Aminoacidi ess. fl

Aminoacidi ess. fl è indicato per il trattamento di:

DENOMINAZIONE:

AMINOACIDI ESSENZIALI GALENICA SENESE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:

Soluzioni endovena.

PRINCIPI ATTIVI:

1000 ml di soluzione contengono: L-Fenilalanina g 8,8; L-Leucina g 8,8; L-Isoleucina g 5,6; L-Lisina acetato g 9,0 (pari a L-Lisina base g 6,4); L-Metionina g 8,8; L-Treonina g 4,0; L-Triptofano g 2,0; L-Valinag 6,4; L-istidina g 2,6. pH: 5,8 - 6,8, aggiustato con acido aceticoglaciale. Elettroliti (mEq/l): CH 3 COO^- 44 (sono esclusi gli ioni aggiunti per la correzione del pH e quelli dello stabilizzante). Aminoacidi totali: 53,4 g/l; Azoto totale: 6,54 g/l; Osmolarita' teorica: 429,5 mOsm/l.

ECCIPIENTI:

Sodio metabisolfito g 0.1 , acqua p.p.i.

INDICAZIONI:

Apporto bilanciato di costituenti proteici nella insufficienza renaleacuta e cronica, ed in caso di dialisi peritoneale o emodialisi.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:

Coma o encefalopatia epatici, errori congeniti del metabolismo degli aminoacidi, squilibrio elettrolitico o acido-base grave o non corretto,iperammoniemia o altri disordini caratterizzati da ridotta utilizzazione dell'azoto, ipovolemia, gravi malattie epatiche, ipersensibilita'verso i componenti. Generalmente controindicato in gravidanza.

POSOLOGIA:

Per infusione endovenosa con velocita' di gocciolamento non superiorea 20 gtt/min. Fino a 0,5 g di aminoacidi /Kg/die (pari a 500 ml per unsoggetto di 70 Kg) in caso di insufficienza renale acuta e cronica non in trattamento dialitico. Fino a 1 g di aminoacidi/Kg/die (pari a 1000 ml per un soggetto di 70 Kg) in caso di insufficienza renale acutae cronica in trattamento emodialitico o dialisi peritoneale. Posologiamassima fino a 1,5 g di aminoacidi/Kg/die (pari a 1500 ml/die per unsoggetto di 70 Kg).

CONSERVAZIONE:

Conservare al riparo dalla luce e a temperatura non superiore a 25 gradi C.

AVVERTENZE:

Il prodotto contiene sodio metabisolfito; nei soggetti sensibili, e piu' frequentemente negli asmatici, questa sostanza puo' causare reazioni di tipo allergico quali reazioni anafilattiche o crisi asmatiche anche gravi. Se la funzione renale e' compromessa la somministrazione disoluzioni di aminoacidi puo' presentare problemi particolari connessicon lo squilibrio elettrolitico. La somministrazione di soluzioni di aminoacidi puo' determinare un incremento dell'azotemia (BUN), specialmente in presenza di compromissione della funzione epatorenale ed in caso di sanguinamento gastrointestinale. La somministrazione di aminoacidi senza carboidrati puo' causare un accumulo di corpi chetonici. La somministrazione di aminoacidi a pazienti con insufficienza epatica, inparticolare di soluzioni che non siano state specificamente formulateper il trattamento di questi pazienti, puo' causare squilibrio degliaminoacidi plasmatici, alcalosi metabolica, iperammoniemia, iperazotemia prerenale, perdita di coscienza e coma. Ipocalcemia, ipofosfatemiao ipomagnesemia clinicamente significative possono verificarsi come risultato del trattamento con soluzioni inettabili di aminoacidi al 5,2-5,3% (formulazione renale) e soluzioni ipertoniche di glucosio; in tali casi puo' essere necessario correggere il difetto somministrando elettroliti. La formulazione renale non sostituisce la dialisi e la convenzionale terapia di supporto nei pazienti con insufficienza renale. L'uso della formulazione renale dovrebbe essere limitato ai pazienti incapaci di alimentarsi. Nella insufficienza renale cronica non trattatamediante emodialisi o dialisi peritoneale, il prodotto puo' essere utilizzato fino a che e' nuovamente possibile mettere in atto una sufficiente somministrazione orale di proteine. In caso di insufficienza renale acuta con diuresi conservata l'uso deve essere limitato a pochi giorni, con un massimo di due settimane. L'infusione eccessivamente rapida puo' aumentare il rischio di effetti indesiderati. L'uso efficace esicuro del medicinale richiede esperienza nel riconoscere e trattare le complicanze associate alla nutrizione parenterale. Particolare cautela deve essere adottata nei pazienti con insufficienza renale (considerare in particolare che in questi pazienti l'iperglicemia puo' non trovare riflesso nella glucosuria) e nei pazienti pediatrici (per i qualil'efficacia e la sicurezza delle soluzioni iniettabili di aminoacidinon e' sempre dimostrata). Particolare cautela deve inoltre essere adottata nei pazienti con patologie renali, polmonari o con insufficienzacardiaca cosi' come occorre cautela al fine di evitare un eccessivo accumulo di liquidi. E' necessario il controllo regolare dei parametriclinici e di laboratorio per monitorizzare, in particolare, l'equilibrio idroelettrolitico e acido-base. Nel caso di significative deviazioni dei valori normali (quali possono verificarsi ad esempio in caso diaspirazione nasogastrica prolungata, vomito, diarrea) adottare le opportune contromisure terapeutiche. In presenza di iperazotemia (di qualunque origine) non devono essere somministrate infusioni di aminoacidisenza prima valutare la quantita' totale di azoto assunta dal paziente. Il carico di azoto deve essere attentamente monitorizzato nei pazienti con compromissione della funzione renale. L'iperammoniemia dev'essere adeguatamente valutata, particolarmente nell'infanzia. Quando la somministrazione di aminoacidi richiede un contemporaneo apporto calorico, specialmente usando soluzioni di glucosio ad alta concentrazione, devono essere routinariamente controllate la glicemia e la glicosuria.Il rischio di iperglicemia deve essere attentamente valutato, specialmente nei diabetici e nei casi di ridotta tolleranza al glucosio. Quando si usano soluzioni concentrate di glucosio deve essere inoltre considerata la possibilita' di iperinsulinemia conseguente alla brusca interruzione della somministrazione. L'interruzione della nutrizione parenterale deve avvenire gradualmente. Nei pazienti con insufficienza renale, al fine di promuovere la riutilizzazione dell'azoto ureico e' essenziale ridurre il carico di azoto non essenziale e fornire un adeguatoapporto calorico insieme a minime quantita' di aminoacidi essenziali.Nei pazienti in nutrizione parenterale totale per lunghi periodi (piu' di 5 giorni) e' frequente l'insorgenza di una deficienza di acidi grassi essenziali. L'uso di emulsioni lipidiche, contenenti ad esempio acido linoleico, che forniscano il 4-10% dell'apporto calorico totale puo' prevenire tale deficienza. Le soluzioni contenenti sodio devono essere usate con particolare cautela, e solo se del caso, nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, grave insufficienza renale e inpresenza di edema con ritenzione di sodio. Le soluzioni contenenti acetato devono essere usate con particolare cautela nei pazienti con alcalosi respiratoria o metabolica e nelle condizioni in cui esistono aumentati livelli di questo ione o una sua ridotta utilizzazione, come adesempio nell'insufficienza epatica grave. Il sito di venipuntura deveessere ispezionato frequentemente alla ricerca di segni di flebite otrombosi.

INTERAZIONI:

La contemporanea somministrazione di tetracicline, per la loro attivita' antianabolica, puo' ridurre l'effetto di risparmio proteico delle soluzioni di aminoacidi.

EFFETTI INDESIDERATI:

Gli effetti indesiderati possono essere dovuti alla soluzione o alla tecnica di somministrazione e comprendono effetti locali e generali. Effetti locali Al sito di iniezione possono aversi: bruciore, eritema, flebite, trombosi. Effetti generali Eritema generalizzato, febbre, nausea. Sono possibili squilibri metabolici, idroelettrici, acido-base. Ilsodio metabisolfito puo' causare gravi reazioni allergiche. Se si verifica un effetto indesiderato interrompere e conservare la soluzione rimanente per eventuali analisi

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:

Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con soluzioniiniettabili di aminoacidi. Inoltre non e' noto se possono causare undanno fetale quando somministrate durante la gravidanza o se possono compromettere la fertilita'. Le soluzioni inettabili di aminoacidi devono essere somministrate durante la gravidanza solo se assolutamente necessario.