Benazepril idr.eg

Benazepril idr.eg è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE EG

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

ACE-inibitori e diuretici.

PRINCIPI ATTIVI:

Benazepril cloridrato 10 mg e idroclorotiazide 12,5 mg.

ECCIPIENTI:

Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, amido pregelatinizzato, croscarmellosa sodica, olio di ricino idrogenato. Rivestimento della compressa: ipromellosa, titanio diossido (E171), macrogol 8000, talco, ferro ossido rosso (E172).

INDICAZIONI:

Ipertensione essenziale, nel caso sia indicato un trattamento con un preparato combinato. La combinazione fissa non e' indicata per iniziarela terapia oppure per titolare il dosaggio, bensi' per sostituire lacombinazione libera di 10 mg di benazepril cloridrato e 12,5 mg di idroclorotiazide per la terapia di mantenimento.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Non deve essere usato in caso di: ipersensibilita' al benazepril cloridrato, ai tiazidici o alle sulfonamidi (tenere presente la possibilita' di reazioni incrociate) oppure ad uno qualsiasi degli eccipienti, anamnesi di edema angioneurotico o di altri tipi di angioedema (ad es. acausa di una precedente terapia con ACE-inibitori), compromissione digrado severo della funzione renale (creatinina sierica oltre 1,8 mg/dl oppure clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min), dialisi, stenosi dell'arteria renale (bilaterale o di un singolo rene), fase post trapianto renale, stenosi delle valvole aortica o mitrale emodinamicamente rilevante o cardiomiopatia ipertrofica, insufficienza cardiacascompensata, iperaldosteronismo primario, disturbo epatico primario oinsufficienza epatica, squilibrio elettrolitico clinicamente rilevante(ipercalcemia, iposodiemia, ipopotassiemia), bambini, gravidanza, allattamento. Durante il trattamento bisogna evitare l'impiego di membrane ad alto flusso di copolimero di poliacrilonitrile sodiometallilsolfonato (ad es. AN69) durante sedute di dialisi o emofiltrazione. In casodi dialisi o emofiltrazione di emergenza e' quindi necessario passaread una terapia alternativa per il trattamento dell'ipertensione o dell'insufficienza cardiaca che non sia un ACE-inibitore, oppure usare un'altro tipo di membrana per dialisi. Durante l'LDL (lipoproteina a bassa densita') -aferesi con destran-solfato possono verificarsi reazionianafilattoidi pericolose per la vita in caso d'uso concomitante di unACE-inibitore. Durante il trattamento di desensibilizzazione dal veleno di insetti (ad es. dalle punture di api e vespe) in pazienti trattati contemporaneamente con un ACE-inibitore e' possibile l'insorgenza di reazioni anafilattiche (ad es. calo pressorio, dispnea, vomito, reazioni cutanee allergiche) che talvolta possono essere pericolose per lavita. Se la LDL-aferesi o il trattamento desensibilizzante dal velenodi insetti sono necessari, l'ACE-inibitore deve essere temporaneamente sostituito con altri farmaci per il trattamento dell'ipertensione edell'insufficienza cardiaca.

POSOLOGIA:

