Atenololo almus

Atenololo almus è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Beta-bloccante, selettivo, non associato.

INDICAZIONI:

Ipertensione arteriosa, compresa quella di origine renale. Angina pectoris. Aritmie. Intervento precoce nell'infarto miocardico acuto.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Come gli altri beta-bloccanti, non deve essere somministrato a pazienti con: ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; bradicardia; shock cardiogeno; ipotensione; acidosi metabolica; gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica; blocco atrioventricolare di 2 e 3 grado; malattie del nodo del seno; feocromocitoma non trattato; scompenso cardiaco non controllato da una terapia adeguata. Non deve essere associato a terapia con verapamil o diltiazem.

POSOLOGIA:

Adulti: ipertensione arteriosa, compresa quella di origine renale. Mezza o una compressa (50-100 mg) al giorno. Di solito il pieno effetto antipertensivo si raggiunge dopo una o due settimane di terapia. Se necessario, e' possibile ottenere un'ulteriore riduzione dei valori pressori associando il farmaco con altri farmaci antipertensivi. In particolare, la somministrazione contemporanea del farmaco con un diuretico determina un effetto antipertensivo superiore a quello prodotto dai singoli farmaci. Angina pectoris: la maggior parte dei pazienti rispondealla somministrazione di una compressa (100 mg) al giorno. Aumentandola posologia non si ottiene generalmente un ulteriore beneficio. Aritmie: dopo aver controllato le aritmie con una formulazione iniettabiledi atenololo, si consiglia una posologia di mantenimento per via oraledi 50-100 mg/die. Intervento precoce nell'infarto miocardico acuto: il trattamento con una formulazione iniettabile di atenololo deve essere iniziato entro le 12h dall'insorgenza del dolore precordiale nell'infarto miocardico acuto. Dopo 15 minuti dall'iniezione in bolo, somministrare 50 mg del prodotto (mezza compressa) per via orale seguiti da altri 50 mg dopo 12 ore dall'iniezione. Successivamente si consiglia una terapia di mantenimento per via orale alla dose di 100 mg/die che dovrebbe essere iniziata dopo altre 12 ore. Qualora compaia bradicardiae/o ipotensione (di entita' tale da richiedere un intervento terapeutico) o altri gravi effetti collaterali, il farmaco deve essere sospeso.Anziani: puo' rendersi necessario ridurre la posologia, particolarmente nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale. Bambini: non esistono esperienze cliniche relative all'impiego pediatrico delfarmaco; pertanto se ne sconsiglia la somministrazione ai bambini. Insufficienza renale: poiche' e' escreto per via renale e' necessario ridurre il dosaggio nei pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale. Non si verifica accumulo significativo del farmaco nei pazienti che hanno una clearance della creatinina superiore a 35 ml/min/1,73m2 (il limite normale e' di 100-150 ml/min/1,73m2). Nei pazienticon clearance creatininica di 15-35 ml/min/1,73m2 (equivalente a 3,4-6,8 mg% di creatininemia) la posologia deve essere di 50 mg al giorno o100 mg a giorni alterni. Per i pazienti con clearance creatininica

AVVERTENZE:

Sebbene sia controindicato nello scompenso cardiaco non controllato dauna terapia adeguata puo' essere somministrato a pazienti i cui segnidi insufficienza cardiaca risultino controllati e, con la dovuta cautela, a pazienti con una riserva cardiaca scarsa. Nei pazienti affettida angina di Prinzmetal, puo' aumentare il numero e la durata delle crisi anginose tramite vasocostrizione arteriosa coronarica mediata dagli alfa recettori. Tuttavia, seppur con la massima cautela, puo' essereconsiderato il suo impiego in questi pazienti, in quanto e' un beta-bloccante beta-1 selettivo. Non deve essere somministrato a pazienti affetti da gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica. Durante il suo impiego, in pazienti affetti da disordini vascolari periferici di modesta entita', si puo' anche verificare un aggravamento di tali disturbi. Particolare cautela nella somministrazione va rivolta ai pazienti con blocco atrioventricolare di 1 grado, a causa del suo effetto negativo sul tempo di conduzione. Puo' modificare la tachicardia indotta da ipoglicemia. Puo' mascherare i segni di tireotossicosi. La riduzione della frequenza cardiaca e' un'azione farmacologica indotta dal prodotto. Dovra' essere considerata una riduzione del dosaggio nei rari casi in cui compaiono sintomi attribuibili all'eccessiva riduzionedella frequenza cardiaca. E' importante non interrompere bruscamenteil trattamento con il farmaco, specialmente nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica. Nei pazienti in terapia con il prodotto e con unastoria di reazioni anafilattiche a diversi allergeni, si puo' verificare un aggravamento delle reazioni allergiche in occasione di ripetutistimoli da parte dell'allergene. Questi pazienti possono non rispondere adeguatamente alle dosi di adrenalina comunemente impiegate nel trattamento delle reazioni allergiche. Nei pazienti asmatici puo' indurreun aumento della resistenza delle vie respiratorie; tuttavia, seppurcon la massima cautela, puo' essere considerato il suo impiego in questi pazienti, in quanto e' un beta-bloccante beta-1 selettivo. In casodi aumento della resistenza delle vie respiratorie, la somministrazione del farmaco deve essere interrotta e, se necessario, deve essere instaurata una terapia con preparati broncodilatatori (come il salbutamolo).

