Arlevertan

Arlevertan è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

ARLEVERTAN

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Preparazioni antivertigine.

PRINCIPI ATTIVI:

Cinnarizina 20 mg, dimenidrinato 40 mg.

ECCIPIENTI:

Cellulosa microcristallina, amido di mais, talco, ipromellosa, siliceanidra colloidale, magnesio stearato, sodio croscarmellosa.

INDICAZIONI:

Trattamento dei sintomi vertiginosi di varia origine.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

La difenidramina viene escreta totalmente attraverso il rene e i pazienti con insufficienza renale grave sono stati esclusi dal programma disviluppo clinico. I pazienti con una clearance della creatinina

POSOLOGIA:

Adulti: 1 compressa tre volte al di'. Le compresse vanno assunte dopoi pasti, senza masticare, con un po' di liquido. Bambini e adolescential di sotto dei 18 anni: non essendo disponibili dati sull'uso del medicinale in questo gruppo di eta', non e' raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta'. Anziani: posologia come per gli adulti. Insufficienza renale: deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata. I pazienti con una clearance della creatinina < 25 ml/min (insufficienza renale grave) non devono utilizzare il farmaco. Insufficienza epatica: nonsono disponibili studi in pazienti con insufficienza epatica. I pazienti con insufficienza epatica grave non devono utilizzare il farmaco.In genere la durata del trattamento non deve superare le quattro settimane. Spetta al medico decidere circa la necessita' di un trattamentopiu' prolungato

CONSERVAZIONE:

Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.

AVVERTENZE:

Il medicinale non riduce in modo significativo la pressione arteriosae tuttavia deve essere usato con prudenza nei pazienti ipotesi. Deve essere assunto dopo i pasti per ridurre al minimo l'eventuale irritazione gastrica. E' necessario essere prudenti nel somministrare il farmaco a pazienti con condizioni che potrebbero aggravarsi a causa della terapia anticolinergica, ad es. innalzamento della pressione intra-oculare, ostruzione piloro-duodenale, ipertrofia prostatica, ipertensione,ipertiroidismo o grave coronaropatia. E' necessario essere prudenti nel somministrare a pazienti con morbo di Parkinson.

INTERAZIONI:

Gli effetti anticolinergici e sedativi del prodottopossono essere potenziati dagli inibitori della monoaminossidasi. La procarbazina puo' intensificare l'effetto. Come gli altri antiistaminici, puo' potenziaregli effetti sedativi dei depressivi del sistema nervoso centrale (SNC), inclusi alcol, barbiturici, analgesici narcotici e tranquillanti. E'necessario avvertire i pazienti che devono evitare l'assunzione di bevande alcoliche. Puo' inoltre potenziare gli effetti degli antiipertensivi, dell'efedrina e degli anticolinergici come l'atropina e degli antidepressivi triciclici. Puo' mascherare i sintomi ototossici associati agli antibiotici aminoglicosidici e la risposta della pelle ai testallergici cutanei. Si deve evitare la somministrazione concomitante dei medicinali che prolungano l'intervallo QT dell'ECG, come gli antiaritmici di classe Ia e di classe III. Le informazioni sulle possibili interazioni farmacocinetiche della cinnarizina e della difenidramina conaltri medicinali sono limitate. La difenidramina inibisce il metabolismo mediato dal CYP2D6; si consiglia cautela nell'associare il medicinale con substrati di questo enzima, soprattutto quelli con un intervallo terapeutico ridotto.

EFFETTI INDESIDERATI:

Le reazioni avverse (ADR) piu' frequenti riscontrate negli studi clinici sono sonnolenza (inclusi torpore, stanchezza, spossatezza, stordimento) nell'8% circa dei pazienti e secchezza delle fauci nel 5% circa dei pazienti. Queste reazioni sono solitamente di lieve entita' e scompaiono nell'arco di alcuni giorni pur continuando il trattamento. Frequenza delle reazioni avverse: Comune (>1/100, 1/1000, 1/10.000, >Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: leucopenia, trombopenia, anemia aplastica. >>Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni da ipersensibilita' (ad es. reazioni cutanee). >>Patologie del sistema nervoso. Comuni: sonnolenza, cefalea; Non comuni: parestesia, amnesia, tinnito, tremore, nervosismo, convulsioni. >>Patologie dell'occhio. Raro: disturbi della vista. >>Patologie gastrointestinali. Comune: secchezza delle fauci, dolori addominali; Non comuni: dispepsia, nausea, diarrea. >>Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: sudorazione, eruzioni cutanee; Raro: fotosensibilita'. >>Patologierenali e urinarie. Raro: esitazione minzionale. Si riportano inoltrele seguenti reazioni avverse riscontrate in associazione al dimenidrinato e alla cinnarizina. Dimenidrinato: eccitazione paradossale (in particolare nei bambini), peggioramento del glaucoma da chiusura d'angolo, agranulocitosi reversibile. Cinnarizina: stipsi, aumento ponderale,tensione al petto, itterizia colestatica, sintomi extrapiramidali, reazioni cutanee simil-lupus, lichen planus.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non vi sono dati sulla sicurezza in gravidanza umana. Gli studi suglianimali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale e sullo sviluppo postnatale. Il rischio teratogeno dei singoli principi attivi, dimenidrinato/difenidramina e cinnarizina e' basso. In studi su animali non e' stato osservatoalcun effetto teratogeno. Il dimenidrinato puo' avere un effetto ossitocico e accorciare il travaglio. Non deve essere utilizzato durante la gravidanza. Allattamento: il dimenidrinato e la cinnarizina sono escreti nel latte materno. Le donne che allattano non devono assumere ilfarmaco.