Di regola, il trattamento dell'ipertensione deve essere iniziato con una dose bassa del singolo principio attivo da incrementare lentamente.La combinazione fissa del farmaco contenente 10 mg di benazepril cloridrato e 12,5 mg di idroclorotiazide deve essere usata solo dopo precedente trattamento con benazepril cloridrato e idroclorotiazide somministrati da soli, se le dosi di mantenimento dei singoli principi attivicorrispondono a quelle della combinazione fissa e quindi si e' potutaottenere una normalizzazione della pressione sanguigna. In caso di mancata risposta alla terapia non bisogna aumentare il dosaggio di questo farmaco combinato. In questo caso si continui il trattamento, ad esempio somministrando i singoli componenti in un rapporto posologico adatto. Data la possibilita' che si verifichi un eccessivo calo pressorioin seguito all'aumento del dosaggio di benazepril cloridrato - soprattutto in pazienti con deplezione idrosalina (causata ad es. da vomito/diarrea, una precedente terapia con diuretici), oppure grave ipertensione - e' necessario che questi pazienti siano monitorati per almeno 6ore. E' opportuno correggere qualsiasi deplezione idrosalina prima diiniziare il trattamento. La dose deve essere adattata alle esigenze del singolo paziente. La dose abituale in pazienti per cui e' indicata la terapia di associazione e' pari a una compressa rivestita con film al giorno. Se questa combinazione non comporta un adeguato abbassamentodella pressione arteriosa e' possibile la somministrazione giornaliera di due compresse rivestite con film dopo graduale incremento del dosaggio dei singoli componenti benazepril cloridrato e idroclorotiazide.In casi isolati di ipertensione refrattaria al trattamento potrebbe essere giustificato considerare la somministrazione di due compresse rivestite con film due volte al giorno, al mattino ed alla sera. Gli incrementi dei singoli dosaggi devono avvenire ad intervalli di non menodi 3 o 4 settimane. Posologia in pazienti con funzionalita' renale moderatamente compromessa (clearance della creatinina 30-60 ml/min oppureconcentrazione sierica della creatinina >1,2 < 1,8 mg/dl) e nei pazienti anziani (con piu' di 65 anni): in questi pazienti e' richiesta particolare attenzione (titolazione dei singoli componenti). Modo e durata della somministrazione: puo' essere assunto indipendentemente dai pasti. La dose giornaliera indicata deve essere assunta al mattino con molto liquido. Le compresse rivestite con film non devono essere suddivise.

CONSERVAZIONE:

Conservare a temperatura inferiore ai 25 gradi C.

AVVERTENZE:

Usare solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, tenendo sotto regolare controllo i parametri clinici e di laboratorio rilevanti in caso di: proteinuria clinicamente rilevante (piu' di 1 g/die); compromissione della reazione immunitaria o collagenopatia (ad es.lupus eritematoso, sclerodermia); trattamento sistemico concomitantecon farmaci che sopprimono la risposta immunitaria (ad es corticosteroidi, agenti citostatici, antimetaboliti), allopurinolo, procainamide olitio; gotta; ipovolemia; sclerosi cerebrale; sclerosi coronarica; diabete mellito manifesto o latente; ridotta funzionalita' epatica. La funzionalita' renale deve essere controllata prima di far uso del farmaco. Soprattutto all'inizio deve essere usato sotto attento monitoraggio della pressione arteriosa e/o dei parametri di laboratorio rilevantinei pazienti: con deplezione idrosalina, con compromissione della funzionalita' renale (creatinina sierica fino a 1,8 mg/dl oppure clearance della creatinina 30-60 ml/min), con grave ipertensione, con piu' di65 anni. Differenze etniche: come con altri ACE-inibitori ed antagonisti dell'angiotensina II, il benazepril cloridrato sembra essere meno efficace nel diminuire la pressione arteriosa nei neri che nei non-neri, forse a causa di una maggiore prevalenza di una condizione di bassilivelli di renina nella popolazione nera ipertesa. I pazienti con rariproblemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere il farmaco.

INTERAZIONI:

