Carboplatino mayne ev

Carboplatino mayne ev è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Composto del platino, antineoplastico ed immunomodulatore.

INDICAZIONI:

Trattamento del carcinoma ovarico, trattamento del teratoma, trattamento del carcinoma del polmone a piccole cellule.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Intolleranza o ipersensibilita' verso i componenti del prodotto ed altri farmaci contenenti platino. Pazienti affetti da mielosoppressione e/o gravi disfunzioni renali Gravidanza. Generalmente controindicato durante l'allattamento.

POSOLOGIA:

La dose consigliata di Carboplatino in adulti non sottoposti in precedenza a trattamento e aventi una funzione renale normale e' di 400mg/mq, somministrata mediante un'unica infusione endovenosa in 15-60 minuti. La Terapia non deve essere ripetuta fino a che non siano trascorse quattro settimane dal precedente ciclo di carboplatino. In base alle circostanze cliniche, la dose iniziale puo' dover essere ridotta del 20-25% in pazienti che presentino fattori di rischio, quali una precedente terapia mielosoppressiva ed una condizione fisiologica debilitata. Si consiglia di procedere alla determinazione del punto di massima depressione ematologica mediante conteggi globulari settimanali, per stabilire il dosaggio futuro e la programmazione della somministrazione diCarboplatino. INSUFFICIENZA RENALE: I pazienti affetti da insufficienza renale possono necessitare di una riduzione del dosaggio di carboplatino. In tali circostanze, i punti di massima depressione ematologicae la funzione renale dovranno essere controllati costantemente. la posologia consigliata per i pazienti affetti da disfunzione renale basatasull'eliminazione della creatinina e' la seguente: Eliminazione dellacreatinina > 40 ml/min, dose di carboplatino 400 mg/mq. Eliminazionedella creatinina 0 - 39 ml/min, dose di carboplatino 250 mg/mq. Eliminazione della creatinina 0-19 ml/min, dose di carboplatino 150 mg/mq. USO NEI BAMBINI: Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire ledosi di carboplatino in campo pediatrico. Pertanto l'uso del farmaconei bambini e nei lattanti non e' consigliato. TERAPIA DI ASSOCIAZIONE: Il carboplatino e' stato utilizzato in associazione ad altri agentiantineoplastici. In tali casi il dosaggio varia in funzione del protocollo clinico seguito. In particolare, l'abbinamento con altri farmacimielosoppressivi puo' richiedere variazioni della posologia e/o dei tempi di somministrazione, allo scopo di ridurre al minimo gli effetti indesiderati. Gli aggiustamenti di dosaggio devono essere effettuati inbase allo schema di trattamento adottato e ai risultati dei controlliematologici.

INTERAZIONI:

La terapia concomitante con altri farmaci nefrotossici (p.es. aminoglicosidi) puo' aumentare o aggravare la tossicita' dovuta alle modificheindotte dal carboplatino nell'eliminazione renale. E' pertanto opportuno evitare tali associazioni. La terapia combinata con altri farmacimielosoppressivi puo' rendere necessarie variazioni posologiche e/o dei tempi di somministrazione del carboplatino, al fine di evitare la comparsa di effetti tossici cumulativi. Il carboplatino interagisce conl'alluminio formando un precipitato nero. Pertanto, per la preparazione o la somministrazione del farmaco, non si devono utilizzare aghi, siringhe, cateteri o set di somministrazione endovenosa contenenti partiin alluminio che possono entrare in contatto con il carboplatino.

EFFETTI INDESIDERATI:

La mielosoppressione rappresenta la tossicita' dose-limitante del carboplatino. E' generalmente reversibile e non cumulativa quando il carboplatino viene utilizzato come unico agente, seguendo le frequenze di somministrazione consigliate. Gli effetti collaterali a carico dei diversi apparati finora rilevati nel corso di studi possono essere cosi' riassunti:SISTEMA EMOPOIETICO: leucopenia si puo' avere nel 55% dei pazienti trattati, trombocitopenia nel 32% e anemia nel 59%. Il 20% circa dei pazienti ha dovuto subire trasfusioni. SISTEMA GASTROINTESTINALE: nausea associata a vomito si puo' avere nel 53% dei pazienti trattati, solo nausea nel 25%, diarrea nel 6%, costipazione nel 3%. La nausea e il vomito si presentano generalmente solo dopo 6-12 ore dalla somministrazione di carboplatino e scompaiono entro 24 ore.Essi sono immediatamente controllati (o possono essere prevenuti) mediante il ricorso ad antiemetici.SISTEMA RENALE: nel 25% dei pazienti si puo' osservare una diminuzionedella clearance della creatinina; aumenti dell'acido urico nel 25% dei pazienti, dell'azotemia nel 16% dei pazienti e della creatinina plasmatica nel 7% dei pazienti. BIOCHIMICO: diminuzioni nei livelli plasmatici di magnesio (37%), potassio (16%) e, raramente, calcio (5%). Talimodifiche non sono state cosi' gravi da causare sintomi clinici. NEUROTOSSICITA': lieve neuropatia periferica e' stata riscontrata nel 6% dei pazienti. Le parestesie presenti prima del trattamento, soprattuttose provocate dal cisplatino, possono persistere o aggravarsi durantela terapia al carboplatino. OTOTOSSICITA': nel 15% dei pazienti e' presente una diminuzione subclinica dell'acutezza auditiva nella gamma dialta frequenza (4000-8000 Hz), stabilita mediante audiogramma, ed ototossicita' clinica, manifestata generalmente sotto forma di ronzio auricolare (1%). Nei pazienti che hanno sviluppato una perdita di udito in seguito alla terapia con cisplatino, tale menomazione puo' persistere o peggiorare. SISTEMA EPATICO: aumenti dei valori della fosfatasi alcalina sono stati osservati piu' frequentemente (30% dei pazienti) rispetto alle modificazioni di SGOT, SGPT e della bilirubinemia totale (15% e 4% dei pazienti). REAZIONI ALLERGICHE: in meno del 2% dei pazienti sono state riscontrate reazioni simili a quelle osservate con il cisplatino, vale a dire: rush cutaneo, febbre e prurito. In alcuni casi non era presente alcuna reattivita' incrociata. ALTRE REAZIONI: alterazioni del gusto (1%), alopecia (2%), sindrome simile all'influenza (1%), reazione nel punto dell'iniezione (1%). In meno del 5% dei pazientitrattati sono stati osservati effetti indesiderati a livello respiratorio, cardiovascolare, delle mucose, genito-urinario, cutaneo e muscolo-scheletrico. Sebbene in meno dell'1% dei pazienti trattati si sia verificata morte dovuta a motivi cardiovascolari (scompenso cardiaco, embolia, danno cerebro-vascolare), non e' stato stabilito se questa fossedirettamente correlata alla chemioterapia piuttosto che alle condizioni generali del paziente. Raramente e' stata osservata sindrome emolitico-uremica.