INTERAZIONI:

Non deve essere somministrato a pazienti in terapia con calcio-antagonisti con effetto inotropo negativo (es. verapamil, diltiazem); e' necessario che siano trascorse almeno 48 ore dalla sospensione di uno di questi farmaci prima di iniziare l'altra terapia. L'uso concomitante con diidropiridine (es. nifedipina) puo' aumentare il rischio di ipotensione e possono verificarsi casi di insufficienza cardiaca in pazienticon insufficienza cardiaca latente. I farmaci glicosidi-digitalici, associati ai beta-bloccanti, possono provocare un aumento del tempo di conduzione atrioventricolare. I beta-bloccanti possono aggravare il brusco rialzo dei valori pressori che puo' verificarsi dopo la sospensione della clonidina. Se i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente, il beta-bloccante deve essere sospeso parecchi giorni prima diinterrompere la terapia con clonidina. Se la terapia con beta-bloccante deve sostituire quella con clonidina, e' necessario che l'inizio del trattamento con beta-bloccante avvenga parecchi giorni dopo l'interruzione della terapia con clonidina. Particolare cautela richiede la somministrazione del farmaco a pazienti in trattamento con farmaci antiaritmici appartenenti alla I classe, come la disopiramide. I farmaci simpaticomimetici, come l'adrenalina, possono contrapporsi all'effetto dei beta-bloccanti se usati contemporaneamente. L'uso concomitante di farmaci inibitori la sintetasi prostaglandinica (ibuprofene, indometacina) puo' ridurre gli effetti ipotensivi dei beta-bloccanti. E' necessario porre particolare cautela nell'uso degli agenti anestetici in pazienti trattati con il prodotto. Occorre che l'anestesista sia informatodi tale terapia e, in questo caso, deve essere impiegato un agente anestetico con una minima attivita' inotropa negativa. L'uso dei beta-bloccanti con agenti anestetici puo' provocare un'attenuazione della tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione. E' da evitarel'uso di agenti anestetici che causano depressione miocardica.

EFFETTI INDESIDERATI:

Negli studi clinici, gli eventi indesiderati segnalati sono generalmente attribuibili alle azioni farmacologiche dell'atenololo. I seguentieffetti indesiderati, elencati per sistema corporeo, sono stati riportati con le seguenti frequenze: molto comuni (10%), comuni (1-9,9%), non comuni (0,1-0,9%), rari (0,01%-0,09%), molto rari (< 0,01%) inclusicasi isolati. Disturbi cardiaci: comuni:bradicardia; rari: deterioramento della funzionalita' cardiaca; insorgenza di blocco cardiaco. Disturbi vascolari: comuni: freddo alle estremita'; rari: ipotensione posturale che puo' essere associata a sincope; aggravamento della claudicazione intermittente; nei pazienti sensibili fenomeno di Raynaud. Disturbi del sistema nervoso: rari: capogiri; cefalea; parestesia. Disturbipsichiatrici: non comuni: disturbi del sonno similmente a quanto riportato da altri beta-bloccanti; rari: cambiamenti dell'umore; incubi; psicosi o allucinazioni; aggravamento di sindromi nervose con depressione mentale, catatonia, confusione e turbe della memoria. Disturbi gastrointestinali: comuni : disturbi gastrointestinali; rari: secchezza delle fauci. Esami di laboratorio: comuni: aumenti dei livelli di transaminasi: molto rari: e' stato osservato un incremento di anticorpi antinucleo, tuttavia non e' chiara la rilevanza clinica. Disturbi epatobiliari: rari: tossicita' epatica, inclusa la colestasi intraepatica. Disturbi del sangue e del sistema linfatico: rari: porpora; trombocitopenia. Disturbi della pelle e del tessuto sottocutaneo: rari: alopecia; reazioni cutanee di tipo psoriasico; aggravamento della psoriasi; rash cutaneo; inoltre, l'atenololo puo' esacerbare la depigmentazione nei soggetti affetti da vitiligine. Disturbi oculari: rari: secchezza agli occhi; disturbi della vista. Disturbi del sistema riproduttore e dellamammella: rari: impotenza. Disturbi respiratori; toracici e del mediastino: rari: in pazienti con asma bronchiale o con una storia di problemi asmatici puo' verificarsi broncospasmo. Disturbi generali: comune:affaticamento. Qualora, secondo il giudizio clinico, la qualita' di vita del paziente venisse negativamente interessata dalla presenza di unqualsiasi effetto indesiderato sopraelencato, deve essere consideratala sospensione del trattamento.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Gravidanza: attraversa la barriera placentare e si sono riscontrati livelli ematici nel cordone ombelicale. Non sono stati effettuati studisull'impiego nel 1 trimestre di gravidanza e pertanto non puo' essereesclusa la possibilita' di un danno fetale. E' stato impiegato, sottostretto controllo medico, per il trattamento dell'ipertensione nel 3 trimestre. L'uso in donne gravide, per il trattamento dell'ipertensionelieve-moderata, e' stato associato a un ritardo della crescita intra-uterina. L'uso del farmaco, in donne che sono in gravidanza o che possono iniziarla, richiede un'attenta valutazione dei benefici indotti dalla terapia rispetto ai possibili rischi, particolarmente nel 1 e 2 trimestre di gestazione. Allattamento: si riscontra un accumulo significativo nel latte materno. Deve essere adottata cautela quando il prodotto viene somministrato a donne che allattano. I nati da madri che hanno assunto il prodotto poco prima di partorire o durante l'allattamentopossono essere a rischio di ipoglicemia e bradicardia. Bisogna porreattenzione quando il farmaco e' assunto durante la gravidanza o l'allattamento.