Angiox ev

Angiox ev è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

ANGIOX 250 MG, POLVERE PER CONCENTRATO PER SOLUZIONE INIETTABILE O PERINFUSIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Agenti antitrombinici diretti.

PRINCIPI ATTIVI:

Ogni flaconcino contiene 250 mg di bivalirudina. Dopo la ricostituzione, 1 ml contiene 50 mg di bivalirudina. Dopo la diluizione 1 ml contiene 5 mg bivalirudina.

ECCIPIENTI:

Mannitolo, idrossido di sodio 2% (per regolarizzare il pH).

INDICAZIONI:

Per il trattamento di pazienti adulti con sindrome coronarica acuta (angina instabile/infarto miocardio senza innalzamento del tratto ST (UA/NSTEMI))nel caso di intervento di urgenza ed immediato. Angiox deve essere somministrato con aspirina e clopidogrel. Anticoagulante in pazienti sottoposti ad intervento coronarico percutaneo (PCI).

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

E' controindicato in pazienti con: ipersensibilita' accertata al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, o alle irudine; sanguinamento attivo o aumentato rischio di sanguinamento a causa di disordini della emostasi e/o disordini irreversibili della coagulazione; ipertensione severa non controllata e con endocardite batterica subacuta;compromissione renale severa (VFG < 30 ml/min) e in pazienti dipendenti dalla dialisi.

POSOLOGIA:

Il farmaco e' destinato all'uso endovenoso. Il farmaco deve essere somministrato da un medico esperto nella terapia intensiva coronarica o nelle procedure invasive coronariche. Adulti/Anziani. Sindrome coronarica acuta (SCA): la dose iniziale raccomandata nei pazienti con SCA consiste in un bolo endovenoso di 0,1 mg/kg seguito da una infusione di 0,25 mg/kg/ora. I pazienti destinati al solo trattamento farmacologicopossono proseguire la infusione di 0,25 mg/kg/ora fino a 72 ore. In pazienti in cui si proceda al PCI deve essere somministrato un bolo addizionale di 0,5 mg/kg e la velocita' di infusione durante la proceduradeve essere aumentata a 1,75 mg/kg/ora. Dopo il termine del PC, la dose ridotta di infusione di 0,25 mg/kg/ora puo' essere ripresa da 4 a 12ore se clinicamente necessario. Per i pazienti in cui si procede ad un intervento di bypass aorto-coronarico (CABG) senza circolazione extracorporea, l'infusione EV di bivalirudina deve essere continuata per il tempo dell'intervento. Proprio prima dell'intervento deve essere somministrato un bolo di 0,5 mg/kg seguito da un'infusione di 1,75 mg/kg/h per la durata dell'intervento. Per i pazienti sottoposti ad un intervento CABG con circolazione extracorporea, l'infusione EV di bivalirudina deve essere continuata fino ad un'ora prima dell'intervento poi l'infusione deve essere interrotta ed il paziente trattato con eparina non frazionata. PCI: la dose raccomandata per pazienti sottoposti a PCIconsiste in un bolo endovenoso di 0,75mg/kg peso corporeo, seguito immediatamente da una infusione endovenosa di 1,75mg/kg peso corporeo/ora almeno per la durata della procedura. L'infusione puo' essere continuata fino a 4 ore dopo la PCI come da esigenze cliniche. La sicurezzae l'efficacia della sola dose in bolo non sono state valutate e non sono raccomandate anche se viene pianificata una procedura PCI breve. Non sono necessari aggiustamenti della dose a condizione che la funzionalita' renale sia normale. In presenza di insufficienza renale la dosee la velocita' di infusione devono essere aggiustate. Occorre prudenzanegli anziani in conseguenza della riduzione della funzionalita' renale associata all'eta'. Il Tempo di Coagulazione Attivato (ACT) puo' essere usato per valutare l'attivita' della bivalirudina. I valori di ACT 5 minuti dopo un bolo di bivalirudina sono in media 365 + 100 secondi. Se l'ACT a 5 minuti e' inferiore a 225 secondi, una seconda dose inbolo di 0,3 mg/kg deve essere somministrata. Allo scopo di ridurre ilpotenziale per bassi valori di ACT, il prodotto ricostituito e diluito deve essere mescolato attentamente prima della somministrazione e ladose in bolo deve essere somministrata con una rapida iniezione endovenosa. Quando il valore di ACT e' superiore a 225 secondi non e' piu'necessario alcun controllo a condizione che la dose per infusione di 1,75 mg/kg sia somministrata in modo appropriato. L'introduttore arterioso puo' essere rimosso 2 ore dopo la sospensione dell'infusione dellabivalirudina senza ulteriore controllo dell' ACT. Insufficienza renale La dose destinata alla SCA (0,1 mg/kg in bolo e 0,25 mg/kg/ora per infusione) non deve essere aggiustata in pazienti con insufficienza renale. Pazienti con moderata insufficienza renale (VFG 30-59 ml/min) sottoposti a PCI (trattati con bivalirudina per SCA o no) devono riceverel'infusione ad una velocita' ridotta a 1,4 ml/kg/ora. La dose in bolonon deve essere modificata dalla posologia precedentemente descrittaal paragrafo SCA o PCI. Durante il PCI, e' raccomandato nei pazienti con insufficienza renale il monitoraggio dei tempi di coagulazione comel' ACT. L'ACT deve essere controllato 5 minuti dopo la dose in bolo.Se l' ACT e' inferiore a 225 secondi, una seconda dose in bolo di 0,3mg/kg deve essere somministrata e l' ACT deve essere ricontrollato 5 minuti dopo la somministrazione della seconda dose in bolo. In pazienticon insufficienza renale moderata inclusi in uno studio di registrazione di fase III (REPLACE-2) i valori di ACT misurati 5 minuti dopo ilbolo di bivalirudina erano in media 366 +/- 89 secondi senza aggiustamenti posologici. Alla fine della procedura di angioplastica, i valoridi ACT in questi pazienti erano in media 355+/- 81 secondi. Il farmacoe' controindicato in pazienti con insufficienza renale severa (VFG

