Claritromicina m.g.

Claritromicina m.g. è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

CLARITROMICINA MYLAN GENERICS 250 mg

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Anti-infettivi generali per uso sistemico.

PRINCIPI ATTIVI:

Claritromicina.

ECCIPIENTI:

>>Nucleo: cellulosa microcristallina; amido pregelatinizzato; croscarmellosa sodica; povidone; silice colloidale biossido; acido stearico; magnesio stearato. >>Film di rivestimento. Opadry giallo 20H22340: ipromellosa 3 cP (E464); idrossi-propilcellulosa (E463); titanio diossido(E171); glicole propilenico (E1520); ipromellosa 50 cP (E464); vanillina; giallo di chinolina (E104).

INDICAZIONI:

Trattamento di infezioni causate da organismi sensibili a tale antibiotico. Infezioni del tratto inferiore delle vie respiratorie, ad esempio: bronchite acuta e cronica, polmonite. Infezioni del tratto superiore delle vie respiratorie, ad esempio: sinusite e faringite. Terapia iniziale di infezioni respiratorie acquisite in comunita' ed e' risultata attiva in vitro contro i patogeni respiratori comuni ed atipici elencati nella paragrafo microbiologica. Infezioni della cute e dei tessuti molli di gravita' da lieve a moderata (come cellulite, pioderma, impetigine). Claritromicina in presenza dell'inibizione acida prodotta daomeprazolo o lansoprazolo e' indicata anche nell'eradicazione dell'H.pylori in pazienti con ulcera duodenale. Devono essere prese in considerazione le linee-guida ufficiali/nazionali relative alla resistenza antibatterica e l'uso appropriato degli antibiottici.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' nota alla claritromicina, ad altri antibiotici macrolidi o agli eccipienti della compressa. Non deve essere somministrata assieme ai derivati ergolinici. Somministrazione concomitante di claritromicina e dei seguenti farmaci: cisapride, stimolante della motilita'; pimozide, antipsicotico; terfenadina, anti-istaminico. Livelli aumentati di cisapride, pimozide e terfenadina, sono stati riscontrati in pazienti che ricevevano uno di questi farmaci e claritromicina in associazione. Questo puo' dare luogo a prolungamento dell'intervallo QT edaritmie cardiache, inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e Torsade de Pointes. Effetti simili sono stati osservati con la somministrazione concomitante di astemizolo ed altri macrolidi.

POSOLOGIA:

Per posologie di 250 mg 2 volte al giorno devono essere usate le compresse da 250 mg, poiche' le compresse da 500 mg non possono essere dimezzate. >>Pazienti con infezioni del tratto respiratorio, della cute edei tessuti molli. Adulti: 250 mg due volte al giorno per 7 giorni, manel caso di necessita' puo' essere aumentata a 500 mg due volte al giorno fino a 14 giorni nelle infezioni gravi. Bambini oltre i 12 anni di eta': come negli adulti. Bambini di eta' inferiore a 12 anni: non e'raccomandato. >>Eradicazione dell'H. pylori in pazienti con ulcera duodenale (adulti). Terapia tripla (7-14 giorni): 500 mg due volte al giorno ed un inibitore della pompa protonica associati ad amoxicillina 1000 mg due volte al giorno, per 7-14 giorni. Terapia tripla (7 giorni): 500 mg due volte al giorno ed un inibitore della pompa protonica associati a metronidazolo 400 mg due volte al giorno, per 7 giorni (si raccomanda un test della sensibilita' se la potenziale efficacia della terapia con metronidazolo non e' sicura). Terapia tripla (7 giorni): 500 mg due volte al giorno ed un inibitore della pompa protonica associati ad amoxicillina 1000 mg due volte al giorno o metronidazolo 400 mgdue volte al giorno, per 7 giorni (si raccomanda un test della sensibilita' se la potenziale efficacia della terapia con metronidazolo non e' sicura). Terapia tripla (10 giorni): 500 mg due volte al giorno associata ad amoxicillina 1000 mg due volte al giorno e un inibitore dellapompa protonica 20 mg una volta al giorno, per 10 giorni. Terapia duplice (14 giorni): 500 mg tre volte al giorno per 14 giorni. Somministrare con un inibitore della pompa protonica. Le compresse devono essereinghiottite intere con liquidi. Anziani: come per gli adulti. Compromissione della funzionalita' renale: di solito non e' richiesto un aggiustamento della dose eccetto che in pazienti con compromissione dellafunzionalita' renale di grado severo (clearance della creatinina < 30ml/min). se l'aggiustamento e' necessario la dose totale giornaliera deve essere dimezzata, ad es. 250 mg una volta al giorno o 250 mg due volte al giorno nelle infezioni piu' gravi. Pazienti con compromissionedella funzionalita' epatica: di solito non e' richiesto un aggiustamento della dose ma si deve esercitare cautela quando si somministra claritromicina a pazienti con compromissione della funzionalita' epatica.Puo' essere somministrata indipendentemente dai pasti poiche' il cibonon ne altera la biodisponibilita'.

