Binocrit

Binocrit è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

BINOCRIT 1000 UI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antianemici.

PRINCIPI ATTIVI:

Ogni ml di soluzione contiene 2000 UI di epoetina alfa, corrispondentia 16,8 mcg per ml. 1 siringa preriempita da 0,5 ml contiene 1000 unita' internazionali (UI), corrispondenti a 8,4 mcg di epoetina alfa.

ECCIPIENTI:

Sodio fosfato monobasico diidrato, Sodio fosfato dibasico diidrato, Sodio cloruro, Glicina, Polisorbato 80, Acqua per preparazioni iniettabili, Acido cloridrico (per regolare il pH), Sodio idrossido (per regolare il pH).

INDICAZIONI:

ronica (IRC) in pazienti adulti e pediatrici: Trattamento dell'anemiaassociata a insufficienza renale cronica in pazienti adulti e pediatrici emodializzati e in pazienti adulti sottoposti a dialisi peritoneale. Trattamento dell'anemia grave, di origine renale, accompagnata da sintomi clinici, in pazienti adulti con insufficienza renale non ancoradializzati. Trattamento dell'anemia e riduzione del fabbisogno trasfusionale in pazienti adulti in trattamento chemioterapico per tumori solidi, linfoma maligno o mieloma multiplo e a rischio di trasfusione, come indicato dallo stato generale del paziente (situazione cardiovascolare, anemia preesistente all'inizio della chemioterapia). Puo' essereutilizzato per ridurre l'esposizione a trasfusioni di sangue allogenico in pazienti adulti non sideropenici, ritenuti ad alto rischio di como in pazienti adulti non sideropenici, ritenuti ad alto rischio di complicanze trasfusionali, prima di un intervento elettivo di chirurgia ortopedica maggiore. Limitare l'uso ai pazienti con anemia moderata (Hb10 - 13 g/dl) non facenti parte di un programma di predonazione autologa e per i quali si preveda una perdita ematica di 900 - 1800 ml.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Non somministrare ai pazienti che sviluppano un'aplasia eritroidepura (PRCA) in seguito al trattamento con una qualsiasi eritropoietina. Ipertensione non controllata. Pazienti che, per qualsiasi ragione, non possano ricevere una profilassi antitrombotica adeguata. L'uso dell'epoetina alfa nei pazienti in attesa di un intervento elettivo di chirurgia ortopedica maggiore, che non partecipano ad un programma di predonazione autologa, e' controindicato nei pazienti con gravi patologievascolari coronariche, arteriose periferiche, carotidee o cerebrali,compresi i pazienti con infarto miocardico recente o accidente cerebrovascolare.

POSOLOGIA:

Trattamento dell'anemia sintomatica in pazienti adulti e pediatrici con insufficienza renale cronica: somministrare per via endovenosa. La concentrazione di emoglobina e' compresa tra 10 e 12 g/dl, eccetto chenei pazienti pediatrici (tra 9,5 e 11 g/dl). Somministrare per via endovenosa, ottenendo valori emoglobinici non superiori a 12 g/dl. Evitare un aumento dell'emoglobina superiore a 2 g/dl nell'arco di quattro settimane. Si raccomanda di affrontare la variabilita' dei valori di emoglobina tramite una gestione ottimale della dose, tenendo presente che la concentrazione target di emoglobina e' compresa tra 10 g/dl e 12g/dl. Nei pazienti pediatrici la concentrazione target e' compresa tra9,5 e 11 g/dl. Livelli emoglobinici prolungati superiori a 12 g/dl devono essere evitati. Se l'emoglobina aumenta di oltre 2 g/dl al mese,ridurre la dose del 25%. Se l'emoglobina supera i 13 g/dl, interrompere la terapia. Pazienti adulti emodializzati: fase di correzione: 50 UI/kg 3 volte alla settimana per via endovenosa. Un aggiustamento posologico deve avvenire gradualmente ad intervalli di almeno quattro settimane. Ad ogni variazione, l'aumento o la diminuzione della dose deve essere pari a 25 UI/kg 3 volte alla settimana; fase di mantenimento: Hbcompresa tra 10 e 12 g/dl (6,2 - 7,5 mmol/l). La dose settimanale totale raccomandata e' compresa tra 75 e 300 UI/kg per via endovenosa. I dati clinici disponibili suggeriscono che i pazienti con valori emoglobinici inizialmente molto bassi (< 6 g/dl o < 3,75 mmol/l) possono necessitare di dosi di mantenimento piu' alte rispetto ai pazienti con anemia iniziale meno grave (Hb > 8 g/dl o > 5 mmol/l). Pazienti pediatrici emodializzati: fase di correzione 50 UI/kg 3 volte alla settimana per via endovenosa. Un aggiustamento posologico deve avvenire gradualmente con variazioni di 25 UI/kg 3 volte alla settimana, con intervalli di almeno quattro settimane, fino al raggiungimento del valore desiderato; fase di mantenimento: Hb compresa tra 9,5 e 11 g/dl (5,9 - 6,8 mmol/l). I bambini di peso corporeo inferiore a 30 kg necessitano di dosidi mantenimento piu' alte rispetto ai bambini di peso corporeo superiore a 30 kg. I dati clinici disponibili suggeriscono che i pazienti con valori di emoglobina inizialmente molto bassi (< 6,8 g/dl o < 4,25 mmol/l) possono necessitare di dosi di mantenimento piu' alte rispettoai pazienti con anemia iniziale meno grave (Hb > 6,8 g/dl o > 4,25 mmol/l). Pazienti adulti sottoposti a dialisi peritoneale: fase di correzione: dose iniziale di 50 UI/kg 2 volte alla settimana per via endovenosa; fase di mantenimento: Hb compresa tra 10 e 12 g/dl (6,2 - 7,5 mmol/l). Dose di mantenimento compresa tra 25 e 50 UI/kg 2 volte alla settimana in 2 iniezioni uguali. Adulti con insufficienza renale non ancora dializzati: fase di correzione: dose iniziale di 50 UI/kg 3 volte alla settimana per via endovenosa, seguita, se necessario, da incrementi di 25 IU/kg (3 volte alla settimana) fino al raggiungimento del valore desiderato (con intervalli di almeno quattro settimane tra un incremento e il successivo); fase di mantenimento: Hb compresa tra 10 e 12g/dl (6,2 - 7,5 mmol/l). Dose di mantenimento compresa tra 17 e 33 UI/kg 3 volte alla settimana per via endovenosa. La dose massima non devesuperare le 200 UI/kg 3 volte alla settimana. Pazienti con anemia indotta dalla chemioterapia: somministrare per via sottocutanea ai pazienti anemici. Livelli emoglobinici prolungati superiori a 12 g/dl (7,5 mmol/l) devono essere evitati. Proseguire la terapia per un mese dopo il termine della chemioterapia. 