESIDERATI:

In corso di trattamento con cloramfenicolo possono manifestarsi alcunidei seguenti effetti collaterali: discrasie ematiche dovute a depressione del midollo osseo: sono stati descritti casi di trombocitopenia,agranulocitosi, anemia ipoplastica o aplastica. Si tratta generalmentedi manifestazioni in rapporto alla dose e reversibili alla sospensione del trattamento; tuttavia, in rarissimi casi, tali manifestazioni possono presentarsi senza relazione ai dosaggi ed avere carattere irreversibile. Manifestazioni gastroenteriche: raramente possono comparire nausea, vomito, glossite, stomatite, diarrea, enterocolite. Manifestazioni neurotossiche: rarissimi casi di neurite, ottica o periferica, sono stati riportati in pazienti trattati per lungo tempo e a dosi elevate. Reazioni di ipersensibilita': e' possibile l'insorgenza di febbre,eruzioni cutanee, fenomeni anafilattici. Sindrome grigia: nei prematuri e nei neonati e' stata descritta questa sindrome che si manifesta, dopo 3-4 giorni di trattamento a dosi elevate, con distensione addominale e cianosi pallida progressiva e che puo' evolvere anche con gravi disfunzioni cardiocircolatorie ed exitus.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Nelle donne in stato di gravidanza il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessita' sotto il diretto controllo del medico. Al termine della gravidanza e durante il parto usare cautela in quanto l'antibiotico supera la barriera placentare e puo' talvolta esercitare effetti tossici sul feto (sindrome grigia). Particolari precauzioni devono essere adottate durante l'allattamento tenendo presente la possibilita' di effetti tossici sul lattante.