CONSERVAZIONE:

Non richiede speciali condizioni di conservazione.

AVVERTENZE:

La claritromicina viene escreta principalmente attraverso il fegato edi reni. Si deve prestare cautela nella somministrazione di questo antibiotico in pazienti con funzionalita' epatica o renalecompromessa. Puo' essere usata in pazienti con nota ipersensibilita' alla penicillinao quando il trattamento con la penicillina non e' appropriato per altri motivi. Si devono considerare con attenzione le possibili resistenze crociate ed allergie crociate tra claritromicina ed altri macrolidi,clindamicina e lincomicina. Non deve essere associata ad altri farmaci ototossici, specialmente con gli aminoglicosidi. L'uso prolungato oripetuto della claritromicina puo' dare luogo a superinfezioni causateda microrganismi non sensibili. Se compare una superinfezione, la terapia deve essere sospesa. E' stata riportata colite pseudomembranosa con l'uso di antibiotici a largo spettro d'azione. Pertanto, e' importante considerare la sua diagnosi in pazienti che presentano grave diarrea durante o dopo la terapia con claritromicina. Puo' causare una riacutizzazione o l'aggravamento della miastenia gravis e deve pertanto essere usata con cautela in pazienti con questa malattia. A causa del rischio del prolungamento dell'intervallo QT, la claritromicina deve essere usata con cautela in pazienti con disturbi delle coronarie, anamnesi di aritmia ventricolare, grave insufficienza cardiaca, ipopotassiemia o ipomagnesiemia non compensate, bradicardia (meno di 50 battiti/minuto) o quando associata ad altri medicinali che possono prolungare l'intervallo QT. Claritromicina non deve essere usata in pazienti con prolungamento dell'intervallo QT congenito o acquisito. Deve essere usata con cautela quando indicata per l'uso in pazienti che ricevono trattamenti con induttori del CYP3A4 a causa della possibilita' di livellisub-terapeutici della claritromicina. E' un inibitore del CYP3A4 e l'uso concomitante con altri medicinali che vengono metabolizzati in larga misura da questo enzima deve essere ristretto a situazioni in cui sia chiaramente indicato. La claritromicina inibisce il metabolismo di alcuni inibitori della HMG-CoA-reduttasi, risultando in un aumento delle concentrazioni plasmatiche di questi medicinali. Streptococcus pyogenes: la claritromicina e' in genere efficace nell'eradicazione degli streptococchi dall'orofaringe. Tuttavia non sono disponibili dati sull'efficacia di questo antibiotico nella susseguente prevenzione della febbre reumatica. Nelle faringiti da infezioni da streptococco beta-emolitico, la durata del trattamento deve essere di almeno 10 gg. L'H.pylori puo' sviluppare resistenza alla claritromicina.

