Amiodarone ph&t

Amiodarone ph&t è indicato per il trattamento di:

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Antiaritmico, classe III.

INDICAZIONI:

Amiodarone cloridrato per via endovenosa deve essere utilizzato quandoa richiesta una risposta rapida a quando la somministrazione orale non a possibile. Terapia e prevenzione di gravi disturbi del ritmo resistenti alle altre terapie specifiche: tachicardie sopraventricolari (parossistiche e non parossistiche), extrasistoli atriali, flutter e fibrillazione atriale. Tachicardie parossistiche sopraventricolari reciprocanti come in corso di Sindrome di Wolff-Parkinson-White. Extrasistolie tachicardie ventricolari.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Malattia del nodo del seno senza elettrostimolatore (rischio di arresto sinusale); Disturbi gravi di conduzione, senza elettrostimolatore (blocchi atrio-ventricolari gravi, blocchi bi- 0 trifascicolari). In questi casi l'amiodarone iniettabile puo' essere utilizzato in Unita' specializzate e tramite stimolatore elettrosistolico. Collasso cardiovascolare, ipotensione arteriosa grave. Associazione con farmaci in gradodi determinare "torsade de pointes". Distiroidismi in corso o risolti.Nei casi dubbi fare un esame delta funzionalita' tiroidea prima del trattamento. Ipersensibiiita al principio attivo, allo iodio o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gravidanza, eccetto casi eccezionali. Allattamento. L'iniezione endovenosa a controindicata in case di ipotensione, insufficienza respiratoria grave, miacardiopatia o insufficienza cardiaca (rischio di peggioramento). Per la presenza di alcool benzilicoil prodotto per via parenterale non deve essere somministrato ai bambini al di sotto dei due anni.

POSOLOGIA:

In relazione alle caratteristiche farmaceutiche, non si devono utilizzare concentrazioni inferiori a 600 mg/l. Utilizzare solo soluzione glucosata al 5% (isotonica). Non aggiungere nessun altro prodotto nella soluzione di infusione. Infusione venosa: Dosaqqio di carico: la posologia media e' di 5 mg/kg esclusivamente in 250 ml di soluzione glucosata al 5%, somministrata in un intervallo di tempo compreso tra 20 minuti e 2 ore, tale dose e' ripetibile da 2 a 3 volte nelle 24 ore. La velocita' di infusione deve essere adattata ai risultati. L'effetto terapeutico compare entro i primi minuti e poi diminuisce progressivamente,quindi si deve effettuare un'infusione successiva. Dosaqqio di mantenimento: da 10 a 20 mg/kg nelle 24 ore (generalmente 600-800 mg/24 oree fino a 1200 mg/24 ore) in 250 ml di soluzione glucosata al 5% per pochi giorni. Passare alla via orale dal primo giorno di infusione. Iniezione endovenosa: La posologia e di 5 mg/kg, la durata dell'iniezionedeve essere non inferiore a 3 minuti. Non aggiungere nessun altro prodotto nella siringa.

INTERAZIONI:

Associazionicontroindicate: Farmaci in grado di dare "torsade de pointes": Antiaritmici come quelli della Classe IA, sotalolo, bepridil. Nonanti-aritmici come vincamina, sultopride, eritromicina i.v., pentamidina per somministrazione parenterale poiche' si puo' avere un aumentodel rischio di "torsade de pointes" potenzialmente letali. Associazioni sconsigliate: Betabloccanti ed alcuni calcioantagonisti (verapamil,diltiazem) per la possibilita' di disturbi di automatismo (bradicardiaeccessiva) e di conduzione. Lassativi stimolanti: per la comparsa diuna possibile ipokaliemia aumentando di conseguenza il rischio di "torsade de pointes", si devono quindi utilizzare altri tipi di lassativi.Associazioni che necessitano di precauzioni d'uso. Farmaci in grado di dare ipokaliemia: Diuretici in grado di dare ipokaliemia, soli o associati. Glucocorticoidi e mineralcorticoidi per via generale, tetracosactide. Amfotericina B per via i.v. E' necessario prevenire l'ipokaliemia (e correggerla se necessario), si deve monitorare l'intervallo QTe, in caso di "torsade de pointes", non somministrare antiaritmici (utilizzare un elettrostimolatore: si puo' utilizzare magnesio per via i.v.). Anticoagulanti orali: Poiche' l'effetto degli anticoagulanti orali e' potenziato, aumentando cosi' il rischio di sanguinamento, e' necessario monitorare i livelli di protrombina in modo piu' regolare ed aggiustare la posologia degli anticoagulanti sia durante il trattamentocon amiodarone che dopo la sua interruzione. Digitale. Possono presentarsi disturbi nell'automatismo ( eccessiva bradicardia) e nella conduzione atrioventricolare (azione sinergica); inoltre e' possibile un aumento delle concentrazioni plasmatiche di diossina dovuta ad una diminuzione della clearance della diossina. Deve quindi essere effettuatoun monitoraggio clinico, elettrocardiografico e biologico (includendoeventualmente anche i livelli plasmatici di diossina); potrebbe esserenecessario aggiustare la posologia della digitale. Fenitoina. E' possibile un aumento dei livelli plasmatici di fenitoina con sintomi di sovradosaggio (in particolare sintomi neurologici); quindi si deve effettuare un monitoraggio clinico e non appena appaiono sintomi da sovradosaggio si deve ridurre il dosaggio della fenitoina; si devono determinare i livelli plasmatici della fenitoina. Ciclosporina. E' possibile un aumento dei livelli plasmatici di cicolsporina dovuti ad una diminuzione della sua clearance; si deve aggiustare il dosaggio. Flecainide.E' possibile un aumento dei livelli plasmatici di flecainide; si deveaggiustare il dosaggio. Anestesia. In pazienti sottoposti ad anestesiagenerale sono state riportate complicazioni potenzialmente gravi: bradicardia (che non risponde all'atropina), ipotensione, disturbi dellaconduzione, diminuzione della gettata cardiaca. E' stato osservato qualche caso di complicazioni respiratorie gravi, qualche volta ad evoluzione fatale, generalmente nel periodo immediatamente seguente un intervallo chirurgico (sindrome da di stress respiratorio acuto dell'adulto); cio' puo' essere correlato ad una possibile interazione con un'altaconcentrazione di ossigeno. Farmaci metabolizzati dal citocromo P45034: quando tali farmaci sono co-somministrati con amiodarone, inibitore del CYP 34, si puo' verificare un innalzamento delle loro concentrazioni plasmatiche che comporterebbe un possibile aumento della loro tossicita'. L'associazione di amiodarone con alte dosi di simvastatinaaumenta notevolmente il rischio di miopatia. Pertanto nei pazienti cheassumono amiodarone in associazione a simvastatina, il dosaggio di simvastatina non deve superare i 20 mg/die.La possibile interazione di amiodarone con altre statine non e' nota. Si suggerisce comunque una particolare attenzione quando amiodarone viene somministrato in associazione agli inibitori dell'HMG-CoA redattasi (statine).

EFFETTI INDESIDERATI:

Locali: Possibilita' di infiammazione delle vene in seguito a infusione venosa. Tale effetto puo' essere evitato con l'uso di un catetere venoso centrale. Sistemici: Vampate, sudorazione, nausea (iniezione endovenosa). Diminuzione della pressione arteriosa, generalmente moderatae transitoria. In seguito a sovradosaggio o a iniezione troppo rapidasono stati riportati casi di ipotensione o collasso. Bradicardia moderata. In alcuni casi e specialmente nei pazienti anziani, una bradicardia marcata, o piu' eccezionalmente un arresto sinusale, richiedono l'interruzione della terapia. Sono stati riportati casi di inizio o di peggioramento dell'aritmia, seguiti a volte da arresto cardiaco; sulla base delle conoscenze attuali, non e' possibile differenziare cio' chee' dovuto al farmaco da cio' che puo' essere correlato alle condizionicardiache di base o da cio' che puo' essere il risultato di una perdita di efficacia della terapia. Questi effetti vengono riportati piu' raramente che con la maggior parte degli altri farmaci antiaritmici e generalmente si presentano nel caso di alcune interazioni con altri farmaci o di disturbi elettrolitici. Sono stati riportati, all'inizio della terapia, aumenti isolati, generalmente moderati (da 1,5 a 3 volte del valore normale) delle transaminasi sieriche; questi aumenti possonoregredire con la diminuzione della dose o anche spontaneamente. E' stato anche riportato qualche caso di epatopatia acuta, talvolta fatale,con transaminasi sieriche elevate e/o ittero; in tali casi il trattamento deve essere interrotto e si raccomanda quindi un monitoraggio della funzionalita' epatica. Si puo'manifestare grave tossicita' polmonare generalmente immediatamente dopo intervento chirurgico (sindrome dadistress respiratorio acuto dell'adulto): alla base di tali forme vi sarebbe una possibile interazione con una elevata concentrazione di ossigeno. Dopo iniezione endovenosa sono stati descritti altri effetti, apparentemente eccezionali (qualche caso isolato): shock anafilattico,ipertensione intracranica benigna (pseudo-tumor cerebri), broncospasmoe/o apnea nei casi di insufficienza respiratoria grave e specialmentenei pazienti asmatici.