Le seguenti interazioni tra il farmaco o altri ACE-inibitori o idroclorotiazide sono state descritte in seguito all'uso concomitante di: Sale: indebolimento dell'efficacia antiipertensiva del farmaco. Antiipertensivi, nitrati, vasodilatatori, barbiturici, fenotiazine, antidepressivi triciclici: aumento dell'effetto antiipertensivo del farmaco. Analgesici, antinfiammatori (ed es. acido acetilsalicilico, indometacina):possibile indebolimento dell'efficacia antiipertensiva e diuretica del farmaco. Soprattutto in caso di ipovolemia e' possibile l'insorgenzadi un' insufficienza renale acuta. Salicilati ad alte dosi: l'idroclorotiazide puo' potenziare l'effetto tossico dei salicilati sul SNC. Potassio, diuretici risparmiatori di potassio (ad es. spironolattone, amiloride, triamterene) ed altri farmaci che tendono ad aumentare le concentrazioni sieriche di potassio (ad es. eparina): l'ACE-inibitore contenuto nel farmaco causa un'esacerbazione dell'aumento delle concentrazioni di potassio sierico. Farmaci influenzati da alterazioni del potassio sierico: si raccomanda il regolare monitoraggio del potassio sierico e dell'ECG quando il farmaco viene impiegato contemporaneamente afarmaci i cui parametri farmacocinetici e farmacodinamici vengono influenzati da alterazioni del potassio sierico (ad es glucosidi digitalici, farmaci antiaritmici) o ad altri farmaci, come i seguenti (inclusialcuni antiaritmici), che inducono torsioni di punta e dove l'ipopotassiemia e' un fattore predisponente. Farmaci antiaritmici di classe Ia(ad es. chinidina, idrochinidina, disopiramide), farmaci antiaritmicidi classe III (ad es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), alcuni antipsicotici (per es. tioridazina, clorpromazina, levomepromazina, trifluoperazina, ciamemazina, sulpiride, sultopride, amisulpride, tiapride, pimozide, aloperidolo, droperidolo), altri (per es. bepridil,cisapride, difemanile, eritromicina e.v., alofantrina, ketanserina, mizolastin, pentamidina, sparfloxacina, terfenadina, vincamina e.v.), farmaci simpatomimetici (per es. noradrenalina, adrenalina): l'effettopuo' essere ridotto. Tetracicline: la somministrazione contemporanea di tetracicline e diuretici tiazidici aumenta il rischio di innalzamento dei livelli di urea, indotto da tetraciclina. Questa interazione probabilmente non riguarda la doxiciclina. Litio: aumento delle concentrazioni sieriche di litio (monitorare regolarmente!) Alcool: potenziamento dell'ipotensione ortostatica e dell'effetto dell'alcool. Glicosididigitalici: l'ipopotassiemia e/o l'ipomagnesiemia possono determinareun potenziamento degli effetti e delle reazioni avverse dei glicosididigitalici. Antidiabetici orali (per es. sulfaniluree/biguanidi), insulina: l'idroclorotiazide riduce l'effetto mentre il benazepril potenzia l'effetto ipoglicemico. Diuretici kaliuretici (ad es. furosemide), glucocorticoidi, ACTH, carbenoxolone, amfotericina B, penicillina G, salicilati o in caso di abuso di lassativi : l'idroclorotiazide causa unaumento delle perdite di potassio e/o di magnesio. Allopurinolo, agenti citostatici, immunosoppressori, corticoidi sistemici, procainamide:riduzione della conta dei leucociti nel sangue, leucopenia. Agenti citostatici (ad es. ciclofosfamide, fluorouracile, metotressato): l'idroclorotiazide determina un aumento della tossicita' midollare ossea (inparticolare granulocitopenia). Ipnotici, narcotici, anestetici: aumentato calo pressorio (l'anestesista deve essere informato del trattamento). Colestiramina o colestipolo: diminuito assorbimento di idroclorotiazide. Miorilassanti curarici: l'idroclorotiazide potenzia e prolungal'effetto miorilassante (l'anestesista deve essere informato del trattamento). Metildopa: casi isolati di emolisi a causa della formazionedi anticorpi contro il componente attivo idroclorotiazide. Allopurinolo o amantadina: aumento delle reazioni di ipersensibilita' o del rischio di effetti avversi. Farmaci uricosurici: l'idroclorotiazide ne attenua l'effetto. Diazossido: potenziamento dell'effetto iperglicemico. Vitamina D, sali di calcio: aumento del calcio sierico. Ciclosporina: possibile aumento del rischio di iperuricemia. Farmaci anticolinergici(ad es. atropina, biperiden): aumento della biodisponibilita' dell'idroclorotiazide.