INTERAZIONI:

Sono stati riportati casi di Torsade de Pointes in pazienti in cui claritromicina era associata a chinidina o disopiramide. Queste associazioni devono pertanto essere evitate oppure si deve monitorare attentamente i livelli plasmatici della chinidina o della disopiramide per permettere l'aggiustamento della dose. Si deve prestare cautela quando laclaritromicina viene somministrata a pazienti trattati con altri farmaci che possono prolungare l'intervallo QT. E' stata riportata l'inibizione da parte della claritromicina del metabolismo della cisapride e della terfenadina, con aumenti da 2 a 3 volte dei livelli plasmatici della terfenadina. Questo ha determinato il prolungamento dell'intervallo QT ed aritmie cardiache inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e Torsade de Pointes. Sintomi simili sono stati descritti per pazienti trattati con pimozide quando associata a claritromicina. La somministrazione concomitante di claritromicina e terfenadina,cisapride o pimozide e' controindicata. La claritromicina e' un inibitore dell'enzima metabolizzatore CYP3A4 e della proteina di trasportoglicoproteina-P. Non deve essere usata durante il trattamento con altri medicinali che sono substrati per il CYP3A4 a meno che possano essere attentamente monitorati i livelli plasmatici, l'effetto terapeuticoe gli eventi avversi. Una riduzione della dose puo' essere necessariaper i medicinali che sono substrati del CYP3A4 se associati a claritromicina. La claritromicina inibisce il metabolismo di alcuni inibitoridella HMG-CoA-riduttasi, con conseguente aumento delle concentrazioniplasmatiche di questi medicinali. L'associazione di claritromicina e simvastatina e' stata raramente associata a rabdomiolisi. La claritromicina puo' produrre una simile interazione con atorvastatina ed una minor interazione con cerivastatina. Non deve essere associata con i derivati ergotaminici. Sono stati riportati casi di ergotismo dovuti ad aumentati livelli plasmatici di alcaloidi dell'ergot. In associazione con claritromicina compresse (250 mg due volte al giorno), l'AUC del midazolam e' aumentata di 2,7 volte dopo somministrazione endovenosa e di7 volte dopo somministrazione orale. La somministrazione concomitantecon midazolam orale deve essere evitata. Se midazolam somministrato per via endovenosa viene associato a claritromicina, il paziente deve essere attentamente monitorato e la dose aggiustata se necessario. Le stesse precauzioni devono applicarsi anche alle altre benzodiazepine metabolizzate dal CYP3A4, incluso triazolam ed alprazolam. L'uso concomitante di claritromicina orale ha portato ad un aumento di oltre 2 volte dei livelli di C min sia di ciclosporina sia di tacrolimus. Effettisimili sono attesi per il sirolimus. Quando si inizia il trattamento con claritromicina in pazienti che gia' ricevono uno di questi agenti immunosopressori: ciclosporina, tacrolimuso sirolimus, i livelli plasmatici devono essere attentamente monitorati e le loro dosi devono essere diminuite se necessario. Quando viene sospeso il trattamento con laclaritromicina, in base ai livelli plasmatici degli immunosoppressori,occore ri-aggiustarele dosi di ciclosporina, tacrolimuso sirolimus. Le concentrazioni plasmatiche della digossina possono essere aumentatedalla somministrazione concomitante della claritromicina. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici per aggiustare il dosaggio della digossina quando il trattamento con claritromicina viene iniziatoo terminato. La claritromicina puo' potenziare gli effetti della warfarin. Il tempo di protrombina deve essere monitorato frequentemente e nel caso fosse necessario, occorre aggiustare le dosi. Claritromicina puo' potenziare gli effetti della carbamazepina a causa della riduzionedella velocita' di escrezione. La somministrazione di claritromicinaa pazienti che ricevono teofillina e' stata associata ad aumentati livelli sierici di teofillina ed a potenziale tossicita' della teofillina. La contemporanea somministrazione orale di claritromicina compressee di zidovudina a pazienti adulti HIV positivi puo' dare luogo ad unadiminuzione dei livelli dello stato stazionario della zidovudina. Questo puo' essere per lo piu' evitato distanziando le dosi di claritromicina e zidovudina di 1-2 ore. Tale reazione non e' stata riportata neibambini. La somministrazione concomitante di rifabutina e claritromicina porta ad un aumento delle concentrazioni plasmatiche della claritromicina e alla diminuzione dei livelli plasmatici della rifabutina. Puo' comparire un aumentato rischio di uveite associato alla rifabutina.La claritromicina puo' determinare l'aumento delle concentrazioni plasmatiche del fluconazolo. La claritromicina viene metabolizzata dall'enzima CYP3A4. Pertanto potenti inibitori di questo enzima possono inibire il metabolismo della claritromicina con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche della claritromicina. Al contrario gli induttori del CYP3A4 possono ridurre i livelli plasmatici della claritromicina. Il ritonavir (200 mg 3 volte al giorno) inibisce il metabolismo della claritromicina (500 mg 2 volte al giorno), con l'aumento della Cmax , C min ed AUC rispettivamente del 31%, 182% e 77%. La formazionedel metabolita attivo 14-idrossi viene quasi completamente inibita. Generalmente non e' richiesta una riduzione della dose di claritromicinanei pazienti con funzionalita' renale normale, ma la dose giornalieranon deve superare 1 g (500 mg 2 volte al giorno). Tuttavia la dose diclaritromicina deve essere ridotta in pazienti con compromissione renale. Per pazienti con una clearance della creatinina da 30 a 60 ml/minla dose di claritromicina deve essere ridotta del 50% e per quelli con clearance della creatinina

