Belivon

Belivon è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antipsicotico.

INDICAZIONI:

E' indicato nel trattamento delle psicosi schizofreniche acute e croniche. Inoltre migliora i sintomi affettivi (come p.e. depressione, senso di colpa, ansia) associati alla schizofrenia.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

E' controindicato nei pazienti con ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA:

Puo' essere somministrato sotto forma di compresse o di gocce orali, soluzione. Passaggio al trattamento di pazienti provenienti da altra terapia antipsicotica: qualora si ritenga terapeuticamente appropriato istituire un trattamento si raccomanda di sospendere gradualmente la terapia precedente e iniziare contemporaneamente quella con il prodotto.Analogamente, qualora si ritenga opportuno istituire un trattamento in sostituzione di quello con un altro antipsicotico ad azione prolungata, iniziare il trattamento lo stesso giorno previsto per la somministraz ione del farmaco depot. La necessita' di continuare la somministrazione di farmaci anti-parkinson dovrebbe essere rivalutata periodicamente. Adulti. La dose quotidiana deve essere assunta in 2 somministrazioni. La dose iniziale raccomandata e' di 2 mg al giorno. Questa puo' essere aumentata a 4 mg il secondo giorno. Da questo momento in poi ildosaggio potra' rimanere invariato o essere ulteriormente individualizzato a seconda delle necessita' del paziente. La maggior parte dei pazienti trarranno beneficio da una dose giornaliera compresa tra 4 e 6 mg. Per alcuni pazienti potrebbe essere piu' appropriato ricorrere ad una titolazione piu' lenta e a dosi di partenza e di mantenimento inferiori. La somministrazione di dosi superiori ai 10 mg al giorno non hamostrato di essere superiore in efficacia alle dosi piu' basse e puo'causare sintomi di tipo extrapiramidale. Poiche' la sicurezza di dosaggi superiori a 16 mg al giorno non e' stata valutata non dovrebbero essere impiegati dosaggi superiori a tali livelli. Qualora sia necessario un maggiore effetto sedativo, una benzodiazepina puo' essere associata al trattamento. Anziani. Si raccomanda di iniziare il trattamento somministrando 0,5 mg due volte al giorno. Tale dosaggio potra' essereadattato individualmente con aumenti posologici di 0,5 mg due volte algiorno fino a 1-2 mg due volte al giorno. Dovrebbe essere impiegato con cautela in questa particolare categoria di pazienti finche' non verra' acquisita una maggiore esperienza clinica. Bambini. Non sono disponibili dati nei soggetti di eta' inferiore ai 15 anni. Insufficienza renale ed epatica. I pazienti con insufficienza renale hanno meno capacita' di eliminazione della frazione antipsicotica attiva rispetto aglialtri pazienti adulti. Nei pazienti con insufficienza epatica e' stato riscontrato un aumento della concentrazione plasmatica della frazione libera di risperidone. Nei pazienti con insufficienza renale ed epatica, la dose iniziale e gli incrementi successivi devono essere dimezzati, e la titolazione deve avvenire piu' lentamente. Deve essere impiegato con cautela in questa particolare categoria di pazienti.

AVVERTENZE:

In relazione all'attivita' alfa-bloccante di risperidone possono manifestarsi fenomeni di ipotensione ortostatica, specialmente durante la fase iniziale di incremento della dose. In caso di ipotensione dovrebbeessere considerata la possibilita' di ridurre il dosaggio. Usare concautela nei pazienti con malattie cardiovascolari o con una storia famigliare di prolungamento QT. Evitare una terapia concomitante con altri neurolettici. I farmaci con proprieta' antidopaminergiche possono indurre la comparsa di discinesia tardiva, prevalentemente caratterizzata da movimenti ritmici involontari della lingua e/o della faccia. E' stato riportato che la comparsa di effetti extrapiramidali rappresentaun fattore di rischio per lo sviluppo di discinesia tardiva. Poiche' con BELIVON e' stata riscontrata una minore incidenza di sintomi extrapiramidali rispetto alla terapia con i neurolettici classici, il rischio di comparsa di discinesia tardiva dovrebbe diminuire. Qualora si manifestassero i segni ed i sintomi di una discinesia tardiva, dovrebbe essere considerata la possibilita' di interrompere ogni trattamento antipsicotico. In corso di trattamento con farmaci antipsicotici e' statoriportato un complesso di sintomi, potenzialmente fatale, denominatoSindrome Neurolettica Maligna. Manifestazioni cliniche della S.N.M. sono: iperpiressia, rigidita' muscolare, acinesia, disturbi vegetativi,alterazioni dello stato di coscienza che possono progredire fino allostupor e al coma, e livelli elevati della creatininfosfo-chinasi. Altri sintomi possono includere mioglobinuria (rabdomiolisi) e insufficienza renale acuta. Il trattamento della S.N.M. consiste nel sospendere immediatamente la somministrazione dei farmaci antipsicotici essenzialie nell'istituire una terapia sintomatica intensiva; particolare curadeve essere posta nel ridurre l'ipertermia e nel correggere la disidratazione. Qualora venisse ritenuta indispensabile la ripresa del trattamento con antipsicotici, il paziente deve essere attentamente monitorato. Si raccomanda di dimezzare la dose iniziale e gli incrementi successivi nei pazienti anziani e in quelli con insufficienza renale ed epatica. Al momento della prescrizione di antipsicotici, incluso BELIVON,a pazienti con malattia di Parkinson o Demenza a Corpi di Lewy, il medico dovrebbe valutare i rischi in relazione ai benefici poiche' in entrambi i gruppi di pazienti e' maggiore il rischio di sviluppare la Sindrome Neurolettica Maligna, nonche' una aumentata sensibilita' agli antipsicotici. Quest'ultima puo' manifestarsi con confusione, alterazioni dello stato di coscienza, instabilita' posturale con frequenti cadute, oltre che con sintomi extrapiramidali. I neurolettici classici possono abbassare la soglia convulsiva. Si consiglia prudenza nella somministrazione del farmaco in pazienti epilettici. I pazienti devono essere avvisati di astenersi da una assunzione esagerata di cibo considerata la possibilita' di un aumento di peso corporeo durante il trattamento. Non e' autorizzato per il trattamento della psicosi e/o disturbi comportamentali correlati a demenza e non e' raccomandato per questo particolare gruppo di pazienti a causa di un aumento del rischio di eventi avversi cerebrovascolari (EACV). In studi clinici randomizzati versus placebo condotti in una popolazione di pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici e' stato osservato un aumento di circa tre volte del rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo ditale aumento del rischio non e' noto. Non puo' essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Belivon deve essere usato con cautela in pazienti con fattori dirischio per stroke. In una metanalisi di diciassette studi clinici controllati con antipsicotici atipici, incluso risperidone e' stato dimostrato un aumento di mortalita', rispetto al placebo, in pazienti anziani con demenza trattati con antipsicotici atipici. In studi clinici controllati versus placebo, condotti in pazienti anziani con demenza, e' stata osservata un'incidenza di mortalita' del 4% nei pazienti trattati con risperidone rispetto a 3.1 nei pazienti che avevano ricevuto il placebo. L'eta' media dei pazienti deceduti era d 86 anni (67-100).In questi studi, il trattamento con furosemide e risperidone e' statoassociato ad una maggiore incidenza di mortalita' rispetto al trattamento con risperidone o furosemide da soli. Tuttavia, il meccanismo di tale interazione non e' chiaro. L'uso concomitante di risperidone con altri diuretici (principalmente diuretici tiazidici utilizzati a bassedosi), non e' stato associato con simili osservazioni. Non sono statiidentificati elementi comuni tra i casi fatali. Tuttavia, bisogna osservare cautela e considerare i rischi e i benefici derivanti dal trattamento combinato con risperidone e furosemide, o derivanti dalla somministrazione congiunta di risperidone con altri diuretici potenti, prima di decidere se effettuare il trattamento. Indipendentemente dal trattamento, la disidratazione e' un noto fattore di rischio per l'aumentodi mortalita' e dovrebbe, percio', essere attentamente evitata nei pazienti anziani con demenza. In caso di terapia prolungata effettuare periodici controlli della funzionalita' epatica e renale. Contiene lattosio, quindi i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale. Duranteil trattamento sono stati riportati rarissimi casi di iperglicemia, oesacerbazione di un diabete preesistente. Si consiglia un appropriatomonitoraggio clinico nei pazienti diabetici e nei pazienti con fattoridi rischio di sviluppo di diabete mellito.

INTERAZIONI:

Non sono stati valutati sistematicamente i rischi connessi con l'assunzione di BELIVON in concomitanza con altri farmaci. Sulla base degli effetti primari sul SNC, il farmaco dovrebbe essere somministrato con cautela in associazione con altri farmaci ad azione centrale. Puo' potenziare gli effetti dell'alcol. Quando i neurolettici sono somministrati in concomitanza con farmaci che prolungano il QT il rischio di insorgenza di aritmie cardiache aumenta. Non somministrare in concomitanzacon farmaci che determinano alterazioni degli elettroliti. Puo' antagonizzare gli effetti della levodopa e di altri agenti dopaminoagonisti.E' stato osservato che la carbamazepina riduce i livelli plasmatici della frazione antipsicotica di risperidone. Effetti simili sono statiosservati con altri induttori degli enzimi epatici. Pertanto, il dosaggio dovrebbe essere riconsiderato ed eventualmente ridotto qualora venga sospeso il trattamento con la carbamazepina o con altri induttori degli enzimi epatici. Le fenotiazine, gli antidepressivi triciclici e alcuni beta-bloccanti possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di risperidone, ma non quelle della frazione antipsicotica attiva. L'amitriptilina non ha effetti sulla farmacocinetica di risperidone o della frazione antipsicotica attiva. La cimetidina e la ranitidina aumentano la biodisponibilita' di risperidone, ma solo marginalmente quella della frazione antipsicotica attiva. La Fluoxetina e la paroxetina, inibitori del CYP 2D6, aumentano la concentrazione plasmatica di risperidone, ma in maniera inferiore quella della frazione antipsicotica attiva. Il medico deve rivalutare il dosaggio di BELIVON al momento dell'inizio o dell'interruzione di una terapia concomitante con fluoxetina oparoxetina. L'eritromicina, un inibitore del CYP 3A4, non modifica lafarmacocinetica di risperidone e della frazione antipsicotica attiva.Gli inibitori della colinesterasi galantamina e donepezil non mostranoun effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica di risperidone e della frazione antipsicotica attiva. Quando viene assunto insiemead altri farmaci che si legano fortemente alle proteine, non si verifica uno spiazzamento clinicamente rilevante di entrambi i farmaci dalleproteine plasmatiche. Non mostra un effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica di litio, valproato o digossina. Il cibo non influenza l'assorbimento.