EFFETTI INDESIDERATI:

Patologie cardiache. Frequentemente, soprattutto all'inizio del trattamento ed anche in pazienti con deplezione idrosalina, grave ipertensione ed anche in fase di incremento della dose del farmaco si puo' verificare un eccessivo abbassamento della pressione sanguigna con sintomicome capogiri, senso di debolezza, disturbi alla vista ed, in casi meno frequenti, perdita di coscienza. In seguito al trattamento con idroclorotiazide possono spesso manifestarsi alterazioni elettrocardiografiche ed aritmie cardiache come conseguenza dell'ipopotassiemia. I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati in casi isolati per gliACE-Inibitori in associazione con un potenziamento del calo pressorio:tachicardia, palpitazioni, aritmie cardiache, angina pectoris, infarto del miocardio, TIA, accidente cerebrovascolare. Patologie renali e urinarie. Frequentemente e' possibile l'insorgenza o il peggioramento della disfunzione renale, in casi isolati e' stata segnalata anche insufficienza renale acuta. Occasionalmente e' stata osservata proteinuria, talvolta accompagnata da un peggioramento della funzionalita' renale. Durante il trattamento con idroclorotiazide sono stati segnalati casi isolati di nefrite interstiziale non-batterica con conseguente insufficienza renale acuta. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Sono state segnalate frequentemente tosse secca, occasionalmente dispnea, sinusite, rinite ed in casi isolati broncospasmo, glossite e secchezza delle fauci. In casi isolati e' stato osservato edema polmonare ad insorgenza improvvisa con sintomi di shock. Si presume una reazione allergica all'idroclorotiazide. In casi isolati si e' verificato edema angioneurotico indotto da ACE-inibitori con coinvolgimento di laringe, gola e/o lingua. Patologie gastrointestinali. Sono stato segnalati frequentemente nausea, sintomi epigastrici e disturbi al sistema digerente e occasionalmente casi di vomito, diarrea, stipsi, perdita diappetito, pancreatite e particolarmente in caso di colelitiasi pre-esistente, colecisti acuta. Disturbi epatobiliari. E' stata occasionalmente osservata una sindrome che si manifesta inizialmente con ittero colestatico per progredire fino alla necrosi epatica. L'associazione none' chiara. Sono stati descritti casi isolati di disfunzione epatica,epatite e (sub)ileo durante il trattamento con ACE-Inibitori. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Sono state segnalate frequentemente reazioni cutanee allergiche come rash, prurito, vampate, occasionalmente orticaria, pemfigo, sindrome di Stevens-Johnson e Lupus eritematoso cutaneo come pure necrolisi epidermica tossica o edema angioneurotico con coinvolgimento di labbra, viso e/o estremita'. L'incidenzadi edema angioneurotico e' maggiore nei pazienti neri di origine africana piuttosto che nei pazienti non-neri. In casi isolati sono state segnalate gravi reazioni cutanee come eritema multiforme. Le alterazioni cutanee possono essere accompagnate da febbre, mialgia, artralgia/artrite, vasculite, eosinofilia, leucocitosi e/o elevati ANA titoli e unaumento della VES. Durante il trattamento con ACE-Inibitori sono stati osservati casi isolati di reazioni anafilattoidi, alterazioni cutanee psoriasiformi, fotosensibilita, diaforesi, alopecia, onicolisi ed esacerbazione della sindrome di Raynaud. Patologie vascolari. Dopo somministrazione di alte dosi di idroclorotiazide e' occasionalmente possibile l'insorgenza di trombosi ed embolia a causa di concentrazioni ematiche - soprattutto in pazienti anziani od in presenza di disturbi venosi. Patologie dell'occhio. In corso di trattamento con idroclorotiazide e' occasionalmente possibile una riduzione del liquido lacrimale. Patologie del sistema nervoso. Sono state segnalate frequentemente cefalea, stanchezza, sonnolenza, debolezza, apatia e occasionalmente depressione, sensazione di testa leggera, nervosismo, impotenza, parestesie,disturbi dell'equilibrio, confusione, alterazioni dell'umore, stati di ansia, tinnito, visione offuscata e alterazioni del senso del gustooppure perdita transitoria del senso