CONSERVAZIONE:

Polvere liofilizzata: non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Soluzione ricostituita: conservare in frigorifero (2 gradi C - 8gradi C). Non congelare. Soluzione diluita: non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Non congelare.

AVVERTENZE:

Il farmaco non e' indicato per uso intramuscolare. Non somministrare per via intramuscolare. Emorragia: i pazienti devono essere posti sottoattenta osservazione per eventuali sintomi o segni di sanguinamento durante il trattamento particolarmente se la bivalidurina e' associataad un altro anticoagulante. Sebbene la maggior parte dei casi di sanguinamento associati alla bivalirudina avvengano nella sede della puntura arteriosa in pazienti sottoposti a PCI, una emorragia puo' avvenirein qualunque sede nel corso della terapia. Una emorragia puo' essere segnalata da una inspiegabile diminuzione dell'ematocrito, dell'emoglobina o della pressione sanguigna. In caso si osservi o si sospetti unaemorragia e' necessario interrompere immediatamente il trattamento. Non e' noto alcun antidoto alla bivalirudina ma il suo effetto si esaurisce rapidamente (emivita 35-40 minuti). Somministrazione concomitantecon inibitori piastrinici o anticoagulanti: si prevede che l'uso associato di farmaci anticoagulanti aumenti il rischio di emorragia. Quandola bivalirudina e' associata ad un inibitore piastrinico o ad un farmaco anticoagulante, e' necessario monitorare regolarmente i parametriclinici e biologici dell'emostasi. Nei pazienti che assumono warfarine che sono trattati con bivalirudina si deve considerare il monitoraggio dei valori di INR (Rapporto internazionale normalizzato), per controllare che ritorni ai livelli pretrattamento, dopo l'interruzione della terapia con bivalirudina. Ipersensibilita': reazioni di ipersensibilita' di tipo allergico sono state riportate non comunemente negli studi clinici. Le preparazioni necessarie per fronteggiare tale eventualita' devono essere approntate. I pazienti dovrebbero essere istruiti suiprimi segni di reazioni di ipersensibilita' comprendenti eruzioni cutanee, orticaria generalizzata, oppressione toracica, dispnea sibilante, ipotensione e anafilassi. In caso di shock, devono essere rispettatigli standard medici attuali previsti per il trattamento degli shock.Anafilassi, incluso un caso di shock anafilattico con esito fatale, e'stata riscontrata molto raramente nella esperienza successiva alla commercializzazione. La comparsa in corso di trattamento di anticorpi contro bivalirudina e' rara e non e' stata associata ad evidenza clinicadi reazioni allergiche o anafilattiche. Deve essere usata cautela difronte a pazienti trattati precedentemente con lepirudina e che abbiano sviluppato anticorpi verso la stessa. La formazione intraproceduraledi un trombo e' stata osservata durante procedure di gamma-brachiterapia con il farmaco. Usare con cautela durante le procedure di beta-brachiterapia.