EFFETTI INDESIDERATI:

E' generalmente ben tollerato e in molti casi e' stato difficile distinguere gli effetti indesiderati dai sintomi della malattia di base. Gli effetti indesiderati riportati in associazione all'uso sono di seguito elencati: Comuni. Insonnia, agitazione, ansieta', cefalea. Meno comuni. Sonnolenza, affaticamento, vertigini, disturbi della concentrazione, stipsi, dispepsia, nausea, vomito, dolore addominale, visione offuscata, disturbi della sfera sessuale, incontinenza urinaria, rinite, rash ed altre reazioni allergiche. In corso di trattamento e' stata riscontrata una minore incidenza di sintomi extrapiramidali rispetto allaterapia con i neurolettici classici. Tuttavia, in alcuni casi possono manifestarsi i seguenti sintomi extrapiramidali: tremori, rigidita',aumento della salivazione, bradicinesia, acatisia, distonia acuta. Tali sintomi sono generalmente modesti e reversibili con la riduzione della dose e/o con la somministrazione, se necessario, di farmaci anti-parkinson. Occasionalmente, in particolare dopo somministrazione di elevate dosi iniziali, sono stati riportati ipotensione (ortostatica), tachicardia riflessa o ipertensione. Durante il trattamento con risperidone sono stati riportati accidenti cerebrovascolari: in studi clinicisu pazienti anziani con demenza, il trattamento con risperidone e' stato associato con una piu' alta incidenza di eventi avversi cerebrovascolari rispetto al placebo. E' stata anche riportata una riduzione delnumero dei neutrofili e/o trombociti. Puo' indurre un aumento dose-dipendente delle concentrazioni plasmatiche di prolattina con possibile conseguente comparsa di galattorrea, ginecomastia, alterazioni del ciclo mestruale e amenorrea. Durante il trattamento sono stati riportati aumento di peso, edema e aumento dei livelli degli enzimi epatici. In casi molto rari, durante il trattamento con risperidone sono state segnalate iperglicemia o esacerbazione di un diabete preesistente. Come accade con i neurolettici classici, i seguenti effetti sono stati osservati occasionalmente in pazienti psicotici: intossicazione da acqua dovuta o a polidipsia o alla sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH), discinesia tardiva, sindrome neurolettica maligna (SNM), alterata termoregolazione (in rarissimi casi, generalmente conseguenti a numerosi fattori associati, compresi caldo o freddo eccessivi, possono comparire alterazioni gravi della temperatura corporea) e convulsioni. Durante la sorveglianza postmarketing sono stati riportati casi molto rari di adenoma pituitario benigno. Non e' stata evidenziata alcuna associazione causale. Sono stati osservati o altri farmaci della stessa classe casi rari di prolungamento del QT, aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco. Casi molto rari di morte improvvisa.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

La sicurezza di impiego durante la gravidanza non e' stata definita. Da un'osservazione postmarketing di utilizzo di risperidone durante l'ultimo trimestre di gravidanza sono stati osservati sintomi extrapiramidali reversibili nel neonato. Sebbene negli animali da esperimento risperidone non abbia mostrato una tossicita' diretta sul sistema riproduttivo, sono stati osservati alcuni effetti indiretti prolattino- e SNC- mediati. In nessuno studio clinico sono stati osservati effetti teratogeni da attribuire a risperidone. Pertanto, risperidone dovrebbe essere usato in gravidanza solo se i benefici attesi superano i rischi potenziali connessi con l'impiego del farmaco. Negli studi sugli animali, il risperidone ed il 9-idrossi-risperidone vengono escreti nel lattematerno. E' stato dimostrato che risperidone e 9-idrossi-risperidonesono escreti con il latte materno anche nella donna. Pertanto, le donne in trattamento non dovrebbero allattare.