150 UI/kg per via sottocutanea 3 voltealla settimana. In alternativa, 450 UI/kg per via sottocutanea una volta alla settimana. Se l'emoglobina e' aumentata di almeno 1 g/dl (0,62mmol/l) o la conta dei reticolociti e' aumentata di >= 40.000 cellule/mcl sopra il basale dopo 4 settimane di trattamento, mantenere una dose di 150 UI/kg 3 volte alla settimana o 450 UI/kg una volta alla settimana. Se l'aumento dell'emoglobina e' < 1 g/dl (< 0,62 mmol/l) e la conta dei reticolociti e' aumentata di < 40.000 cellule/mcl sopra il basale, aumentare a 300 UI/kg 3 volte alla settimana. Se, dopo altre 4 settimane con 300 UI/kg 3 volte alla settimana, l'aumento dell'emoglobina e' >= 1 g/dl (>= 0,62 mmol/l) o la conta dei reticolociti e' aumentata di >= 40.000 cellule/mcl, mantenere la dose di 300 UI/kg 3 volte alla settimana. Se l'aumento dell'emoglobina e' < 1 g/dl (< 0,62 mmol/l) e la conta dei reticolociti e' aumentata di < 40.000 cellule/mcl sopra il basale, una risposta all'epoetina alfa e' improbabile e il trattamento deve essere interrotto. Aggiustamento posologico per il mantenimento di una concentrazione emoglobinica compresa tra 10 g/dl e 12 g/dl: se l'emoglobina aumenta di oltre 2 g/dl (1,25 mmol/l) al mese, oppure se supera i 12 g/dl (7,5 mmol/l), la dose deve essere ridotta del 25 - 50%. Se l'emoglobina supera i 13 g/dl (8,1 mmol/l), interrompere la terapia fino a che i valori scendano sotto i 12 g/dl (7,5 mmol/l) eriprendere il trattamento ad una dose inferiore del 25% rispetto alladose precedente. Adulti in attesa di un intervento elettivo di chirurgia ortopedica maggiore: somministrazione sottocutanea, 600 UI/kg settimanalmente per tre settimane prima dell'intervento e il giorno dell'intervento. Se occorre ridurre il tempo all'intervento a meno di tre settimane, giornalmente 300 UI/kg per 10 giorni consecutivi prima dell'intervento, il giorno dell'intervento e nei quattro giorni immediatamente successivi. Se, nell'ambito degli esami ematologici eseguiti nel periodo preoperatorio, il livello di emoglobina raggiunge o supera i 15 g/dl, interrompere la somministrazione. Somministrare una quantita' adeguata di ferro a tutti i pazienti trattati (sostituzione orale con 200mg Fe^2^+ /die) per l'intera durata del trattamento. Si deve iniziarela somministrazione di ferro prima della terapia per ottenere depositi adeguati. Non somministrare per infusione endovenosa o miscelato conaltri medicinali. Iniezione endovenosa: per almeno uno-cinque minuti,a seconda della dose totale. Nei pazienti emodializzati puo' essere somministrato un bolo durante la seduta dialitica attraverso un accessovenoso adatto nella linea di dialisi. Alternativamente, l'iniezione puo' essere somministrata al termine della seduta dialitica attraversoil tubo dell'ago fistola, seguita da 10 ml di soluzione salina isotonica. Nei pazienti che reagiscono al trattamento con sintomi simil-influenzali e' preferibile un'iniezione piu' lenta. Iniezione sottocutanea:non superare il volume massimo di 1 ml in ogni sede d'iniezione. Periniettare volumi maggiori, servirsi di piu' sedi d'iniezione. Nei pazienti con insufficienza renale cronica non somministrare per via sottocutanea.

