Ceprotin iv

Ceprotin iv è indicato per il trattamento di:

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Antitrombotico.

INDICAZIONI:

Il farmaco e' indicato nella porpora fulminante e nella necrosi cutanea indotta dalla cumarina in pazienti con grave deficit congenito di proteina C. Inoltre e' indicato per la profilassi a breve termine in pazienti con grave deficit congenito di proteina C, in presenza di una opiu' delle seguenti condizioni: imminenti interventi chirurgici o terapia invasiva, all'inizio di terapia a base di cumarina, nei casi in cui la terapia a base di cumarina da sola non sia sufficiente; nei casiin cui la terapia a base di cumarina non sia possibile. Dal momento che i dati sulla sicurezza ed efficacia sono disponibili solo relativamente a condizioni di grave deficit congenito di proteina C, l'uso deveessere limitato a queste condizioni.

CONTROINDICAZIONI:

Ipersensibilita' verso uno o piu' dei componenti, alle proteine muri ne o all'eparina, eccetto per il controllo di complicanze trombotiche arischio per la vita. Sebbene il prodotto sia stato utilizzato in maniera sicura nel trattamento di donne in gravidanza con deficit della proteina C, la sua sicurezza nella gravidanza umana non e' stata stabilita in studi clinici controllati. Inoltre non sono disponibili informazioni circa l'escrezione della proteina C nel latte materno. Pertanto il farmaco deve essere utilizzato durante la gravidanza e l'allattamento valutando il rischio nei confronti della madre e del nascituro, e solo se chiaramente necessario.

EFFETTI INDESIDERATI:

Sono disponibili solo pochi dati. Non sono stati eseguiti studi prospettici sulla sicurezza. Raramente sono state osservate reazioni da ipersensibilita' o allergiche (che possono includere angioedema, senso dibruciore o di puntura nel punto della iniezione, brividi, rossore delvolto, rash cutaneo, orticaria generalizzata, cefalea, prurito, ipotensione, sonnolenza, nausea, irrequietezza, tachicardia, oppressione toracica, formicolio, vomito, dispnea). Negli studi clinici condotti si sono verificati due casi di lievi reazioni allergiche. Esistono inoltredelle singole segnalazioni circa l'insorgenza di febbre, aritmia, sanguinamenti e trombosi durante il trattamento. Se il preparato viene usato in pazienti con grave deficit congenito di proteina C, possono svilupparsi anticorpi inibenti la proteina C. Dal momento che non e' possibile escludere il rischio di una reazione da ipersensibilita' di tipoallergico, i pazienti devono essere informati circa i segni precoci di reazioni da ipersensibilita' inclusi prurito, orticaria generalizzata, oppressione toracica, dispnea, ipotensione e anafilassi. In caso diinsorgenza di questi sintomi, e' necessario consultare il medico ed interrompere immediatamente la somministrazione del prodotto. In caso di shock, e' necessario seguire gli standard medici correnti per il trattamento dello shock. In caso di somministrazione di prodotti medicinali ottenuti da sangue o plasma umano, non e' possibile escludere totalmente l'insorgenza di malattie infettive dovute alla trasmissione di agenti infettivi. Questo riguarda anche gli agenti patogeni di natura finora sconosciuta. Il rischio di trasmissione di agenti infettivi viene comunque ridotto mediante le seguenti misure: selezione dei donatoriper mezzo di controllo medico e screening delle donazioni per i tre principali virus patogeni: HIV, HCV e HBV: test sui pool di plasma perverificare l'assenza di materiale genomico dello HCV; procedure di inattivazione/rimozione incluse nel processo produttivo che siano state validate usando modelli virali considerati efficaci per lo HIV, HCV, HAV e HBV. La procedura di inattivazione/rimozione virale ha un valore limitato nei confronti del parvovirus B19. L'infezione da parvovirus B19 puo' risultare grave per le donne in gravidanza (infezione fetale) eper i soggetti affetti da immunodeficienza o da attivazione midollare(es. anemia emolitica). In caso di somministrazione di prodotti ottenuti da sangue o plasma di origine umana, e' necessario prendere in considerazione una adeguata vaccinazione (epatite A e B). Dal momento chela quantita' di sodio nella dose massima giornaliera puo' superare i200 mg, tale quantita' puo' risultare dannosa nei soggetti sottopostia dieta iposodica. Il farmaco puo' contenere tracce di eparina. Possono insorgere reazioni allergiche indotte da eparina che possono essereassociate ad una rapida diminuzione del numero dei trombociti (trombocitopenia indotta da eparina, HIT). Nei pazienti con HIT possono verificarsi sintomi quali trombosi arteriosa e venosa, coagulazione intravascolare disseminata (CID), porpora, petecchie e sangue nelle feci (melena). In caso di HIT sospetta, e' necessario eseguire immediatamente laconta dei trombociti e se necessario sospendere la terapia con il farmaco. La identificazione di HIT e' complicata dal fatto che tali sintomi possono essere gia' presenti durante la fase acuta in pazienti congrave deficit congenito di proteina C. I pazienti con HIT dovranno evitare in futuro l'uso di farmaci contenenti eparina. Nell'ambito dell'esperienza clinica sono stati osservati diversi episodi emorragici. Laconcomitante somministrazione di preparati anticoagulanti (ad esempioeparina) puo' essere stata determinata la responsabile di tali episodiemorragici. Ad ogni modo non si puo' escludere con certezza che la somministrazione del farmaco abbia ulteriormente contribuito a tali episodi emorragici.

