Baypress

Baypress è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Calcio-antagonista, derivato diidropiridinico.

INDICAZIONI:

Ipertensione arteriosa.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gravidanza e allattamento. Sulla base dell'esperienza con il calcio-antagonista nifedipina si ipotizza che la rifampicina, attraverso unmeccanismo di induzione enzimatica, acceleri il metabolismo della nitrendipina, non consentendo il raggiungimento di adeguati livelli plasmatici di quest'ultima.

POSOLOGIA:

Il trattamento con nitrendipina dovrebbe essere condotto in base alleesigenze individuali ed in funzione della gravita' della malattia ipertensiva, e comunque sotto controllo medico. Adulti: una compressa unavolta al giorno, alla mattina, o mezza compressa due volte al giorno,alla mattina ed alla sera (per un totale di 20 mg di nitrendipina al giorno). Nel caso fossero necessari dosaggi piu' elevati e' possibile procedere ad un incremento graduale della dose giornaliera fino ad unacompressa due volte al giorno, alla mattina ed alla sera (per un totale di 40 mg di nitrendipina al giorno). Ove si rendesse opportuna una riduzione posologica, verra' somministrata mezza compressa (10 mg di nitrendipina), alla mattina. In pazienti affetti da epatopatia cronica risulta ritardata la metabolizzazione del preparato; e' pertanto indispensabile procedere ad un aggiustamento posologico individuale, in relazione alla gravita' della patologia concomitante. Nei casi sopra indicati il trattamento andra' iniziato con un quarto di compressa (5 mg) al mattino. I pazienti con ridotta funzionalita' renale non richiedonoparticolari aggiustamenti della dose. La compressa va ingerita al mattino dopo colazione, senza masticarla, con un poco di liquido (NON succo di pompelmo). Le compresse devono essere conservate al riparo dallaluce.

AVVERTENZE:

In pazienti con funzionalita' epatica gravemente ridotta gli effetti del farmaco possono risultare potenziati e prolungati. Raramente, all'inizio del trattamento con calcio-antagonisti o in occasione di un incremento del loro dosaggio, nei pazienti con angina pectoris, particolarmente in quelli con grave coronaropatia ostruttiva, si puo' verificareun aumento nella frequenza, nella durata e/o nella gravita' degli attacchi anginosi. Questo dato peraltro non e' stato confermato per la nitrendipina. La nitrendipina comunque non e' indicata per il trattamento dell'angina cronica stabile. I pazienti che hanno sospeso di recenteuna terapia con beta-bloccanti possono sviluppare una sindrome da astinenza, con esacerbazione dell'angina, probabilmente in relazione ad un'aumentata sensibilita' alle catecolamine. L'inizio del trattamento con calcio-antagonisti non previene tale evenienza, ma potrebbe anzi accentuarla, provocando un rilascio di catecolamine riflesso. Ci sono state segnalazioni occasionali di aumento dell'angina in associazione con il passaggio da beta-bloccanti a calcio-antagonisti, sebbene questodato non sia stato confermato per la nitrendipina. E' importante, se possibile, ridurre gradualmente il dosaggio dei beta-bloccanti, anziche' sospenderli bruscamente, prima di iniziare il trattamento con calcio-antagonisti. La nitrendipina comunque non e' indicata per il trattamento dell'angina cronica stabile. Raramente, per lo piu' in pazienti che ricevevano beta-bloccanti, e' stata segnalata l'insorgenza di insufficienza cardiaca, dopo l'inizio della terapia con calcio-antagonisti.Questo dato non e' stato confermato per la nitrendipina. Reazioni dermatologiche persistenti indotte da calcio-antagonisti sono progredite,in alcuni casi, ad eritema multiforme o dermatite esfoliativa. Questodato non e' stato confermato per la nitrendipina. In tale evenienza puo' essere opportuno sospendere il trattamento con il calcio-antagonista.