CONSERVAZIONE:

Conservare e trasportare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C). Non congelare. Conservare la siringa preriempita nell'imballaggio esterno per tenerla al riparo dalla luce. Per l'uso ambulatoriale il paziente puo' prelevare il farmaco dal frigorifero e conservarlo a temperatura non superiore a 25 gradi C per un singolo periodo fino a 3 giorni.

AVVERTENZE:

Monitorare la pressione arteriosa nei pazienti trattati. Usare con cautela in presenza di ipertensione. Puo' essere necessario aggiungere farmaci o aumentare la dose della terapia antipertensiva. Usare con cautela in presenza di epilessia e insufficienza epatica cronica. Duranteil trattamento puo' verificarsi un moderato aumento dose-dipendente della conta piastrinica nell'ambito del range normale. Tale aumento regredisce durante il proseguimento della terapia. Sottoporre la conta piastrinica a regolare monitoraggio durante le prime 8 settimane di terapia. Nella maggior parte dei casi, i valori di ferritina nel siero si riducono contemporaneamente all'aumento dell'ematocrito. Per garantireuna risposta ottimale all'epoetina alfa, assicurarsi che esistano depositi di ferro adeguati: si raccomanda la somministrazione di ferro, 200 - 300 mg Fe^2^+ /die per via orale (100 - 200 mg Fe^2^+ /die nei pazienti pediatrici) nei pazienti con insufficienza renale cronica e livelli sierici di ferritina inferiori a 100 ng/ml si raccomanda la somministrazione orale di 200 - 300 mg Fe^2^+ /die in tutti i pazienti oncologici con saturazione della transferrina inferiore al 20%. Tutti i fattori anemici supplementari citati devono anche essere tenuti in attenta considerazione prima di aumentare la dose nei pazienti oncologici. Aplasia eritroide pura (PRCA): molto raramente e' stata osservata PRCAmediata da anticorpi dopo mesi o anni di trattamento con eritropoietina per via sottocutanea. Nei pazienti nei quali si osserva improvvisamente una mancata efficacia della terapia, definita da un calo dell'emoglobina (1 - 2 g/dl al mese) con aumento del fabbisogno trasfusionale,si deve determinare la conta reticolocitaria e si devono analizzare letipiche cause di una mancata risposta. Se la conta reticolocitaria corretta per l'anemia e' bassa, la conta piastrinica e leucocitaria sononormali e non sono state individuate altre cause di perdita dell'effetto terapeutico, si devono determinare gli anticorpi anti-eritropoietina e si deve valutare l'eventualita' di un esame del midollo osseo perla diagnosi di PRCA. In caso di sospetta PRCA mediata da anticorpi anti-eritropoietina, sospendere la terapia. Non iniziare un'altra terapia eritropoietica, perche' esiste il rischio di reazioni crociate. Puo'essere somministrata ai pazienti una terapia adeguata, ad esempio trasfusioni di sangue. Insufficienza renale cronica: i dati di immunogenicita' in caso di uso sottocutaneo nei pazienti a rischio di PRCA indotta da anticorpi, cioe' nei pazienti con anemia renale, sono insufficienti; pertanto, il medicinale deve essere somministrato per via endovenosa. In caso di insufficienza renale cronica, la concentrazione emoglobinica di mantenimento non deve superare il limite superiore della concentrazione emoglobinica target. Studi clinici controllati non hanno mostrato benefici significativi attribuibili alla somministrazione di epoetine una volta che la concentrazione emoglobinica abbia superato ilivelli necessari per controllare i sintomi dell'anemia ed evitare letrasfusioni di sangue. Misurare regolarmente i livelli di emoglobina fino al raggiungimento di un livello stabile, e, in seguito, a intervalli regolari. L'aumento dell'emoglobina deve corrispondere approssimativamente a 1 g/dl (0,62 mmol/l) al mese e non deve superare i 2 g/dl (1,25 mmol/l) al mese, al fine di ridurre al minimo il rischio di un peggioramento dell'ipertensione. In casi isolati e' stata osservata iperpotassiemia. La correzione dell'anemia puo' indurre un aumento dell'appetito e dell'apporto di potassio e proteine. Monitorare gli elettroliti del siero nei pazienti con insufficienza renale cronica. In presenzadi un livello di potassio nel siero elevato o crescente, valutare l'eventualita' di interrompere la somministrazione fino alla correzione dell'iperpotassiemia. Per via dell'aumento dell'ematocrito, durante laterapia e' spesso necessario un aumento della dose di eparina in corsodi emodialisi. Nei pazienti con insufficienza renale cronica e patologia cardiaca ischemica clinicamente evidente o insufficienza cardiacacongestizia, la concentrazione di emoglobina di mantenimento non devesuperare il limite superiore della concentrazione target di emoglobina. La correzione dell'anemia con epoetina alfa in pazienti adulti con insufficienza renale non ancora dializzati non accelera la progressionedell'insufficienza renale. Pazienti oncologici adulti in chemioterapia con anemia sintomatica: tenere presente l'intervallo di 2 -3 settimane tra la somministrazione di epoetina alfa e la comparsa degli eritrociti indotti dall'eritropoietina. Si devono misurare regolarmente i livelli di emoglobina fino al raggiungimento di un livello stabile. Se l'aumento dell'emoglobina e'superiore a 2 g/dl al mese o un valore di emoglobina e' superiore a 13 g/dl, l'aggiustamento posologico deve essere condotto fino in fondo, riducendo al minimo il rischio di eventi trombotici. E' stata osservata un'aumentata incidenza di eventi trombotici vascolari (TVE) nei pazienti oncologici trattati, tale rischio deveessere attentamente valutato in relazione al beneficio previsto del trattamento, in particolare nei pazienti oncologici con rischio aumentato di eventi trombotici vascolari, ad esempio per obesita', e nei pazienti con anamnesi di TVE. Pazienti in attesa di un intervento elettivodi chirurgia ortopedica maggiore: nei pazienti in attesa di un intervento elettivo di chirurgia ortopedica maggiore si devono accertare e trattare le cause dell'anemia possibilmente prima dell'inizio del trattamento con epoetina alfa. In questa popolazione di pazienti gli eventitrombotici possono costituire un rischio, e tale possibilita' deve essere valutata con attenzione in relazione al beneficio previsto del trattamento. I pazienti in attesa di un intervento elettivo di chirurgiaortopedica maggiore devono ricevere un'adeguata profilassi antitrombotica. Si deve prestare cautela nei pazienti predisposti a sviluppare un trombosi venosa profonda (DVT). Inoltre, nei pazienti con emoglobinaal basale > 13 g/dl, non puo' essere esclusa la possibilita' che il trattamento possa essere associato ad un rischio aumentato di eventi trombotici/vascolari postoperatori. Potenziale di crescita tumorale: leeritropoietine sono fattori di crescita che stimolano soprattutto la produzione di eritrociti. I recettori per l'eritropoietina possono essere espressi sulla superficie di una varieta' di cellule tumorali. Comeper tutti i fattori di crescita, esiste la preoccupazione che le epoetine possano stimolare la crescita di tumori.

INTERAZIONI:

Non esistono evidenze che indichino che il trattamento con epoetina alfa altera il metabolismo di altri medicinali. Tuttavia, dal momento che la ciclosporina viene legata dagli eritrociti, esiste la possibilita' di interazione. Se l'epoetina alfa viene somministrata contemporaneamente alla ciclosporina, si devono sottoporre a monitoraggio i livelliematici di ciclosporina e modificare la dose di ciclosporina con l'aumento dell'ematocrito. Non esistono evidenze che indichino un'interazione tra epoetina alfa e G-CSF o GM-CSF relativamente alla differenziazione o proliferazione ematologica in campioni bioptici tumorali in vitro.

