Avodart

Avodart è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

AVODART

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Inibitori della testosterone-5-alfa-reduttasi.

PRINCIPI ATTIVI:

Dutasteride.

ECCIPIENTI:

>>Nucleo: mono e digliceridi dell'acido caprilico/caprico; butilidrossitoluene (E321). >>Rivestimento: gelatina; glicerolo; titanio diossido(E171); ossido di ferro giallo (E172); trigliceridi a catena media; lecitina. >>Inchiostro rosso contenente: ossido di ferro rosso (E172) come colorante, polivinil acetato ftalato, glicole propilenico, e Macrogol 400.

INDICAZIONI:

Trattamento dei sintomi da moderati a gravi dell'iperplasia prostaticabenigna (IPB). Riduzione del rischio di ritenzione urinaria acuta e dell'intervento chirurgico in pazienti con sintomi da moderati a gravidell'iperplasia prostatica benigna.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Donne, bambini ed adolescenti. Ipersensibilita' alla dutasteride, ad altri inibitori della 5-alfa reduttasi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti con grave insufficienza epatica.

POSOLOGIA:

Puo' essere somministrato da solo o in combinazione con l'alfa bloccante tamsulosina (0,4 mg). Adulti (inclusi gli anziani): una capsula (0,5 mg) al giorno per via orale. Le capsule devono essere deglutite intere e non devono essere masticate o aperte poiche' il contatto con il contenuto puo' provocare un'irritazione della mucosa orofaringea. Possono essere assunte con o senza cibo. Sebbene sia possibile osservare unprecoce miglioramento, possono essere richiesti fino a 6 mesi prima di ottenere una risposta al trattamento. Non e' richiesto aggiustamentodella dose negli anziani. L'effetto dell'insufficienza renale sulla farmacocinetica della dutasteride non e' stato studiato. Non e' previsto aggiustamento della dose in pazienti con insufficienza renale. L'effetto dell'insufficienza epatica sulla farmacocinetica della dutasteride non e' stato studiato pertanto si deve usare attenzione in pazienticon insufficienza epatica da lieve a moderata. E' controindicato in pazienti con grave insufficienza epatica.

CONSERVAZIONE:

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

AVVERTENZE:

La terapia di combinazione deve essere prescritta dopo un'attenta considerazione del rischio beneficio a causa del potenziale aumento di rischio di eventi avversi e dopo la considerazione di un'opzione terapeutica alternativa che comprenda le monoterapie. Nei pazienti con iperplasia prostatica benigna deve essere eseguita una esplorazione rettale come pure altre valutazioni per il cancro alla prostata prima di iniziare il trattamento e in seguito periodicamente. La dutasteride viene assorbita attraverso la pelle. In caso di contatto con capsule non integre, l'area interessata deve essere immediatamente lavata con acqua e sapone. La dutasteride non e' stata studiata in pazienti con malattie epatiche. Si deve prestare attenzione nella somministrazione di dutasteride a pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata. La concentrazione sierica dell'antigene specifico prostatico (PSA) e' un importante componente per rilevare la presenza di un cancro alla prostata.Generalmente una concentrazione sierica totale di PSA superiore a 4 ng/ml (Hybritech) richiede una ulteriore valutazione e l'eventuale decisione di effettuare una biopsia della prostata. Tenere presente che unvalore basale di PSA inferiore a 4 ng/ml in pazienti trattati non esclude una diagnosi di un cancro alla prostata. Il medicinale determinauna diminuzione della concentrazione sierica di PSA di circa il 50% dopo 6 mesi in pazienti affetti da iperplasia prostatica benigna, anchein presenza di cancro alla prostata. Nonostante possano esserci dellevariazioni individuali, si puo' prevedere una diminuzione del PSA di circa il 50% come osservato per l'intera gamma di valori basali di PSA(da 1,5 a 10 ng/ml). Pertanto per interpretare un singolo valore di PSA in un uomo trattato per sei mesi o piu', i valori di PSA devono essere raddoppiati per paragonarli con la serie dei valori normali negli uomini non sottoposti a trattamento. Tale aggiustamento mantiene la sensibilita' e la specificita' del test del PSA e mantiene la sua capacita' di rilevare il cancro alla prostata. Qualsiasi aumento persistentedei livelli sierici di PSA in un paziente trattato deve essere attentamente valutato, prendendo anche in considerazione la mancata compliance alla terapia. I livelli sierici totali di PSA tornano al valore di base entro sei mesi dall'interruzione del trattamento. Il rapporto trafrazione libera e PSA totale rimane costante anche sotto l'effetto delprodotto. Se il medico sceglie di usare la percentuale libera di PSAper diagnosticare il cancro alla prostata in uomini trattati, non e' necessario nessun aggiustamento dei valori.