del gusto. Patologie del sistemamuscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Sono stati segnalati occasionalmente spasmi muscolari, debolezza dei muscoli scheletrici, mialgia - a causa dell'ipopotassiemia - paresi. Esami diagnostici. Sono state osservate frequentemente riduzioni delle concentrazioni di emoglobina, ematocrito e della conta leucocitaria o piastrinica. Sono state segnalate occasionalmente anemia, trombocitopenia, leucopenia, neutropenia, eosinofilia ed in casi isolati agranulocitosi o pancitopenia, soprattutto in pazienti con compromissione della funzionalita' renale, collagenopatie o trattati contemporaneamente con allopurinolo, procainamide o con certi farmaci che sopprimono la risposta immunitaria. In casi isolati sono state segnalate emolisi/anemia emolitica anche in associazione con carenza di G-6-PDH, sebbene non sia stato possibile dimostrare una relazione causale con l`ACE-inibitore. L'idroclorotiazide puo' causare occasionalmente ipopotassiemia, ipocloremia, ipomagnesiemia,ipercalcemia, glicosuria e alcalosi metabolica. Sono stati osservatiaumenti di glucosio, colesterolo, trigliceridi, acido urico e amilasisierica. E' possibile un aumento comune delle concentrazioni sierichedi urea, creatinina e potassio e la diminuzione delle concentrazione di sodio in siero, soprattutto in pazienti con disfunzione renale. E' stato osservato un aumento del potassio sierico nei pazienti con diabete mellito. Si puo' osservare aumento dell`eliminazione delle proteinenell`urina. In casi isolati puo' verificarsi aumento della bilirubinae delle concentrazioni degli enzimi epatici. Attenzione: I parametri di laboratorio sopra indicati devono essere monitorati regolarmente prima e durante il trattamento. In particolare all`inizio del trattamentoe nei gruppi ad elevato rischio (pazienti con alterazioni della funzionalita' renale, pazienti affetti da malattie del collagene, anziani opazienti in trattamento con farmaci immunosoppressori, citostatici ocon allopurinolo, procainamide, glicosidi cardiaci, glucocorticoidi olassativi, sono raccomandati controlli, a brevi intervalli, degli elettroliti sierici, della creatininemia,della glicemia e del quadro ematico. Se si sospetta una grave reazione cutanea ci si rivolga immediatamente al medico e si sospenda, se necessario, il trattamento. Se durante il trattamento dovessero insorgere sintomi quali febbre, ingrossamento dei linfonodi e/o mal di gola, deve essere controllato immediatamente il quadro leucocitario.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Gravidanza: non vi e' esperienza nell'impiego in donne in gravidanza.E' controindicato durante la gravidanza. Quando si pianifica una gravidanza o la stessa e' confermata, occorre passare ad una terapia alternativa non appena possibile. L'esposizione limitata al primo trimestredi gravidanza puo' essere associata all'aumento del rischio di malformazioni congenite a carico del sistema cardiovascolare e del sistema nervoso centrale. E' noto che una esposizione prolungata agli ACE inibitori durante il secondo e il terzo trimestre induce fetotossicita' umana (diminuzione della funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nella chiusura della fontanella) e tossicita' neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia). L'idroclorotiazide puo' ridurre il volume plasmatico ed il flusso ematico utero-placentare. Puo' essereinoltre associato a trombocitopenia neonatale, ipoglicemia reattiva eipopotassiemia. Nel caso in cui si sia verificata una esposizione alfarmaco a partire dal secondo trimestre di gravidanza e' consigliabileun controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. I neonati devono essere tenuti sotto attento controllo per individuare segni di ipertensione, oliguria e iperpotassiemia/ipopotassiemia. Allattamento: il benazepril, i suoi metaboliti e l'idroclorotiazide vengono escreti nel latte materno. A causa della possibile insorgenza di gravireazioni avverse nel bambino allattato al seno il medicinale e' controindicato durante l'allattamento. Se la terapia e' necessaria si sospenda l'allattamento.