Bidiabe

Bidiabe è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Ipoglicemizzante, escluse le insuline.

INDICAZIONI:

Diabete mellito dell'eta' matura specie nei casi di resistenza primaria o secondaria alle solfoniluree e di insulino-resistenza.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Diabete chetoacidosico. Diabete latente o sospetto. Coma e precoma diabetico. Tasso sierico della creatinina superiore a 12 mg/l. Diabeticicon precedenti di acidosi lattica. Funzionalita' epatica o renale gravemente compromessa. In corso di trattamento con diuretici o con agentiantiipertensivi suscettibili di provocare alterazioni della funzionerenale o quando viene praticata una urografia endovenosa. Affezioni cardiocircolatorie gravi (scompenso cardiaco) stato di shock cardiogenico o tossicoinfettivo. Turbe della circolazione arteriosa periferica).Affezioni respiratorie gravi. Insufficienza surrenale. Alcoolismo cronico. Regimi fortemente ipocalorici e, soprattutto, stati di digiuno. Gravi malattie distrofiche. Emorragie acute gravi. Shock. Gangrena. Gravidanza.

POSOLOGIA:

Va stabilita individualmente e deve fondarsi sui risultati dei controlli metabolici. In linea di massima da 1 a 3 compresse al giorno ai pasti principali. Non deve mai essere superata la dose di 100 mg pro-die.

AVVERTENZE:

In caso di manifestazioni ipoglicemiche, piu' frequenti in soggetti con funzionalita' epatica o renale compromesse somministrare carboidrati(zucchero); nei casi piu' gravi, che raramente possono arrivare finoalla perdita della conoscenza, e' necessario effettuare un'infusione lenta i.v. di soluzione glucosata. Per la presenza di un derivato solfonilureico l'uso deve essere limitato ai pazienti con diabete mellito sintomatico insorto in eta' adulta e non chetogenico che non possa essere controllato con la dieta, e nei quali la somministrazione di insulina non e' indicata. In concomitanza di traumi, interventi chirurgici,malattie infettive e febbrili, puo' rendersi necessario instaurare temporaneamente la terapia insulinica per mantenere un adeguato controllometabolico. Test di funzionalita' renale, quali la deteminazione della creatinina nel siero, devono essere effettuati prima dell'inizio deltrattamento e poi ogni due mesi nel primo semestre di cura; successivamente ogni semestre.

INTERAZIONI:

E' opportuno tener presente la possibilita' di reazioni antabusesimilidopo ingestione di bevande alcoliche. L'azione ipoglicemizzante dellesolfoniluree puo' essere potenziata dal dicumarolo e derivati, dagliinibitori delle monoaminossidasi, dai sulfamidici, dal fenilbutazone ederivati, dal cloramfenicolo, dalla ciclofosfamide, dal probenecid, dal feniramidolo e dai salicilati, essa puo' essere invece diminuita dall'adrenalina, dai corticosteroidi, dai contraccettivi orali e dai diuretici tiazidici. Cautela deve essere anche posta nel somministrare contemporaneamente beta-bloccanti. Occorre tener presente che per la presenza della fenformina cloridrato il medicinale puo' potenziare l'azione degli anticoagulanti.

EFFETTI INDESIDERATI:

Fenomeni ipoglicemici possono manifestarsi, sebbene raramente, soprattutto in soggetti debilitati o in eta' avanzata, in caso di sforzi fisici inconsueti, in caso di alimentazione irregolare o assunzione di bevande alcoliche, in caso di compromissione della funzionalita' renale e/o epatica. Possono talvolta manifestarsi intolleranze gastroenteriche, quali nausea, anoressia, gastralgie, vomito o diarrea, le quali possono richiedere l'interruzione del trattamento. Possono raramente aversi manifestazioni allergiche cutanee che sono pero' transitorie e in genere scompaiono con il proseguimento della terapia. In pazienti che presentino fattori predisponenti quali insufficienza renale e collasso cardiocircolatorio si puo' manifestare acidosi lattica che puo' decorrere in modo grave se non si interrompe il trattamento con fenformina enon si adottano misure adeguate. Sono stati riferiti casi con alti livelli ematici di acido lattico, aumento del rapporto attato/piruvato, abbassamento del pH ematico, iperazotemia che, eccezionalmente, hanno avuto un decorso sfavorevole. L'acidosi lattica puo' essere favorita dalla contemporanea assunzione di alcol.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

E' controindicato in gravidanza.