INTERAZIONI:

La dutasteride e' eliminata principalmente tramite metabolismo. Studiin vitro indicano che questo metabolismo e' catalizzato da CYP3A4 e CYP3A5. Non sono stati effettuati studi formali di interazione con potenti inbitori del CYP3A4. Tuttavia, nel corso di uno studio di farmacocinetica, in un piccolo numero di pazienti trattati contemporaneamente con verapamil o diltiazem (moderati inibitori del CYP3A4 ed inibitori della glicoproteina P) le concentrazioni sieriche di dutasteride risultavano mediamente aumentate da 1,6 a 1,8 volte in confronto agli altripazienti. L'associazione a lungo termine della dutasteride con farmaciche sono potenti inibitori dell'enzima CYP3A4 (es. ritonavir, indinavir, nefazodone, itraconazolo, chetoconazolo somministrati oralmente) puo' aumentare le concentrazioni sieriche di dutasteride. Non e' probabile che si verifichi una ulteriore inibizione della 5-alfa reduttasi in seguito all'aumentata esposizione a dutasteride. Tuttavia una riduzione nella frequenza di dosaggio della dutasteride puo' essere presa inconsiderazione se si osservano effetti collaterali. Si deve considerare che in caso di inibizione enzimatica, la lunga emivita puo' essereulteriormente prolungata e possono essere necessari piu' di 6 mesi diterapia concomitante prima di raggiungere un nuovo stato stazionario.La farmacocinetica della dutasteride non e' influenzata dalla somministrazione di 12 g di colesteramina un'ora prima della somministrazionedi una singola dose di 5 mg di dutasteride. Non ha effetti sulla farmacocinetica del warfarin o della digossina. Cio' indica che la dutasteride non inibisce/induce il CYP2C9 o il trasportatore glicoproteina P.Studi di interazione in vitro indicano che la dutasteride non inibiscegli enzimi CYP1A2, CYP2D6, CYP2C9, CYP2C19 o CYP3A4. Durante un piccolo studio (N=24) della durata di 2 settimane su maschi volontari sani,dutasteride (0,5 mg al giorno) non ha avuto alcun effetto sulla farmacocinetica della tamsulosina o della terazosina. Non ci sono state nemmeno indicazioni di interazioni farmacodinamiche in questo studio.

EFFETTI INDESIDERATI:

MONOTERAPIA. Circa il 19% dei 2.167 pazienti trattati con dutasteridedurante gli studi clinici della durata di due anni, di fase III, controllati con placebo hanno manifestato reazioni avverse durante il primoanno di trattamento. La maggioranza degli eventi sono stati da lievia moderati e si sono manifestati a carico del sistema riproduttivo. Non si e' evidenziato alcun cambiamento nel profilo degli eventi avversinell'estensione degli studi in aperto di ulteriori 2 anni. La seguente tabella mostra le reazioni avverse rilevate dagli studi clinici controllati e dall'esperienza successiva all'immissione in commercio. Glieventi avversi riportati dagli studi clinici sono eventi giudicati dallo sperimentatore come correlati al farmaco (con un'incidenza maggioreo uguale all'1%) riportati con un'incidenza maggiore nei pazienti trattati con dutasteride rispetto a quelli trattati con placebo durante il primo anno di trattamento. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: impotenza; libido alterata (diminuita); disturbi dell'eiaculazione; disturbi mammari (che includono ingrossamento e/o dolenziamammaria). Disturbi del sistema immunitario: reazioni allergiche cheincludono rash, prurito, orticaria, edema localizzato e angioedema. INCOMBINAZIONE CON L'ALFA BLOCCANTE TAMSULOSINA. I dati a 2 anni provenienti dallo studio CombAT che confrontava la dutasteride 0,5 mg (n=1623) e la tamsulosina 0,4 mg (n=1611) una volta al giorno da sole e in combinazione (n=1610) hanno dimostrato che l'incidenza degli eventi avversi, giudicati dallo sperimentatore correlati al farmaco, durante ilprimo e il secondo anno di trattamento, e' stata rispettivamente del 22% e del 5% con la terapia di combinazione dutasteride/tamsulosina, del 14% e 5% con dutasteride in monoterapia e 13% e 4% con tamsulosina in monoterapia. La maggior incidenza di eventi avversi nel gruppo in terapia di combinazione nel primo anno di trattamento era dovuta ad unamaggior incidenza di disturbi a livello riproduttivo, specificamente disturbi dell'eiaculazione, osservati in questo gruppo. I seguenti eventi avversi, giudicati dallo sperimentatore correlati al farmaco sono stati riportati con un'incidenza maggiore o uguale all'1% durante il primo anno di trattamento nell'analisi a 2 anni dello studio CombAT. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella, disturbi psichiatrici ed esami diagnostici: impotenza; libido alterata (diminuita); disturbi dell'eiaculazione; disturbi mammari (che includono ingrossamentoe/o dolenzia mammaria). Patologie del sistema nervoso: vertigini.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

E' controindicato nelle donne. Dutasteride interferisce sulle caratteristiche del seme (riduzione nella conta spermatica, nel volume del seme e nella motilita' spermatica) nel soggetto sano. Non si puo' escludere la possibilita' di una riduzione della fertilita' maschile. La dutasteride inibisce la conversione del testosterone a diidrotestosteronee puo', se somministrata ad una gestante, inibire lo sviluppo dei genitali esterni nel caso di un feto di sesso maschile. Nel liquido seminale di soggetti che assumevano 0,5 mg al giorno sono state trovate piccole quantita' di dutasteride. Sulla base di studi effettuati negli animali, e' improbabile che un feto di sesso maschile possa subire effetti negativi nel caso che la madre sia esposta al liquido seminale di unpaziente trattato (il rischio e' maggiore durante le prime 16 settimane di gravidanza). Tuttavia, come con tutti gli inibitori della 5-alfareduttasi, quando la "partner" del paziente e' in gravidanza o puo' diventarlo, si raccomanda che il paziente eviti l'esposizione della propria "partner" al liquido seminale tramite l'uso di un profilattico. Non e' noto se la dutasteride venga escreta nel latte umano.