EFFETTI INDESIDERATI:

La reazione avversa piu' frequente e' l'aumento della pressione arteriosa o il peggioramento dell'ipertensione preesistente. Possono verificarsi crisi ipertensive con sintomi simili a un'encefalopatia. Si deveprestare attenzione a cefalee acute improvvise di tipo simil-emicranico, che possono essere un segnale di allarme. Considerazioni generali.In associazione con l'epoetina alfa sono stati descritti rash non specifici. Possono verificarsi sintomi simil-influenzali, come cefalea, dolori articolari, sensazione di debolezza, capogiri e stanchezza, in particolare all'inizio del trattamento. E' stata osservata trombocitosi,ma questo evento e' molto raro. In pazienti trattati con agenti eritropoietici, compresi i pazienti trattati con epoetina alfa, sono statiosservati eventi trombotici/vascolari come ischemia miocardica, infarto miocardico, accidenti cerebrovascolari (emorragia cerebrale e infarto cerebrale), attacchi ischemici transitori, trombosi venosa profonda,trombosi arteriosa, embolia polmonare, aneurisma, trombosi retinica,coagulazione nel rene artificiale. Con l'epoetina alfa sono state raramente osservate reazioni di ipersensibilita', compresi casi isolati diangioedema e reazione anafilattica. E' stata osservata aplasia eritroide pura (PRCA) mediata da anticorpi dopo mesi o anni di trattamento con epoetina alfa. Nella maggior parte di questi pazienti sono stati osservati anticorpi diretti contro le eritropoietine. Pazienti emodializzati adulti e pediatrici, pazienti adulti sottoposti a dialisi peritoneali e pazienti adulti con insufficienza renale non ancora dializzati.La reazione avversa piu' frequente nell'ambito del trattamento con epoetina alfa e' l'aumento dose-dipendente della pressione arteriosa o il peggioramento dell'ipertensione preesistente. Tale aumento della pressione arteriosa puo' essere trattato farmacologicamente. Inoltre, siraccomanda il monitoraggio della pressione arteriosa, in particolare all'inizio della terapia. Le reazioni seguenti si sono verificate anchein casi isolati di pazienti con pressione arteriosa normale o bassa:crisi ipertensive con sintomi simili a un'encefalopatia (cefalea e stato confusionale) e convulsioni tonico-cloniche generalizzate, con necessita' di intervento medico immediato e trattamento intensivo. Si deveprestare particolare attenzione a cefalee acute improvvise di tipo simil-emicranico, che possono essere un segnale di allarme. Possono verificarsi trombosi dello shunt, particolarmente in pazienti con tendenzaall'ipotensione o con complicazioni a livello delle fistole arterovenose (stenosi, aneurismi ecc.). In questi pazienti si raccomandano la revisione precoce dello shunt e una profilassi antitrombotica, ad esempio con acido acetilsalicilico. Pazienti oncologici adulti in chemioterapia con anemia sintomatica Nei pazienti trattati con epoetina alfa puo' verificarsi ipertensione. Di conseguenza, si deve effettuare uno stretto monitoraggio dell'emoglobina e della pressione arteriosa. Nei pazienti trattati con agenti eritropoietici e' stato osservato un aumento dell'incidenza di eventi trombotici vascolari. Pazienti in attesa diun intervento elettivo di chirurgia ortopedica maggiore Nei pazientiin attesa di un intervento elettivo di chirurgia ortopedica maggiore,con emoglobina basale compresa tra 10 e 13 g/dl, l'incidenza di eventitrombotici/vascolari (per la maggior parte DVT) nella popolazione complessiva dei pazienti inseriti negli studi clinici si e' dimostrata simile nei vari gruppi di dosaggio di epoetina alfa e nel gruppo placebo, sebbene l'esperienza clinica sia limitata. Inoltre, nei pazienti conemoglobina al basale > 13 g/dl non puo' essere esclusa la possibilita' che il trattamento con epoetina alfa possa essere associato ad un rischio aumentato di eventi trombotici/vascolari postoperatori.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non vi sono studi adeguati e ben controllati riguardanti donne in gravidanza. Gli studi su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva. Nelle pazienti con insufficienza renale cronica, l'epoetina alfadeve essere usata in gravidanza solo se il potenziale beneficio supera il potenziale rischio per il feto.