INTERAZIONI:

La nitrendipina viene metabolizzata tramite il sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia a livello della mucosa intestinale che del fegato. Tutti i farmaci che inibiscano o inducano questo sistema enzimatico possono quindi modificare l'effetto di primo passaggio o la clearance della nitrendipina. L'associazione con altri farmaci antipertensivi, ove necessaria, e' generalmente ben tollerata. Tuttavia in questi casi l'effetto della nitrendipina puo' risultare potenziato. In corso di terapia concomitante con alfa-bloccanti quali la prazosina, si sonoosservate alterazioni della regolazione pressoria ortostatica. La somministrazione concomitante di diuretici puo' determinare una iniziale accentuazione della natriuresi. In corso di trattamento con nitrendipina la durata e l'intensita' dell'azione dei miorilassanti come il pancuronio possono essere aumentate. La cimetidina ed, in minor misura, laranitidina possono condurre ad un aumento dei livelli plasmatici di nitrendipina e quindi potenziarne gli effetti. Durante somministrazionein associazione a digossina puo' determinarsi un aumento dei livelli ematici del glicoside; pertanto, dovrebbe essere sorvegliata attentamente la possibile comparsa di segni o sintomi di sovradosaggio digitalico provvedendo, nel caso, anche alla determinazione della digossinemiaed eventualmente ad effettuare una riduzione della dose del glicoside.La rifampicina ha uno spiccato effetto d'induzione enzimatica sul sistema del citocromo P450 3A4. A seguito della contemporanea somministrazione con rifampicina, la biodisponibilita' della nitrendipina, come accade per altri calcio-antagonisti diidropiridinici, e' marcatamente ridotta e quindi la sua azione di riduzione della pressione ematica e'attenuata. Poiche' il succo di pompelmo inibisce il metabolismo ossidativo della nitrendipina, la sua assunzione concomitante determina un incremento dei livelli plasmatici di nitrendipina e quindi un'accentuazione dell'effetto ipotensivo. Sulla base dell'esperienza con il calcio-antagonista nifedipina, in caso di consumo regolare di succo di pompelmo, questo effetto puo' durare fino a oltre tre giorni dall'ultima assunzione. La fenitoina, il fenobarbitone e la carbamazepina sono noticome potenziali induttori del sistema del citocromo P450 3A4. Inoltrela concomitante somministrazione di questi anticonvulsivanti e di farmaci strutturalmente correlati alla nitrendipina ne ha chiaramente ridotto la biodisponibilita'. Pertanto si puo' prevedere una riduzione clinicamente rilevante della biodisponibilita' della nitrendipina e quindi una riduzione della sua efficacia. Se la dose di nitrendipina vieneaumentata durante la contemporanea somministrazione di fenitoina, fenobarbitone o carbamazepina, si deve considerare la riduzione del dosaggio di nitrendipina quando sia interrotto il trattamento con anticonvulsivanti. Ketoconazolo, itraconazolo, fluconazolo: quando vengano somministrati per via orale con la nitrendipina non si puo' escludere un sostanziale incremento della biodisponibilita' della nitrendipina legatoad una riduzione del metabolismo di primo passaggio. Percio' qualoravengano somministrati in associazione, va controllata la pressione arteriosa e, se del caso, va ridotta la dose di nitrendipina. Non si puo'escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina a seguito della contemporanea somministrazione di nefazodone. Acido valproico: non si puo' escludere un aumento delle concentrazioni plasmatiche, e quindi d'efficacia, per la nitrendipina. Eritromicina, troleandomicina, claritromicina, roxitromicina: non si puo' escludere un potenziale incremento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina a seguito di somministrazione contemporanea con questi antibiotici macrolidi. Amprenavir, ritonavir, indinavir, nelfinavir, saquinavir: sono potenti inibitori del sistema del citocromo P450 3A4; nonpuo' essere esclusa la possibilita' di un aumento delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina a seguito della contemporanea somministrazione. La simultanea somministrazione di quinupristin/dalfopristin puo' determinare elevazione delle concentrazioni plasmatiche di nitrendipina. La concomitante somministrazione con di enalapril non ha effettosulla farmacocinetica di nitrendipina. La concomitante somministrazione di nitrendipina e midazolam non ha rivelato alcun potenziale per una reciproca interazione.

EFFETTI INDESIDERATI:

Incidenza >=10%. Apparato Cardiovascolare: vasodilatazione. Sistema Nervoso: cefalea. Incidenza >=1% =0,1%