INTERAZIONI:

Attualmente non si conoscono interazioni con altri prodotti medicinali. Nei pazienti che iniziano il trattamento con anticoagulanti orali appartenenti alla classe degli antagonisti della vitamina K (es. warfarina), e' possibile osservare un temporaneo stato di ipercoagulabilita'prima che l'effetto anticoagulante desiderato divenga evidente. Tale effetto puo' essere spiegato dal fatto che la proteina C, di per se unaproteina plasmatica vitamina K dipendente, ha una emivita piu' breverispetto alla maggior parte delle proteine vitamina K dipendenti (cioe' Il, IX e X). Successivamente, nella fase iniziale del trattamento, l'attivita' della proteina C viene soppressa piu' rapidamente di quelladei fattori procoagulanti. Per tale ragione, se il paziente passa altrattamento con anticoagulanti orali, e' necessario proseguire la terapia sostitutiva a base di proteina C fino al raggiungi mento di un livello di anticoagulazione stabile. Sebbene la necrosi cutanea indotta da warfarina possa verificarsi in qualsiasi paziente durante le fasi iniziali della terapia anticoagulante orale, i soggetti con deficit congenito di proteina C sono particolarmente a rischio.

POSOLOGIA E MODALITA' D'ASSUNZIONE:

Il trattamento con il farmaco deve essere iniziato sotto il controllodi un medico esperto in terapia sostitutiva con fattori/inibitori della coagulazione nei casi in cui sia possibile eseguire il monitoraggiodell'attivita' della proteina C. Il dosaggio deve essere determinato in base alle valutazioni laboratoristiche per ogni singolo caso. Deve essere inizialmente raggiunta un'attivita' della proteina C del 100%, etale attivita' deve essere mantenuta al di sopra del 25% per tutta ladurata del trattamento. Si raccomanda una dose iniziale di 60-80 Ul/kg per la determinazione del recupero e dell'emivita. Si raccomanda lamisurazione dell'attivita' di proteina C per mezzo di sostanze cromogeniche per la determinazione dei livelli plasmatici del paziente per laproteina C prima e durante il trattamento con il farmaco. Il dosaggiodeve essere determinato sulla base di misurazioni di laboratorio dell'attivita' della proteina C. In caso di un evento trombotico acuto, tali misurazioni devono essere eseguite ogni 6 ore fino a stabilizzazione raggiunta, successivamente due volte al giorno e sempre subito primadell'iniezione successiva. E' necessario ricordare che l'emivita della proteina C puo' essere drasticamente ridotta in presenza di certe condizioni cliniche quali la trombosi acuta con porpora fulminante e necrosi cutanea. I pazienti trattati durante la fase acuta della malattiapossono mostrare aumenti molto piu' lievi nell'attivita' di proteinaC. L'ampia variazione nelle risposte individuali implica la necessita'di controllare regolarmente gli effetti del farmaco sui parametri della coagulazione. Dal momento che non sono disponibili dati circa il trattamento di pazienti con compromissioni renali e/o epatiche, si raccomanda che questi pazienti vengano sottoposti ad un accurato monitoraggio. Se il paziente passa al trattamento profilattico permanente con anticoagulanti orali, la terapia sostitutiva con proteina C deve essereinterrotta solo dopo l'ottenimento di un livello di anticoagulazione stabile. 1 Unita' Internazionale (UI) di proteina C corrisponde all'attivita' della proteina C in 1 mi di plasma normale misurata con metodoamidolitico. Inoltre, all'inizio della terapia anticoagulante orale e'consigliabile partire con una dose bassa, ed incrementarla progressivamente, piuttosto che iniziare con una dose d'urto standard. Nei pazienti sottoposti a trattamento profilattico con proteina C, livelli piu'elevati dovrebbero essere garantiti in situazioni a maggiore rischiodi trombosi (ad esempio infezioni, traumi o interventi chirurgici). Nei pazienti con grave deficit congenito di proteina C e contestuale resistenza verso APC, i dati clinici disponibili sulla sicurezza ed efficacia del prodotto sono limitati. Metodo di somministrazione: il farmaco viene somministrato per iniezione endovena dopo ricostituzione dellapolvere liofilizzata con acqua sterilizzata per preparazioni iniettabili. Il prodotto deve essere somministrato ad una velocita' di iniezione non superiore a 2 ml/minuto. Nei bambini con un peso corporeo < 10kg la velocita' di iniezione non deve eccedere 0,2 ml/kg/min. Come perqualsiasi prodotto a base di proteine somministrabili per via endovenosa, e' possibile che si verifichino reazioni da ipersensibilita'. Dato il possibile rischio di insorgenza di sintomi allergici di natura acuta e a rischio per la vita, e' opportuno che la somministrazione avvenga nelle vicinanze di strutture di pronto soccorso.