EFFETTI INDESIDERATI:

Molto comuni (> 1/10); comuni (> 1/100 < 1/10); non comuni (> 1/1000 1/10000 < 1/1000) e molto rari (< 1/10000). Esami diagnostici. Comuni: azotemia elevata. Non comuni: prolungamento del tempo di protrombina, creatinina sierica elevata, prove alterate di funzione epatica (aumentati livelli delle transaminasi). Molto rari: ipoglicemia e' stata osservata specialmente dopo somministrazione concomitante con farmaci antidiabetici ed insulina. Patologie cardiache. Molto rari: prolungamento dell'intervallo QT, tachicardia ventricolare e Torsades de Pointes. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comuni: diminuiti livelli dei leucociti. Molto rari: trombocitopenia. Patologiedel sistema nervoso. Comuni: mal di testa, alterazione dell'olfatto. Molto rari: capogiro, vertigine, parestesia, convulsioni. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Rari: tinnito. Molto rari: perdita dell'udito reversibile. Patologie gastrointestinali. Comuni: nausea, diarrea,vomito, dolore addominale, dispepsia, stomatite, glossite, alterazione reversibile del colore della lingua e dei denti ed alterazione del gusto, ovvero gusto metallico o amaro. Molto rari: pancreatite. E' stata descritta molto raramente colite pseudomembranosa con claritromicina, e puo' variare in gravita' da mite a pericolosa per la vita. Patologie renali e urinarie. Molto rari: nefrite interstiziale, insufficienzarenale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto rari:sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. Patologiedel sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e dell'osso. Non comuni: artralgia, mialgia. Infezioni ed infestazioni. Comuni: candidosi orale. L'uso prolungato puo' dare luogo a crescita eccessiva di organismi non-suscettibili. Disturbi del sistema immunitario. Non comuni: reazioni allergiche che variano da orticaria ed eruzioni miti dellapelle ad anafilassi. Patologie epatobiliari. Non comuni: disfunzioneepatica che e' di solito transitoria e reversibile, epatite e colestasi con o senza ittero. Molto rari: insufficienza epatica mortale e' stata descritta particolarmente in pazienti con epatopatie pre-esistentio che assumevano altri farmaci epatotossici. Disturbi psichiatrici. Molto rari: ansia, insonnia, allucinazioni, psicosi, disorientamento, depersonalizzazione, incubi e confusione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

La sicurezza della claritromicina durante la gravidanza e l'allattamento al seno non sono state stabilite. Pertanto non deve essere usata ingravidanza e durante l'allattamento a meno che il rapporto beneficio/rischio non sia favorevole. Alcuni studi negli animali suggeriscono uneffetto embriotossico ma solo a livelli di dosi che sono chiaramentetossici per la madre. La claritromicina e' stata trovata nel latte dianimali ed in quello umano.