INTERAZIONI:

Sono stati eseguiti studi sull'interazione farmacologica con inibitoripiastrinici, compreso l'acido acetilsalicilico, la ticlopidina, il clopidogrel, l'abciximab, l'eptifibatide, o il tirofiban. I risultati non suggeriscono interazioni farmacodinamiche con questi prodotti medicinali. Per quanto noto sul loro

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

, dall'uso combinatodi medicinali anti-coagulanti (eparina, warfarina, trombolitici o agenti antipiastrinici) ci si puo' attendere un aumentato rischio di sanguinamento. In ogni caso, quando la bivalirudina e' combinata con un inibitore piastrinico o con un farmaco anticoagulante, i parametri clinici e biologici dell'emostasi devono essere regolarmente monitorati.

EFFETTI INDESIDERATI:

I seguenti dati relativi alle reazioni avverse sono basati su uno studio clinico con bivalirudina in 13.819 pazienti con SCA; 4612 erano randomizzati a bivalirudina da sola, 4604 erano randomizzati a bivalirudina piu' inibitore GPIIb/IIIa e 4603 erano randomizzati a eparina non frazionata o enoxaparina piu' inibitore GPIIb/IIIa. Le reazioni avversesono state piu' frequenti nei pazienti di sesso femminile e nei pazienti con piu' di 65 anni sia nel gruppo trattato con bivalirudina sia nel gruppo di riferimento trattato con eparina, rispetto ai pazienti disesso maschile o piu' giovani. Circa il 23,3 % dei pazienti che hannoricevuto bivalirudina ha presentato almeno un evento avverso ed il 2,1 % ha presentato una reazione avversa al farmaco. Piastrine, sanguinamento e coagulazione: nello studio ACUITY i dati relativi al sanguinamento sono stati raccolti separatamente dagli eventi avversi. Casi di sanguinamento maggiore sono stati misurati mediante scale di sanguinamento maggiore ACUITY e TIMI. Casi di sanguinamento minore sono stati definiti in presenza di qualsiasi evento emorragico osservato che non avesse i criteri di un sanguinamento maggiore. Casi di sanguinamento minore sono stati molto comuni (>= 1/10), casi di sanguinamento maggioresono stati comuni (>= 1/100 e < 1/10). Sia i casi di sanguinamento maggiore che i casi di sanguinamento minore erano significativamente menofrequenti con la sola bivalirudina rispetto ai gruppi trattati con eparina in associazione ad un inibitore GPIIb/IIIa e con bivalirudina piu' inibitore GPIIb/IIIa. Una simile riduzione nel sanguinamento fu osservata nei pazienti trasferiti a bivalirudina da terapie basate su eparina (N = 2078). Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune (da >=1/1.000 4 g/dL (o calo > 12% dell'ematocrito) senza identificazione di una sede di sanguinamento. Casi di sanguinamento minore sono stati definiti in presenza di qualsiasi evento emorragico osservato che non avesse i criteri di un sanguinamento maggiore. Casi di sanguinamento minore sono stati molto comuni (> 1/10), casi di sanguinamento maggiore sono stati comuni (> 1/100 e < 1/10). Sia i casi di sanguinamento minore che i casi di sanguinamento maggiore erano significativamente meno frequenti con bivalirudina rispetto ai gruppi trattati con eparina in associazionead un inibitore GPIIb/IIIa. I casi di sanguinamento maggiore si sonoverificati piu' frequentemente nella sede di puntura dell'introduttore. Si sono osservate altre sedi di sanguinamento meno frequenti, con una frequenza > 0,1% (non comune): sanguinamento in "altre sedi" di puntura, retro-peritoneale, gastrointestinale, nell'orecchio, nel naso o nella gola. Reazioni avverse che sono state segnalate dalla vasta esperienza post-marketing e che non sono state segnalate nei paragrafi precedenti. Nell'esperienza successiva alla commercializzazione per la bivalirudina e' stato riferito il sanguinamento serio, incluso quello conesito fatale. Frequenza non nota. Disturbi del sistema immunitario: reazione anafilattica, shock anafilattico, incluso lo shock fatale, ipersensibilita' al farmaco, orticaria. Patologie vascolari: trombosi, inclusa la trombosi fatale, ematoma. Patologie del sistema nervoso: emorragia intracranica.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non vi sono dati adeguati provenienti dall'uso di bivalirudina in donne in gravidanza. Gli studi su animali sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sulparto o sullo sviluppo post-natale. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e' noto. Non usare durante la gravidanza, se non in casodi assoluta necessita'. Non e' noto se la bivalirudina passi nel latte materno. Somministrare con cautela nelle madri in allattamento.