Carbolithium

Carbolithium è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antipsicotico.

INDICAZIONI:

Stati di eccitazione e di depressione, forme maniacali ed ipomaniacali, psicosi maniaco-depressive, psicosi depressive croniche. Nella profilassi delle recidive maniacali e depressive. Cefalea a grappolo. Coadiuvante nelle leucopenie da farmaci: da impiegare in ambiente ospedaliero e sotto controllo metabolico.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Pazienti cardiopatici con insufficienza renale, in pazienti con gravestato di debilitazione, con aumentata deplezione di sodio, ed in quelli trattati con diuretici. Gravidanza accertata o presunta e allattamento. La sicurezza e l'efficacia dei sali di litio nei bambini sotto i 12 anni non e' stata ancora stabilita pertanto l'uso in tali pazienti non e' consigliato.

POSOLOGIA:

Il dosaggio deve essere individualizzato in rapporto ai livelli sierici del farmaco e alla risposta clinica. Adulto: da 2 a 6 capsule da 300mg al di', equidistanziate nel corso della giornata. Nei ragazzi al di sotto dei 35 kg: da 2 a 6 capsule da 150 mg al di' equidistanziate nel corso della giornata. Le dosi massime vanno impiegate nella terapiadi attacco nelle forme gravi, le minime nella terapia di mantenimentoprofilattico.

AVVERTENZE:

La terapia dovra' essere interrotta se si presentassero sintomi dovutialla tossicita' del farmaco in questione: diarrea, vomito, tremori, moderata atassia, sonnolenza e debolezza muscolare. Il litio puo' prolungare l'effetto degli agenti bloccanti neuro-muscolari. Una diminuzione della tollerabilita' al litio puo' essere causata da profusa sudorazione e diarrea, in questi casi, devono essere somministrati piu' salie liquidi. Nel caso che ai disturbi suddetti si accompagni una infezione con temperatura elevata, e' consigliabile una temporanea riduzioneo interruzione del trattamento. Preesistenti lievi disturbi della tiroide non costituiscono necessariamente una controindicazione al trattamento con il litio; ove esista ipotiroidismo la funzionalita' tiroideava controllata sia durante la terapia d'attacco, che in quella di mantenimento; nel caso che l'ipotiroidismo si manifestasse durante la terapia, sara' opportuno effettuare un idoneo trattamento supplementare. Durante il trattamento i pazienti devono essere sottoposti a regolare monitoraggio con controllo della crasi ematica. E' consigliabile valutare la funzionalita' renale; durante la terapia graduali o improvvise variazioni della funzione renale, anche se entro limiti normali, indicano la necessita' di rivedere il trattamento. Sospendere l'assunzione almeno una settimana prima di iniziare una terapia elettroconvulsiva (ECT) e riprendere il trattamento con il litio alcuni giorni dopo il completamento della stessa (ECT).

INTERAZIONI:

Una sindrome encefalopatica (caratterizzata da debolezza, letargia, febbre, tremori, confusione, sintomi extrapiramidali, leucocitosi), seguita da un irreversibile danno cerebrale si verifica in alcuni pazientitrattati con il litio contemporaneamente ad aloperidolo. Esiste la possibilita' di simili reazioni con altri medicinali antipsicotici. Diuretici: aumentano la litiemia; l'indapamide ed il litio non devono essere usati in concomitanza per una possibile tossicita' del litio conseguente ad una ridotta clearance renale; la contemporanea somministrazione di FANS provoca aumento dei livelli plasmatici di litio; alcuni FANS e corticoidi (provocano ritenzione idrosalina); aminofillina e mannitolo diminuiscono la litiemia; la contemporanea terapia con farmaci inibitori dell'enzima di conversione (ACE) puo' dar luogo ad un aumentodella concentrazione sierica di litio.

EFFETTI INDESIDERATI:

L'insorgenza e la severita' degli effetti collaterali sono generalmente direttamente correlati ai livelli di litio sierico cosi' come sono correlati al diverso grado di sensibilita' al litio di ciascun paziente; generalmente sono tanto piu' gravi quanto piu' alta e' la concentrazione del farmaco. Leggero tremore alle mani, poliuria ed una sete moderata, possono presentarsi durante la terapia iniziale della fase maniacale acuta e un malessere generale puo' verificarsi durante i primi giorni di somministrazione; di solito scompaiono con il prosieguo del trattamento, o con una temporanea riduzione del farmaco ma se persistono, e' necessario interrompere il trattamento. Diarrea, vomito, sonnolenza, debolezza muscolare, incapacita' di coordinamento sono i primi segni di intossicazione e possono verificarsi a livelli ematici di litiosotto ai 2,0 mEq/l; a piu' alti livelli si possono presentare atassia,vertigini, tinnitus, annebbiamento della vista ed intensa poliuria. Livelli ematici di Litio superiori a 3,0 mEq/l possono produrre un complesso quadro clinico, coinvolgendo vari organi ed apparati; in nessunmomento della terapia e' opportuno superare il livello di 1.0 mEq/l. Neuromuscolari: tremori, iperirritabilita' muscolare (contrazioni, movimenti clonici delle gambe), atassia, movimenti coreoatotici, ipereccitabilita' dei riflessi tendinei profondi. S.N.C.: assenze, attacchi epilettici, difficolta' della parola, stordimento, vertigini, incontinenza delle urine e delle feci, sonnolenza, ritardi psicomotori, confusione, irrequietezza, stupore, coma. Ematologici: in letteratura e' statoriscontrato un caso di marcata leucopenia (senza apprezzabili modificazioni dei valori di eritrociti e piastrine) associato con un aumento acuto della litiemia. Cardiovascolari: aritmie cardiache, ipotensione,collasso della circolazione periferica, scompenso circolatorio (raramente). Gastrointestinali: anoressia, nausea, vomito e diarrea. Genitourinarie: albuminuria, oliguria, poliuria, glicosuria. Dermatologiche: inaridimento ed assottigliamento dei capelli, alopecia, anestesia cutanea, follicolite cronica, esacerbazione della psoriasi. Neurovegetativi: disturbi della vista, secchezza delle fauci. Anormalita' tiroidee: gozzo tiroideo e/o ipotiroidismo (incluso mixedema). Sono stati riscontrati rari casi di ipertiroidismo. Variazioni dell'ECG e dell'EEG. Disturbi vari: stanchezza, letargia, disidratazione, perdita di peso, scotomi transitori. Durante la terapia prolungata sono stati osservati cambiamenti morfologici con fibrosi glomerulari ed interstiziali e atrofia dei nefroni.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Puo' causare danni fetali alle donne in gravidanza e viene escreto nellatte materno.